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lunedì 21 ottobre 2019

Non ha più incanto il mondo. Ti han lasciato

Jorge Luis Borges
ma essere forte non ti basterà
per imparare l'arte dell'oblio.

Non ha più incanto il mondo. Ti han lasciato.

 
Non ha più incanto il mondo. Ti han lasciato.
Non condividerai la chiara luna
né i lenti parchi. Non c'è luna ormai
che non sia specchio del passato, sole
d’agonie, cristallo di solitudine.
Addio alle mutue mani e alle tempie
che l’amore accostava. Oggi hai soltanto
la fedele memoria e i vuoti giorni.
Solo si perde (ripeti vanamente)
quel che non si ha e non si è mai avuto,
ma essere forte non ti basterà
per imparare l'arte dell'oblio.
Un simbolo, una rosa può ferirti,
e può ucciderti un accordo di chitarra.
 
Ya no es mágico el mundo. Te han dejado.
Ya no compartirás la clara luna
ni los lentos jardines. Ya no hay una
luna que no sea espejo del pasado,
cristal de soledad, sol de agonías.
Adiós las mutuas manos y las sienes
que acercaba el amor. Hoy sólo tienes
la fiel memoria y los desiertos días.
Nadie pierde (repites vanamente)
sino lo que no tiene y no ha tenido
nunca, pero no basta ser valiente
para aprender el arte del olvido.
Un símbolo, una rosa, te desgarra
y te puede matar una guitarra.
 
Jorge Luis Borges
Trovo abbastanza ignobile questo modo silenzioso che hanno gli uomini di restituirti al corso del tempo. Come se bisognasse ricordarci, a ogni buon conto, che l’esistenza è discontinua.
[...]
Mi ha assalito una specie di pena, non posso dire una pena d’amore, no, piuttosto una pena d’abbandono.

C’è una poesia di Borges che comincia così: «Ya no es mágico el mundo. Te han dejado». «Non ha più incanto il mondo. Ti han lasciato». Dice lasciato, una parola di tutti i giorni, che non fa alcun rumore. Tutti possono lasciarvi, anche Jean-Gabriel Vigarello con la sua pettinatura da Beatles cinquant’anni dopo.

Jasmina Reza - - - Felici i felici

domenica 20 ottobre 2019

Felici i felici





Felices los amados y los amantes y los que
pueden prescindir del amor.
Felices los felices.


Jorge luis Borges


domenica 26 agosto 2018

amica mia

Buenas noches

L'amicizia fra un uomo e una donna è sempre un poco erotica,
anche se inconsciamente
 
Jorge Luis Borges

venerdì 23 giugno 2017

la sensazione di amare e di essere amato

Buenas noches

Quello che adesso cerco è la pace,
la gioia di pensare e la gioia dell’amicizia e,
anche se può sembrare troppo ambizioso,
la sensazione di amare e di essere amato.
 
Jorge Luis Borges

giovedì 22 giugno 2017

E impari.....

Jorge Luis Borges

E cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti; con la grazia di un adulto,
non col dolore di un bambino.

E impari...
Dopo un po’ impari la sottile differenza
fra tenere una mano ed incatenare un’anima.
E impari che l’amore non é appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non é sicurezza.
E inizi ad imparare che i baci non sono contratti
ed i doni non sono promesse.
E cominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti; con la grazia di un adulto,
non col dolore di un bambino.
E impari a costruire le tue strade oggi
perché il terreno del domani é troppo incerto
per fare piani. Dopo un pò impari che il sole scotta
se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte e che vali davvero.
 
Jorge Luis Borges

giovedì 13 aprile 2017

solo ciò che se n'è andato...

Buenas noches

Solo ciò che se ne è andato ci appartiene
 

 
Jorge Luis Borges

Il libro la memoria l'immaginazione e i sogni

«Fra i diversi strumenti dell’uomo, il più stupefacente è, senza dubbio, il libro. Gli altri sono estensioni del suo corpo. Il microscopio, il telescopio, sono estensioni della sua vista; il telefono è estensione della sua voce; poi ci sono l’aratro e la spada, estensioni del suo braccio.

Ma il libro è un’altra cosa: il libro è un’estensione della memoria e dell’immaginazione.
 
Nel Cesare e Cleopatra di Shaw, parlando della biblioteca di Alessandria si dice che è la memoria dell’umanità.
 
Il libro è questo, ma anche qualcosa di più: l’immaginazione. Che cos’è il passato se non una serie di sogno? Che differenza può esserci fra il ricordare i sogni e il ricordare il passato? Questa è la funzione che svolge il libro»

Jorge Luis Borges
[ Immaginazione e memnoria

 
(1) l’uomo, ente fallibile, ha bisogno di strumenti che siano estensioni del suo corpo;
(2) il libro estende invece la memoria (il passato) e l’immaginazione (i sogni);
(3) appartenendo al libro, memoria e immaginazione sono la stessa cosa, si confondono in un unico fantasma:
 
tra i sogni e il passato c’è dunque identità. Entrambi, verrebbe da dire, sono atto poetico.
 
Borges antologista e il gioco dei sogni link esterno

sabato 8 aprile 2017

fervore di Buenos Aires

Jorge Luis Borges
e il tuo ricordo è come brace viva
che non lascio cadere
anche se mi brucia le mani.

Fervore di Buenos Aires
Insegne luminose strattonano la stanchezza.
Volgari schiamazzi
saccheggiano la quiete dell’anima.
Colori impetuosi
scalano le attonite facciate.
Dalle piazze rotte
traboccano copiose le distanze.
Il tramonto abbattuto
che si rannicchia oltre i sobborghi
è beffa d’ombre rovinate.
Io percorro la strede svigorito
dall’insolenza delle luci false
e il tuo ricordo è come brace viva
che non lascio cadere
anche se mi brucia le mani.


Jorge Luis Borges

e la nostra storia
ricorderemo
come un capolavoro incompiuto
M.C.

giovedì 12 gennaio 2017

Non c’è comandamento

Buenas noches

Non c’è comandamento che non può essere infranto,
e anche quelli che dico e quelli che i profeti dissero.
 
Jorge Luis Borges

lunedì 9 gennaio 2017

la sofferenza non è una corona di gloria

Buenas noches

Felici coloro che sanno che la sofferenza
non è una corona di gloria.
 
Jorge Luis Borges

Mai rinfacciare il proprio dolore, mai farlo pesare.

giovedì 5 maggio 2016

il mio giardino dei sentieri che si biforcano


Jorge Luis Borges
Il giardino dei sentieri che si biforcano


Un filo
nè corto nè lungo
che parte da un gomitolo
e ti riporta ad un altro gomitolo.   

D.N. -   La matassa si dipana link esterno

"Lessi con incomprensione e fervore queste parole che con meticoloso pennello tracciò un uomo del mio sangue: 'Lascio ai diversi futuri (non a tutti) il mio giardino dei sentieri che si biforcano' ".

Jorge Luis Borges
Il giardino dei sentieri che si biforcano



 

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Ossessivamente sogno di un labirinto


Jorge Luis Borges
Labyrinthes

"Ossessivamente sogno di un labirinto piccolo, pulito, al cui centro c'è un'anfora che ho quasi toccato con le mani, che ho visto con i miei occhi, ma le strade erano così contorte, così confuse, che una cosa mi apparve chiara: sarei morto prima di arrivarci".

Jorge Luis Borges
Labyrinthes





 

sabato 19 marzo 2016

L'innamorato

Jorge Luis Borges
L'innamorato
 
Luna, avorio, strumenti musicali, rose,
lampade e il segno di Durer,
le nove cifre e lo sfuggente zero,
devo fingere che queste cose esistano.
Devo fingere che nel passato c´erano
Persepoli e Roma e che una sabbia
sottile ha misurato il destino di una torre
che le età del ferro hanno disfatto.
Devo pensare alle armi e alle fiamme
delle epopee e ai mari plumbei
che rosicchiano i pilastri della terra.
Devo fingere che ci sono gli altri. E´ falso.
Ci sei solo tu. Tu, mia ventura
e sventura, inesauribile e pura.

Jorge Luis Borges
 

E' l'amore

Jorge Luis Borges
E' l'amore
 
È l´amore. Dovrò nascondermi o fuggire.
Crescono le mura delle sue carceri, come in un incubo atroce.
La bella maschera è cambiata, ma come sempre è l´unica.
 
A cosa mi serviranno i miei talismani:
l´esercizio delle lettere, la vaga erudizione,
le gallerie della Biblioteca, le cose comuni,
le abitudini, la notte intemporale, il sapore del sonno?
Stare con te o non stare con te è la misura del mio tempo.
 
È, lo so, l´amore: l´ansia e il sollievo di sentire la tua voce,
l´attesa e la memoria, l´orrore di vivere nel tempo successivo.
È l´amore con le sue mitologie, con le sue piccole magie inutili.
 
C’è un angolo di strada dove non oso passare.
 
Il nome di una donna mi denuncia.
 
Mi fa male una donna in tutto il corpo.

Jorge Luis Borges
 

domenica 6 marzo 2016

El tango

Jorge Luis Borges
“Le gambe s’allacciano, gli sguardi si fondono, i corpi si amalgamano in un firulete e si lasciano incantare. Dando l’impressione che il tango sia un grande abbraccio magico dal quale è difficile liberarsi. Perché in esso c’è qualcosa di provocante, qualcosa di sensuale e, allo stesso tempo, di tremendamente emotivo. Il tango è un linguaggio in cui convivono tragedia, malinconia, ironia, amore, gelosia, ricordi, il barrio amato, la madre, pene e allegrie, odori di bordelli e di attaccabrighe.
 
Ancor oggi il tango conserva quel qualcosa di proibito che stimola il desiderio di scoprirlo sempre un po’ di più e quel qualcosa di misteroso che ci ricorda quel che siamo stati o, forse, quel che avremmo voluto essere.
 
Il tango trasgredisce e lì sta la sua attrattiva. In quella sensazione di libertà che accende tutti i tipi d’emozione. Il tango conquista in modo semplice perché l’ascoltarlo o vederlo ballare invogliano ad infilarsi un paio di scarpe da tango e lasciarsi condurre…” *
 
* (estratto dal poema “El Tango” di Jorge Luis Borges)

Jorge Luis Borges - Astor Piazzolla Tango

sabato 5 marzo 2016

Tango di Borges - Piazzolla

Jorge Luis Borges
Il tango
 
Dove saranno? Chiede la elegia
di chi non e´ piu´, come se fosse
uno spazio in cui lo Ieri potesse
esser l´Oggi, l´Anche e il Tuttavia.
Dove sara´ (ripeto) la masnada
che fondo´, in polverose strade
sterrate o in sperdute contrade,
la setta del coltello e del coraggio?
Dove saranno quelli che passarono
lasciando all´epica un episodio,
un mito al tempo, e che senza odio,
lucro o passione d´amore si accoltellarono?
Li cerco nella leggenda, nell´ultima
brace che, come una incerta rosa,
custodisce qualcosa di quella plebe valorosa
dei Corrales e di Balvanera.
Quali oscuri vicoli o quale ermo
dell´altro mondo abitera´ la dura
ombra di quella che era una ombra oscura,
Muraña, quel coltello di Palermo?
E quel terribile Iberra (di cui i santi
si impietosiscono) che in un ponte della via
uccise suo fratello il Ñato, che dovea
piu´ morti di lui, e cosi´ uguaglio´ i tanti´?
Una mitologia di pugnali
lentamente si annulla dimenticata;
una canzone di gesta s´e´ perduta
in sordide notizie criminali.
C´e´ altra brace, altra incandescente rosa
nella cenere che li serba interi;
la´ stanno in superbi accoltellatori
e il peso della spada silenziosa.
Benche´ la spada ostile o quell´altra spada,
il tempo, li persero nel fango,
oggi, piu´ in la´ del tempo e della sciagurata
morte, quei morti vivono nel tango.
Nella musica dimorano, nell´arpeggio
dell´indomabile chitarra laboriosa
che intreccia nella milonga gioiosa
la festa e l´innocenza e del coraggio.
Gira nel vuoto la gialla ruota
di cavalli e leoni, e odo l´eco
di quei tanghi di Arolas e di Greco
che ho visto ballare sulla strada,
in un istante che oggi emerge isolato,
senza ne´ prima ne´ dopo, mai dimenticato,
e che ha il sapore del perduto,
del perduto e del recuperato.
Negli accordi ci sono antiche cose:
l´altro cortile e la nascosta orditura.
(Dietro le pareti sospettose
il Sud custodisce un pugnale e una chitarra.)
Quella raffica, il tango, quella diavoleria,
gli anni affannati sfida;
fatto di polvere e tempo, l´uomo dura
meno della leggera melodia,
che solo e´ tempo. Il tango crea un buio
passato irreale che in qualche modo e´ certo,
un ricordo che non può esser distrutto
lottando, in un cantone del suburbio.
 
Jorge Luis Borges
***
El Tango
 
¿Dónde estarán?, pregunta la elegía
de quienes ya no son, como si hubiera
una región en que el Ayer pudiera
ser el Hoy, el Aún y el Todavía.
¿Dónde estará (repito) el malevaje
que fundó, en polvorientos callejones
de tierra o en perdidas poblaciones,
la secta del cuchillo y del coraje?
¿Dónde estarán aquellos que pasaron,
dejando a la epopeya un episodio,
una fábula al tiempo, y que sin odio,
lucro o pasión de amor se acuchillaron?
Los busco en su leyenda, en la postrera
brasa que, a modo de una vaga rosa,
guarda algo de esa chusma valerosa
de los Corrales y de Balvanera.
¿Qué oscuros callejones o qué yermo
del otro mundo habitará la dura
sombra de aquel que era una sombra oscura,
Muraña, ese cuchillo de Palermo?
¿Y ese Iberra fatal (de quien los santos
se apiaden) que en un puente de la vía,
mató a su hermano el Ñato, que debía
más muertes que él, y así igualó los tantos?
Una mitología de puñales
lentamente se anula en el olvido;
una canción de gesta se ha perdido
en sórdidas noticias policiales.
Hay otra brasa, otra candente rosa
de la ceniza que los guarda enteros;
ahí están los soberbios cuchilleros
y el peso de la daga silenciosa.
Aunque la daga hostil o esa otra daga,
el tiempo, los perdieron en el fango,
hoy, más allá del tiempo y de la aciaga
muerte, esos muertos viven en el tango.
En la música están, en el cordaje
de la terca guitarra trabajosa,
que trama en la milonga venturosa
la fiesta y la inocencia del coraje.
Gira en el hueco la amarilla rueda
de caballos y leones, y oigo el eco
de esos tangos de Arolas y de Greco
que yo he visto bailar en la vereda,
en un instante que hoy emerge aislado,
sin antes ni después, contra el olvido,
y que tiene el sabor de lo perdido,
de lo perdido y lo recuperado.
En los acordes hay antiguas cosas:
el otro patio y la entrevista parra.
(Detrás de las paredes recelosas
el Sur guarda un puñal y una guitarra.)
Esa ráfaga, el tango, esa diablura,
los atareados años desafía;
hecho de polvo y tiempo, el hombre dura
menos que la liviana melodía,
que sólo es tiempo. El tango crea un turbio
pasado irreal que de algún modo es cierto,
un recuerdo imposible de haber muerto
peleando, en una esquina del suburbio.

Jorge Luis Borges - Astor Piazzolla Tango

giovedì 25 febbraio 2016

la trasformazione degli esseri





Una volta, Zhuang Zhou sognò di essere una farfalla. Era una farfalla che volteggiava liberamente, appagata della propria condizione. Non sapeva di essere Zhou. All’improvviso si svegliò e si accorse di essere Zhou, con la sua forma. Non poteva dire se Zhou avesse sognato di essere una farfalla, o se una farfalla stesse sognando di essere Zhou. Tra Zhou e la farfalla c’è una distinzione. Questo è ciò che si dice la trasformazione degli esseri.
Jorge Luis Borges


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