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domenica 1 gennaio 2017

perchè dire, perchè tacere

Javier Marias

«[…] è successo e allo stesso tempo non è successo, come tutto, perché fare o non fare, perché dire si o no, perché sfinirsi con un forse o un chissà, perché dire, perché tacere, perché negarsi, perché non sapere niente se niente di ciò che succede succede davvero, poiché niente succede senza interruzione, niente persiste né persevera né si ricorda in eterno, ciò che scartiamo o ignoriamo identico a ciò che accettiamo o afferriamo, impieghiamo tutta la nostra intelligenza e i nostri sensi e le nostre ansie al fine di discernere ciò che sarà uniformato, o che lo è già, e per questo siamo pieni di rimpianti e di occasioni perdute, di conferme e di riaffermazioni e di occasioni sfruttate, quando l’unica certezza è che nulla si afferma e tutto si perde. O forse non c’è mai stato niente»

Un cuore così bianco
     Javier Marias
In questo motivo si condensa quel senso della vita che Marías sa esprimere con una potenza poetica in cui si fondono asciutta e a tratti lancinante malinconia, fredda acutezza dello sguardo, ironia, invenzione, linguistica precisione, contenuta e struggente passione. Marías è uno dei più grandi scrittori viventi - si pensi a libri quali Un cuore così bianco, Domani nella battaglia pensa a me o Nera schiena del tempo.
 
Nelle sue storie (spesso raccontate da un protagonista- narratore in prima persona) egli fa sentire l’insondabile e opaca profondità della vita, la dolorosa e inevitabile rinuncia a ogni piena confidenza e fiducia, la possibilità di grazia e di orrore in ogni istante, il processo di universale sostituzione di ogni cosa, sentimento e persona. Ci sono rivelazioni fulminee sull’amore e sull’estraneità coniugale, sulla violenza, sulla paura, sul tradimento, sul rapporto tra i vivi e i morti; epifanie di aspetti essenziali e inavvertiti della condizione umana, che talora appare come una continua delazione travestita in mille forme.
Magris – Marías: l’età della menzogna link esterno

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lunedì 5 settembre 2016

il matrimonio è un'istituzione narrativa

Javier Marias

Non è solo che con la testa sul cuscino ricordiamo il passato e anche l'infanzia e ci ritroviamo nella memoria e nella bocca i fatti remoti e i più insignificanti e tutti acquistano valore e sembrano degni di venire ricordati ad alta voce, né che siamo disposti a raccontare tutta la nostra vita a chi appoggia la testa sul nostro cuscino, come se sentissimo il bisogno che tale persona potesse vederci dal principio - soprattutto dal principio, ossia, da bambini - e potesse assistere attraverso la narrazione a tutti gli anni in cui non ci conoscevamo e che adesso crediamo di aver trascorso nell'attesa d'incontrarci.
 
Non è solo, neppure, un'ansia comparativa o di parallelismi o di ricerca di coincidenze, il sapere ognuno dov'era l'altro nelle differenti epoche delle proprie esistenze e fantasticare sull'improbabile possibilità di essersi conosciuti prima, agli amanti il loro incontro sembra avvenuto sempre troppo tardi, come se il tempo della loro passione non fosse il più adeguato o mai abbastanza lungo, visto in retrospettiva (diffidiamo del presente), o forse non si sopporta che tra loro non ci sia stata passione, nemmeno intuita, quando entrambi stavano già al mondo, inseriti nel suo trascorrere frenetico ma dandosi le spalle, senza conoscersi né forse volerlo.
 
Non è nemmeno che si stabilisca un sistema di quotidiano interrogatorio che, per stanchezza o abitudine, nessun coniuge riesce a evitare e dunque finiscano tutti per rispondere. È piuttosto che lo stare insieme consiste in buona parte nel pensare a voce alta, nel pensate tutto due volte invece che una, una con il pensiero e l'altra con il racconto, il matrimonio è un'istituzione narrativa.

Un cuore così bianco
     Javier Marias

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domenica 4 settembre 2016

l'unica verità è quella che non si conosce e non si trasmette, quella che non si traduce con parole né con immagini

Javier Marias
a volte esprimere la realta' cosi' come e' ci spinge a non essere sinceri.
La sincerita (...) non si rivela nei momenti di perfezione e destrezza. ma al contrario in un momento di lapsus, errore, indisposizione e patetica debolezza
Orhan Pamuk - Il mio nome è rosso link esterno

Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.
Luigi Pirandello

Raccontare deforma, raccontare i fatti deforma i fatti e li altera, quasi li nega, tutto ciò che si racconta diventa irreale e approssimativo benché veritiero, la verità non dipende dal fatto che le cose siano o succedano, ma dal fatto che rimangano nascoste e non si conoscano e non si raccontino, appena si raccontano o si manifestano o si mostrano, anche in ciò che appare più reale, in televisione o sul giornale, in ciò che si chiama la realtà o la vita o addirittura la vita reale, passano a formare parte dell'analogìa e del simbolo, e dunque non sono più fatti, ma si trasformano in riconoscimento.
 
La verità non riluce, come si dice, perché l'unica verità è quella che non si conosce e non si trasmette, quella che non si traduce con parole né con immagini, quella celata e non controllata, forse per questo si racconta tanto o si racconta tutto, perché niente sia mai accaduto, una volta raccontato.

Un cuore così bianco
     Javier Marias

  • Segreti e occultamenti (Javier Marias e Orhan Pamuk )

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    giovedì 1 settembre 2016

    nella vita di ognuno ce ne sono quattro o cinque

    Javier Marias

    Quando non siamo insieme in qualche modo ne avvertiamo la mancanza (una vaga mancanza), una di quelle persone (nella vita di ognuno ce ne sono quattro o cinque, e sono le uniche di cui si soffre davvero la mancanza) che si è soliti informare su ciò che succede, ossia, a cui si pensa quando ci succede qualcosa, divertente o drammatico, e per le quali si conservano fatti e aneddoti.
     
    Le disgrazie sì accettano volentieri perché si potranno raccontare a queste cinque persone. «Questo lo devo raccontare a Berta», si pensa (io lo penso spesso).

    Un cuore così bianco
         Javier Marias
    Sono poche le persone che anche se sono lontane eppure sono vicine.
    Ti sembra che ascoltino i tuoi pensieri, sentano il tuo respiro, le tue ansie e le tue tue gioie.
    E' un legame forte, che non ti stringe nè ti fa paura e dissolve il muro del pudore e della vergogna.
    Succede a volte, forse casualmente e per strane coincidenze, che l'intimità coinvolga anche sensi e il desiderio.
    Allora l'intimità è assoluta, meravigliosa, ptofonda e....fragile come un diamante.
    Gonzalo

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    sabato 27 agosto 2016

    tacere e parlare

    Javier Marias

    Tacere e parlare sono un modo di intervenire sul futuro.
         Javier Marias
    Un cuore così bianco



     

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    mercoledì 27 aprile 2016

    del segreto e della sua possibile convenienza

    Javier Marias
    “Tacere e parlare sono un modo di intervenire sul futuro.”
    Javier Marias
     
    Ho scoperto (ma solo dopo averlo terminato) che Corazón tan blanco parlava del segreto e della sua possibile convenienza, della persuasione e dell'istigazione, del matrimonio, della responsabilità di chi ha saputo, dell'impossibilità di sapere e dell'impossibilità d'ignorare, del sospetto, del parlare e del tacere.

    discorso di Dortmund
         Javier Marias

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    a volte si fatica a ricordare che li si è avuti una notte, o due, o più,

    Javier Marias

    Che strano contatto quel contatto intimo, quali forti legami inesistenti crea all'istante, anche se poi sfumano e si disfano e si dimenticano, a volte si fatica a ricordare che li si è avuti una notte, o due, o più, si fatica con il correre del tempo.

    Ma non immediatamente dopo averli stabiliti per la prima volta, allora sembrano marchi a fuoco, quando tutto è fresco e si ha ancora dipinta negli occhi la faccia dell'altro o si respira il suo  odore, di cui ci si trasforma per un po' nel depositario, e ciò  che  rimane dopo i commiati, addio ardore e addio offese.

    Addio ricordi.



    Un cuore così bianco
         Javier Marias

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    martedì 26 aprile 2016

    La differenza che esiste tra il sapere e il non sapere. Rivelare o non rivelare

    recensione di Un cuore così bianco
    “Tacere e parlare sono un modo di intervenire sul futuro.”
    Javier Marias
     
    La differenza che esiste tra il sapere e il non sapere. Rivelare o non rivelare. Commettere un’azione malvagia, e poi rivelarla ad un’altra persona oppure tacere. Se scegli di parlare, la coinvolgi, quella persona, la rendi in qualche modo complice delle tue azioni, seppur passate, e da qui partono altre azioni. Oppure no, la rivelazione potrebbe anche suscitare impassibilità. Ogni scelta che facciamo influisce sulle scelte altrui. Non contano tanto i fatti, quanto la loro rivelazione e, soprattutto, l’interpretazione che altri daranno ad essi. E quel cuore bianco che può così tingersi di rosso, perdere l’innocenza.

    recensione di Un cuore così bianco
         Inquisit link esterno

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