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martedì 11 aprile 2017

Quindi non vale la pena ricordarli

Buenas noches

Non confondo i nomi e i volti [...] perche’ sono rimbambito,
ma perche’ a questi nomi e a questi volti mancano
colore e luce,
quindi non vale la pena ricordarli.
 

 
Orhan Pamuk Il mio nome è rosso

Quelli che definivo ricordi facevano parte dell'universo


Orhan Pamuk
il mio nome è rosso

Come posso descrivere tutti i colori che vidi durante questa meravigliosa ascesa? L'intero universo era fatto di colori, tutto era colore. Oltre a sentire che la forza che mi separava dalle altre cose consisteva di colori, capii anche di essere abbracciato con amore e legato all'intero universo dai colori. Vidi cieli arancioni, bei corpi verde foglia, uova color caffe’, meravigliosi cavalli azzurri.
 
Era come nelle leggende e nei disegni che avevo guardato per anni, e mi sembrava di vedere tutto, meravigliato e ammirato, per la prima volta, e allo stesso tempo di rivedere cose affiorate dai miei ricordi.
 
Quelli che definivo ricordi facevano parte dell'universo, e tutto l'universo, per il tempo illimitato che mi si apriva davanti in futuro, sarebbe diventato, prima, la mia esperienza, in seguito, i miei ricordi. Mentre morivo in questa gioia di colori, capii anche perche’ mi stavo rilassando come se mi liberassi di una camicia troppo stretta: d'ora in poi nulla mi era vietato, e disponevo di spazio e tempo illimitati per vivere in ogni epoca e in ogni luogo.

Orhan Pamuk Il mio nome è rosso



domenica 25 settembre 2016

segreti e occultamenti


Questi erano i dolori miei più segreti e profondi, pensavo che non li avrei mai potuti raccontare a nessuno; erano totalmente veri, ma non erano affatto sinceri come notai imporvvisamente con stupore.

O.Pamuk - il mio nome è rosso pag. 161

Segreti, omissioni e occultamenti

E' faticoso muoversi nell'ombra e spiare senza essere visto o cercando di non essere scoperto, come è faticoso tenere un segreto o conservare un mistero, che fatica la clandestinità e la permanente coscienza di come non tutti i nostri congiunti possano avere uguali  conoscenze, a un amico si nasconde una cosa e a un altro un'altra  diversa da quella che è nota al primo, si inventano per una donna  storie complesse che poi bisogna ricordare per sempre nei dettagli  come se si fossero vissute, con il rischio di farsi scoprire più  tardi, e a un'altra donna più nuova si racconta la verità su tutto  tranne su quelle cose innocue che ci provocano vergogna di noi  stessi: che siamo capaci di passare ore guardando alla televisione  partite di calcio o degradanti concorsi, che leggiamo fumetti mentre  ormai siamo adulti o che ci getteremmo in terra per giocare a  rimbalzino se solo avessimo con chi farlo, che andiamo matti per il  gioco d'azzardo o ci piace un'attrice che ammettiamo essere odiosa e  perfino offensiva, che abbiamo un carattere tremendo e fumiamo appena  svegli e che fantastichiamo di una certa pratica sessuale che si considera aberrante e che non osiamo proporle.

Non sempre si occulta per il proprio interesse o per paura o per aver commesso una vera mancanza, non sempre per difendersi, molte lo si fa per non dare un dispiacere o non guastare la festa e per non arrecare danno, altre volte per puro civismo, non e' buona educazione nè da persona civile farsi conoscere del tutto, figurarsi mostrare le manie e i vizi; a volte sono le origini cioò che si tace o si falsifica (...) la gente nasconde i genitori e i nonni e i fratelli, i mariti o le mogli e a volte perfino i figli più somiglianti o legati al coniuge, passa sotto silenzio alcune fasi della propria vita, rifugge dalla gioventù o dall'infanzia o dall'età matura, in ogni biografia c'è un episodio oltraggioso o desolato o sinistro, qualcosa o molto - o è tutto - che per gli altri è meglio che non esista, per se stessi è meglio dissimularlo

Ci vergogniamo di troppe cose, del nostro aspetto e delle nostre convinzioni passate, della nostra ingenuitaà e della nostra ignoranza, della sottimissione o dell'orgoglio che abbiamo dimostrato una volta, della transigenza e della intransigenza, di tante cose proposte e dette senza convinzione, di esserci innamorati di chi ci siamo innamorati e di essere stati amici di chi lo siamo stati, le vite sono spesso  tradimento e negazione continui di ciò che vi è stato prima, si  sconvolge e si deforma tutto man mano che passa il tempo, e tuttavia  continuiamo a essere coscienti, per quanto vogliamo ingannare noi  stessi, che teniamo dei segreti e racchiudiamo in noi dei misteri,  anche se la maggior parte di questi sono banali.

 Com'è faticoso  muoversi sempre nell'ombra o è anche più difficile nella penombra mai  uniforme né uguale a se stessa, con ogni persona sono alcune le zone  illuminate e altre quelle tenebrose, cambiando a seconda della  conoscenza e dei giorni e degli interlocutori e delle ambizioni, e ci  diciamo costantemente: «Non sono più quello che ero, ho voltato le  spalle al mio vecchio io».

le vite sono spesso tradimento e negazione continui di ciò che vi è stato prima, si sconvolge e si deforma tutto man mano che passa il tempo, e tuttavia continuiamo a essere coscienti, per quanto vogliamo ingannare noi stessi, che teniamo dei segreti e racchiudiamo in noi dei misteri, anche se la maggior parte di questi sono banali...

...con ogni persona sono alcune le zone illuminate e altre quelle tenebrose, cambiando a seconda della conoscenza e dei giorni e degli interlocutori e delle ambizioni, e ci diciamo costantemente:"non sono più quello che ero, ho voltato le spalle al mio vecchio io".

Javier Marias - domani nella battaglia pensa a me

  • L'unica verità è quella che non si conosce
    (Javier marias e Orhan Pamuk)


  • domenica 4 settembre 2016

    l'unica verità è quella che non si conosce e non si trasmette, quella che non si traduce con parole né con immagini

    Javier Marias
    a volte esprimere la realta' cosi' come e' ci spinge a non essere sinceri.
    La sincerita (...) non si rivela nei momenti di perfezione e destrezza. ma al contrario in un momento di lapsus, errore, indisposizione e patetica debolezza
    Orhan Pamuk - Il mio nome è rosso link esterno

    Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.
    Luigi Pirandello

    Raccontare deforma, raccontare i fatti deforma i fatti e li altera, quasi li nega, tutto ciò che si racconta diventa irreale e approssimativo benché veritiero, la verità non dipende dal fatto che le cose siano o succedano, ma dal fatto che rimangano nascoste e non si conoscano e non si raccontino, appena si raccontano o si manifestano o si mostrano, anche in ciò che appare più reale, in televisione o sul giornale, in ciò che si chiama la realtà o la vita o addirittura la vita reale, passano a formare parte dell'analogìa e del simbolo, e dunque non sono più fatti, ma si trasformano in riconoscimento.
     
    La verità non riluce, come si dice, perché l'unica verità è quella che non si conosce e non si trasmette, quella che non si traduce con parole né con immagini, quella celata e non controllata, forse per questo si racconta tanto o si racconta tutto, perché niente sia mai accaduto, una volta raccontato.

    Un cuore così bianco
         Javier Marias

  • Segreti e occultamenti (Javier Marias e Orhan Pamuk )

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    venerdì 20 maggio 2016

    come mi ricorderai

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    «Con dolore. Perche’, quando ti ricordavo, pensavo che la donna che ricordavo non fossi tu, ma un'immagine.

    Il mio nome è rosso
         Orhan Pamuk

     


    «Come mi ricorderai?»
     
    «Con gioia. Perche’, quando ti ricorderò, sentirò che la donna che ricordo sei tu, che vivi dentro di me

         Marcello C.

    sabato 9 aprile 2016

    un momento di lapsus, errore, indisposizione e patetica debolezza


    Orhan Pamuk
    il mio nome è rosso

    cominciai a raccontarle di come, durante i miei viaggi, avessi sempre pensato a lei, di come la sua immagine mi tornasse a far visita tutte le notti, come un fantasma. Questi erano i dolori miei piu’ segreti e profondi, pensavo che non li avrei mai potuti raccontare a nessuno; erano totalmente veri, ma non erano affatto sinceri come notai improvvisamente con stupore.

    A questo punto, per rendere comprensibili i miei sentimenti e i miei desideri di quel momento, devo affrontare una differenza significativa di cui mi accorgevo per la prima volta nella vita, il fatto che, a volte, esprimere la realta´ cosi´ come e´ ci spinge a non essere sinceri.

    L'esempio migliore viene forse dai miniaturisti, uno di loro e´ diventato un assassino e ci tormenta. Anche il disegno piu´ perfetto - per esempio quello di un cavallo - sebbene rappresenti un cavallo vero, un cavallo che Allah ha progettato minuziosamente, anche un cavallo disegnato da un grande maestro, puo´ non corrispondere, in quel momento, ai sentimenti sinceri del miniaturista.

    La sincerita´ del miniaturista o di noi esseri umani umili servitori di Allah, non si rivela nei momenti di perfezione e destrezza, ma al contrario in un momento di lapsus, errore, indisposizione e patetica debolezza.
    Lo dico per le signore che sono rimaste deluse capendo che il grande desiderio che provavo per seküre in quel momento, come ha avvertito anche lei, non era affatto diverso dal desiderio che avevo provato nel corso dei miei viaggi, per esempio, per una bella donna di Kazvin dal volto sottile e color del rame e dalla bocca viola. La mia seküre, con la sua profonda conoscenza della vita e la sua perspicacia, dono di Allah, capiva che per dodici anni avevo sofferto le pene d'amore per lei, paragonabili a vere torture cinesi, ma capiva anche il mio comportamento da meschino lussurioso desideroso solo di saziare in fretta e furia il suo sordido appetito, dopo dodici anni, appena rimasto solo con lei. Nizami paragona la bocca di sirin, la bella delle belle, a una tazza piena di perle.



    Orhan Pamuk Il mio nome è rosso



     



     

    domenica 3 aprile 2016

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    Orhan Pamuk


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    Il mio nome è rosso
         Orhan Pamuk

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    Il mio nome è rosso
         Orhan Pamuk

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    domenica 21 febbraio 2016

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    Quanto è bello, da bambini, subire un torto per poi mettersi a letto e addormentarsi piangendo! Solo io mi amo, e la mia solitudine è cosi' drammatica, e mentre piango per la mia solitudine voi che sentite i miei singhiozzi e le mie urla, potreste venire ad aiutarmi.

    Orhan Pamuk - Il mio nome è rosso

    domenica 13 dicembre 2015

    quando siamo abbastanza deconcentrati e disinteressati



    a volte esprimere la realta' cosi' come e' ci spinge a non essere sinceri.
    La sincerita (...) non si rivela nei momenti di perfezione e destrezza. ma al contrario in un momento di lapsus, errore, indisposizione e patetica debolezza
    Orhan Pamuk - Il mio nome è rosso link esterno
    Se impariamo qualcosa la impariamo incidentalmente, quando non abbiamo neanche intenzione di farlo e siamo abbastanza deconcentrati e disinteressati a noi stessi da sperimentare un gesto che non avevamo mai compiuto prima e dal quale vediamo discendere in tempi sorprendentemente rapidi una cascata di piccoli effetti benefici che svecchiano il nostro sguardo sulle cose e rendono fattibili le scelte.

    Diego De Silva Mancarsi




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