martedì 19 novembre 2019

l'amore muta col passare dei giorni

Buenas noches



Chiunque abbia vissuto appena un po’ sa che [l’amore]
muta con il passare dei giorni e, secondo l’energia che gli si dedica, lo si conserva, o ci si aggrappa,
oppure lo si perde.
 
Colum McCann
citato da Guillaume Musso in
L'istante presente
 

lunedì 18 novembre 2019

desidererare la sessa cosa nello stesso momento

Buenas noches



[...] è molto raro che due persone desiderino la stessa cosa nello stesso momento della vita.
Si può definire, questo, l’aspetto più difficile della condizione umana.
 
Claire Keegan
citato da Guillaume Musso in
L'istante presente
 

domenica 17 novembre 2019

l’annullamento dei sentimenti e delle emozioni

Buenas noches



[...] ho pensato allora che, a essere violento, non è il tempo che passa,
è l’annullamento dei sentimenti e delle emozioni.
Come se non fossero mai esistiti.
 
Laurence Tardieu
citato da Guillaume Musso in
L'istante presente
 

C identita dcs

 me la stampi per favore?



Silvi si espanse in un soffio, in un urlo, in un grido


Federico Falco



L’uomo aveva l’alito da fumatore e un profumo appiccicoso, pesante e speziato.
Sono vergine, gli disse Silvi, e voglio fare sesso.
Benissimo, disse l’uomo. Io ti posso aiutare.
Lascia stare la Sprite, disse Silvi. Non c’è bisogno.
L’uomo mise la mano in tasca, tirò fuori un fascio di banconote, ne contò quattro o cinque e le mise sul tavolo. Poi le circondò la vita con un braccio.
Dove vuoi andare?, le chiese mentre uscivano in strada.
All’Hotel del Lago, disse Silvi.
L’uomo aggrottò la fronte.
È molto caro, disse. Vieni, ti porto in un posto che conosco io.
La portò in un albergo a ore, sulla statale, all’uscita dalla città. Entrarono direttamente con la macchina. L’uomo si mise nudo e aspettò che fosse nuda anche lei.
 
Vieni qua, le disse l’uomo. Succhiamelo finché mi viene duro.
Silvi fece come diceva.
I peli del pube le facevano il solletico al naso e Silvi starnutì.
Salute, disse l’uomo, e le strizzò le tette. Poi fece scivolare la mano e la tastò con le dita.
Sei bagnata, le disse.
Sì, mormorò Silvi.
Mettiti a quattro zampe.
L’uomo si infilò un preservativo e si mise dietro di lei. Silvi sentì che le appoggiava la punta calda, senza entrare. L’uomo rimase fermo. Respirava forte, l’aria sembrava densa, i fiori della carta da parati marrone.
Vuoi che te lo metta dentro?, chiese l’uomo con voce roca.
Sì, disse Silvi.
Chiedimelo, disse l’uomo.
Mettimelo dentro.
Che cosa?
Mettimelo dentro.
Che cosa?
Il cazzo, disse Silvi.
Dove?
Nella vagina.
Chiedimi di mettertelo nella fica.
Mettimelo nella fica, disse Silvi.
L’uomo la penetrò con una stoccata e a Silvi sfuggì un singhiozzo di dolore.
Lo senti?, chiese l’uomo.
Sì.
Ti piace così, bello duro?
Silvi non riusciva a parlare.
Ti piace o no?
Sì, disse Silvi.
Dimmelo, dimmi che ti piace, disse l’uomo.
Mi piace, disse Silvi, mentre l’uomo la prendeva per i fianchi e cominciava a muoversi avanti e indietro.
Dimmi che ti piace, ordinò l’uomo, a voce più alta.
Silvi sentiva l’odore del suo sudore sotto il profumo, un sudore acre, concentrato. L’uomo si agitava a ogni movimento e il sudore le cadeva sulla schiena come una pioggia.
Mi piace, mi piace, mi piace tantissimo, disse Silvi, e alzò la testa e guardò da sopra la spalla. Vide la faccia dell’uomo, una smorfia di sforzo gli torceva la faccia.
Scopami, disse allora Silvi. Scopami, disse, e di colpo fu come se un’onda la prendesse da sotto e la sollevasse e la mostrasse lì, nell’aria, nel miscuglio di odori dell’aria.
Il suo corpo non pesava più niente e si staccò dal materasso e da terra. Silvi si espanse in un soffio, in un urlo, in un grido. Un gemito lungo le prese la bocca, gli ansiti le scompigliarono i capelli. Silvi volava in alto, circondata di vento, finché l’uomo non le crollò sulla schiena e lei sentì che la schiacciava.
Poi fu un po’ come svegliarsi. Un brivido, e Silvi tornò in sé come se fosse passato moltissimo tempo. Ci mise un po’ a riconoscere la stanza d’albergo, le tende dozzinali, il ronzio monotono dell’aria condizionata. Inarcò la schiena, respirò a fondo, scostò i capelli che le si erano appiccicati sulla faccia.
Su, lavati, le disse l’uomo mentre si toglieva il preservativo e lo gettava sotto il letto.

Federico Falco, --- Silvi e la notte oscura,


sabato 16 novembre 2019

dove la prudenza porta fuori strada.

Buenas noches



Amare è un’avventura senza mappa né bussola,
dove solo la prudenza porta fuori strada.
 
Romain Gary
citato da Guillaume Musso in
L'istante presente
 

Odore di nebbia e di erba


Federico Falco



Quello stesso pomeriggio andò in farmacia e si comprò un deodorante Axe verde. Lo nascose fra i maglioni invernali e ogni sera, prima di andare a letto, ne spruzzava un po’ sulle lenzuola e sul cuscino e sulla testiera del letto e se ne metteva anche sui polsi e sulle gambe. Poi chiudeva gli occhi. In quell’odore Steve sorrideva per lei. Le dita bianche di Steve le accarezzavano le guance. Steve la abbracciava forte, con le labbra cercava la sua bocca, con le mani le stringeva il seno. Silvi, Silvi, Silvi, le diceva Steve, e le mostrava l’ascella.

Vieni qui, Silvi, le diceva. Avvicinati, leccami. Odore di nebbia e di erba, di fuoco e di legno verde, di sgocciolio di rugiada [...]

Silvi non lo ascoltava. Non riusciva a staccare gli occhi dalla mano di Steve, dalle unghie di Steve, dalle ginocchia di Steve piegate sotto la stoffa dei pantaloni, dalle sue cosce sode, che tiravano la cucitura grigia. E l’odore, l’odore. Quell’aroma fresco e fragrante, odore di muschio, di pietra nell’ombra, di ruscello d’acqua cristallina. [...]

Nel buio del soggiorno Silvi si abbandonava al calore del corpo di Steve a pochi centimetri dal suo. Avvolta nel suo odore fresco e silvestre, con la gamba di Steve così vicina che quasi toccava la sua, Silvi si lasciò andare all’indietro e appoggiò la testa allo schienale del divano. Come senza volerlo, si girò appena, fino a sfiorare col ginocchio la stoffa dei pantaloni di Steve. Quel contatto generò un’esplosione di elettricità che si propagò a ondate sulla sua pelle. Steve però non disse niente: non si spostò, non si mosse, forse non se ne accorse nemmeno. Silvi lo guardò con la coda dell’occhio, senza muovere la testa. Lui se ne stava fermissimo, la schiena dritta, lo sguardo fisso sul televisore. Il cuore di Silvi era come un tizzone crepitante sotto una coperta che sta per prendere fuoco. Nel punto esatto in cui aderiva alla stoffa ruvida e calda, la sua pelle scottava. Silvi avrebbe voluto adagiarsi sul petto di Steve, posare l’orecchio sul suo cuore, lasciare che lui la abbracciasse e le accarezzasse i capelli. Sullo schermo lo speaker parlava di pionieri che attraversavano il Grande Deserto Americano e Silvi spostò un pochino il braccio, allungò le dita, tastò l’aria col mignolo. La cucitura dei pantaloni di Steve era così vicina, così vicina. Silvi stava per toccarla quando suonò il campanello.

Federico Falco - - - Silvi e la notte oscura


giovedì 7 novembre 2019

Innamorato un’altra volta

Lois Pereiro
un proiettile congelato in aria
a pochi metri da un cuore freddo

Innamorato un’altra volta

 
(In amore, come in guerra, mai sentiamo il colpo che ci raggiunge. La morte, come l’amore, mai avverte da dove si avvicina…)
 


Innamorato un’altra volta
dell’amore che porto dentro
la sete furiosa di un futuro
ha esaurito le mie alternative
portandomi dritto verso l’impatto:
un proiettile congelato in aria
a pochi metri da un cuore freddo
e attendo un minimo segno di calore
per aprire la sua pelle ed entrare nel sangue
vinto dalla forza del desiderio
ciecamente e senza paura
del possibile disastro.
 
Lois Pereiro

mercoledì 6 novembre 2019

quegli occhi grandi non nascondevano niente


Larry McMurtry



Jake assunse un’aria pensierosa, come al solito. Pareva sempre che quegli occhi color caffè stessero contemplando una qualche scena del passato, e ciò dava l’impressione che Jake fosse pervaso di tristezza: un’impressione che faceva colpo sulle donne.

Per Augustus era rivoltante che le donne subissero il fascino dei grandi occhi di Jake...
quegli occhi grandi non nascondevano niente, se non un cervello che andava a rilento. Jake era sempre vissuto come in un sogno e in qualche modo se l’era cavata......

quando si trattava di far innamorare una donna, Jake Spoon era imbattibile. I suoi grandi occhi la convincevano che senza di lei era perduto e nessuna donna sembrava sopportare l’idea che si perdesse.

Larry McMurtry - - - Lonesome Dove


Quando sarai ben vecchia

Pierre de Ronsard
rimpiangerai l’amore che fiera hai disdegnato.
Non credere al domani e vivi ore liete;
e fin d’ora raccogli le rose della vita.

SONETTI PER ELENA, XLIII

 
Quando sarai ben vecchia, la sera, accanto al fuoco,
dipanando e filando seduta a un lume fioco,
ripetendo i miei versi dirai, meravigliata:
“Nel tempo che ero bella Ronsard mi ha celebrata”.
 
Sentendo le parole tu non avrai fantesca,
già mezzo sonnacchiosa dopo la sua fatica,
che al nome di Ronsard non si scuota, ormai desta,
e con eterna lode il tuo nome benedica.
 
Io sarò sottoterra, fantasma disossato,
e tra le ombre e i mirti troverò la mia quiete.
Tu presso il focolare, vegliarda rattrappita,
 
rimpiangerai l’amore che fiera hai disdegnato.
Non credere al domani e vivi ore liete;
e fin d’ora raccogli le rose della vita.
 
Pierre de Ronsard

martedì 5 novembre 2019

Finora i ricordi li avevano lasciati soltanto i cattivi


Larry McMurtry



Gli uomini non erano tutti uguali. Alcuni erano abbastanza simpatici da farsi notare, e molti erano cosí cattivi che non potevi non notarli, ma la maggior parte non era né l’uno né l’altro. Erano solo uomini e lasciavano soldi, non ricordi.

Finora i ricordi li avevano lasciati soltanto i cattivi.

Larry McMurtry - - - Lonesome Dove


Di essere ormai adulta l'ho capito


Patrizia Cavalli

riconosco il percorso in un codice
di piccoli sussulti finché mi riconsegno
a un tiepido torpore castigato.
Di essere ormai adulta l'ho capito
 
Di essere ormai adulta l'ho capito
da come la notte vado al gabinetto.
Sicura di tornare al grande caldo, prima
era un'interruzione quasi a occhi chiusi,
veloce e trasognata. Ora è un viaggio lento
e freddo, staccato dal sonno, dove guardo
sapendo di guardare le stesse mattonelle
lo stesso muro screpolato, lo stesso secchio
lasciato in mezzo al corridoio,
e confusa nell'estatico disordine
riconosco il percorso in un codice
di piccoli sussulti finché mi riconsegno
a un tiepido torpore castigato.
 
Patrizia Cavalli

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lunedì 4 novembre 2019

Così trasporti gli anni


Patrizia Cavalli

tra falsi amori
perché nulla cambi,
Così trasporti gli anni
 
Così trasporti gli anni tra falsi amori
perché nulla cambi,
riducendo in pigrizia
ogni terrore: nel punto fermo
senza distorsioni, tra due inaccessibili
passioni, che nulla si avvicini
veramente, che nulla se ne vada.
 
Patrizia Cavalli

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domenica 3 novembre 2019

Questo odore marino

Giorgio Caproni
Sul petto ho ancora il sale
d’ostrica del primo mattino.

Questo odore marino

 
Questo odore marino
che mi rammenta tanto
i tuoi capelli, al primo
chiareggiato mattino.
 
Negli occhi ho il sole fresco
del primo mattino. Il sale
del mare…
 
Insieme,
come fumo d’un vino,
ci inebriava, questo
odore marino.
 
Sul petto ho ancora il sale
d’ostrica del primo mattino.
 
Giorgio Caproni

sabato 2 novembre 2019

Che meraviglioso delitto!


Maram al-Masri

Come, noi declinando, il nostro amore

Fëdor Tjutcev
Ultimo amore, o tu! tu sei felicità e disperazione.

L'ultimo amore

 
Come, noi declinando, il nostro amore
è più tenero e più superstizioso!...
Luce d'addio dell’ultima passione,
luce d’occaso, splendi, splendi!
 
Già l’ombra ha preso mezzo il cielo,
all’occidente solo era un chiarore:
giorno venuto a sera, indugia, indugia,
e dura, dura ancora, incanto.
 
Venga pur meno il sangue nelle vene,
la tenerezza non vien meno in cuore...
Ultimo amore, o tu! tu sei
felicità e disperazione.
 
Fëdor Tjutcev

Non potevi permetterti di esitare


Charles Brandt



Allora non si parlava di queste cose. Allora non esisteva una cosa chiamata “sindrome di guerra”, sapevi solo che dentro di te qualcosa era cambiato. Cercavi di non pensare a quello che era accaduto laggiù, ma i ricordi tornavano sempre.
 
Oltremare avevi fatto veramente di tutto. Avevi ucciso a sangue freddo, distrutto case, rubato quello che trovavi, bevuto tutto il vino che potevi e preso tutte le donne che volevi. Laggiù eri sempre consapevole, ogni minuto di ogni giorno, di correre il rischio di essere ucciso o mutilato.
 
Non potevi permetterti di esitare. Spesso avevi solo un secondo per decidere di essere giudice, giuria e boia. C’erano due sole regole che dovevi seguire. Dovevi riunirti alla tua unità quando tornavi in prima linea e dovevi obbedire a un ordine diretto durante la battaglia. Se infrangevi una di queste regole, potevi essere fucilato. Anche sul posto.

Charles Brandt, - - - The Irishman


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