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giovedì 7 giugno 2018

vivere nella certezza assoluta è noioso


Berta isla

Javier Marias








Nei periodi in cui decideva o riusciva a non convincersi di nulla, sentiva invece il solletico del dubbio latente, dell’incertezza cacciata via che prima o poi era destinata a tornare.
Aveva scoperto che vivere nella certezza assoluta è noioso e condanna a un’esistenza sola, a un’esistenza reale che coincide con quella immaginaria, e nessuno sfugge interamente a quest’ultima.
Ma anche il sospetto perenne è intollerabile, diventa estenuante osservare di continuo se stessi e l’altro, soprattutto l’altro, il piú vicino, e metterlo a confronto con i ricordi, che non sono mai attendibili. Nessuno vede con nitidezza ciò che non ha piú davanti, anche se è appena accaduto o aleggiano ancora nella stanza l’aroma o lo scontento di chi si è allontanato. Basta che uno esca da una porta e sparisca perché la sua
immagine cominci a sfumare, basta smettere di vedere per non vedere piú chiaramente, o non vedere nulla; e con l’udito è la stessa cosa, per non parlare del tatto.
Come si fa, allora, a ricordare con precisione e nel giusto ordine quello che è successo tanto tempo fa?
 
Javier Marias




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venerdì 8 dicembre 2017

immaginare il passato



.....una nostalgia che non sia solo regressione verso un passato idealizzato e irrecuperabile, ma che sia uno stato della psiche che sappia, attraverso la narrazione, ridare nuovi sensi al passato in direzione del futuro: comprendendo in questa narrazione, oltre a quello che definiamo realtà, l’immaginazione, necessità vitale e profondamente umana di cui la nostalgia stessa è dimostrazione.

Chiara Mirabelli
Nostalgie, sguardi sul dolore del ritorno

venerdì 2 giugno 2017

immaginazione e realtà


L’immaginazione è un elemento fondamentale della realtà: è una congettura, una deformazione, una prolungazione della realtà. L’immaginazione lavora sulla realtà per poi renderla irriconoscibile. E allo stesso modo ciò che chiamiamo realtà viene continuamente arricchita o minacciata da ciò che chiamiamo immaginazione.
 
Andrés Neuman

giovedì 13 aprile 2017

Il libro la memoria l'immaginazione e i sogni

«Fra i diversi strumenti dell’uomo, il più stupefacente è, senza dubbio, il libro. Gli altri sono estensioni del suo corpo. Il microscopio, il telescopio, sono estensioni della sua vista; il telefono è estensione della sua voce; poi ci sono l’aratro e la spada, estensioni del suo braccio.

Ma il libro è un’altra cosa: il libro è un’estensione della memoria e dell’immaginazione.
 
Nel Cesare e Cleopatra di Shaw, parlando della biblioteca di Alessandria si dice che è la memoria dell’umanità.
 
Il libro è questo, ma anche qualcosa di più: l’immaginazione. Che cos’è il passato se non una serie di sogno? Che differenza può esserci fra il ricordare i sogni e il ricordare il passato? Questa è la funzione che svolge il libro»

Jorge Luis Borges
[ Immaginazione e memnoria

 
(1) l’uomo, ente fallibile, ha bisogno di strumenti che siano estensioni del suo corpo;
(2) il libro estende invece la memoria (il passato) e l’immaginazione (i sogni);
(3) appartenendo al libro, memoria e immaginazione sono la stessa cosa, si confondono in un unico fantasma:
 
tra i sogni e il passato c’è dunque identità. Entrambi, verrebbe da dire, sono atto poetico.
 
Borges antologista e il gioco dei sogni link esterno

memoria e immaginazione si intrecciano e si sovrappongono

Immagini, fantasia, memoria sono da sempre oggetto di riflessione e teorie.
 
Oggi, grazie alla possibilità di visualizzare i territori cerebrali, le neuroscienze ci dicono che i confini fra questi processi mentali sono spesso incerti e variabili.
 
Riteniamo che le esperienze lascino una traccia obiettiva e immutabile nella mente, ma esiste invece un lavorio sotterraneo, prevalentemente inconscio, che rimodella di continuo i nostri ricordi e le nostre percezioni: memoria e immaginazione si intrecciano e si sovrappongono nella vasta popolazione di immagini che brulica nelle trame nervose del cervello.
 
Non esiste, dunque, una memoria priva di quanto la nostra mente «immagina» sui propri ricordi, così come non esiste un’immaginazione «pura» che nasce dal nulla.
 
Il continuo bombardamento d’immagini al quale siamo sottoposti rende poi incerti anche i confini tra esperienze dirette e mediate; la nostra capacità di discriminare tra ciò che è vissuto o fruito in modo virtuale è messa a dura prova.
 
Il divario tra il potere della parola e quello dell’immagine si va via via allargando e la memoria – sia individuale sia collettiva – è ormai colonizzata da immagini. Al di là di ogni demonizzazione, oggi è dunque cruciale capire in quali modi si costruisce la nostra mente: l’immaginario è infatti importante, ma lo è ancor più l’immaginare, compiere cioè un lavoro mentale attivo che è alla base della creatività.

Alberto Oliverio
[ Immaginazione e memnoria

 

mercoledì 12 aprile 2017

Che cos’è il passato se non una serie di sogni?

Buenos dias

il libro è un’estensione della memoria e dell’immaginazione.
Che cos’è il passato se non una serie di sogni? Che differenza può esserci fra il ricordare i sogni e il ricordare il passato? Questa è la funzione che svolge il libro
[...]

Jorge Luis Borges
....e il passato è anche un sogno...
Jorge Luis Borges

sabato 17 settembre 2016

la patria della letteratura

Andrés Neuman


L’immaginazione è un elemento fondamentale della realtà: è una congettura, una deformazione, una prolungazione della realtà. L’immaginazione lavora sulla realtà per poi renderla irriconoscibile. E allo stesso modo ciò che chiamiamo realtà viene continuamente arricchita o minacciata da ciò che chiamiamo immaginazione. I nostri sentimenti sono condizionati dai nostri fantasmi. Quanto c’è di reale nelle nostre fantasie? E quanto ci comportiamo nella vita reale in base a quelle che sono le nostre fantasie immaginarie?
 
Possiamo fare in modo che queste fantasie si realizzino oppure fuggirne. L’intera psicologia si basa su quanto i nostri comportamenti sono condizionati dai nostri timori, complessi, ambizioni. E tutte queste emozioni sono reali o immaginarie? Per fare un esempio, un momento preciso che tutti possiamo riconoscere nella nostra vita quotidiana è quando, appena svegli, giriamo intorno trascinando le sensazioni del sogno che abbiamo appena avuto. In quei pochi minuti i nostri stati d’animo, le emozioni, i comportamenti sono tremendamente influenzati da una finzione onirica. Credo che questo sia l’esempio perfetto dello stadio intermedio tra il reale e l’immaginario.
 
E per me, questo stadio è la patria della letteratura.

     Andrés Neuman, intervista leggi qui link esterno
  • perchè uno scrivelink esterno
  • lunedì 4 luglio 2016

    abbiamo smesso di immaginare


    James Hillman
    «Se il carattere di una persona è una complessità di immagini, allora per conoscerti devo immaginarti, assorbire le tue immagini. Per mantenermi in contatto con te, devo mantenere un interesse immaginativo non per il processo del nostro rapporto o per i miei sentimenti nei tuoi confronti, ma per le immagini che ho di te.
     
    Il contatto attraverso l’immaginazione produce un’intimità straordinaria. Quando l’immaginazione si concentra intensamente sul carattere dell’altro…l’amore segue presto. Può ben darsi che i rapporti umani traggano beneficio della ripetuta esortazione ad amarsi l’un l’altro, ma perchè un rapporto continui a vivere, l’amore da solo non basta. Senza l’immaginazione, l’amore ammuffisce in sentimentalismo, dovere, noia.»
    I rapporti falliscono non perchè abbiamo smesso di amare, ma perchè, prima ancora, abbiamo smesso di immaginare.
         James Hillman

    lunedì 30 maggio 2016

    I rapporti falliscono perchè manca l'immaginazione





    La strada per continuare ad amarsi e a far vivere il rapporto a due si basa sull’immaginazione che deve sostenere il sentimento. E’ attraverso questa capacità che si riesce a stabilire un contatto molto forte ed importante con l’altro. Se ciò si interrompe o diventa meno intenso e l’amore si trasforma portando poi alla separazione e alla crisi.

    Riuscire a salvare un rapporto non è impossibile, soprattutto se interviene in maniera tempestiva, affidandosi a dei seri professionisti, in questo caso agli psicoterapeuti, che sono in grado di sostenere la coppia nel percorso della riconciliazione.

    I rapporti d’amore sono soggetti ad assorbire i problemi quotidiani ma anche la modificazione che avviene in ognuno di noi; col tempo, si cambiano alcuni aspetti del carattere e queste modificazioni hanno un ruolo fondamentale nell’equilibrio di coppia che, diventa sempre più precario e debole.

    Non di rado, il sentimento si trasforma negli anni, passando da amore a risentimento e rabbia perché tutte le prospettive sono state disattese e ci si sente frustrati e delusi. Per reagire a questa situazione cercando di salvare la coppia, è necessario mantenere il dialogo, trovando insieme al partner una valida alternativa. La mancanza di comunicazione genera incomprensioni ed è alla base del risentimento che, spesso, caratterizza le relazioni a due.
    Tutta salute

    sabato 9 aprile 2016

    la stessa forza del vedere

    Buenos dias

    ..l´immaginazione, la quale non è che una forma forte del sentire:
    l´immaginazione dell´altro, nella lontananza, nella non prossimità,
    è un elemento che può avere la stessa forza del vedere  
     
    Antonio Prete

    lunedì 21 dicembre 2015

    una buona memoria involontaria


    La mia opera è dominata dalla distinzione
    fra la memoria involontaria
     e la memoria volontaria.
    Marcel Proust

    «Una volta, diversi anni fa, dissi che non avevo molta immaginazione, mentre quello che avevo era una buona memoria involontaria, era una battuta; stavo pensando a Proust e alla memoria involontaria. Quando osservo mi ricordo cose e a volte dettagli futili. Ricordo aspetti che nessuno ricorda e dimentico cose molto rilevanti. Non si tratta di nostalgia, ma ritengo fondamentale il ricordo, perché spesso tendiamo a cambiare o a cancellare il tempo passato, a sfumarlo a togliergli consistenza e la memoria è parte di te per cui cancellarla non ha certamente conseguenze positive. Mi riferivo a questo, ma non ho molto chiaro neppure quali siano le frontiere. Per esempio sto pensando molto al “sognare ad occhi aperti”.

    Alejandro Zambra, intervista di Gabriele Santoro
    minima moralia link esterno


    martedì 1 settembre 2015

    Poi piovve dentro a l'alta fantasia


    "Poi piovve dentro a l'alta fantasia"
    Dante

    "la fantasia è un posto dove ci piove dentro"
    Italo Calvino

    Lezioni americane
    
    Sei proposte per il prossimo millennio
    
    (Italo Calvino, Lezioni americane, 
    Oscar Mondadori editore, Milano, 2002)
    
    4. Visibilità
    (Passaggi scelti)
    C´è un verso di Dante nel Purgatorio (XVII, 25) che dice “Poi piovve dentro a l´alta fantasia’. La mia conferenza di stasera partirà da questa constatazione: la fantasia è un posto dove ci piove dentro.
    [p. 92]
    Occorre definire cos´è l´imaginazione, cosa che Dante fa in due terzine (XVII, 13-18).
    O immaginazione, che hai il potere d´importi alle nostre facoltà e alla nostra volontà e di rapirci in un mondo interiore strappandoci al mondo esterno, tanto che anche se suonassero mille trombe non ce ne accorgeremmo, da dove provengono i essaggi visivi che tu ricevi, quando essi non sono formati da sensazioni depositate nella memoria?
    [p. 92]
    Possiamo distinguere due tipi di processi immaginativi: quello che parte dalla parola e arriva all´immagine visiva e quello che parte dall´immagine visiva e arriva all´espressione verbale. Il primo proceso è quello che avviene normalmente nella lettura.
    [p. 93]
    Torniamo alla problematica letteraria, e chiediamoci come si forma l´immaginario d´un´epoca in cui la letteratura non si richiama più a un´autorità o a una tradizione come sua origine o come suo fine, ma punta sulla novità, l´originalità, l´invenzione. Mi pare che in questa situazione il problema della priorità dell´immagine visuale o dell´espressione verbale (che è un po´ come il problema dell´uovo e della gallina) inclini decisamente dalla parte dell´immagine visuale.
    Da dove “piovono’ le immagini nella fantasia?
    Gli scrittori più vicini a noi stabiliscono collegamenti con emittenti terrene, come l´inconscio individuale o collettivo, il tempo ritrovato nelle sensazioni che riaffiorano dal tempo perduto, le epifanie o concentrazioni dell´essere in un singolo punto o istante.
    [p. 97]
    Quando ho cominciato a scrivere storie fantastiche non mi ponevo ancora problemi teorici; l´unica cosa di cui ero sicuro era che all´origine d´ogni mio racconto c´era un´immagine visuale.
    Dunque nell´ideazione di un racconto la prima cosa che mi viene alla mente è un´immagine che per qualche ragione mi si presenta come carica di significato, anche se non saprei formulare questo significato in termini discorsivi o concettuali.
    Appena l´immagine è diventata abbastanza netta nella mia mente, mi metto a svilupparla in una storia, o meglio, sono le immagini stesse che sviluppano le loro potenzialità implicite, il racconto che esse portano dentro di sé. Attorno a ogni immagine ne nascono delle altre, si forma un campo di analogie, di simmetrie, di contrapposizioni. Nell´organizzazione di questo materiale che non è più solo visivo ma anche concettuale, interviene a questo punto anche una mia intenzione nell´ordinare e dare un senso allo sviluppo della storia…
    Nello stesso tempo la scrittura, la resa verbale, assume sempre più importanza; direi che dal momento in cui comincio a mettere nero su bianco, è la parola scritta che conta: prima come ricerca di un equivalente dell´immagine visiva, poi come sviluppo coerente dell´impostazione stilistica iniziale, e a poco a poco resta padrona del campo.
    [pp. 99-100]
    … le soluzioni visive continuano a essere determinanti…
    la nostra immaginazione non può essere che antropomorfa…
    [p. 101]
    Ma c´è un´altra definizione in cui mi riconosco pienamente ed è l´immaginazione come repertorio del potenziale, dell´ipoteticodi ciò che non è nè è stato nè forse sarà ma che avrebbe potuto essere.
    [p. 102]
    Mi resta da chiarire la parte che in questo golfo fantastico ha l´immaginario indiretto, ossia le immagini che ci vengono fornite dalla cultura, sia essa cultura di massa o altra forma di tradizione. Questa domanda ne porta con sè un´altra: quale sarà il futuro dell´immaginazione individuale in quella che si usa chiamare la “civiltà dell´immagine’?
    Una volta la memoria visiva d´un individuo era limitata al patrimonio delle sue esperienze dirette e a un ridotto repertorio d´immagini riflesse dalla cultura.
    Oggi siamo bombardati da una tale quantità d´immagini da non saper più distinguere l´esperienza diretta da ciò che abbiamo visto per pochi secondi alla televisione. La memoria è ricoperta da strati di frantumi d´immagini come un deposito di spazzatura, dove è sempre più difficile che una figura tra le tante riesca ad acquistare rilievo.
    Se ho incluso la Visibilità nel mio elenco di valori da salvare è per avvertire del pericolo che stiamo correndo di perdere una facoltà umana fondamentale: il potere di mettere a fuoco visioni a occhi chiusi, di far scaturire colori e forme dall´allineamento di caratteri alfabetici neri su una pagina bianca, di pensare per immagini.
    [p. 103]
    Diciamo che diversi elementi concorrono a formare la parte visuale dell´immaginazione letteraria: l´osservazione diretta del mondo reale, la trasfigurazione fantasmatica e onirica, il ondo figurativo trasmesso dalla cultura ai suoi vari livelli, e un processo d´astrazione, condensazione e interiorizzazione dell´esperienza sensibile, d´importanza decisiva tanto nella visualizzazione quanto nella verbalizzazione del pensiero.
    [p. 106]
    Sarà possibile la letteratura fatastica nel Duemila, in una crescente inflazione d´immagini prefabbricate? Le vie che vediamo aperte fin da ora possono essere due.
    1) Riciclare le immagini usate in un nuovo contesto che ne cambi il significato
    2) Oppure fare il vuoto per ripartire da zero.
    [p. 107]
    La fantasia dell´artista è un mondo di potenzialità che nessuna opera riuscirà a mettere in atto; quello di cui facciamo esperienza vivendo è un altro modno, che corrisponde ad altre forme d´ordine e di disordine; gli strati di parole che s´accumulano sulle pagine come gli strati di colore sulla tela sono un altro mondo ancora, anch´esso infinito, ma più governabile, meno refrattario a una forma. Il rapporto tra i tre mondi è quell´indefinibile di cui parlava Balzac: o meglio, noi lo diremmo indecidibile, come il paradosso d´un insieme infinito che contiene altri insiemi infiniti.
    [p. 109]
    Comunque, tutte le realtà e le fantasie possono prendere forma solo attraverso la scrittura, nella quale esteriorità e interiorità, mondo e io, esperienz e fantasia appaiono composte della stessa materia verbale; le visioni polimorfe degli occhi e dell´anima si trovano contenute in righe uniformi di caratteri minuscoli o maiuscoli, di punti, di virgole, di parentesi; pagine di segni allineati fitti fitti come granelli di sabbia rappresentano lo spettacolo variopinto del mondo in una superficie sempre uguale e sempre diversa, come le dune spinte dal vento del deserto.
    [p. 110]




    lunedì 13 luglio 2015

    sabato 30 maggio 2015

    E’ in noi che i paesaggi hanno paesaggio.




    E’ in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo, se li creo esistono; se esistono li vedo come vedo gli altri
    Fernando Pessoa

    Viaggiare? Per viaggiare basta esistere. Passo di giorno in giorno come di stazione in stazione, nel treno del mio corpo, o del mio destino, affacciato sulle strade e sulle piazze, sui gesti e sui volti, sempre uguali e sempre diversi come in fondo sono i paesaggi. Se immagino, vedo. Che altro faccio se viaggio? Soltanto l’estrema debolezza dell’immaginazione giustifica che ci si debba muovere per sentire. “Qualsiasi strada, questa stessa strada di Enterpfuhl, ti porterà in capo al mondo”. Ma il capo del mondo, da quando il mondo si è consumato girandogli attorno, è lo stesso Enterpfuhl da dove si è partiti. In realtà il capo del mondo, come il suo inizio, è il nostro concetto del mondo. E’ in noi che i paesaggi hanno paesaggio. Perciò se li immagino li creo, se li creo esistono; se esistono li vedo come vedo gli altri. A che scopo viaggiare? A Madrid, a Berlino, in Persia, in Cina, al Polo; dove sarei se non dentro me stesso e nello stesso genere delle mie sensazioni? La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò vediamo, ma ciò che siamo.

    Fernando Pessoa   - >>il viaggio secondo Pessoa




    sabato 23 maggio 2015

    esercizi di immaginazione






    Alejandro Jodorowsky: Se puede hacer un ejercicio que es muy sencillo: la cosa más simple en que se puede pensar es un punto, ¿no? Supongamos que tenemos un pincel o un lápiz y que vamos a dibujar un punto. Tendremos que crear verdaderamente el punto con todo el espíritu, con todo lo emocional, como si abriéramos un punto en el espacio. Hagamos el punto. Si es posible crear el punto, haremos después muchas cosas con él. Pero hay que poner verdaderamente toda la concentración en crear un punto. Es la primera cosa que se hace en los movimientos de kárate. Los karatekas son personas capaces de crear un punto, un punto de concentración mental y emocional. Creemos un punto intensamente, como si en ese punto estuviera toda la energía del universo. Un punto de energía total. Todo debe estar ahí. Hay que poner mucha fuerza para crear el punto. Hay que hacerlo con todo nuestro ser. Toda nuestra concentración en un punto, un punto, un punto... ¡Eso es todo! Bien, ¿podemos hacer un buen punto, un punto perfecto, un punto concentrado? Bravo, es un buen esfuerzo. Ahora, observemos. Yo tengo el punto aquí en la frente. Toda mi mente es un punto. Estoy concentrado en un solo punto. Tengo un punto emocional, tengo el punto aquí en mi pecho, y en el sexo, por todas partes.

    Puedo mover el punto, puedo ponerlo en mi boca, aquí, allá, en mis ojos... ¡Mi voluntad es un punto! ¡Eso es todo! Haced este ejercicio. Trabajad con el punto. Concentraos en la energía del punto, introducid el punto en vuestro cuerpo. Es como el ejercicio del espacio. Aquí todas las direcciones se concentran en un punto. Todos los pensamientos, todos los sentimientos, todos los deseos. Cuando se aprende a hacer el punto, se pueden realizar ya todos los movimientos que se quieran. Sea cual sea la disciplina que se desee practicar, danza, teatro, kárate, artes marciales, todo se pone en su lugar. Porque no es más que eso: hago un gesto, y mi intención va allí. Haga lo que haga. Todo está concentrado, toda mi atención va allí, toda mi concentración es clara, precisa. El kárate, en el fondo, consiste en crear un punto concreto donde se pueda golpear, y así se puede llegar a romper una mesa. Pero en desarrollar el punto se tarda años.

    Continuará...

    Fragmentos extraídos de la obra “Psicomagia”, de Alejandro Jodorowsky

    sabato 11 aprile 2015

    l'amore rende visibile l'invisibile



    ...Percio' anch'io credevo di vederla dappertutto. Capii meglio Ibn Arabi quando parla dell'amore come capacita' di rendere visibile l'invisibile, desiderio di sentirsi accanto cio' che non si lascia vedere...

    Orhan Pamuk - Il mio nome è rosso

    sabato 14 marzo 2015

    Si cresce tacendo


    Si cresce tacendo,
    chiudendo gli occhi ogni tanto,
    si cresce sentendo d’improvviso molta distanza
    da tutte le persone.


    E quando uno prova a spiegare il silenzio,
    anche quello di un bambino,
    fa come chi mette in barattoli l’aria
    di città straniere visitate tanto tempo fa,
    imprigionando il vuoto.

    [Erri De Luca, Non ora, non qui].

    venerdì 13 febbraio 2015

    Amore e immaginazione

    In amore non c'è disastro più spaventoso che la morte dell'immaginazione.
    George Meredith


    L'immaginazione consiste nel vedere le cose come sono realmente, nella loro vera essenza, non quali appaiono essere. È il supremo realismo dello spirito. Il paradosso è che l'amore è sua causa ed effetto. Charles Morgan




     L’amore rende molto importante l’immaginazione: è questa l’attitudine dell’amore. È il grande attivatore di Psiche: la fa levare dal sonno, con fantasie di gelosia, fantasie di poesia, fantasie di sessualità. Fantasie. L’ispirazione d’amore è più importante dei sentimenti d’amore. A volte penso che le persone si innamorino quando la loro immaginazione è morta, allo scopo di risvegliare l’immaginazione, e non a causa dell’altra persona. non sanno neppure chi sia l’altra persona. È per questo che l’amore è cieco, no? Ma la loro immaginazione improvvisamente è piena d’amore.


    Se il carattere di una persona è una complessità di immagini, allora per conoscerti devo immaginarti, assorbire le tue immagini. Per mantenermi in contatto con te, devo mantenere un interesse immaginativo non per il processo del nostro rapporto o per i miei sentimenti nei tuoi confronti, ma per le immagini che ho di te.
    Il contatto attraverso l’immaginazione produce un’intimità straordinaria.
    Quando l’immaginazione si concentra intensamente sul carattere dell’altro… l’amore segue presto. Può ben darsi che i rapporti umani traggano beneficio della ripetuta esortazione ad amarsi l’un l’altro, ma perchè un rapporto continui a vivere, l’amore da solo non basta. Senza l’immaginazione, l’amore ammuffisce in sentimentalismo, dovere, noia. I rapporti falliscono non perchè abbiamo smesso di amare, ma perchè, prima ancora, abbiamo smesso di immaginare.
    James Hillman


     L'amore è nutrito dall'immaginazione, grazie alla quale diventiamo più saggi rispetto a ciò che sappiamo, migliori rispetto a come ci sentiamo, più nobili rispetto a quanto lo siamo veramente; con l'aiuto dell'immaginazione vediamo la vita nel suo insieme, con il suo aiuto, e il suo aiuto soltanto, possiamo comprendere gli altri nelle loro relazioni reali e ideali.
     Oscar Wilde
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