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lunedì 6 novembre 2017

Lettera ai ragazzi del sud

Franco Arminio
Uscite e ammirate i vostri paesaggi,
prendetevi le albe, non solo il far tardi.

Lettera ai ragazzi del sud
Cari ragazzi,
abitate da poco una terra antica,
dipinta con le tibie di albe greche,
col sangue di chi è morto in Russia, in Albania.
Avete dentro il sangue il freddo delle navi
che andavano in America,
le grigie mattine svizzere dentro le baracche.
Era la terra dei cafoni e dei galantuomini,
coppole e mantelle nere,
era il Sud dell’osso, era un uovo, un pugno di farina,
un pezzo di lardo.
Ora è una scena dissanguata,
ora ognuno è fabbro della sua solitudine
e per stare in compagnia si è costretti a bere
nelle crepe che si sono aperte tra una strada e l’altra,
tra una faccia e l’altra.
Tutto è spaccato, squarciato, separato.
Sentiamo l’indifferenza degli altri
e l’inimicizia di noi stessi.
Uscite, contestate con durezza
i ladri del vostro futuro:
sono qui e a Milano e a Francoforte,
guardateli bene e fategli sentire il vostro disprezzo.
Siate dolci con i deboli, feroci con i potenti.
Uscite e ammirate i vostri paesaggi,
prendetevi le albe, non solo il far tardi.
Vivere è un mestiere difficile a tutte le età,
ma voi siete in un punto del mondo
in cui il dolore più facilmente si fa arte,
e allora suonate, cantate, scrivete, fotografate.
Non lo fate per darvi arie creative,
fatelo perché siete la prua del mondo:
davanti a voi non c’è nessuno.
Il Sud italiano è un inganno e un prodigio.
Lasciate gli inganni ai mestieranti della vita piccola.
Pensate che la vita è colossale.
Siate i ragazzi e le ragazze del prodigio.
 
Franco Arminio

domenica 20 agosto 2017

Amare è un impegno da geografi - materiali introduttivi alla festa di Aliano.... 3

materiali introduttivi alla festa di Aliano.... 3

Amare è un impegno da geografi,
esploratori che mentre vengono accolti
si fanno a loro volta terra da esplorare.
Un ginocchio non va mai trascurato
e così le dita dei piedi, i polsi
la luce delle mani.
Non è l'amore che bisogna trovare,
ma un uomo o una donna,
quella voce, quello sguardo
che ti dice di non credere più a niente
che non sia sconfinato.
 
Franco Arminio



 

domenica 23 luglio 2017

Non ti affannare a seminare

Franco Arminio
Non ti affannare a seminare
noie e affanni nelle tue giornate
e in quelle degli altri,

Non ti affannare a seminare
Non ti affannare a seminare
noie e affanni nelle tue giornate
e in quelle degli altri,
non chiedere altro che una gioia solenne.
Non aspettarti niente da nessuno.
E se vuoi aspettarti qualcosa,
Aspettati l'immenso, l'inaudito
 
Franco Arminio
Della stessa poesia una versione del 2012

non ti affannare a seminare noie
e affanni nelle tue giornate
e in quelle degli altri,
non chiedere altro che una gioia solenne,
le gioie piccole, i piccoli piaceri
richiedono troppa fatica,
è la gioia solenne che ti compete,
per quella sei qui e non altrove,
nella polvere cosmica o come mosca
nell’orecchio di un cavallo,
sei qui per non fermarti a ciò che sei
e non scansarti, non scansarti mai
da quello che potresti diventare.

sabato 22 luglio 2017

Porterò tutto l’anno il lutto

Franco Arminio
pensaci, pensami, poni la mente
ad ogni desiderio, al mio richiamo,
perché la vita della mente
è l’unica che abbiamo.

Porterò tutto l’anno il lutto
Porterò tutto l’anno il lutto
di stare qui senza vederti.
Scriverò i miei versi e starò muto
perché è vero che più di tutto ispira
ciò che non si è avuto.
 
Franco Arminio


Della stessa poesia una versione del 1991, pubblicata nel 2007

porterò tutto l’anno il lutto
di stare qui senza vederti.
scriverò i miei versi e starò muto
perché è vero che più di tutto ispira
ciò che non si è avuto.
e tu puoi distrarti, dimenticare
perché ora non c’è più luogo e tempo
per potersi ascoltare.
ma pensa quando saremo fossili
e poi soltanto polvere
per tutto il tempo che resta
perché il mondo è acqua e polvere
pugno di mosche e cartapesta.
pensaci, pensami, poni la mente
ad ogni desiderio, al mio richiamo,
perché la vita della mente
è l’unica che abbiamo.

Franco Arminio

martedì 11 luglio 2017

Parlami

Franco Arminio
Noi non siamo qui per vivere
ma perché qualcuno
deve parlarci.

Parlami,
Parlami,
 
aspetto a carne aperta
che mi parli.
 
Noi non siamo qui per vivere
ma perché qualcuno
deve parlarci.
 
Franco Arminio

lunedì 10 luglio 2017

Immaginate la mattina presto

Buenas noches

Immaginate la mattina presto
l’uomo, la donna e il mulo
che vanno lenti verso la campagna
a scorticare la terra
con la zappa per piantarvi un seme.
Immaginate noi
con le famiglie nelle nostre case
gremite di beni poco rari.
Noi che senza esporci a niente
continuamente cerchiamo ripari.
 

 

 
Franco Arminio
Franco Arminio
Cedi la strada agli alberi

sabato 1 luglio 2017

E poi arriva uno sguardo

Franco Arminio
Pensa alla fortuna di non essere capito,
pensa che c´è un punto in cui tutto si rompe.
Non evitarlo mai quel punto,

E poi arriva uno sguardo,
E poi arriva uno sguardo,
un urlo in cui il mondo
si scuce, ti guarda da dentro
e non ti riconosce. Allora senti
che non c´è accordo con nessuno.
Dunque: esci per incontrare un albero,
innamorati del mondo,
ma non farne una storia,
un vanto. E sappi che la miseria
ti salva. E sappi che sei salvo
quando si svela la tua pochezza.
Pensa alla fortuna di non essere capito,
pensa che c´è un punto in cui tutto si rompe.
Non evitarlo mai quel punto,
da lì puoi uscire dalla prigione
in cui ti mette ogni volere,
la prigione del benessere
o del dispiacere.
 
Franco Arminio

domenica 25 giugno 2017

Pensa che si muore

Franco Arminio
Non limitarti a galleggiare,
scendi verso il fondo
anche a rischio di annegare.

Pensa che si muore
Pensa che si muore
e che prima di morire tutti hanno diritto
a un attimo di bene.
Ascolta con clemenza.
Guarda con ammirazione le volpi,
le poiane, il vento, il grano.
Impara a chinarti su un mendicante,
coltiva il tuo rigore e lotta
fino a rimanere senza fiato.
Non limitarti a galleggiare,
scendi verso il fondo
anche a rischio di annegare.
Sorridi di questa umanità
che si aggroviglia su se stessa.
Cedi la strada agli alberi
 
Franco Arminio

sabato 17 giugno 2017

Tu madre - la poesia è

Buenas tardes

La poesia è tutto un moto verso l’ulteriore,
anche quando scava nel passato o nel presente.
Il suo principio da sempre è l’indeterminazione.
 
Franco Arminio
IL CUORE di Arminio con tutta la sua carica di solitudine esistenziale e al tempo di gratitudine alla sacra quotidianità, si carica nel rapporto con chi legge di una nudità, di una sua asciuttezza essenziale. Un cuore che ci parla dai profili montani dei suoi paesi, di perdite demografiche e affettive che il tempo genera ma sembra questo cuore essere sempre così giovane, anche dentro le sventure, gli abissi del vivere, batte sempre ritmato, sembra caricare il paesaggio di una comunità, di quel lucore che non è propriamente luce e che assume la forma di uno sguardo, un saluto commosso, che persiste oltre la tenebra, la fine di ognuno:

«Tu madre
chiami tua madre
e io penso alla madre
di tua madre
e a tutte le madri
che non ci sono più
fino alla prima,
quella per cui siamo tutti orfani»

link esternoIl manifesto

venerdì 16 giugno 2017

Tu sei la mano calata nell'inferno

Buenas tardes

Tu sei la mano calata nell'inferno,
il sonno del fiume e del serpente.
 
Franco Arminio

Oggi stavi nel mio sangue

Franco Arminio
e io me ne accorgevo
ogni volta che il sangue
entrava dentro il cuore.

Oggi stavi nel mio sangue
Oggi stavi nel mio sangue
e io me ne accorgevo
ogni volta che il sangue
entrava dentro il cuore.
Oggi stavi nelle ossa.
C'era un vago, minerale
sentore di te
nella testa dell’omero,
nella fossa dell'anca.
 
Franco Arminio

mercoledì 14 giugno 2017

Ogni tanto mi chiedo come sarebbe la vita

Franco Arminio

e dentro la mia pelle
si ripete l’amoroso crimine
della tua assenza.

Ogni tanto mi chiedo come sarebbe la vita
Ogni tanto mi chiedo come sarebbe la vita
se ti potessi abbracciare.
La carne vuole la carne
e io sto qui a limare l’impazienza
mentre nel buio di dicembre
e dentro la mia pelle
si ripete l’amoroso crimine
della tua assenza.
 
Franco Arminio

martedì 13 giugno 2017

sabato 10 giugno 2017

lunedì 5 giugno 2017

Sul tuo viso

Franco Arminio
c'è un vento caldo
e qualche nube.

Sul tuo viso
Sul tuo viso
c'è un vento caldo
e qualche nube.
Fioriscono i ciliegi
intorno al pube.
 
Franco Arminio

domenica 4 giugno 2017

L’amore che ci diamo

Franco Arminio
agli sconosciuti che di notte
ci stringono la mano.

L’amore che ci diamo
L’amore che ci diamo
è un regalo alle bestie,
al vento, al grano,
agli sconosciuti che di notte
ci stringono la mano.
 
Franco Arminio
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