martedì 18 agosto 2015

il peso della solitudine



Aveva letto di questo neuroscienziato americano che era riuscito a stabilire il peso della solitudine, ricavandone una legge: se due individui soli in ugual modo si incontrano, il risultato sarà la neutralizzazione di entrambe le solitudini. Se uno dei due possiede una percezione di isolamento maggiore, subirà un aggravamento del suo stato iniziale. Antoine aveva incrociato questa prima ricerca alla teoria dei luoghi emotivi: quanto più un luogo ricalca archetipi infantili, tanto più lo stesso luogo sarà in grado di eliminare le sovrastrutture acquisite in età adulta, abbattendo i freni inibitori. Per fonderle al meglio aveva classificato le varie tipologie di solitudine in base alle condizioni esistenziali (abbandoni, lutti, traslochi, povertà e altre sciagure) e in base all’architettura delle emozioni (infanzia in case grandi, metri quadrati del benessere, giardini della felicità e così via). Riuscì a dimostrare che due persone sole che condividono un luogo caro a entrambe potrebbero rivoluzionare il loro corredo psicoemotivo, sviluppando solide intese.

Marco Misssiroli --- atti osceni in luogo privato




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