Ma il contenuto di quel bicchiere inebriante non è che una goccia a confronto con il mare infinito del silenzio, a cui bevo io

«O spirito
gentile, che abiti questi luoghi, grazie per aver sempre protetto la mia quiete, per le ore trascorse
inseguendo le rimembranze, per il tuo nascondiglio, che io chiamo io! La quiete si estende come
un’ombra man mano che cresce il silenzio: che magico incantesimo! E com’è inebriante quella pace!
Quale che sia la rapidità con cui l’ubriaco porta alle labbra il bicchiere, la sua ebbrezza non cresce
rapidamente come quella che viene dalla quiete, che aumenta a ogni secondo. Ma il contenuto di
quel bicchiere inebriante non è che una goccia a confronto con il mare infinito del silenzio, a cui
bevo io. E come l’ebollizione di tutti i vini del mondo è una pallida illusione al confronto della
fermentazione sempre piú effervescente del silenzio! Ma, come con l’ebbrezza, basta che si parli – e
come scompare rapidamente!»
Kierkegaard