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martedì 2 gennaio 2018

la maschera



La parola volto proviene dal latino visus, visto. Il volto è quanto di noi vedono gli altri: è un termine passivo, un participio passato, dato che non vediamo il nostro volto se non con l’ausilio di uno specchio, che comunque ci rimanda la nostra immagine rovesciata. È la parte frontale del nostro corpo, la più alta. Per non farci vedere come siamo in realtà, col nostro viso nudo e inerme, chiediamo alla maschera che ci trasformi in quello che decidiamo di sembrare: in ultima analisi è il medium usato per mostrarci agli altri, per comunicare. È la protesi del volto che diventa monstrum (sostantivo del verbo mostrare) quando, all’osservatore, risulta sconvolgente, orrenda, aliena – comunque incomprensibile.
 
Se appare mostruosa è perché paradossalmente, esibisce, invece di nascondere, il lato oscuro, interno, di chi la indossa. Le sue funzioni sono ambivalenti, apparentemente contraddittorie. Chi la indossa lo fa per adeguarsi allo sguardo comune oppure per sfuggire ad esso? Il volto-monstrum è inoltre legato al rovescio; è “voltato”, rovesciato, e appunto per questo assume lineamenti “altri”, testimoni di un mistero infero, diabolico (da diaballein – dividere). È la notte, in quanto rovescio del visibile, di-viso dal giorno.
 
Ma il giorno, il visibile, lo colleghiamo al sociale, ai codici comportamentali di una comunità. La maschera-diaframma tra noi e il mondo, tra noi e l’altro, ci protegge dall’indiscrezione, ma offre un’immagine “falsa”, quella di un altro viso sovrapposto a quello vero, e da noi volutamente scelto con un artificio razionale. Il volto mostrato, la maschera, è monstrum, mentre l’ io interno, profondo, resta invisibile. Ma la maschera conserva un mistero, perché anche l’altro non può indovinare cosa si nasconda esattamente dietro... Chi non indossa una maschera è un ingenuo esposto a ogni ferita, un presuntuoso che crede di essere forte e capace, malgrado la sua disarmata nudità, di opporsi al mondo? o semplicemente è un ribelle, un provocatore? In ogni caso paga sempre cara la sua scelta, consapevole o no. Chi mostra un viso senza maschera è il neonato, il bambino, l’adolescente (ma è anche quello primitivo, dell’animale da cui direttamente proveniamo.) Ecco, in questo crocevia della propria esistenza l’adolescente affronta il problema della scelta. Quale maschera indosserà? Tante identità potenziali si agitano dentro di lui, lo tentano. Ma nessuna di queste lo esprime interamente, lo appaga, lo rispecchia nella sua complessità. Questa ricerca dell’identità può durare anche tutta la vita. Il ricercatore non si rassegna a indossarne solo una. Fermandosi a una sola potrebbe banalizzarsi, invecchiare, pietrificare, e quindi morire. Poi succede, sempre più spesso, che la maschera, se usata troppo a lungo, logori, divori il volto: se prima era facile distinguere tra volto e maschera, a forza di esercitare i suoi artifici la maschera si è confusa pirandellianamente con il volto, che l’ha assorbita come una seconda pelle. Di questo progressivo inglobamento si è sempre meno consapevoli. Si comincia a indossare la maschera, per sopravvivere, come un cappotto, una coperta, quando fa freddo. Anche noi vogliamo partecipare a questo gran ballo mascherato che è l’esistenza sociale. Questo gioco di maschere inizia nell’adolescenza, e spesso è lì che la maschera, se indossata per troppo tempo, comincia lentamente a mangiarsi il volto e a pietrificarlo in quell’età. Tanto vale riderci su. Mascherarsi è come un trattenere una risata sul viso. Ma a questo punto, se ridiamo di noi stessi e del mondo e dell’assurdità della vita in sé, se siamo quindi consapevoli della Commedia umana, il riso non sarà che una smorfia, riso che nasconde una ferita, dato che il volto-maschera sottende una caduta all’inferno, un voltarsi verso la parte buia di noi – la più inconscia o forse solo negata e rimossa: indica una dolorosa presa di coscienza della morte.
 
La domanda è questa: «È per difendermi da voi, per farmi accettare socialmente, adeguarmi, scendendo a patti con voi, che indosso una maschera simile alla vostra? Oppure, al contrario, la indosso con un intento opposto: irridervi e ingannarvi, mostrarvi non come sono realmente ma come un altro da me, inconoscibile creatura che si protegge dalla vostre regole e dalla vostra aggressività? Sono io che non mi accetto attraverso il vostro sguardo censorio o più semplicemente entrambe le cose?».

Lucetta Frisa
leggi artciolo intero link esterno

domenica 3 settembre 2017

diffidenza







venerdì 30 giugno 2017

imparerai a tue spese

Buenas noches

«Imparerai a tue spese che
nel lungo tragitto della vita
incontrerai tante maschere e pochi volti».


 
Luigi Pirandello

sabato 10 giugno 2017

Tu vuoi essere, non sembrare di essere


Credi che non ti capisca? Tu insegui un sogno disperato, questo è il tuo tormento. Tu vuoi essere, non sembrare di essere. Essere in ogni istante cosciente di te, e vigile. nello stesso tempo ti rendi conto dell'abisso che separa ciò che sei per gli altri da ciò che sei per te stessa e provoca quasi un senso di vertigine, un timore di essere scoperta, di vederti messa a nudo, smascherata, riportata ai tuoi giusti limiti. Perché ogni parola è menzogna, ogni gesto falsità, ogni sorriso una smorfia. Qual è il ruolo più difficile? Togliersi la vita? Ma no, sarebbe poco dignitoso.
 
Meglio rifugiarsi nell'immobilità, nel mutismo, così si evita di dover mentire, oppure mettersi al riparo dalla vita, così non c'è bisogno di recitare, di mostrare un volto finto o fare gesti non voluti. Non ti pare? Questo è ciò che si crede ma non basta celarsi perché, vedi, la vita si manifesta in mille modi diversi ed è impossibile non reagire. A nessuno importa sapere se le tue reazioni siano vere o false. Solo a teatro il problema si rivela importante e forse neanche lì. Io ti capisco, Elisabeth... e quasi ti ammiro. Secondo me devi continuare a recitare la tua parte fino in fondo finché essa non perda interesse, e abbandonarla così come sei abituata a fare passando da un ruolo all'altro.
 
dal film "Persona" di Ingmar Bergman

sabato 11 febbraio 2017

Mettersi a nudo

citazioni: Alda Merini


mettersi a nudo

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri. E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri. Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili, di finire alla mercé di chi ci sta di fronte. Non ci esponiamo mai. Perché ci manca la forza di essere uomini, quella che ci fa accettare i nostri limiti, che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forz…a appunto. Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà. Mi piacciono i barboni. Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore
 
Alda Merini

 

lunedì 23 gennaio 2017

non essendo io propriamente nessuno per me

Luigi Pirandello

“Non mi conoscevo affatto, non avevo per me alcuna realtà mia propria, ero in uno stato come di illusione continua, quasi fluido, malleabile; mi conoscevano gli altri, ciascuno a suo modo, secondo la realtà che m'avevano data; cioé vedevano in me ciascuno un Moscarda che non ero io non essendo io propriamente nessuno per me: tanti Moscarda quanti essi erano.”
 
Uno nessuno centomila
Luigi Pirandello

Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!

Luigi Pirandello

“Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!”
 
Sei personaggi in cerca d'autore
Luigi Pirandello

sabato 22 ottobre 2016

Le maschere che ci mettiamo



 



Le maschere che ci mettiamo
 

Make Up come maschere
Come veli e drappi
che nascondono,
celano e camuffano il vero sentire

I make up
Nella vita
E dentro

D.N. 19 ottobre 2016

martedì 6 settembre 2016

i vincoli dell’inganno e dell’infelicità e dell'errore sono più saldi

Buenos Dias

A volte penso che i vincoli dell’inganno e dell’infelicità
siano tra i piú saldi, cosí come quelli dell’errore;
sembra che tengano di piú di quelli della conoscenza di causa,
della soddisfazione e della sincerità.
 
Javier Marias

domenica 20 marzo 2016

il desiderio mosso dal piacere dei sensi

Juan Pedroso
Deve essere proprio così che le donne, piu' degli uomini, hanno bisogno di una dose di finzione, l'illusione di ciò che non è e non sarà, di cio che non è stato e forse sarebbe potuto essere, di una strada sognata mai presa o abbandonata.
Allora forse i seduttori hanno un ruolo in tutto questo, nel mettere in scena l'illusione che ti stordisce e ti da l'ebbrezza del volo.
Allora forse riuasciamo non dico a capire ma a mettere in conto come gli esseri piu' spregevoli possano accendere i sensi di chi sente questa necessità impellente di deviare dalla propria strada e cerca e vuole l'abbaglio.
 
E quelli come noi che non sanno o non vogliono prestarsi a questa messa in scena mascherata, gli sfigati e i perdenti che non hanno niente da offrire se non ciò che sono, essendo incapaci di orpelli e artifizi, giochi di prestigio che finiscono per irretire, soggiogare dominare e intrappolare le prede abbagliate e ardenti, ansiose di vivere questa finzione....beh questa genta qua ha una sola arma per mettersi al riparo: il disincanto.
 
Non è raro osservare come le persone che si sforzano di improntare le loro relazione sulla lealtà, il rispetto e la libertà, debbano subire le azioni piu' sleali e irrispettose e finiscono per essere usati e abusati. Bisogna metterlo in conto e restare nel disincanto. Non aspettarsi niente e continuare per la propria strada, mettere in conto le sconfitte e non aspettarsi niente. Continuare per la propria strada e non rinnegare niente.
 
Dare ciò ti senti di dare, amico mio, senza effetti speciali, senza mosse studiate, e senza spettarsi niente. Perchè la passione che abbaglia è veleno. Perchè una relazione intensa e profonda di cui potrai serbare il ricordo vivido nel tempo, vale più di mille stordimenti.
 
Perchè è piu' onesto e dignitoso il puro e semplice incontro di una notte, il desiderio mosso dal piacere dei sensi, senza la terra promessa dell'amore eterno e unico, tu sei la mia vita, sono innamorato di te, non posso vivere senza di te, ti amo, sono tuo e altri abbagli simili.

Juan Pedroso

domenica 14 febbraio 2016

spettatore inconsapevole




Inventiamo un personaggio ideale come meta
e lavoriamo tutta la vita per convertirlo
nella nostra maschera
@alejodorowsky

Tutto ciò che è nascosto dovrebbe essere messo a nudo.
Essere spogliati dall'oscurità significa essere puliti,
spogliare dall'oscurità è rendere puliti.
Dylan Thomas

[...]E puntualmente scopri che il tuo istinto aveva avuto ragione. Dietro la maschera, si nasconde un carattere più complesso, capace di sorprenderti con gusti e opinioni inaspettate e una visione tutta sua di come va il mondo.
Ferzan Ozpetek -- Sei la mia vita

[...]
Come un bimbo impaurito dall'immagine allo specchio
Le nostre anime, fanciulle, rimangono disattente,
Cambiano i loro volti conosciuti, e un mondo intero
Creano su quella loro dimenticata causa [...]
Fernando Pessoa

Che il "trucco" femminile e le esagerazioni maschili siano disturbi del comportamento, lo si vede dall'infelicità che determinano. Tale infelicità consiste nella certezza che, se io attraggo qualcuno con una mia maschera, invece che con il mio volto e con ciò che sono davvero, quel qualcuno desidererà non me, ma la mia maschera, oppure dovrò ricorrere a laboriosi procedimenti, per tener legato a me quel qualcuno che avrò conquistato mentendo.
(Igor Sibaldi) -- Eros & Amore

Chissà se un giorno butteremo le maschere
che portiamo sul volto senza saperlo.
Per questo è tanto difficile identificare
gli uomini che incontriamo. [...]
Eugenio Montale


Ciò che vediamo non è ciò vediamo, ma ciò che siamo
Fernando Pessoa

Che cosa è vero? Cosa sarà di più—
La bugia che c'è nella realtà
O la bugia che si trova nei sogni?
Fernando Pessoa

Deve chiamarsi tristezza
questo che non so cosa sia
che m´inquieta senza sorpresa,
nostalgia che non desidera.
Fernando Pessoa

Amare è l’ eterna innocenza,
e l’unica innocenza è non pensare.
Fernando Pessoa

I sentimenti più dolorosi e le emozioni più pungenti, sono quelli assurdi: l'ansia di cose impossibili, proprio perché sono impossibili, la nostalgia di ciò che non c'è mai stato, il desiderio di ciò che potrebbe essere stato, la pena di non essere un altro, l'insoddisfazione per l'esistenza del mondo.
Fernando Pessoa

Per quanto ci spogliamo degli abiti, non arriviamo mai alla nudità, perchè la nudità è un fenomeno dell'anima e non dell'atto del togliersi il vestito.
Fernando Pessoa

Impara ad affrancare le idee dalla voluttuosità e dal piacere. Impara ad apprezzare in ogni cosa non ciò che quella cosa è, ma le idee e i sogni che cagiona. Perché nulla è ciò che è, e i sogni sono sempre sogni.
Fernando Pessoa

Lo so: tenerezza per ciò che non è stato,
nostalgia di un futuro che non verrà:
Fernando Pessoa


Tu non mi desideri, e mi hai avuto per caso,
io non ho potuto averti, e ti ho persa.
Steinn Steinarr


sabato 13 febbraio 2016

CHISSÀ SE UN GIORNO BUTTEREMO LE MASCHERE



CHISSÀ SE UN GIORNO BUTTEREMO LE MASCHERE

Chissà se un giorno butteremo le maschere
che portiamo sul volto senza saperlo.
Per questo è tanto difficile identificare
gli uomini che incontriamo.
Forse fra i tanti, fra i milioni c´è
quello in cui viso e maschera coincidono
e lui solo potrebbe dirci la parola
che attendiamo da sempre. Ma è probabile
che egli stesso non sappia il suo privilegio.
Chi l´ha saputo, se uno ne fu mai,
pagò il suo dono con balbuzie o peggio.
Non valeva la pena di trovarlo. Il suo nome
fu sempre impronunciabile per cause
non solo di fonetica. La scienza
ha ben altro da fare o da non fare.

Eugenio Montale
RAFAL OLBINSKI, “THE MARRIAGE OF FIGARO”
da il canto delle sirene link esterno

mercoledì 2 dicembre 2015

lunedì 12 ottobre 2015

maschere



Inventiamo un personaggio ideale come meta
e lavoriamo tutta la vita per convertirlo
nella nostra maschera
@alejodorowsky



sabato 26 settembre 2015

Non nascondere dietro una maschera







tw by @joe_kahr

Non nascondere dietro una maschera
il tumulto che ti scuote l’anima.
Ci siamo buttati in un letargo
di ghiaccio, che è il ritratto dell’inverno.
(Alceo)




domenica 26 luglio 2015

Tutto ciò che è nascosto dovrebbe essere messo a nudo




Tutto ciò che è nascosto dovrebbe essere messo a nudo.
Essere spogliati dall'oscurità significa essere puliti, spogliare dall'oscurità è rendere puliti.
Dylan Thomas






sabato 11 luglio 2015

maschere



Quante volte capita che ti presentino qualcuno e, al primo impatto, senti che in lui c’è qualcosa che non quadra. Nulla di necessariamente negativo, potrebbe anche essere solo una vena di eccentricità. Una nota stonata che, però, rende più intrigante la sua personalità, suggerendo che oltre le apparenze si nasconde ben altro. Ma poi cambi idea. Perché lui fa del suo meglio per apparire credibile, aderente al personaggio che si è cucito addosso. Arrivi addirittura a domandarti come mai hai avuto quell’impressione iniziale così strana. Del tutto di pancia, inspiegabile, viscerale.

Poi passa il tempo, quella persona impari a conoscerla, la vedi all’opera in varie situazioni. Quando si fa festa, ma anche quando c’è da rimboccarsi le maniche. Quando le cose filano lisce, ma anche quando sorgono problemi. E puntualmente scopri che il tuo istinto aveva avuto ragione. Dietro la maschera, si nasconde un carattere più complesso, capace di sorprenderti con gusti e opinioni inaspettate e una visione tutta sua di come va il mondo.

Ferzan Ozpetek -- Sei la mia vita

giovedì 2 luglio 2015

Se per un mero gioco, l'anima stessa si smaschera, Sa d'aver tolto l'ultima e aver mostrato il volto?



Quante maschere e sottomaschere noi indossiamo
Sul nostro contenitore dell'anima, così quando,
Se per un mero gioco, l'anima stessa si smaschera,
Sa d'aver tolto l'ultima e aver mostrato il volto?
La stessa maschera non si sente come una maschera
Ma guarda di fuori di sé con gli occhi mascherati.
Qualunque sia la coscienza che inizi l'opera
Sua, fatale e accettata sorte è l'ottundimento.
Come un bimbo impaurito dall'immagine allo specchio
Le nostre anime, fanciulle, rimangono disattente,
Cambiano i loro volti conosciuti, e un mondo intero
Creano su quella loro dimenticata causa;
E, quando un pensiero rivela l'anima mascherata
Esso stesso non va a smascherare da smascherato.

Fernando Pessoa


domenica 21 giugno 2015

Trucco e bugie



Tra i disturbi del comportamento che non vengono considerati tali solo perché la " strutturazione normale della sessualità" li ha giustificati, vi sono certamente alcuni apparati di seduzione, ai quali si ricorre all'unico scopo di assicurarsi il diritto alla "scarica" [soddisfare la libido, conquistare, possedere e fare sesso]
 
La funzione del "trucco" - come d'altronde dichiara la parola stessa - è quella di mascherare, nascondere ciò che veramente si è. Il ritenerlo un comportamento normale lo fa diventare particolarmente pericoloso per la psiche: normale e razionale viene a essere, infatti, anche ciò che motiva quel desiderio di nascondere, cioè un senso di inadeguatezza, un rifiuto della propria identità, dell'unicità della propriastoria, che possono venire espresse dal volto non modificato della cosmesi.
 
Analoga, solo lievemente più complessa, è la dinamica delle esagerazioni a cui le personalità maschili ricorrono spesso durante il corteggiamento. Si tratta anche qui di cosmesi della verità, il cui prodotto è un inganno che, a tratti, può diventare anche autoinganno:ascoltando le proprie vanterie, compiacendosi di atteggiamenti forzatamente virili, o di affettazioni di cortesia, o magari facendosi credere un grande incompreso (onde suscitare intenerimento), la personalità maschile può abbandonarsi all'illusione di essere davvero ciò che vuol sembrare - e in tal caso attua una specie di corteggiamento, volendo sedurre sia chi le presta attenzione, sia, narcisisticamente, se stessa. A prima vista questo comportamento non corrisponderebbe affatto a ciò che la civiltà richiede ai suoi sudditi maschi, e si direbbe piuttosto espressione di esigenze della specie: le vanterie di una personalità maschile sono infatti abbozzi, per quanto elementari, di un progetto di evoluzione personale maggiore di quella che il suo ruolo nella società le ha consentito. Ma la civiltà la tollera volentieri, la incoraggia anzi, proponendo diversi modelli di maschi seduttivi, ai quali le personalità maschili possono ispirarsi, perché in realtà le loro vanterie lavorano a vantaggio della civiltà stessa. Per essere persuasive, devono venir recitate bene: a tal fine occorre che chi le recita smetta - di nuovo - di far caso a ciò che veramente è. E quanto più impara a non far caso a ciò che veramente è (e dunque a ciò che veramente pensa, e vuole della propria vita), tanto più diventa malleabile, permeabile ai condizionamenti che la civiltà esercita su di lui.
 
Che il "trucco" femminile e le esagerazioni maschili siano disturbi del comportamento, lo si vede dall'infelicità che determinano. Tale infelicità consiste nella certezza che, se io attraggo qualcuno con una mia maschera, invece che con il mio volto e con ciò che sono davvero, quel qualcuno desidererà non me, ma la mia maschera, oppure dovrò ricorrere a laboriosi procedimenti, per tener legato a me quel qualcuno che avrò conquistato mentendo. Cercherò di manipolare la sua volontà. Potrò per esempio supplicare, oppure dominarlo, indagando i suoi punti deboli, o inventare maschere nuove...Ma con il passare del tempo dovrò sforzarmi sempre più di non accorgermi che tutti quei procedimenti mi allontanano sempre più da ciò che veramente sono.
[...]

Dunque il trucco è un impoverimento di sé, che tuttavia viene scambiato per un perfezionamento e per un potenziamento desiderabile: ciò aumenta ulteriormente la sua dannosità, poiché ai danni derivanti dal senso di inadeguatezza e dalla falsificazione di sè viene ad aggiungersi un'insensibilità alle contraddizioni.

Igor Sibaldi - Eros e amore

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