giovedì 13 aprile 2017

memoria e immaginazione si intrecciano e si sovrappongono

Immagini, fantasia, memoria sono da sempre oggetto di riflessione e teorie.
 
Oggi, grazie alla possibilità di visualizzare i territori cerebrali, le neuroscienze ci dicono che i confini fra questi processi mentali sono spesso incerti e variabili.
 
Riteniamo che le esperienze lascino una traccia obiettiva e immutabile nella mente, ma esiste invece un lavorio sotterraneo, prevalentemente inconscio, che rimodella di continuo i nostri ricordi e le nostre percezioni: memoria e immaginazione si intrecciano e si sovrappongono nella vasta popolazione di immagini che brulica nelle trame nervose del cervello.
 
Non esiste, dunque, una memoria priva di quanto la nostra mente «immagina» sui propri ricordi, così come non esiste un’immaginazione «pura» che nasce dal nulla.
 
Il continuo bombardamento d’immagini al quale siamo sottoposti rende poi incerti anche i confini tra esperienze dirette e mediate; la nostra capacità di discriminare tra ciò che è vissuto o fruito in modo virtuale è messa a dura prova.
 
Il divario tra il potere della parola e quello dell’immagine si va via via allargando e la memoria – sia individuale sia collettiva – è ormai colonizzata da immagini. Al di là di ogni demonizzazione, oggi è dunque cruciale capire in quali modi si costruisce la nostra mente: l’immaginario è infatti importante, ma lo è ancor più l’immaginare, compiere cioè un lavoro mentale attivo che è alla base della creatività.

Alberto Oliverio
[ Immaginazione e memnoria

 

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