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domenica 23 luglio 2017

Ni una mas






“Ni una más” è mai più.
Che mai più una donna sia toccata dalla violenza, a parole e a fatti. Non perché è donna, e quindi debole. Non perché l’uomo in quanto uomo è violento. Non si tratta di una lotta tra i sessi, ma di andare oltre le parole “vittima”, “abuso” e “superiorità”. Si tratta di capire che se qualcuno picchia, insulta, ammazza, siamo tutti responsabili.
Ni una más

Slogan coniato da Susana Chávez nella provincia di Juárez in Messico come richiamo alle onde di rapimenti e violenze contro le donne con il tacito accordo di polizia e istituzioni, “Ni una más” diventa attraverso il ritmo di Mia Parissi un urlo potente che parla del femicidio in Italia. E non solo. Parla delle ossa che si spezzano nella società.

Parla di occhi verdi che trapassano il cuore, della bellezza dello spirito umano che ci anima, e ci eleva, tutti.

Parla di alberi, di rami, di radici che continuiamo a calpestare, senza renderci conto della loro solidità.

sabato 7 maggio 2016

discorso sulle donne - 8 (gli uomini non si lasciano mai cadere nel pozzo)


Alba de Cespedes - risposta a N. Ginzburg
Discorso sulle donne - 8 (mai lasciarsi cadere nel pozzo)

Poiché anch'io, come te e come tutte le donne, ho grande e antica pratica di pozzi: ini accade spesso di cadérvi e vi cado proprio di schianto, appunto porche tutti credono che io sia una donna forte e io stessa, quando sono fuori dol pozzo, lo credo. Figurati, dunque, se non ho apprezzato ogni parola del tuo scritto

E' questo il difetto degli uomini, a parer mio: quello di non abbandonarsi mai totalmente, mai lasciarsi cadere nel pozzo. Sicché a volte io penso con affettuosa compassione che essi non abbiano pozzi in cui radere e quindi non possano mai venire a contatto immediato con la debolezza, i sogni, le malinconie, le aspirazioni, e insomma tutti quei sentimenti che formano e migliorano l'animo umano e che - sebbene inconsapevolmente e per un succedersi di ignorati tranelli - pesano miche sulla vita dell'uomo più conforme al modello virile. Nel pozzo sono pure tutte le dolorose e sublimi verità dell'amore, sono anzi nel fondo più profondo di ogni pozzo, ma le donne, tutte le donne delle quali tu parli, vi crollano dentro così pesantemente da riuscire a toccarle. E noi siamo spesso infelici in amore appunto perché vorremmo trovare un uomo che anche lui cadesse qualche volta nel pozzo e, tornando su, sapesse quello che noi sappiamo. Questo è impossibile, vero, cara Natalia?, e perciò è impossibile per noi veramente essere felici in amore. Ma quando si cade nel pozzo si sa anche che essere felici non è poi molto importante: è importante sapere tutto quello che si sa quando si viene su dal pozzo

E gli uomini non solo ignorano l'esistenza di questi pozzi, e tutto ciò che s'impara quando si cade in essi, ma ignorano anche d'esser proprio loro a spingervi le donne con tanta spietala innocenza.  



Alba de Cespedes
Discorso sulle donne



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venerdì 6 maggio 2016

Discorso sulle donne - 7 (Le donne sono una stirpe disgraziata e infelice)


Natalia Ginzburg -
Nel buio vedremo chiaro fratelli.
Nel labirinto troveremo la via giusta".
(H. Michaux)

Discorso sulle donne - 7 (Le donne sono una stirpe disgraziata e infelice)
Le donne sono una stirpe disgraziata e infelice con tanti secoli di schiavitù sulle spalle e quello che devono fare è difendersi con le unghie e coi denti dalla loro malsana abitudine di cascare nel pozzo ogni tanto, perchè un essere libero non casca quasi mai nel pozzo e non pensa così sempre a se stesso ma si occupa di tutte le cose importanti e serie che ci sono al mondo e si occupa di se stesso soltanto per sforzarsi di essere ogni giorno più libero. Così devo imparare a fare anch'io per la prima perché se no certo non potrò combinare niente di serio e il mondo non andrà mai avanti bene finché sarà così popolato d'una schiera di esseri non liberi

Natalia Ginzburg
Discorso sulle donne



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giovedì 5 maggio 2016

Discorso sulle donne - 6 malinconia e cenere nelle mani


Natalia Ginzburg -
A volte sembra che sia quel pozzo
a venirti incontro...
D.N.
Discorso sulle donne - 6 (malinconia e cenere nelle mani)

E tutto questo ancora si può superare ma c'è poi  malinconia e cenere nelle mani e invidia a vedere le finestre illuminate delle case nelle città straniere; e magari per un periodo abbaslanza lungo riescono a vincere la malinconia e passeggiano al sole con un passo fermo e fanno all'amore con gli uomini e guadagnano del denaro e si sentono forti e intelligenti e belle né troppo grasse né troppo magre e si comprano dei cappelli strani con nodi divelluto e leggono dei libri e ne scrivono, ma poi a un certo punto ricascano nel pozzo con paura e vergogna e disgusto di sé e non riescono più a scrivere libri e neppure a leggerne, non riescono a interessarsi a niente che non sia il loro personale guaio che tante volte non sanno spiegarsi bene e gli danno dei nomi diversi, naso brutto bocca brutta gambe brutte noia cenere figli non figli.

E poi le donne cominciano a invecchiare e si cercano i capelli bianchi per strapparli e si guardano le piccole rughe sotto gli occhi, e cominciano a dover mettere dei grandi busti con due stecche sulla pancia e due sul sedere e si sentono strizzate e soffocate lì dentro, e ogni mattina e ogni sera osservano come il loro viso e il loro corpo si trasformi a poco a poco in qualcosa dì nuovo e di penoso che presto non servirà più a niente, non servirà più a far l'amore né a girare i paesi né a fare dello sport e sarà qualcosa che invece loro stesse dovranno servire con acqua calda e massaggi e creme oppure lasciarlo devastare e avvizzire alla pioggia e al sole e dimenticare il tempo che era bello e giovane.



Natalia Ginzburg
Discorso sulle donne



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mercoledì 4 maggio 2016

Discorso sulle donne - 5 (E ci sono figli che non hanno madri)


Natalia Ginzburg -
Discorso sulle donne - 5 (E ci sono figli che non hanno madri)

E ci sono figli che non hanno madri. Ne ho conosciuti alcuni. Li ho visti cercare una madre ovunque, nel volto di un uomo, nella montagna, nella notte, nella morte. Nell´amore di ogni donna. Non vogliono ammetterlo, alcuni, dicono che loro non stanno cercando un bel niente, sono nati dal caso, come ogni creatura, solo che con loro il caso è stato clemente, gli ha risparmiato la conoscenza dell´anello precedente nella catena di eventi casuali, conoscenza inutile e illusoria, perché il caso si riproduce a suo piacere, servendosi delle nostre vite, come un virus, a dimostrarne la vanità, l´assenza di sorgente, di un preciso corso, di uno sbocco, un bacino. Alcuni. Altri non dicono niente.

Cercano e basta. Anche quando sembra che non lo stiano facendo, o abbiano smesso di farlo, forse proprio allora. E non trovano mai il paese giusto, la donna adatta, il lavoro per loro, un´amicizia, niente che assomigli a quel grembo vuoto. Sentono troppo freddo e troppo caldo, sono soli e insofferenti di ogni anima vicina, odiano l´altrui felicità come l´infelicità propria. Amano distruggersi. Vorrebbero ricrearsi. Essere per sé stessi grembo: madre e figlio. Per sé stessi e per gli altri. Prendersi quello che gli spetta. Dare quello che non hanno avuto. Ma non ci riescono, scivolano sempre un po´ più in basso. Forse stanno puntando il fondo. Il fondo è l´abbraccio. Il grembo vuoto, il bacino negato. Alcuni.

Altri cercano a testa e voce alta. «Io mia madre non l´ho mai conosciuta», ti dicono, senza nemmeno un tremore nella voce. E tu non sai che dire. Ogni risposta è sbagliata. Ti limiti a non dire niente, se sei saggio quanto basta per conoscere il valore del silenzio e non troppo codardo da sopportare l´imbarazzo, dal quale loro stessi ti tolgono, aggiungendo «vorrei incontrarla, anche solo per una volta, vedere quanto mi assomiglia, di che colore ha gli occhi, se sorride come me, se piange la mia assenza, se mi ha mai cercato, se ha paura, è sola, felice senza un figlio, perché ci sono donne che non hanno figli e questa è una grande disgrazia, è la peggiore disgrazia che possa avere una donna  perché a un certo punto diventa deserto e noia e sazietà di tutte quelle cose che si facevano prima con ardimento, scrivere e dipingere e politica e sport e diventa tutto cenere nelle mani e una donna consapevolmente o inconsapevolmente si vergogna dì non avere fatto dei figli e comincia a girare i paesi ma anche girare i paesi è un po' difficile per una donna, perché ha freddo o perché le fanno male le scarpe o perché le si smagliano le calze o perché la gente si stupisce a vedere una donna che gira i paesi e riccia il naso di qua e di là.



Natalia Ginzburg
Discorso sulle donne



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martedì 3 maggio 2016

Discorso sulle donne - 4 (e ci sono donne che non hanno figli)


Natalia Ginzburg -
Discorso sulle donne - 4 (e ci sono donne che non hanno figli)

E ci sono donne che non hanno figli e questa è una grande disgrazia, è la peggiore disgrazia che possa avere una donna perché a un certo punto diventa deserto e noia e sazietà di tutte quelle cose che si facevano prima con ardimento, scrivere e dipingere e politica e sport e diventa tutto cenere nelle mani e una donna consapevolmente o inconsapevolmente si vergogna di non aver fatto dei figli e comincia a girare i paesi ma anche girare i paesi è un po´ difficile per una donna, perché ha freddo o perché le fanno male le scarpe o perché le si smagliano le calze o perché la gente si stupisce a vedere una donna che gira i paesi e ficca il naso di qua e di là.

E tutto questo ancora si può superare ma poi c´è la malinconia e cenere nelle mani e invidia a vedere le finestre illuminate delle case nelle città straniere; e magari per un periodo abbastanza lungo riescono a vincere la malinconia e passeggiano al sole con un passo fermo e fanno all´amore con gli uomini e guadagnano del denaro e si sentono forti e intelligenti e belle né troppo grasse né troppo magre e si comprano cappelli strani con nodi di velluto e leggono dei libri e ne scrivono, ma poi a un certo punto ricascano nel pozzo con paura e vergogna e disgusto di sé e non riescono più a scrivere libri e neppure a leggerne, non riescono a interessarsi a niente che non sia il loro personale guaio che tante volte non sanno spiegarsi bene e gli danno dei nomi diversi, naso brutto bocca brutta gambe brutte noia cenere figli non figli.



Natalia Ginzburg
Discorso sulle donne



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lunedì 2 maggio 2016

Discorso sulle donne - 3 ( Le donne cominciano nell'adolescenza a soffrire e a piangere in segreto)


Natalia Ginzburg -
Discorso sulle donne - 3 ( Le donne cominciano nell'adolescenza a soffrire e a piangere in segreto)

Io dunque ho conosciuto moltissime donne, donne tranquille e donne non tranquille, ma nel pozzo ci cascano anche le donne tranquille: tutte cascano nel pozzo ogni tanto. Ho conosciuto donne che sì trovano molto brutte e donne che si trovano molto belle, donne che riescono a girare i paesi e donne che non ci riescono, donne che hanno mal di testa ogni tanto e donne che non hanno mai mal dì testa, donne che si lavano il collo e donne che non se lo lavano, donne che hanno tanti bei fazzolettini bianchi di lino e donne che non hanno mai fazzoletti o se li hanno li perdono, donne che portano il cappello e donne che non lo portano, donne che hanno paura d'essere troppo grasse e donne che hanno paura d'essere troppo magre, donne che zappano tutto il giorno in un campo e donne che spezzano la legna sul ginocchio e accendono il fuoco e fanno la polenta e cullano il bambino e lo allattano e donne che s'annoiano a morte e frequentano corsi di storia delle religioni e donne che s'annoiano a morte e portano il cane a passeggio e donne che s'annoiano a morie e tormentano chi hanno sottomano, il marito o il figlio o la cameriera, e donne che escono al mattino con le mani viola dal freddo e una sciarpettina intorno al collo e donne che escono al mattino muovendo il sedere e specchiandosi nelle vetrine e donne che hanno perso l'impiego e si siedono a mangiare un panino su una panchina del giardino della stazione e donne che sono state piantate da un uomo e si siedono su una panchina del giardino della stazione e s'incipriano un po' la faccia.

Ho conosciuto moltissime donne, e adesso sono certa di trovare in loro dopo un poco qualcosa che è degno di commiserazione, un guaio tenuto più o meno segreto, più o meno grosso: la tendenza a cascare nel pozzo e trovarci una possibilità di sofferenza sconfinata ché gli uomini non conoscono forse perché sono più
forti di salute o più in gamba a dimenticare se stessi e a identificarsi col lavoro che fanno, più sicuri di sé e più padroni del proprio corpo e della propria vita e più liberi.

Le donne cominciano nell'adolescenza a soffrire e a piangere in segreto nelle loro stanze, piangono per via del loro naso o della loro bocca o di qualche parte del loro corpo che trovano che non va bene o piangono perché pensano che nessuno le amerà mai o piangono perché hanno paura di essere stupide o perché hanno paura di annoiarsi in villeggiatura o perché hanno pochi vestiti: queste sono le ragioni che danno loro a se stesse ma sono in fondo solo dei pretesti e in verità piangono perché sono cascate nel pozzo e capiscono che ci cascheranno spesso nella loro vita e questo renderà loro difficile combinare qualcosa di serio. Le donne pensano molto a loro stesse e ci pensano in un modo doloroso e febbrile che è sconosciuto a un uomo. È molto difficile che riescano a identificarsi col lavoro che fanno, è difficile che riescano ad affiorare da quelle acque buie e dolorose della loro malinconia e dimenticarsi di se stesse.



Natalia Ginzburg
Discorso sulle donne



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domenica 1 maggio 2016

discorso sulle donne - 2 ( due donne si capiscono molto bene)


Natalia Ginzburg -
Discorso sulle donne - 2

Due donne infatti si capiscono molto bene quando si mettono a parlare del pozzo oscuro in cui cadono e possono scambiarsi molle impressioni sui pozzi e sull'assoluta incapacità di comunicare con gli altri o di combinare qualcosa di serio che si sente allora e sugli annaspamenti per tornare a galla.

Ho conosciuto moltissime donne. Ho conosciuto donne con dei bambini e donne senza bambini, mi piacciono di più le donne con dei bambini perché so subito di cosa parlare, fino a a quanti mesi l'hai allattato e dopo cosa gli hai dato e adesso cosa gli dai. Due donne insieme possono parlare all'infinito su questo tema.

Ho conosciuto delle donne che potevano prendere il treno e partire lasciando i propri bambini per qualche tempo senza sentire una terribile angoscia e il senso di fare una cosa contro natura, vivere quietamente per molti giorni lontano dai bambini e non provare quella paura viscerale e inconsulta che sia successo loro qualcosa di male, come invece capita a me ogni volta;  e non è che quelle donne non volessero bene ai loro bambini, gli volevano bene quanto io voglio bene ai miei ma semplicemente erano più in gamba.

HO incontralo donne tranquille, ma poche, la maggior parie sono come me e non riescono a vincere quella paura viscerale e straziante e quel senso di fare una cosa contro natura ogni volta che si corincano in un letto d'una citla straniera molti e molti chilometri lontano dai bambini.

Ho cercalo d'essere più in gamba che potevo in questo, ho cercato di dominarmi meglio che potevo e ogni volta che son salita in treno senza i bambini mi son detta: «Questa volta non avrò paura», ma la paura è nata sempre in me e quello che non ho ancora capito è se mi passerà quando i miei bambini saranno uomini, spero bene che mi passerà. E non posso pensare tranquillamente a girare i paesi come vorrei, a dire il vero ci penso sempre ma so bene che non mi è possibile farlo. Così ci sono delle donne canguri e delle donne non canguri, ma le donne canguri sono molte di più.



Natalia Ginzburg
Discorso sulle donne



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Discorso sulle donne - 1 (la brutta abitudine di cadere in un pozzo)


Natalia Ginzburg -
Oh, well, I've got the hole deep down in my soul,
And I don't wanna let nobody know,
So I'll just bury myself deep inside till I can't breathe anymore.
Allen Stone
Discorso sulle donne
(…)

Quel mio articolo parlava delle donne in genere, e diceva delle cose che si sanno, diceva che le donne non sono poi tanto peggio degli uomini e possono fare anche loro qualcosa di buono se ci si mettono, se la società le aiuta, e così via. Ma era stupido perché non mi curavo di vedere come le donne erano davvero: le donne di cui parlavo allora erano donne inventate, niente affatto simili a me o alle donne che m´è successo di incontrare nella mia vita; così come ne parlavo pareva facilissimo tirarle fuori dalla schiavitù e farne degli esseri liberi. E invece avevo tralasciato di dire una cosa molto importante: che le donne hanno la cattiva abitudine di cascare ogni tanto in un pozzo, di lasciarsi prendere da una tremenda malinconia e affogarci dentro, e annaspare per tornare a galla: questo è il vero guaio delle donne.

Le donne spesso si vergognano d´avere questo guaio, e fingono di non avere guai e di essere energiche e libere, e camminano a passi fermi per le strade con grandi cappelli e bei vestiti e bocche dipinte e un´aria volitiva e sprezzante; ma a me non è mai successo d´incontrare una donna senza scoprire dopo un poco in lei qualcosa di dolente e di pietoso che non c´è negli uomini, un continuo pericolo di cascare in un gran pozzo oscuro, qualcosa che proviene proprio dal temperamento femminile e forse da una secolare tradizione di soggezione e di schiavitù e che non sarà tanto facile vincere; m´è successo di scoprire proprio nelle donne più energiche e sprezzanti qualcosa che m´induceva a commiserarle e che capivo molto bene perché ho anch´io la stessa sofferenza da tanti anni e soltanto da poco tempo ho capito che proviene dal fatto che sono una donna e che mi sarà difficile liberarmene mai.

(…)


Le donne sono una stirpe disgraziata e infelice con tanti secoli di schiavitù sulle spalle e quello che devono fare è difendersi con le unghie e coi denti dalla loro malsana abitudine  di cascare nel pozzo ogni tanto, perché un essere libero non casca quasi mai nel pozzo e non pensa così sempre a se stesso ma si occupa di tutte le cose importanti e serie che ci sono al mondo e si occupa di se stesso soltanto per sforzarsi di essere ogni giorno più libero. Così devo imparare a fare anch´io per la prima, perché se no certo non potrò combinare niente di serio e il mondo non andrà mai avanti bene finché sarà così popolato d´una schiera di esseri non liberi.“



Natalia Ginzburg
Discorso sulle donne




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