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mercoledì 6 novembre 2019

quegli occhi grandi non nascondevano niente


Larry McMurtry



Jake assunse un’aria pensierosa, come al solito. Pareva sempre che quegli occhi color caffè stessero contemplando una qualche scena del passato, e ciò dava l’impressione che Jake fosse pervaso di tristezza: un’impressione che faceva colpo sulle donne.

Per Augustus era rivoltante che le donne subissero il fascino dei grandi occhi di Jake...
quegli occhi grandi non nascondevano niente, se non un cervello che andava a rilento. Jake era sempre vissuto come in un sogno e in qualche modo se l’era cavata......

quando si trattava di far innamorare una donna, Jake Spoon era imbattibile. I suoi grandi occhi la convincevano che senza di lei era perduto e nessuna donna sembrava sopportare l’idea che si perdesse.

Larry McMurtry - - - Lonesome Dove


sabato 8 giugno 2019

il fascino delle iene





E fu in quel momento che lei lo vide: il carisma sfacciato e impudente di quell’uomo. Nel breve tempo che aveva passato con lui, Kim si era chiesta cosa diavolo ci avesse visto Jemima in Simon Roach.

Angela Marson
unamorte perfetta


lunedì 3 dicembre 2018

gli specchi trappole







Il mio amico Antoine Roquentin, per esempio, chiama gli specchi trappole. «Sul muro v’è un buco bianco, – dice, – lo specchio».
[...]
Roquentin si avvicina, la guarda e ne rimane intrappolato, non può piú andarsene. La cosa grigia, superfluo specificarlo ma specifichiamo, è il riflesso del suo volto. Un riflesso che Roquentin, in quelle giornate perdute tra la sua stanza d’albergo e le strade di Bouville, si ferma a contemplare, perché, spiega, non capisce nulla del suo volto:
 
«Quelli degli altri hanno un senso. Ma non il mio. Non posso nemmeno decidere se sia bello o brutto. Immagino sia brutto, poiché me l’hanno detto. Ma questo non mi tocca. In fondo son perfino urtato che si possano attribuirgli qualità di questo genere, come se si dicesse bello o brutto un pezzo di terra o un masso di roccia».
 
Tommaso Pincio



venerdì 23 novembre 2018

un nodo irrisolto, una vergogna, un pianto di bambino, una sete di vendetta,


Il dono di saper vivere

Tommaso pincio








Per lasciarmi davvero alle spalle la vergogna di un simile comportamento, avrei dovuto spiegargli la verità fino in fondo; rivelargli che era stata una mossa calcolata.
[...]
Cosí mi sono tenuto dentro questa macchia, con il risultato che il suo ricordo non si è mai attenuato. Al contrario: è diventato un’infamia indelebile sulla quale rifletto spesso. Da allora non ho smesso di agire a quel modo; ogni volta che ho passato il segno è sempre accaduto perché davvero avevo perduto il controllo.
[...]
Non sarei certo il primo che usa il fascino di una storia o di un personaggio come strumento di persuasione
[...]
Al fondo del rapporto perverso che ho intrattenuto con Caravaggio c’è un nodo irrisolto, una vergogna, un pianto di bambino, una sete di vendetta, una maledizione autoinflitta, qualcosa a cui non so dare una definizione precisa ma che mi appesantisce da anni e che avrei voluto spiegare, sublimare, superare scrivendone. Non ci sono riuscito e non mi resta che ammettere la sconfitta.
 
Tommaso Pincio



giovedì 22 novembre 2018

capacità di convincere il prossimo,


Il dono di saper vivere

Tommaso pincio








Vendersi non è che un’abilità necessaria, persuadere l’altro che lo scambio proposto sia conveniente, e non c’è nulla di artistico in tutto ciò, semmai di umano. Il dono di saper vivere non si esaurisce certo nella capacità di convincere il prossimo, ma meno questo talento è sviluppato, piú si avranno problemi nella vita. So di che parlo. Lo so praticamente da sempre.
 
Tommaso Pincio



domenica 4 novembre 2018

quando qualcuno fingeva il bisogno di possederla interamente mentre in realtà voleva usarla per un po’


Resoconto

Rachel Cursk








Lei stessa, ha detto, aveva sperimentato gli abissi della delusione maschile mostrando proprio quel tipo di sincerità: uomini che un attimo prima si dicevano pazzi d’amore per lei, un attimo dopo la insultavano apertamente e solo allora, solo dopo aver raggiunto quel livello di franchezza reciproca, riusciva a capire se stessa e ciò che davvero voleva.
 
Non sopportava le finzioni, ha detto, e piú di ogni altra la finzione di desiderio: quando qualcuno fingeva il bisogno di possederla interamente mentre in realtà voleva usarla per un po’. Lei per prima, ha detto, era prontissima a usare gli altri, ma era disposta a riconoscerlo solo se loro ammettevano un’intenzione analoga.
 
– Ma per lui è un gioco, una fantasia, – ha detto Elena. – Un gioco che agli uomini piace. E hanno paura della tua sincerità, perché gli rovina il gioco. Se rinunci a essere sincera con un uomo, gli permetti di continuare il suo gioco, di vivere la propria fantasia.
 
Rachel Cusk



giovedì 1 novembre 2018

i grandi amanti

Franco Arminio in rete

l'amore non è mai dei compiaciuti
degli ingrati, degli astuti.


i grandi amanti
i grandi amanti
hanno il cuore fondato sul pianto,
sentono di avere le ore contate,
hanno il tremore dei passeri
nei giorni di neve,
hanno la testa del serpente
alla fine del letargo.
i grandi amanti
sentono che non sanno amare nessuno
e che nessuno lì può amare.
l'amore non è mai dei compiaciuti
degli ingrati, degli astuti.
 
Franco Arminio

mercoledì 24 ottobre 2018

«Tu mi hai fatto saltare tutto questo e te ne sarò grato per sempre».





«Il corteggiamento, atto naturale che tutti gli esseri viventi mettono in pratica nella stagione degli amori. I rettili cambiano il colore della pelle, gli uccelli sfoggiano code e piume multicolori, i mammiferi fanno danze frenetiche, ma finisce lì, dura poco. Poi la femmina, di solito è lei quella che sceglie, dà il via e gli animali si accoppiano. Noi no, noi compriamo un vestito nuovo o un paio di scarpe alla moda, e cominciamo quel corollario di rotture di coglioni infinite che non ho più voglia di affrontare». Guardò la sigaretta arrivata quasi al filtro. «L’appuntamento, la cena, il cicchetto al bar, il cinema, il sorriso, i doppi sensi, e chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere inutili, lunghe, noiose, come se due adulti non conoscano già la meta, l’atto finale. E se tu ne parli durante l’incontro allora guai! No, deve risultare una sorpresa, un incidente di percorso: ma tu guarda, noi si parlava al ristorante e ora che ci facciamo a letto nudi?».
Lada sorrise. «Io invece...».

«Tu mi hai fatto saltare tutto questo e te ne sarò grato per sempre».

Antonio Manzini,
fate il vostro gioco,


martedì 16 ottobre 2018

piegare lo sguardo a simbolo di penetrazione?





Mi ricordo la differenza tra come mi fittiava Franco e come, quella sera, mi hai fittiato tu.
Io?
Come l’avevo fittiata?
Perché ero meno buon ragazzo di Franco?
Possibile che quella frase non mi avesse colpito nemmeno un po’, tre anni prima?
Lessi, rilessi e mi prese una specie di disorientamento lessicale. Per quel che ne sapevo, fittiare significava guardare con insistenza una ragazza. Com’era la mia insistenza, nel 1962, com’era quella di Franco? Educata la sua, volgarotta la mia?
Andai a cercare nel vocabolario napoletano-italiano. Fittiare non lo trovai, trovai fittivo – affliggente, molesto – e fittiglie/fettiglie – noie, molestie, angosce –, tutte voci che rimandavano a figere, ma contaminato con fictilia, da fingere. Come al solito, pensai, nelle parole c’è piú di quanto ci pare di dire. Fittiare conteneva figere, ficcare e, insieme, fingere, plasmare. Significava, dunque, piegare lo sguardo a simbolo di penetrazione? Questo faceva il buon ragazzo Franco, questo facevo io, ragazzo di un paio d’anni piú grande e forse perciò meno buono?

Domenico Starnone
Autobiografia erotica di Aristide Gambia


giovedì 21 giugno 2018

gliele guardavo con insistenza e temo con sfrontatezza


Gli innamoramenti

Javier Marias








Gli guardavo le labbra mentre parlava con enfasi, gliele guardavo con insistenza e temo con sfrontatezza, mi lasciavo cullare dalle sue parole e non potevo staccare gli occhi dal luogo da cui uscivano, come se lui tutto intero fosse bocca da baciare, da quella proviene l’abbondanza, da quella sorge quasi tutto, ciò che ci persuade e ciò che ci seduce, ciò che ci distoglie e ciò che ci incanta, ciò che ci assorbe e ciò che ci convince.
 
Javier Marias




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sabato 12 maggio 2018

ci sono uomini che risvegliano impulsi primitivi


Berta isla

Javier Marias








....e soprattutto una bocca troppo carnosa e soffice, o priva di consistenza, ed eccessiva nelle dimensioni, labbra slave che baciando dovevano cedere e allargarsi come plastilina ciancicata e molle o dare quella sensazione, produrre un effetto a ventosa e di sempre rinnovata e inesauribile umidità.
 
Ma l'oggettività dura poco, e quando si è dissolta non c'è più nulla che faccia ribrezzo, si tende a ignorare ciò che è stato sgradevole a prima vista. E non dovevano essere mancate le donne cui quella bocca piaceva, che ne erano eccitate, ci sono uomini che risvegliano impulsi primitivi e seducono senza la minima difficoltà, senza alcuno sforzo nè dedizione, come se bastasse loro emanare una sensualità malsana, diretta ed elementare
 
Javier Marias




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venerdì 2 giugno 2017

Gabriela è mia moglie. Mi ama molto e va a letto con Cristóbal


Le cose che non facciamo

Andrés Neuman






La felicità
 
Mi chiamo Marcos. Ho sempre voluto essere Cristóbal.
E non intendo dire che voglio chiamarmi Cristóbal. Lui è mio amico; stavo per dire il migliore, e dirò invece che è l’unico.
Gabriela è mia moglie. Mi ama molto e va a letto con Cristóbal.
Lui è intelligente, sicuro di sé e un agile ballerino. Sa perfino montare a cavallo. Padroneggia la grammatica latina. Cucina per le donne. Poi se le pappa. Io direi che Gabriela è il suo piatto preferito.
Qualche sprovveduto potrebbe pensare che mia moglie mi tradisca: niente di più falso. Ho sempre voluto essere Cristóbal, ma nel frattempo non sto con le mani in mano. Mi esercito a non essere Marcos. Prendo lezioni di ballo e ripasso i miei manuali universitari. So bene che mia moglie mi adora. Ed è tale la sua adorazione, che la poverina va a letto con lui, con l’uomo che vorrei essere. Tra i pettorali sviluppati di Cristóbal, la mia Gabriela mi aspetta ansiosa a braccia aperte.
Una simile pazienza mi riempie di gioia. Spero solo che il mio zelo sia all’altezza delle sue speranze e che un giorno non lontano arrivi il nostro momento. Quel momento d’amore indissolubile che lei ha tanto preparato, ingannando Cristóbal, adattandosi al suo corpo, al suo carattere e ai suoi gusti, per sentirsi il più possibile felice e a suo agio quando io sarò come lui e lo lasceremo solo.
 
Andrés Neuman
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