giovedì 2 giugno 2016

Ho pensato di offrirti una mela

Ma no. Patate fritte no.
Ho pensato di offrirti una mela
Sarebbe stata appropriata una mela. Come Eva. Ecco, Eva. Che amante sarà stata Eva!!!
Quando avrà mostrato la mela ad Adamo non avrà avuto pensieri sconnessi. Avrà dato un morso prima di tirare a sé l´unico uomo che circolava nell´Eden.
Lei mele da dare non ne aveva. Non aveva mai pensato di aspirare al livello “buona amante’. Il curriculum era pessimo: è intelligente, ma non si applica.
Solo che quando si era avvicinato alla bocca si che si era sentita un po´ Eva. Senza mela e senza controllo. Va bene, bisogna prendersi le occasioni, bisogna afferrarle. Ma i corpi no! Non si afferra un corpo. Non si afferra. Non è previsto dal Galateo. Leggere per credere.
È che uno che arriva alla bocca. Dove a pochi era permesso; dove non era arrivato manco il belloccio del quartiere. Quello che piaceva a tutte ma a lei poco. Ecco, uno che arriva alla bocca lo afferri. E prima di afferrarlo è come se qualcuno avesse lanciato un boomerang; ne senti la sagoma fendere l´aria.
Accidenti a me. E alle mie emozioni ibernate che si svegliano e mi fanno diventare una che afferra corpi che non dovrebbero essere afferrati.
Ma si, si sarebbe discolpata. Però discolparsi senza essere pentita…il pentimento è roba dell´anima. E lei non si era pentita; era uscita sorridendo come un´ebete. Anzi, aveva pensato che la sua vita avrebbe dovuto essere come l´istante in cui si fende l´aria.  
Se ma gliel´avesse detto, l´avrebbe fatto con voce appena udibile: “Perdonami. Ho passato il limite. Ma non me ne pento’.
E forse l´avrebbe ringraziato: “Grazie per il boomerang. Ma non te lo restituisco. Mi serve. Ci devo vivere. Devo ricordarmi come deve essere.
E poi avrei afferrato anche di più. Avrei baciato, succhiato, leccato, morso. Di più. Ma non ho la mela. E non potevo. E scusa. Ma questo ricordo io me lo devo tenere in tasca, perché quando ho sentito che eri ad un millimetro dalla mia bocca ho pensato che la vita è questa cosa qui. Questo formicolio che passa fra me e gli altri’.
Il formicolio. La fame. Quella sera avrebbe ordinato una pizza.
E una mela.

@yarlaim





quando ricevo

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un'immaginaria amicizia con una bambina della mia età più o meno

Frida Kahlo
«Dovevo avere sei anni, quando vissi intensamente un'immaginaria amicizia con una bambina della mia età più o meno.
Sulla vetrata di quella che allora era la mia stanza, e che dava su Calle Allende, su uno dei primi vetri della finestra – ci alitavo sopra.
E con un dito disegnavo una "porta". Per questa "porta" uscivo nella mia immaginazione, con grande gioia e in fretta, attraverso tutto lo spazio che si vedeva, fino a raggiungere una latteria di nome "Pinzón"... Attraverso la "O" di Pinzón entravo e scendevo fuori dal tempo nelle viscere della terra, dove la mia "amica immaginaria" mi aspettava sempre»
 
Non ricordo il suo aspetto né il suo colore.
Ma ricordo la sua allegria – rideva molto.
Senza suoni.
Era agile e danzava come se non avesse peso alcuno.
La seguivo in ogni suo movimento, e le raccontavo, mentre lei danzava, i miei crucci segreti.
Quali? Non ricordo.
Ma lei sapeva dalla mia voce tutte le mie cose.
Quando ritornavo alla finestra, entravo per la stessa porta disegnata sul vetro.
Quando? Per quanto tempo ero stata con ‘lei´? non so.
Forse un secondo o migliaia di anni… Ero felice.
Cancellavo la ‘porta´ con la mano e ‘spariva´.
Correvo con il mio segreto e la mia allegria nel più remoto angolo del cortile di casa mia, e sempre nello stesso posto, sotto un albero di cedro, gridavo e ridevo.
Sorpresa di essere sola con la mia gran felicità e con il ricordo così vivo della bambina.
Sono passati 34 anni da quando ho vissuto quella magica amicizia e ogni volta che la ricordo, rivive e cresce, sempre di più dentro il mio mondo.
 
Il diario di Frida Kahlo. Un autoritratto intimo (a cura di M. Lowe Sarah)

     Gianna Frida Kahlo

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón nasce il 6 luglio 1907 a Coyoacán (Messico) ed è la figlia di Wilhelm Kahlo, a cui è molto legata affettivamente, uomo semplice e simpatico, ebreo, amante della letteratura e della musica e pittore emigrato in Messico dall'Ungheria. Non è ricco e quindi esercita vari mestieri, tra cui il commesso in una libreria, con alterna fortuna, poi diventa un fotografo di talento e probabilmente ispira alla figlia Frida un certo modo di "inquadrare" l'immagine.
 
Appena giunge in Messico, Wilhelm Kahlo cambia il suo nome in Guillermo e dopo un primo matrimonio da cui resta vedovo si sposa nel 1898 con Calderon y Gonzales, figlia di una messicana e di un indios, nata a Oaxaca, antichissima città azteca. I due sposi hanno quattro figli e Frieda è la figlia più vivace e ribelle dei quattro.

Una volta adulta, cambierà il nome originario Frieda - nome assai usuale in Germania che discende dalla parola "Fried" e che significa "pace" - in Frida per contestare la politica nazista della Germania.
....
Biografia di frida Kahlo link esterno

 

Andate via prima possibile

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niente vale più della nostra dignità e libertà.

Chiudi gli occhi



 


 chiudi gli occhi    

Chiudi gli occhi
Respira il cielo
Lascia andare ciò che appare
e tieni ciò che conta
Il tuo volo libero
Col tuo bagaglio leggero 

Che conta
Ciò che tocchi?
Che importa
Di certe parole?
Quante ancore ci bloccano nel porto
Quante zavorre ci tengono stanziali nel vuoto?

Chiudi gli occhi
Respira il cielo
Lascia andare certa apparenza
E tieni certa sostanza
Il tuo volo libero
Col tuo bagaglio leggero

L'anima si eleva
E va... 


D.N. 28 maggio 2016

la vita scorre







Per non farti conoscere troppo presto

Rabindranath Tagore



Per non farti conoscere troppo presto

Per non farti conoscere troppo presto, tu giochi con me!
M’accechi con gli scoppi della tua risata,
per nascondere le tue lacrime.
Capisco, capisco la tua arte, non dici mai la parola
che vorresti pronunciare.

Per renderti più preziosa, mi eviti in mille modi.
Per paura che ti confonda con la folla, ti metti da parte.
Capisco, capisco la tua arte.
Non cammini mai per la strada che vorresti percorrere.

Tu chiedi più di tutti gli altri, per questo stai in silenzio.
Con scherzosa indifferenza rifiuti i miei doni.
Conosco, conosco la tua arte,
non prendi mai ciò che vorresti accettare.

Rabindranath Tagore 

mercoledì 1 giugno 2016

memoria sogni illusioni









combattere la violenza sulle donne

Michela Marzano
Non si puo' combattere la violenza se non si educano le ragazze alla consapevolezza del proprio valore e della propria liberta'.
 
Esattamente come non si puo' combattere la violenza se non si educano i ragazzi alla consapevolezza del valore e della liberta' altrui
 
''Dobbiamo far capire a tutti e tutte, fin da piccoli, che il proprio valore e' intrinseco e non strumentale; che ogni persona, a differenza delle cose che hanno un prezzo, non ha mai un prezzo ma una dignita'; che la dignita' non dipende da quello che gli altri pensano di noi, da quello che gli altri ci dicono o meno, da quello che gli altri ci fanno. Questo e' lo spirito critico che dobbiamo far crescere nelle future generazioni''.

     Michela Marzano


 

Caro amico

riletture: Marina Cvetaeva

Amico caro,
la mia furia non è di parole,
ma non è neanche di atti:
sono passioni dell’anima,

Amico caro
    Marina Cvetaeva

 

 

la volutta corporale

Rainer Maria Rilke


quasi tutti usano male questa esperienza e la sprecano o l’applicano come stimolo nei luoghi stanchi della loro vita e come distrazione invece che raccoglimento verso i vertici



“La voluttà corporale è un’esperienza sensitiva, non altrimenti dal puro guardare o dal puro senso, con cui un bel frutto vi riempie la lingua; è una grande, infinita esperienza, che ci viene data, una conoscenza del mondo, non che l’accogliamo, è male; male è che quasi tutti usano male questa esperienza e la sprecano o l’applicano come stimolo nei luoghi stanchi della loro vita e come distrazione invece che raccoglimento verso i vertici.”

Rainer Maria Rilke

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Frida Kahlo
Le cicatrici sono aperture attraverso le quali un essere entra nella solitudine dell’altro.

     Frida Kahlo


 

Quel tutto



 


 Quel tutto    

Non sarò  più  capace di dare quel tutto
Non vorrò più donare quel pezzo nascosto
Il cuore sta lì
vive e batte
Ma il suo nucleo
è protetto e inaccessibile 

Quel tutto nascosto 
Sta lì e rimane 


D.N. 28 maggio 2016

Un giorno esisterà la fanciulla e la donna,

Rainer Maria Rilke


all'amore che in questo consiste,
che due solitudini si custodiscano, delimitino e salutino a vicenda.



un giorno [...], un giorno vi sarà la fanciulla, e la donna, il cui nome non significherà più solo un opposto al maschile, ma qualcosa per sé, qualcosa per cui non si penserà a complemento e confine, ma solo a vita reale: l’umanità femminile. Questo progresso trasformerà (da principio contro la volontà dei maschi superati) l’esperienza dell’amore, che adesso è piena di errore, la muterà dal fondo, la riplasmerà in una relazione intesa da uomo a uomo, non più da maschio a femmina. E questo amore più umano (che si compirà infinitamente attento e sommesso, e buono e chiaro nel legare e nello sciogliere) somiglierà a quello che noi lottando e con fatica prepariamo, all’amore che in questo consiste: che due solitudini si custodiscano, delimitino e salutino a vicenda.”

Rainer Maria Rilke

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