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mercoledì 5 dicembre 2018

Scrivere,,,





Scrivere......

Scrivere è piangere di emozione
Poesia è piangere di vita


Daniela N.





lunedì 26 dicembre 2016

Miraggi

Efraim Medina Reyes

La vita sono un paio di decisioni, tre al massimo.
Le opportunità sono spesso dei miraggi, niente è più pericoloso che sentirsi toccati dalla Signora fortuna.
 
L'idea di libertà non tarderà a convertirsi nella cella più fredda e solitaria.
 
Se ami e sei amato non dimenticare mai la facilità che in autunno le foglie precipitino dall'albero
 
     Efraim Medina Reyes
E' facile prendere la strada sbagliata
è facile sciupare un fiore

giovedì 3 novembre 2016

Efraim Medina Reyes

Il destino fa fuoco con la legna che c’è.
Sono qui perché ti pretendo. Ho lasciato nell’adolescenza gli elaborati piani, le complesse strategie e la retorica. Mi rimane solo il lato selvaggio delle mie prigioni, la sfrenatezza delle mie notti solitarie e un’acuta tristezza che diviene tenerezza al contatto della tua pelle, della tua voce, della tua insipida vita con i suoi elementi di felicità, frustrazione o miseria imbottigliata in argomenti e imposture.
 
Non m’importa chi sei, sono qui per inventarti. Sei fatta di avanzi di sogni e promesse. Nessuno dei tuoi amanti conosce la rotta dei tuoi più profondi deliri. Tutti loro sono rimasti in superficie, nella transitorietà di bava e lamenti.
 
Pensa a questo, pensa all’istante in cui metterò ognuna delle tue ossa nel posto giusto senza toccarti. La mia parola affonda nella tua carne e la mia carne cercherà la tua anima. La luce entra attraverso una finestra e accarezza il tuo viso. In quella luce io viaggio, mi trattengo in ogni linea. Ignorare il minimo dettaglio sarebbe un crimine.
 
Amo ogni cosa di quello che sei e la totalità sconosciuta. Amo quello che più odi, quello che ti tormenta. La mia idea dell’amore non è un codice e non è un’idea, è la sensazione di penetrare più affondo nel tuo sangue e nella stessa morte. Di darti lucidità e comunicare con te, oltre te. La mia idea dell’amore non è immobile, non rimango in te come una zavorra che languisce e ti riduce. Non ho un’idea dell’amore, lascio che le mie sensazioni si liberino.
 
Non m’importa se ami o se ti amano, non sono uno schema dentro due abissi. Sarò il demonio delle tue notti, l’amante di fuoco. Là fuori gli omuncoli sono piccoli e profumati, sono leggiadri ed energici, sono freddi e imprenditoriali, sono dosati e scarsi. Ma tutti loro, e tu devi sapere molto di questo, sono solo omuncoli cresciuti sotto un modello di condotta. Omuncoli che non possono andare oltre il possesso e il controllo. Oltre le loro leggere scopate, il loro sesso programmato, la loro inefficacia.
 
Nessuno di loro conosce il segreto, nessuno può decifrarti quando ti abbandoni al silenzio. Non c’è assoluto in loro, solo un po’ d’informazione. Non ci sono intelligenza né sensibilità, solo marche di vestiti e obiettivi. Essi vanno alla deriva per il tuo corpo, succhiano le tue tette, eiaculano. Ignorano che il sesso è appena l’inizio, che dentro te un sortilegio spera, un dolore, un’incurabile malinconia. Non sei una donna per me, sei la droga che spezza tutti i miei vizi.
 
Quando le mie mani sfioreranno il tuo viso nell’oscurità, saprai che mi appartieni e che è più dolce e indimenticabile un istante vissuto affondo che mille vite.
     Efraim Medina Reyes

sabato 10 settembre 2016

Lei ha detto che quello era l’unica cosa che avevamo

Efraim Medina Reyes

Il dolore è un piacere indimenticabile
 
Quel che ricordo è il luccichio dei suoi occhi e poi le tracce della sua voce nella stretta oscurità. I baci colavano sulla superficie spaventata come orologi di Dalì e cadevano nei vuoti senza folletti e poi sentii il suo odore acre dentro di me e mangiai il suo odore e il cuore del suo odore... Le mani si ripeterono fino allo sfinimento e c’erano più mani che posti per esse, e anche un po’ di sangue e lacrime e moccio sullo splendore del suo corpo. Non so se è stato bello, so che è stato arduo e unico. Gli altri particolari sono stati inghiottiti dall’ansia. Lei non mi ha mai raccontato cosa provò.
 
In seguito l’abbiamo fatto ogni giorno, ogni secondo, ogni battito di ciglia. Non abbiamo mai perso un'occasione, era una forza che aveva la meglio su ogni altra, in un certo senso il sesso ha divorato tutto il resto. Quando mi ha lasciato le ho detto che avevamo tante cose, che non poteva abbandonare tutto a quel modo, che anche in quello eravamo fatti l’uno per l’altra. Lei ha detto che quello era l’unica cosa che avevamo. Ci ho pensato. Aveva ragione.

C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
     Efraim Medina Reyes

venerdì 9 settembre 2016

lei aveva più di quanto potessi sognare e credo che quello fosse il problema

Efraim Medina Reyes

Se analizzo a fondo la cosa lei aveva più di quanto potessi sognare e credo che quello fosse il problema: per amare qualcuno quel qualcuno deve avere quanto basta. Un po’ di meno è insufficiente. Un po’ di più rovina tutto. Questo accade perché amare è un’arte simile a quella della buona tavola: un piatto che non è fatto come si deve può placare l’appetito ma non soddisfa il gusto.
 
C’è gente che mangia per riempirsi la pancia e questi possono vivere senza amore ma non senza compagnia. Altri morirebbero di fame piuttosto che accettare una pietanza cucinata in qualche modo. Questi ultimi saranno eterni solitari a meno che non trovino la giusta misura. Quando si pensa all’amore le idee non hanno consistenza e forse è questo il motivo per cui i grandi filosofi hanno eluso l’argomento ma per quanto stucchevole è ovvio che la nostra piccola vita gira intorno a qualcuno che ha fatto di noi degli idioti felici o dei saggi pieni di risentimento. L’autobus lasciò il terminal e imboccò l’autostrada.

C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
     Efraim Medina Reyes

venerdì 12 agosto 2016

Se lei avesse avuto tanti uomini sarebbe più facile dimenticarla

Efraim Medina Reyes

Sapere che solo io e quello che ora è suo marito ci siamo scopati una certa ragazza non mi tranquillizza, forse sarebbe meglio pensare a un numero indefinito di amanti, così non avrei un solo brutto muso nei miei incubi. A volte penso di non amare più una certa ragazza, che quell’amore sia morto, ma ogni notte, alle prime luci dell'alba, piccole creature voraci mi succhiano il cuore. Se lei avesse avuto tanti uomini sarebbe più facile dimenticarla, invece si ostina a essere la donna ideale, il mio amore perfetto. Dato che non c’è verso di contaminare il suo ricordo, il suo ricordo contamina me. Questo è l’assioma: quando si è in due, c’è sempre uno che impesta l’altro.
C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
     Efraim Medina Reyes

giovedì 11 agosto 2016

trasformiamo le persone in personaggi

Efraim Medina Reyes

Uno vorrebbe che le persone fossero come si immagina che siano, uno fa di tutto per fare delle persone quello che vuole che siano.

E quello che mi fa incazzare della letteratura letteraria, i personaggi sono rigidi e deambulano per la trama come vasetti di conserva sul nastro trasportatore di una fabbrica: se si comportano bene lo fanno in modo pulito. Se sono cattivi agiscono con una malvagità perfetta. Se sono buoni e cattivi - allo stesso tempo - hanno un modo inequivocabile di esserlo.

È quello che cerchiamo di fare con le persone, le trasformiamo in personaggi che devono agire come vogliamo noi. È quello che ho cercato di fare con una certa ragazza. Per anni ho creduto di avere il controllo e le è bastato un istante per lasciarmi basito. La sua vita ha svoltato in una direzione inattesa e la mia è andata in pezzi.
C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
     Efraim Medina Reyes

mercoledì 10 agosto 2016

le donne amano di riflesso

Efraim Medina Reyes

Le donne amano di riflesso, per questo sono volgari. L’amore della donna è legato al sesso, a piccole menzogne crudeli, squallore e televisione e altro squallore. Se la prendi in giro (o le dai una lezione perché ti ha rovinato i pantaloni buoni) la sua risposta tipica è negarti il sesso.
 
Gli uomini sono eleganti quando amano come uomini, gli uomini che amano come donne sono mille volte più volgari di loro. La donna che ama come un uomo non è male. L’uomo che ama come una donna finisce in qualche lurido motel di frontiera a piangere come un vitello scannato. Tutti gli uomini amano come donne la prima volta. Sembrava che Martha e Toni si amassero molto ma con le donne non si sa mai. Un finocchio è un uomo che ama sempre come una donna.
 
La donna ama di riflesso e se non presti la dovuta attenzione al suo culo alla prima occasione lo darà al vicino.
C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
     Efraim Medina Reyes

martedì 9 agosto 2016

il modo in cui qualcun altro si sta facendo i nostri amori perduti

Efraim Medina Reyes

Quello che mi irrita è pensare che si stanno scopando una certa ragazza, che se la stanno sbattendo a tutta forza, facendo tremare i soprammobili, e che a lei piace.
 
Toba invece pensa che quando si ripassano Betty lei diventa triste e pensa a lui.
 
Toba e io ci torturiamo a vicenda descrivendo nei minimi particolari il modo in cui qualcun altro si sta facendo i nostri amori perduti. Quello che mi irrita è non essermela fatta io almeno un migliaio di volte in più. Fran sta con Bibiana e sembra contentissimo. Ciro non crede nell’amore, è sempre lì a fare oscuri pronostici al riguardo. Credo che Ciro ami R. e abbia paura di quell’amore (molto intelligente da parte sua). R. non si fa vedere molto da queste parti, vive in una città ancora più fetente di questa (se è mai possibile). Toni era l’uomo di Martha e lei ora sta con Harold. Toni ha scritto un mucchio di poesie per Martha ma lei l’ha lasciato lo stesso. Anche Harold ha scritto poesie, l’ha fatto prima di conoscere Martha. Non erano poesie d’amore (erano serie).
C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
     Efraim Medina Reyes

domenica 22 maggio 2016

Non fu un bacio woooowww!

Claudia Piñeiro

Suonò un clacson davanti alla porta di casa. Era il taxi di Ernesto. Bacio di commiato. Non fu un bacio woooowww!, ma fu un bacio. E per una coppia con i nostri anni alle spalle, andava più che bene. Con il passare del tempo le coppie smettono di baciarsi. Lo sanno tutti, anche se non lo dice nessuno. Ma non significa niente. È così. A volte si baciano in pubblico, per farlo vedere agli altri. Come per dire: “Lo vedete che ogni tanto ci baciamo ancora?”.
 
Ma nell’intimità è diverso, non ce n’è bisogno. Lo si fa soltanto perché si teme che sia brutto non baciarsi, è una cosa di cui non si parla, e nessuno sa che succede a tutti. A tutti. Anche a chi ha una vita sessuale più o meno attiva. Magari fanno l’amore una volta la settimana, rigorosamente. Due volte nel migliore dei casi. Però baciarsi è diverso. Il bacio perde il suo fascino troppo presto.
Tua
     Claudia Piñeiro

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domenica 15 maggio 2016

dispiace dirlo, qualsiasi donna prima o poi si ritrova con le corna.

Claudia Piñeiro

In fin dei conti, dispiace dirlo, qualsiasi donna prima o poi si ritrova con le corna. È come la menopausa, è questione di tempo, ma nessuna si salva. Il fatto è che alcune donne non se ne accorgono mai. E sono quelle che stanno meglio, perché per loro la vita non cambia.

Invece noi che ce ne siamo accorte, cominciamo a farci un sacco di domande: chi sarà lei, dove abbiamo sbagliato, che cosa dobbiamo fare, se dobbiamo perdonarlo oppure no, come fargliela pagare, e se anche il suddetto marito lascia quell´altra, a quel punto ci siamo create dei tali casini mentali da non riuscire più a tornare indietro.


Tua
     Claudia Piñeiro

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