sabato 28 febbraio 2015

Parole, notte estesa


Parole, notte estesa

Da qualche parte al di là di questa notte estesa
e dello spazio che ci separa, ti penso.
La stanza si allontana lenta dalla luna.

E’ piacevole. O dovrei cancellarlo e dire
che è triste? In uno dei tempi intono
un impossibile canto di desiderio che tu non senti.

La lala la. Vedi? Chiudo gli occhi e immagino
i cupi colli che dovrei attraversare
per raggiungerti. Perché sono innamorata di te

e questo è ciò che si prova, almeno a parole.

Carol Ann Duffy (Glasgow, 1955), da Lo splendore del tempio (Crocetti, 2012) 

(Traduzione di Floriana Marinzuli e Bernardino Nera)

***
Words, wide night

Somewhere on the other side of this wide night
and the distance between us, I am thinking of you.
The room is turning slowly away from the moon. 
This is pleasurable. Or shall I cross that out and say
it is sad? In one of the tenses I singing
an impossible song of desire that you cannot hear.
La lala la. See I close my eyes and imagine
the dark hills I would have to cross 
to reach you. For I am in love with you and this
is what it is like or what it is like in words. 

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