
Mi sembrava di avergli fatto un dono
molto più intimo di un sorriso.
Mi ero tolta la maschera e mostrato la mia anima
@_A_dele
molto più intimo di un sorriso.
Mi ero tolta la maschera e mostrato la mia anima
@_A_dele

Socrate era andato oltre, intendo ciò che Dante chiamava "luce" un concepimento.
L'Eros socratico si manifesta come un principio di fecondità: comincia com il desiderio di godere delle forme di una persona o d'"altra cosa vostro amor seduce" [Dante], ma rapidamente diviene "grande e angosciosa passione" e smania di procreare, di far nascere bellezza da se medesimi, in una qualsiasi forma - affetto, opera, idea, azione - ....
Luogo di questo procreare è la psukhè - parola con cui in greco si indicava ciò che noi chiamiamo psiche, sia ciò che chiamiamo anima.
[...)
in un altro dialogo platonico, il Fedro, Socrate spiega...che l'intensità erotica somiglia a una mania, a una follia cioè, ma si tratta di una mania divina, che, eccitando sia i processi psichici sia le percezioni dell'erastes, gli mette le ali [...] Si apre li la "Pianura della Verita", dove ogni Psukhè [anima] umana, prima di venire al mondo soggiornava insieme agli dei ...
[...]
Sicchè...non è la propria metà mancante, la totalità del proprio io, ciò che Eros spinge a cercare nelle persone amate , bensì una conoscenza assoluta che le psykhai [anime] hanno perduto da quando sono venute al mondo.....
Eros ci libera dalla selvatichezza e ci riempie di cordialità: ispira mitezza e bandisce la rozzezza; è generoso in benevolenza, avaro in malevolenza, è padre di dolcezze, di soavità e di grazie (Kariton): mentre nelle fatiche, nella paura, nel desiderio, nel dibattere è timoniere, combattente, commilitone, salvatoreIgor Sibaldi - Eros e amore, pagg. 35-40
Platone

Eros gode della bellezza dell'anima e ad essa cerca di avvicinarsi
Marcello C