giovedì 24 marzo 2016

Un piccolo dono

Brenda Porster
un piccolo dono
 
per gf.

Sta invecchiando
e nel catalogo dei suoi lamenti
c’è il dolore persistente
a un ginocchio artritico:
non può dormire la notte
se non prende
una pillola e poi assume
l’unica posizione possibile.

Quando penso
che non molto tempo fa
facevamo insieme
lunghe camminate e parlavamo,
parlavamo, e lui declamava
le sue incessanti assurde
filastrocche, verso dopo verso,
La caccia al serpesce,
o altre cose sceme
di cui sono fatti i sogni
finché non gemevo basta
e avrei voluto, solo per un poco,
far tacere quella bocca bizzarra
in quel momento e luogo, con un bacio.

E come vorrei adesso che la mia bocca
con un bacio mandasse via il male,
vorrei essere una strega,
o una mamma, o qualche altra
specie di donna magica
con lingua e labbra taumaturgiche
per leccare e succhiar via le pene
degli anni che passano, veleno di serpente
da sputar fuori, per farlo ancora nuovo.

Labbra di maga avrebbero senz’altro
possanza contro quest’oltraggio,
quest’umiliazione, questo invecchiare,
le mie posson solo portare un dono
di estasi effimera, leccandolo per
restituirgli un corpo,
ancora, ancora,
in un immortale istante
di delizia.


Brenda Porster
 

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