

Mi interessa la morte, non la necrofilia. Quasi tutti i politici pensano poco alla morte, ma sono necrofili, maneggiano pensieri morti, compiono azioni morte.
La meraviglia è quando incontri una donna che sente la morte. Quando abbracci una donna che ha l'orecchio appoggiato sulla morte e quindi anche su Dio e sulla poesia. Non è un ascolto che arriva da adulti o da vecchi. La morte di cui sto parlando arriva a quattro, a sei, a dieci anni. Arriva e non va più via.
Le persone che incontriamo raramente sono interessate al giardino nero della nostra infanzia. E allora non ci resta che trasformare il giardino in un orto. Scrivere in fondo è arare la morte e cercare di trarne qualche frutto. Io ho sempre cercato una donna che prima di avere confidenza con me avesse confidenza con la morte. La morte e le seghe sotto il tavolo, la sensualità di chi non ha fiorellini nell'anima, ma una bestia feroce che non si sfama mai.
L'errore che spesso facciamo è tenere la bestia fuori di noi, la allontaniamo pensando di essere più appetibili. Per fortuna a volte arriva qualcuno che ci vede veramente, e ci fa tornare a casa, noi e la nostra bestia. Sono cose che per accadere non hanno bisogno dei fitti e anemici commerci sessuali dei nostri giorni. Le vere confidenze nascono quando sappiamo spartirci la morte con lietezza. Quando sappiamo tenerla vicina, possiamo essere vicini a tutto.
L'amore è proprio questo sentire il tutto e non solo chi solletica il nostro narcisismo.
Franco Arminio


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