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giovedì 17 ottobre 2019

dimentica ciò che vuole

Buenas noches




La mente è subdola
dimentica ciò che vuole e ricorre a immagini ingannevoli
 
Gioconda Belli
Le febbri della memoria
Perchè ci accaniamo a tenere in vita
il nostro cadavere?

sabato 6 agosto 2016

quando

Gonzalo


quando

Quando ci affanniamo a trovare scuse
e giustificazioni
travisiamo i fatti e aggiustiamo i ricordi
in accordo con il nostro buon cuore
 
Per non fare i conti con la nostra ombra
per continuare a vivere nell'inganno

Gonzalo

domenica 22 maggio 2016

Quando il bacio anticipa l’inganno

Claudio Magris

Gli amanti, lo vedi, non sanno
che un bacio distrugge l'incanto
che allora incomincia l'inganno.


....ho dovuto scoprire, a malincuore, la verità o almeno la parziale verità esistenziale di quei versi. Non si tratta di una patetica sublimazione e men che meno di un'ascetica e sciocca avversione al sesso. Rilke ha avuto grandi amanti e grandi amori, non certo privi di baci.
 
Ma forse proprio per questo aveva capito a fondo che, come sembrano dire quei versi, quando i presagi, le seduzioni, gli incantamenti reciproci ancor potenziali si determinano e diventano bacio, rapporto diretto, completo e fatalmente esigente, incominciano o possono cominciare gli inganni: la sproporzione quasi inevitabile fra i sentimenti dell'uno e quelli dell'altro e il tentativo di dissimularla all'altro e anche a se stessi, la necessità e insieme l'impossibilità di condividere l'esistenza e le manovre, ingannevoli e autoingannevoli, per rinviare la risoluzione di quel nodo;
 
l'improvvisa mancanza di riguardo reciproco, chissà perché autorizzata dal letto, e così diversa dalla confidenza anche profonda ma sempre rispettosa dell'amicizia o del rapporto ancora incerto; la terribile coincidenza di comunione e estraneità.



Claudio Magris
Quando il bacio anticipa l’inganno
 

giovedì 28 aprile 2016

Una promessa che non potrai mantenere

Efraim Medina Reyes

Il cielo era plumbeo, la minaccia di pioggia aleggiava nell’aria come una promessa incerta, come quando prometti qualcosa che, lo sai in partenza, non potrai mantenere. E tuttavia ti senti male perché c’è qualcosa di vivo in quella promessa, come un conflitto, un inganno tra te e la tua mente.

Non saresti in grado di spiegarlo ma sai che è la cosa più stupida che tu abbia mai fatto, sai che ti inganni, che fingi, e questo è il peggior delitto.

C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
     Efraim Medina Reyes

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lunedì 12 ottobre 2015

maschere



Inventiamo un personaggio ideale come meta
e lavoriamo tutta la vita per convertirlo
nella nostra maschera
@alejodorowsky



sabato 26 settembre 2015

Non nascondere dietro una maschera







tw by @joe_kahr

Non nascondere dietro una maschera
il tumulto che ti scuote l’anima.
Ci siamo buttati in un letargo
di ghiaccio, che è il ritratto dell’inverno.
(Alceo)




lunedì 29 giugno 2015

l'ironia del seduttore

l'ironia del seduttore

L'arma più efficace dei seduttori è l'ironia, piu' o meno elegante, piu' o meno intelligente,
Con sapiente dosaggio sin dall'inizio ti prendono in giro per tenerti sotto scacco.
Con questo espediente non solo costringono la donna a dover giocare di rimessa per sfuggire alle frecciate ironiche ma le impediscono di riflettere sul carattere e la personalità del seduttore, in genere mediocri.
Dopo sarà tardi perchè la donna sedotta non vede piu' la persona quale essa è ma la persona che vorrebbe che fosse, la proiezione del suo ideale di uomo, per poter giustificare in tal modo la sua infatuazione.

Il seduttore tratta la sua vittima come il cacciatore la preda
La studia, l'abbaglia, la conquista e la sottomette.
Ne assapora la carne finchè non si sente appagato.
A quel punto, dopo due, tre, sei mesi, l'abbandona,
per ricominciare la caccia con una nuova preda.

Juan Pedroso

domenica 28 giugno 2015

l'estasi



.......Sembra un dato di fatto che l'uomo - e forse la donna ancora di più - abbia bisogno di una certa dose di finzione, vale a dire, abbia bisogno dell'immaginario oltre che dell'accaduto e del reale. Non mi spingerei fino al punto di usare espressioni che trovo risapute o kitsch, come affermare che l'essere umano ha bisogno di "sognare" o di "evadere" (....).
Javier Marias  >>link


Ci sono uomini specializzati nel procurare questo bisogno di "evasione", capaci di abbagliarti e di regalarti un'ora o due ore di estasi, un mondo meraviglioso, lontano dal tedio quotidiano, dai problemi e dal peso delle responsabilità e dall'ansia del futuro. Questi uomini sono come una droga e creano dipendenza, ne sei talmente infatuata che vivi con angoscia l'attesa dell'incontro. Sciacciata sotto il peso dei problemi quotidiani, con ansia aspetti l'incontro per vivere l'estasi e procurarti le emozioni che la vita ti nega. Di questi uomini seducenti, non sai niente e niente puoi sapere, non condividi niente giacchè niente puoi condividere e hai cura di nascondere le tue ansie e i tuoi problemi. Questi uomini non li vedi e giudichi per quello che sono ma come tu vorresti che fossero, condizione indispensabile perchè l'illusione non si sgonfi. Allora questo bisogno di evasione ti spinge perfino a giustificarli e a dipingerli come persone intelligente, serie, rispettose, ironiche, gentili, buone, affascinanti, sessualmente prestanti, capaci di suscitare le più forti emozioni. Di modo che non si sveli l'inganno.
Questi uomini non vogliono responsabilità o complicazioni sentimentali, ciò che che cercano è la carne, il piacere della conquista della sottomissione e manipolazione e infine, l'abbandono.

Questi uomini mi fanno schifo

Marcello C.


domenica 21 giugno 2015

Trucco e bugie



Tra i disturbi del comportamento che non vengono considerati tali solo perché la " strutturazione normale della sessualità" li ha giustificati, vi sono certamente alcuni apparati di seduzione, ai quali si ricorre all'unico scopo di assicurarsi il diritto alla "scarica" [soddisfare la libido, conquistare, possedere e fare sesso]
 
La funzione del "trucco" - come d'altronde dichiara la parola stessa - è quella di mascherare, nascondere ciò che veramente si è. Il ritenerlo un comportamento normale lo fa diventare particolarmente pericoloso per la psiche: normale e razionale viene a essere, infatti, anche ciò che motiva quel desiderio di nascondere, cioè un senso di inadeguatezza, un rifiuto della propria identità, dell'unicità della propriastoria, che possono venire espresse dal volto non modificato della cosmesi.
 
Analoga, solo lievemente più complessa, è la dinamica delle esagerazioni a cui le personalità maschili ricorrono spesso durante il corteggiamento. Si tratta anche qui di cosmesi della verità, il cui prodotto è un inganno che, a tratti, può diventare anche autoinganno:ascoltando le proprie vanterie, compiacendosi di atteggiamenti forzatamente virili, o di affettazioni di cortesia, o magari facendosi credere un grande incompreso (onde suscitare intenerimento), la personalità maschile può abbandonarsi all'illusione di essere davvero ciò che vuol sembrare - e in tal caso attua una specie di corteggiamento, volendo sedurre sia chi le presta attenzione, sia, narcisisticamente, se stessa. A prima vista questo comportamento non corrisponderebbe affatto a ciò che la civiltà richiede ai suoi sudditi maschi, e si direbbe piuttosto espressione di esigenze della specie: le vanterie di una personalità maschile sono infatti abbozzi, per quanto elementari, di un progetto di evoluzione personale maggiore di quella che il suo ruolo nella società le ha consentito. Ma la civiltà la tollera volentieri, la incoraggia anzi, proponendo diversi modelli di maschi seduttivi, ai quali le personalità maschili possono ispirarsi, perché in realtà le loro vanterie lavorano a vantaggio della civiltà stessa. Per essere persuasive, devono venir recitate bene: a tal fine occorre che chi le recita smetta - di nuovo - di far caso a ciò che veramente è. E quanto più impara a non far caso a ciò che veramente è (e dunque a ciò che veramente pensa, e vuole della propria vita), tanto più diventa malleabile, permeabile ai condizionamenti che la civiltà esercita su di lui.
 
Che il "trucco" femminile e le esagerazioni maschili siano disturbi del comportamento, lo si vede dall'infelicità che determinano. Tale infelicità consiste nella certezza che, se io attraggo qualcuno con una mia maschera, invece che con il mio volto e con ciò che sono davvero, quel qualcuno desidererà non me, ma la mia maschera, oppure dovrò ricorrere a laboriosi procedimenti, per tener legato a me quel qualcuno che avrò conquistato mentendo. Cercherò di manipolare la sua volontà. Potrò per esempio supplicare, oppure dominarlo, indagando i suoi punti deboli, o inventare maschere nuove...Ma con il passare del tempo dovrò sforzarmi sempre più di non accorgermi che tutti quei procedimenti mi allontanano sempre più da ciò che veramente sono.
[...]

Dunque il trucco è un impoverimento di sé, che tuttavia viene scambiato per un perfezionamento e per un potenziamento desiderabile: ciò aumenta ulteriormente la sua dannosità, poiché ai danni derivanti dal senso di inadeguatezza e dalla falsificazione di sè viene ad aggiungersi un'insensibilità alle contraddizioni.

Igor Sibaldi - Eros e amore

domenica 14 giugno 2015

perchè la nudità è un fenomeno dell'anima e non dell'atto del togliersi il vestito.



Per quanto ci spogliamo degli abiti, non arriviamo mai alla nudità, perchè la nudità è un fenomeno dell'anima e non dell'atto del togliersi il vestito.
Fernando Pessoa
Se questa vita ha qualcosa per noi e se, salvo la stessa vita, dovessimo ringraziare gli Dèi, questa cosa è il dono di non conoscersi: di non conoscere noi stessi e di non conoscere gli altri.
 
L'anima umana è un abisso scuro e vischioso, un pozzo che non si usa nel mondo superficiale. Nessuno amerebbe se stesso se si conoscesse, e così, se non ci fosse la vanità, che è il sangue della vita spirituale, moriremmo di anemia nell'anima. Nessuno conosce l'altro, e meno male che non lo conosce, perché se Io conoscesse, seppure madre, moglie o figlio, riconoscerebbe in questi, l'intimo metafisico nemico.
 
Ci capiamo perché ci ignoriamo. Che ne sarebbe di tanti coniugi felici se potessero vedere l'uno nell'anima dell'altro, se si potessero capire, come dicono i romantici, che non conoscono il pericolo di quello che dicono, sebbene sia un pericolo futile.
 
Tutti i coniugi del mondo sono male sposati, perché ognuno custodisce dentro di se, nei segreti dove l'anima è del Diavolo, un’immagine sottile dell’uomo desiderato che non è quella del marito, la figura volubile della donna sublime che la moglie non ha realizzato.
 
I più felici ignorano in se stessi queste loro disposizioni frustrate; i meno felici non le ignorano, ma non le conoscono, e soltanto un'uscita frustrata, un atteggamento duro, evoca, sulla superficie casuale dei gesti e delle parole, il demonio occulto, l'antica Eva, il Cavaliere e la Silfìde.
 
La vita che si vive è un fraintendimento fluido, un'allegra media tra la grandezza che non c'è e la felicità che non può esistere.
 
Siamo contenti perché, persino nel pensare e nel sentire, siamo capaci di non credere nell'esistenza dell'anima. Nel ballo in maschera che viviamo, ci basta un abito gradito, che nel ballo è tutto. Siamo servi delle luci e dei colori, ci muoviamo nella danza come nella verità e, - soltanto, se soli e scompagnati, non danziamo - non conosciamo neppure il grande freddo della fonda notte esteriore, del corpo mortale sotto gli stracci che gli sopravvivono, di tutto quello che, da soli, crediamo sia essenzialmente noi, ma in fondo non è altro che la parodia intima della verità che noi supponiamo.
 
Tutto ciò che facciamo o diciamo, tutto ciò che pensiamo o sentiamo, ha la stessa maschera e lo stesso domino.
 
Per quanto ci spogliamo degli abiti, non arriviamo mai alla nudità, perchè la nudità è un fenomeno dell'anima e non dell'atto del togliersi il vestito. Così, vestiti di corpo e anima, con i nostri abiti multipli incollati a noi come piume di uccelli, viviamo felici o infelici, persino senza sapere chi siamo, il breve spazio che gli dei ci offrono per divertirci, come bambini che prendono sul serio i giochi.
 
Pochi di noi, liberi o maledetti, vedono all’improvviso – ma anche costoro rare volte vedono – che tutto quello che siamo è ciò che non siamo, che ci sbagliamo su ciò che sia corretto e non abbiamo motivo di concludere che sia giusto. E colui, che in un breve momento, vede l’universo spogliato, crea una filosofia, o sogna una religione; e la filosofia si diffonde e la religione si propaga, e coloro che credono nella filosofia iniziano a usarla come un abito che non vedono, e coloro che credono nella religione cominciano a indossarla come una maschera di cui si dimenticano.
 
E, senza conoscerci e senza conoscere gli altri, dunque intendendoci allegramente, passiamo nel vortice della danza o nelle conversazioni del riposo, umani, futili, seri, al suono della grande orchestra degli astri, sotto gli sguardi sdegnosi ed estranei degli organizzatori dello spettacolo. Solo loro sanno che siamo prede dell’illusione che ci hanno creato. Ma quale sia il motivo di tale illusione, e perché esista questa, o una qualsiasi altra illusione, o perché costoro, anche essi illusi, abbiano fatto in modo che avessimo l’illusione che ci hanno dato, – questo, di sicuro, neanche loro lo sanno.

Fernando Pessoa - Il libro delle inquietudini



venerdì 12 giugno 2015

la trappola delle emozioni



"Noi non vediamo le cose come sono.
Noi vediamo le cose come siamo"
Anaïs Nin


io voglio vederti sempre come sei
non importa se il dolore mi stringe la gola o
se la gioia inumidisce i miei occhi


Juan Pedroso




sabato 11 aprile 2015

la convinzione



La possibilità di fare qualcosa
dipende da quanto desiderio abbiamo di farla.

Juan Pedroso

giovedì 26 marzo 2015

infatuazione

" L'infatuazione ":

Presente solo la passione. Quell'amore a prima vista che può nascere all'istante e svanire con la stessa rapidità. Vi interviene una intensa eccitazione fisiologica, ma senza intimità o impegno. La passione è come una droga, rapida a svilupparsi e rapida a spegnersi, brucia alla svelta e dopo un po' non fa più l'effetto che si voleva: ci si abitua, arriva l'assuefazione.
 
E una passione spropositata e irragionevole, che e' caratterizzata dall' immediato abbandono di tutti i legami precedenti e dal fatto che diventa presto una passione assolutamente esclusiva. Ma e' un vero fuoco di paglia, e la sua fine e' tanto repentina quanto improvviso e violento e' stato il suo inizio.
 
@maldamore
 

Se due persone che erano estranee lasciano improvvisamente cadere la parete che le divideva, e si sentono vicine, unite, questo attimo di unione è una delle emozioni più eccitanti della vita. È ancora più meravigliosa e miracolosa per chi è vissuto solo, isolato, senza affetti. Il miracolo di questa intimità improvvisa è spesso facilitato se coincide, o se inizia, con l'attrazione sessuale.
 
Tuttavia, questo tipo di amore è per la sua stessa natura un amore non duraturo. Via via che due soggetti diventano ben affiatati, la loro intimità perde sempre più il carattere miracoloso, finché il loro antagonismo, i loro screzi, la reciproca sopportazione uccidono ciò che resta dell'eccitamento iniziale. Eppure, all'inizio, essi non lo sanno; scambiano l'intensità dell'infatuazione, il folle amore che li lega, per la prova dell'intensità del loro sentimento, mentre potrebbe solo provare l'intensità della loro solitudine.
 
E.Fromm
 

Una passione si alimenta di quello che non sai di un’altra persona, molto più che di quello che sai. Se non la conosci e hai qualche buon elemento di partenza ti puoi immaginare qualsiasi cosa. Sovrapponi le tue fantasie alle zone d’ombra, e se ci sono tante zone d’ombra hai ancora più spazio, puoi farci stare dei sogni interi. Ma il guaio di una passione è che produce molta luce concentrata, è solo questione di tempo prima che rischiari ogni piccolo angolo. E di solito non ci trovi più molto, quando l’ombra si è dissolta

Andrea De Carlo - Tecniche di seduzione

sabato 7 marzo 2015

autoinganno

Ancor prima dell'inganno dobbiamo fare i conti con l'autoinganno, quando escludiamo dal nostro sguardo le cose spiacevoli e ci rifiutiamo di vedere, per paura di dover affrontare i problemi, gli ostacoli, il lato oscuro dei nostri comportamenti, per proteggerci dal dolore e dall'ansia e dalla paura; allora ignoriamo alcuni fatti relegandoli nel limbo della coscienza per poter affrontare la vita e la fatica di vivere....

la nostra debolezza e le nostre paure ci spingono a fuggire e a cercare l'illusione. Vogliamo l'abbaglio che ci stordisce prima e ci fa soffrire poi.

e anche quando il dolore prende il sopravvento continuiamo a vivere nell'inganno e nell'abbaglio. Giustifichiamo le persone che ci hanno illuso, per difendere i nostri comportamenti e perchè abbiamo il terrore di dover guardare in faccia la realtà e ammettere l'abbaglio.

gli stratagemmi che mettiamo in atto con l'autoinganno mirano inconsciamente a preservare la nostra autostima, i nostri interessi egoistici e i nostri bisogni pulsionali nascosti, mettendo a tacere la nostra coscienza...

ma piu' si fa ricorso allo stratagemma dell'autoinganno piu' perdiamo la capacita' di esercitare attenzione sulla realtà, perdendo la capacita' di riflettere sul mondo, valutare e prendere decisioni consapevoli...perdiamo cioe' la capcita' di capire cosa e' reale e possibile e cosa e' invece mera illusione e fuga da noi stessi.

G.
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