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giovedì 21 settembre 2017

Giovanna Rosadini
E poco c’è mancato
che di me facessi cenere,

Mi hai attraversata

Mi hai attraversata
come un fuoco che consuma
E poco c’è mancato
che di me facessi cenere,
non fosse stato per la trama
antica che mi tesse al mondo,
per il ruggito del sole
al levarsi del giorno, richiamo
ineludibile più dell’ombra
serotina.


 
Giovanna Rosadini

mercoledì 20 settembre 2017

Respiro nel respiro, ascolto la notte.

Giovanna Rosadini
Restare allora nella notte, accogliere
La sua lusinga è un balsamo per chi
Non lascia tempo alla paura, tenebra
È una parola che risolve e cura.

Respiro nel respiro, ascolto la notte.
Respiro nel respiro, ascolto la notte.
Ombre lunghe tendono abbracci,
invitano a proseguire oltre la siepe
sul confine dello sguardo. Accade,
ancora, di ritrovarsi nudi, esposti.
Restare allora nella notte, accogliere
La sua lusinga è un balsamo per chi
Non lascia tempo alla paura, tenebra
È una parola che risolve e cura.
 
Giovanna Rosadini

mercoledì 12 luglio 2017

Esercizi di rinominazione

Giovanna Rosadini
A volte perdiamo il filo che lega insieme
le cose, tutto rotola disordinatamente
sul pavimento di una coscienza disossata,
fantasma di presenza ormai perduta,
eco sbiadita di antiche cantilene

Esercizi di rinominazione
A volte rimaniamo senza voce
perdiamo l’aderenza dei nomi con le cose
e il mondo se ne va per conto proprio
ci lascia indietro, non si cura di aspettare
che ritroviamo il passo adatto a proseguire
 
A volte finiamo per abitare un’assenza
nostro malgrado, consumati da una
nostalgia che sa di fumo, i sensi sfilacciati
e dispersi, noi che li vorremmo sempre acuti,
noi che non viviamo certo sulla luna
 
A volte ci piace raccontarci una storia
che possa colmare un bisogno elementare
bariamo con noi stessi per salvarci la vita
o forse solo per mantenerla mobile e vera
fino a prova contraria, finché la nota tiene
 
A volte perdiamo il filo che lega insieme
le cose, tutto rotola disordinatamente
sul pavimento di una coscienza disossata,
fantasma di presenza ormai perduta,
eco sbiadita di antiche cantilene
 
A volte il tempo condensa in modo strano
e non ci trova, perduti all’implicito della sua voce
sottotraccia, alle ragioni diurne del suo ritmo
che pare pulsare ormai lontano, e noi
assorbiti in un fondale arcano, altri da chi siamo
 
Giovanna Rosadini

martedì 11 luglio 2017

Il silenzio mi attraversa come una ferita

Giovanna Rosadini
quel che ho da dire al mondo
si è rappreso in un coagulo di gelo.

Il silenzio mi attraversa come una ferita
Il silenzio mi attraversa come una ferita
fa’ di me ciò che vuoi
da tempo sono arresa all’invisibile
quel che ho da dire al mondo
si è rappreso in un coagulo di gelo.
 
Giovanna Rosadini

lunedì 10 luglio 2017

Di parole è fatto il tessuto che ci lega

Giovanna Rosadini
parole come archi e ponti protesi verso
una sponda che manca, si sottrae,

Di parole è fatto il tessuto che ci lega
Di parole è fatto il tessuto che ci lega,
parole come archi e ponti protesi verso
una sponda che manca, si sottrae,
non riesce a darsi – monconi sospesi
sul rimosso dei corpi, cedimenti
emotivi tamponati dall’orgoglio;
arresi poco prima dell’arrivo,
approdo in terra sconosciuta e
forse ostile. Ora, vicino e abrasivo
nella sua presenza, apre ventagli
e dispone paraventi, crea illusionismi
schermando col proprio talento
il mondo. Tu che ti guardi vivere,
e non vedi la distanza.
Tu che mi insegni il valore
di chiamarsi col proprio nome…
 
Giovanna Rosadini

lunedì 3 luglio 2017

È lo sguardo degli altri a mantenerci in vita

Giovanna Rosadini
siamo un’impronta che rimane al cuore
di chi ci preme, a germogliare sulla ferita

È lo sguardo degli altri a mantenerci in vita
È lo sguardo degli altri a mantenerci in vita
siamo un’impronta che rimane al cuore
di chi ci preme, a germogliare sulla ferita
il tralcio, il fiore oscuro che lega insieme.
 
Giovanna Rosadini

venerdì 30 giugno 2017

il cielo è un campo azzurro

Giovanna Rosadini
Saperti e non trovare il varco
Per arrivare a sciogliere l’ingombro

Il cielo è un campo azzurro
Il cielo è un campo azzurro
Intatto e puro, steso sopra il mondo
Saperti e non trovare il varco
Per arrivare a sciogliere l’ingombro
 
Giovanna Rosadini

venerdì 23 giugno 2017

Vigilia di partenza

Giovanna Rosadini
Solo una grande distanza ci ha guarito
dalla nostalgia, e ha permesso
che tornassimo a guardarci per intero,
di nuovo, in un tutto ancora vero.

Vigilia di partenza
Fuori, la perfezione del giorno,
alto e pieno nella luce alata delle cose,
gli alberi mossi appena da un’aria
lieve, il morbido gioco dei colori posati
sul mondo, le finestre aperte alla clemenza
della nuova stagione, il ritrovato tepore
del tocco del sole. Dentro, si prepara
un’altra tua partenza, anche questi giorni
insieme sono ormai quasi finiti, figlio
che ci hai abituato alle tue assenze, ragazzo
ormai cresciuto nei luoghi di asserite lontananze.
Chi ci risarcirà dell’infinito tempo passato
lontani, delle ombre che ci hanno tinto
lo sguardo, dei pesi sul cuore patiti.
Solo una grande distanza ci ha guarito
dalla nostalgia, e ha permesso
che tornassimo a guardarci per intero,
di nuovo, in un tutto ancora vero.

Giovanna Rosadini
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