giovedì 13 luglio 2017

Gli alberi come Giordano Bruno


Gli italiani non hanno un buon rapporto con la natura. Preferiscono le automobili, i telefonini. La natura è quella cosa che si incontra a Pasquetta a Ferragosto, ma spesso è solo uno scenario per riempirsi la trippa. In Italia nei luoghi pianeggianti la terra è praticamente scomparsa, sostituita da capannoni, rotonde, villette, supermercati, pompe di benzina. La distruzione della natura per decenni è arrivata dalle betoniere e il loro valzer per fortuna si è un poco attenuato solo grazie alla crisi. Se l’economia torna a fiorire vedremo di sicuro ancora tanta terra scomparire.
 
Intanto ora ci sono gli incendi estivi. E c’è perfino qualcuno che s’indigna se non pensi che siano una cosa ovvia, se pensi che bisognerebbe dichiarare la stato di emergenza nazionale. Anche un solo albero che brucia è un dolore, perché dobbiamo sempre ricordarci che gli alberi sono creature viventi. E se qualcuno pensa allo stato vegetale come a uno stato di inerzia, ecco, ora lo stato vegetale siamo noi, miseri pagliacci in cerca di amorazzi estivi mentre gli alberi vanno al rogo, innocenti come Giordano Bruno.
 
Franco Arminio

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