domenica 5 aprile 2015

La nostalgia dovrebbe essere sempre una passione aperta



La nostalgia dovrebbe essere sempre una passione aperta, capace di accrescere, in qualche modo, l'attesa, il desiderio, il sogno. E così la nostalgia potrebbe diventare anche un linguaggio autonomo.

...se fosse una nostalgia aperta invece, a mio parere, potrebbe diventare un sentimento molto produttivo, perché "nostalgia aperta" sta ad indicare quella nostalgia che capace di catturare il tempo vissuto nell'infanzia, nell'adolescenza, i luoghi conosciuti, i paesaggi visti, le persone amate e di portarle via con sé, intatte, fino a restituircele nel ricordo. E, attraverso il ricordo, può riportarle con sé nella vita di ognuno. E queste persone, questi luoghi divengono come una costruzione di parte del nostro sé. E questo impossessarsi di qualcosa che si è avuto, ci aiuta ad andare oltre. E quindi crescere vuol dire anche, portarsi dietro quello che siamo stati, portarselo dietro non tanto all'interno di un rimpianto doloroso, bensì con una sorta di consapevolezza in grado di comunicarci che l'oggetto o la persona ricordata non c'è più, non può tornare più, ma è con noi in quanto lo possiamo immaginare, in quanto ne possiamo ancora parlare con gli amici. Tutto quello che abbiamo vissuto non possiamo riviverlo come tempo, ma possiamo viverlo come linguaggio. E' questa una delle funzioni primarie dell'arte. Ma quello che fa l'arte possiamo farlo noi anche quotidianamente nell'atto della comunicazione.

Antonio Prete

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