martedì 14 maggio 2019

17 dicembtre (18 giorni senza di te)

Anne Sexton
C’ero una volta io
l’unica bambina cui fu vietato oltrepassare
il giardino.

17 dicembre (18 giorni senza di te)
 
Oggi ho comprato un abete
– O Tannenbaum – l’albero di Natale,
verde come una tartaruga, foresta
di gomma, resina e trementina.
Amore mio, vigliacco, assenteista,
sola nella nostra stanza non ero un’ospite.
 
Dalla scatola del PER UNA LIRA
ho preso palle, campanellini, capelli d’angelo
e un filo splendido di lucine rosse e verdi.
L’ultimo tocco, svettante sull’abete scarruffato,
una stella sgargiante, la croce a cinque punte
che scintilla per il Nazareno.
 
L’addobbo mi ricordava i premi d’autunno
che davamo agli alberi, il Primo Premio
attaccato all’acero del Lincoln Center,
poi fuoriporta verso Weston
toccò alla Miglior Betulla all’Alba.
Facevamo un censimento di colori, non di gente.
 
Querce purpuree, pioppi tremuli,
folto tumulto color vecchie monete;
il caprifoglio – tutti con la coccarda affissa al tronco,
di nastri fatti in casa nel Columbus Day. Premiati
quando l’acido sposa il pigmento
e la linfa è stata bevuta.
 
Oggi ho comprato un ramoscello di vischio,
tutto verruche e foglie e bacche
e gambo – l’angelo del bacio –
e l’ho appeso nel nostro bungalow.
Amore mio, metteremo radici
durante l’Armistizio Natalizio.
 
(trad. Rosaria Lo Russo,)
Anne Sexton

«la poesia dev’essere l’ascia che spacca il mare ghiacciato dentro di noi.»

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