domenica 6 marzo 2016

Senti, Habara, ti va di prendermi ancora una volta?

Murakami Haruchi
– Senti, Habara, ti va di prendermi ancora una volta?
– Be’, direi proprio di sí, – rispose Habara.

Di nuovo si abbracciarono. Lei adesso era molto diversa da prima. Il suo corpo era caldo, umido fino in profondità. La sua pelle splendeva, molto piú soda ed elastica. Habara immaginò che stesse rivivendo ciò che aveva provato da ragazza, quando si era intrufolata in casa del suo compagno di classe. O forse aveva veramente risalito il fiume del tempo ed era tornata ad avere diciassette anni. Come quando tornava alla sua vita anteriore. Shahraz?d era in grado di farlo. Riusciva a esercitare su se stessa la forza straordinaria della sua arte di narratrice. Allo stesso modo in cui i piú bravi ipnotizzatori possono ipnotizzare se stessi servendosi di uno specchio.

Fecero l’amore con un trasporto diverso. A lungo e con passione. E alla fine lei raggiunse chiaramente l’orgasmo. Il suo corpo si contrasse piú volte. In quei momenti, anche i lineamenti del suo viso sembrarono stravolgersi. Vedendola cosí, Habara riuscí a immaginare la ragazza che doveva essere a diciassette anni, quasi potesse scorgere un paesaggio guardando da uno spiraglio. Quella che teneva ora fra le braccia era un’adolescente assillata da un pensiero, e imprigionata per caso nel corpo di una casalinga di trentacinque anni. Habara si rese conto che lei, a occhi chiusi, trasognata, tremando leggermente, stava aspirando l’odore della maglietta sudata di un giovane uomo.

Murakami Haruchi Uomini senza donne


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