La lettura è un’avventura non solo perché ci porta in una lingua e in un mondo che non conosciamo, ma perché ci separa da noi stessi, dalle nostre credenze, dalla nostra identità già costituita.
Sicché leggere implica sempre l’esperienza del perdersi nel libro, l’esperienza di una divisione. Il coltello non è negli occhi del lettore che legge il libro ma è il libro stesso.
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