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martedì 1 ottobre 2019

la tenerezza che si prova verso la comune banalità umana

Fernando Pessoa
Anche se non posseggo altre virtù, ho almeno una virtù: la novità perenne della sensazione libera.
 
Oggi, mentre percorrevo Rua Nova de Almada mi son messo a osservare le spalle di un uomo che camminava davanti a me. Erano le spalle comuni di un uomo qualsiasi, la giacca di un vestito modesto addosso a un passante occasionale. Portava una vecchia borsa sotto il braccio sinistro e batteva per terra,
 
accompagnandolo al suo passo, un ombrello chiuso che reggeva con la mano destra.
 
All’improvviso ho provato per quell’uomo una sensazione simile alla tenerezza. Ho avuto per lui la tenerezza che si prova verso la comune banalità umana, verso il grigiore quotidiano verso il capofamiglia che si reca al lavoro, verso il suo focolare umile e allegro, verso i piaceri allegri e tristi di cui è fatta la sua vita senza scampo, verso l’innocenza di chi vive senza scervellarsi sulle cose, verso la naturalezza animalesca di quelle spalle vestite.
 
Ho puntato gli occhi sulla schiena di quell’uomo, finestra attraverso la quale ho visto questi miei pensieri. La sensazione è stata identica a quella che ci assale in presenza di qualcuno che dorme. Tutte le creature che dormono sono nuovamente bambini. Forse perché il sonno non si può fare del male e non ci si accorge della vita per una naturale magia, anche il peggiore criminale o il più assoluto egoista nel sonno diventano sacri. Credo che non ci sia differenza fra uccidere un bambino e uccidere qualcuno che dorme.
 
E le spalle di quest’uomo dormono. Tutto lui, che cammina davanti a me con un passo uguale al mio, dorme. Cammina innocente. Vive innocente. Dorme perché tutti dormiamo. Tutta la vita è un sonno. Nessuno sa quello che fa, nessuno sa quello che vuole, nessuno sa quello che sa. Dormiamo la vita, eterni bambini del Destino. Perciò, se penso con questa sensazione, provo tenerezza informe e immensa per tutta l’umanità infantile, per tutta la vita sociale che dorme, per tutti, per tutto. Ciò che provo in questo momento è un umanitarismo diretto, senza tesi e senza ideali: una tenerezza come un dio che guarda. Attraverso la compassione di un unico consapevole li vedo tutti, questi poveri uomini, questa povera umanità. Ma tutto ciò che senso ha?
 
Ogni movimento, ogni intenzione vitale, dalla primitiva vita respiratoria alla costruzione di città e di confini degli imperi, mi sembrano una sonnolenza: qualcosa come sogni o tregue che hanno luogo involontariamente nell’intervallo fra una realtà e un’altra realtà, fra un giorno e un altro giorno dell’Assoluto. E come una persona astrattamente materna, mi chino nottetempo sui buoni e sui cattivi figli, accomunati dal sonno che li fa miei. Mi intenerisco con una vastità di infinito. Distolgo gli occhi dalle spalle dell’uomo che mi precede e guardando tutti coloro che camminano in questa strada, tutti li abbraccio con nitore nella medesima tenerezza assurda e fredda che mi è giunta dalle spalle di colui che non sa che io seguo. Costui è tutto questo: sono tutte queste apprendiste che parlano presso il loro atelier, questi giovani impiegati che ridono sotto le finestre dell’ufficio, queste servette pettorute che ritornano dalle compere pesanti , questi garzoni che fanno la loro prima commissione; tutto ciò è una stessa incoscienza diversificata in volti e in corpi distinti, come fantocci mossi da fili che li collegano alle dita della mano di un essere invisibile. Camminano con tutti gli atteggiamenti con i quali la coscienza si manifesta, non hanno coscienza di nulla perché non hanno coscienza di avere coscienza. Alcuni intelligenti, altri stupidi, sono tutti ugualmente stupidi. Alcuni vecchi, altri giovani, sono della stessa età. Alcuni uomini, altri donne,sono di uno stesso sesso inesistente.

FERNANDO PESSOA
Il libro dell’inquietudine
Di Bernardo Soares
Traduzione di Maria José de Lancastre e Antonio Tabucchi


Fernando Pessoa



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martedì 5 febbraio 2019

Porta via, porta via quelle labbra

Francis Beaumont e John Fletcher

Cela, oh cela quei colli di neve,
che sono i tuoi seni ghiacciati,



Amore amore

PORTA VIA, PORTA VIA QUELLE LABBRA
Porta via, porta via quelle labbra
così dolcemente spergiure,
e quegli occhi, luci d’aurora
che ingannano anche il mattino;
ma rendimi, rendimi i baci,
suggelli d’amore sigillati invano.
 
Cela, oh cela quei colli di neve,
che sono i tuoi seni ghiacciati,
sulla cima dei quali le rose fiorite
sono di quelle che indossa aprile;
prima libera il mio povero cuore
da te stretto in catene di ghiaccio.
 
Francis Beaumont e John Fletcher
 
Traduzione di FD
 
da Bloody Brother, atto V, scena 2
 
link esterno poesia senza pari

sabato 24 novembre 2018

Questa tenerezza

Julio Cortazar

Allora, nessuno vuole tutto questo,
nessuno?

Questa tenerezza
 
Questa tenerezza e queste mani libere,
A chi porle al vento?, Tanto disordine
Per l’ebbrezza e nel mezzo della chiamata
L’ansia di questa porta aperta per nessuno.
 
Abbiamo fatto un pane così bianco
Per bocche già morte che accettavano
Solo denti affilati, il tè
freddo della veglia mattutina.
Abbiamo suonato strumenti, per la cieca collera
Di ombre e di cappelli dimenticati. Ci siamo ritrovati
Con il tempo presente ordinato su di un inutile tavolo,
e fu necessario bere il sidro caldo
nella vergogna della mezzanotte.
Allora, nessuno vuole tutto questo,
nessuno?
 
ESTA TERNURA

Esta ternura y estas manos libres,
¿a quién darlas bajo el viento? Tanto arroz
para la zorra, y en medio del llamado
la ansiedad de esa puerta abierta para nadie.

Hicimos pan tan blanco
para bocas ya muertas que aceptaban
solamente una luna de colmillo, el té
frío de la vela al alba.
Tocamos instrumentos para la ciega cólera
de sombras y sombreros olvidados. Nos quedamos
con los presentes ordenados en una mesa inútil,
y fue preciso beber la sidra caliente
en la vergüenza de la medianoche.
Entonces, ¿nadie quiere esto,
nadie?


Julio Cortazar

sabato 20 gennaio 2018

Poi c'è il modello Madame Bovary



"L'innamoramento non può durare più di tre anni. E' un fatto biologico, ormonale. Per tre anni domina l'ormone della dopamina, dopo viene sostituito dall'ossitocina, l'ormone della tenerezza. In questa fase, o se non si è innamorati davvero, anche prima, si arriva a tradire. Le cause sono tante: perchè si è innamorati di un'altra persona, una delle cause più frequenti. O uno dei due non si accontenta dell'amore, ma vuole costantemente essere innamorato. E' innamorato dell'innamoramento. E lo ricerca altrove. Con un'altra persona.
 
Poi c'è il modello madame Bovary: una fuga inarrestabile dalla noia".

Willy Pasini-

sabato 19 agosto 2017

Fatti dolce con il mondo

Franco Arminio in rete
Fatti dolce con il mondo,
Dagli le tue parole migliori

Fatti dolce con il mondo
Fatti dolce con il mondo,
Dagli le tue parole migliori
E le tue premure,
Considera con affetto
Tutto quello che accade,
Pensa che accade quasi tutto
Agli altri, tu sei un frammento piccolissimo del mondo
E va bene così.

 
Franco Arminio

domenica 19 febbraio 2017

miei capelli di miele

Antonio Tabucchi

Occhi miei chiari, miei capelli di miele, i momenti d'amore che in questi cinque anni ho vissuto con te sono stati sublimi, anche se essi erano rari, scanditi da intervalli che mi parevano lunghissimi.
 
Antonio Tabucchi
Si sta facendo sempre più tardi


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sabato 21 gennaio 2017

ora senti mad e fai l'amore con me

Anna D.
 
Mi stavo preparando per
venerdì
e sai che non è facile 
per me.

Mi stavo preparando anche dentro
per riceverti
..poi il dubbio 
e non è stato così facile

Ti vorrei abbracciare
baciare
avere un posto dove sempre andare senza
stare sempre a programmare.

Ti ricordi quando dicevi:
abbiamo tanto tempo - 
e il tempo passa davanti
è passato con un due esseri inutili..

Tu non mi devi assillare e non ti devi ritirare !

ora senti mad e fai l'amore con me.

  Anna D.  
     
The dreams in which I'm dying
are the best I've ever had



mercoledì 22 giugno 2016

delle mie palpebre sulle tue lacrime


lettere immaginarie


Eravamo a pezzi 
e il vento velava gli interminabili silenzi
(Non abbiamo fatto sesso)
e la tenerezza ci struggeva 
di sguardi
di carezze 

delle mie palbebre sulle tue lacrime

 
 
Juan Pedroso



Vedi, il gattino



 


Vedi, il gattino   

Vedi?
Passami la mano
Sfiorami

Lo senti
Come sono
morbida e calda?

Senti?
Questo suono 
che vibra e 
scuote il cuore?

Un gattino
Arruffato o 
cortese
Selvatico o 
mansueto

Vedi?
Toccami e
sentimi
È tutto ciò 
di cui io bisogno.

D.N. 20 giugno 2016

mercoledì 11 novembre 2015

sabato 17 ottobre 2015

Se in una donna l’erotico e il tenero si mescolano




@8papere Se in una donna l’erotico e il tenero si mescolano danno origine a un legame potente, quasi una fissazione Anaïs Nin


domenica 12 luglio 2015

Perché l’amore non ha bisogno di nient’altro per vivere, nient’altro che una reciproca, assoluta fiducia




Ti tenevo tra le braccia con tutta la forza e la tenerezza di cui sono capace, e tu ti eri abbandonato a me completamente. I nostri corpi si sono parlati e si sono detti tutto ciò che c’era da dire. Perché l’amore non ha bisogno di nient’altro per vivere, nient’altro che una reciproca, assoluta fiducia. È stato in quel momento che ha iniziato a prendere forma questa mia folle idea di abbandonare ogni cosa e andarcene via, tu e io soltanto, tra le montagne della tua infanzia.
 
Ferzan Ozpetek -- Sei la mia vita



domenica 24 maggio 2015

ed io ti sento tremare contro di me come una luna nell’acqua.


Buenas Tardes !!!

Tocco la tua bocca, con il dito tocco il bordo della tua bocca, la disegno come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si aprisse, e mi basta chiudere gli occhi per rifarlo tutto e ricominciare, faccio nascere ogni volta la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna sulla faccia, una bocca scelta tra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sulla tua faccia, e che per un caso che non cerco di comprendere coincide esattamente con la tua bocca che sorride da sotto la mia mano che ti disegna.

Mi guardi, da vicino mi guardi, sempre più da vicino, e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e gli occhi si ingrandiscono, si avvicinano, si sovrappongono, ed i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano debolmente mordendosi le labbra, appoggiando appena la lingua tra i denti, giocando nei suoi recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio.

Allora le mie mani cercano di fondersi nei tuoi capelli, accarezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori e di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore é dolce, e se ci affoghiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo dell’alito, questa istantanea morte é bella.

E c’é una sola saliva ed un solo sapore a frutta matura, ed io ti sento tremare contro di me come una luna nell’acqua.

[Julio Cortazar]

lunedì 27 aprile 2015

Abbiamo fame di tenerezza

Buenos Dias

Abbiamo fame di tenerezza,
in un mondo dove tutto abbonda
siamo poveri di questo sentimento
che è come una carezza
per il nostro cuore
abbiamo bisogno di questi piccoli gesti
che ci fanno stare bene,
la tenerezza
è un amore disinteressato e generoso,
che non chiede nient’altro
che essere compreso e apprezzato.

Alda Merini

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