

Non le dispiace arrivare qualche minuto prima di lui, ricomporsi, darsi una pettinata, controllare il trucco e spruzzarsi un po’ di profumo sul collo (e tra le gambe, a volte). Se i minuti diventano di piú, le prende l’ansia. Non ha paura di cani randagi, di bruti né di qualcuno che possa spiarla tra gli arbusti, perché da bambina veniva a raccogliere frutti di bosco da queste parti; per questo conosceva il posto. Non è quello che c’è a spaventarla, ma quel che potrebbe non esserci. L’assenza di Neil, la possibilità di una sua defezione, di un suo rifiuto improvviso. Quello sí che può rendere brutto, stupido e minaccioso qualsiasi posto, qualsiasi cosa. Una volta non è venuto; stava male [....] Non ha mai scordato quell’attesa, l’affievolirsi della speranza, il caldo, gli insetti (era luglio), e lei che grondava sudore seduta nel furgone in una specie di muta ammissione della propria sconfitta.
Alice Munro - "Five Points",
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