


La bambina crescendo cominciò a dire la parola «culo» di nascosto, consapevole che la madre sarebbe inorridita. La bambina rideva dei manzi e dei loro svaghi. Poi si faceva prendere la mano e saltava, saltava come se un diavolo le stuzzicasse e solleticasse il rivestimento interno. Da far accapponare la pelle.
Lo faceva all’aperto, lontano da casa, in mezzo ai campi, in un boschetto o sotto una cupola di rododendri. I boccioli di rododendro erano appiccicosi e sprizzavano vita e tutto, come lei, era madido, e ogni tanto la bambina arrossiva e le veniva la ridarella e per tornare a una specie di normalità doveva redarguirsi e schiaffeggiarsi con veemenza.
Come punizione estrema prendeva una tazza di sali di Glauber tre volte al giorno, scegliendo di berla tiepida, quand’era ancora piú ributtante.

Edna O'Brien


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