mercoledì 4 marzo 2015

le rose di Rilke


XII
Contro chi, rosa,
ti sei dotata
di queste spine?
È stata la tua gioia troppo fine
che ti ha costretto
a diventare questa cosa
armata?

Ma da chi mai ti ha protetto
quest’arma esagerata?
Quante volte
nemici ti ho tolto
che non ne hanno alcun timore!
Invece tu, dall’estate all’autunno,
ferisci le premure
a te rivolte.
XXI

Non ti dà le vertigini girare
tutt’intorno a te stessa sul tuo stelo
per compierti, rosa rotonda?
Ma quando il tuo slancio ti inonda,
tu ti affondi nel tuo boccio.
È un mondo che gira in tondo,
così il suo calmo centro osa
il riposo rotondo della rosa.

XVII

Sei tu che prepari in te
più di te, la tua quintessenza.
Quel che esce da te, conturbante fremito,
è la tua danza.
Ogni petalo acconsente
e accenna nel vento
qualche passo fragrante
invisibile.
O musica degli occhi
che attorno ti fanno cerchio,
mentre tu diventi il centro
intangibile.

VII

Appoggiandoti, fresca chiara
rosa, contro il mio occhio chiuso,
si direbbero mille palpebre
l’una sull’altra
contro la mia calda.
Mille sonni contro la mia finzione
che mi fa vagare
nell’odoroso labirinto.


Rainer Maria Rilke
"Le rose è una raccolta di poesie composte in lingua francese da Rainer Maria Rilke nel dicembre del 1924, due anni prima della sua morte. Il poeta stava trascorrendo un periodo di semi-clausura nel castello di Muzot in Svizzera, e nella solitudine di questo soggiorno scoprì di avere amiche silenziose con cui parlare e condividere “ogni nostra emozione”. Queste amiche erano, appunto, le Rose che divennero presto un riflesso del suo rapporto con la scrittura, in particolare con quella più intima e privata."

tratto da
http://www.nasopercaso.it/2013/07/14/le-rose-di-rilke/

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