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martedì 9 aprile 2019

ciascuna di noi non si possiede appieno finché il suo corpo non rinuncia a essere il prolungamento di un altro corpo


Gioconda Belli



"Ma ti rendi conto, Emma, che la fertilità dura più o meno fino ai cinquant'anni, ma che poi, in base alle statistiche, la donna ha una speranza di vita superiore a quella dell'uomo? Non ti sembra che la Natura ci stia dicendo qualcosa, ricompensandoci in un certo modo per quegli anni che non abbiamo potuto dedicare a noi stesse?" Emma la guarda. Uno sguardo smarrito. "Se ti dico che ciascuna di noi non si possiede appieno finché il suo corpo non rinuncia a essere il prolungamento di un altro corpo e che per questo la vita fa in modo che viviamo più a lungo, non ti sembra che in tutto ciò ci sia saggezza? E come se la Natura fosse consapevole che negli anni della fertilità non ci apparteniamo e perciò ci concedesse più tempo per conquistare la pienezza. Eppure, invece di afferrarla e goderci quest'epoca di grazia, quanta energia impieghiamo per rammaricarci di ciò che non siamo più? In questo ambulatorio vedo tante donne mature che piangono per la nostalgia di non poter più dare la vita.

Questo è il tuo momento di essere più donna, di essere solo e interamente donna, di esistere per te stessa e di scoprire che il tuo potere non consiste nel ballare la danza dell'accoppiamento o nell'avere il piumaggio più vistoso. Il tuo potere non dipende dalla sessualità: vivila e goditela, ma non risiede lì. Sai qual è il nostro tesoro, la nostra miniera d'oro? L'amore. Ma non quello romantico. Quel che noi donne possediamo in abbondanza è un'innata capacità di dare e ricevere amore. Viverlo è ciò che ci dà potere perché gli uomini hanno bisogno di questo scambio. Il problema è che sono stati loro a stabilire chi debba trarne vantaggio e in quale contesto debba manifestarsi. La donna che utilizza questo potere solo per se stessa desta sospetto, perché l'amore femminile accettato, riconosciuto, è l'amore dell'abnegazione, del sacrificio, l'amore che dà e non chiede niente in cambio.

Gioconda Belli - L'intenso calore della luna


domenica 24 dicembre 2017

la sessualità è parte del percorso dell'anima



Nel resto del mondo, la sessualità è indizio di buona salute, stimola la creatività ed è parte del percorso dell'anima; non viene associata a colpe o segreti, perché l'amore sacro e quello profano sgorgano dalla stessa sorgente e si presume che gli dei gioiscano del piacere umano. Sfortunatamente ci ho messo trent' anni per scoprirlo. In sanscrito c'è una parola per definire il piacere del principio della creazione, che è simile al piacere sensuale. Nel Tibet, invece, la copula veniva praticata come esercizio spirituale e nel tantrismo è una forma di meditazione. L'uomo, seduto nella posizione del loto, riceve la donna accoccolata sulle sue gambe ed entrambi contano le loro respirazioni con la mente libera e avvicinano le loro anime al divino, mentre i corpi si congiungono tra loro con naturale eleganza. Piacevole meditare cosi.

Isabel Allende
Afrodita

venerdì 29 gennaio 2016

la porta dell'anima e i sensi di colpa


La puerta del alma Cuando nos corremos liberamos nuestros miedos y cuando liberamos nuestros miedos accedemos al alma. Por eso, yo creo que mi coño es la puerta a mi alma. La porta dell'anima Quando veniamo ci liberiamo delle paure e quando ci liberiamo delle paure abbiamo accesso all'anima. Per questo, credo che la mia fica sia la porta della mia anima. Camila Rojas

io penso che, il giorno in cui le donne non dovranno più sentirsi in imbarazzo per le loro scelte sessuali, quel giorno saranno libere, veramente affrancate da una cultura maschile violenta e opprimente
Carmelo

Ma non è facile liebrarsene
perché certe convinzioni te le mettono dentro lo stomaco prima che nel cervello
Ed i sensi di colpa hanno sede, fisicamente, nello stomaco
Antonella



lunedì 31 agosto 2015

angosciosa ambivalenza

Nelle adolescenze di oggi rinasce la contraddizione dilemmatica tra il modo di essere del corpo pre-adolescenziale, che non si vuole perdere, e quello del corpo post-adolescenziale, che incombe come realtà contestualmente ricercata e rifiutata, con le crisi conseguenti che sono crisi di crescita e di maturazione. si assiste allora all'insorgenza di un'angosciata ambivalenza nei riguardi della vita sessuale, del corpo che si apre alla vita sessuale, e alla mancata accettazione del cambiamento psichico e biologico del proprio corpo, che nelle sue impetuose metamorfosi si allontana dalla sua immagine pre-adolescenziale eterea e indifferenziata
 
Eugenio Borgna La fragilità che è in noi

domenica 7 giugno 2015

al momento buono le cerniere cadono




...al momento buono le cerniere cadono come petali di una rosa sfiorita, la biancheria si sparge nel vento come bambagia di un soffione...

Erica Jong - Paura di volare




venerdì 3 aprile 2015

Non esiste sporcizia nell’amore,



Non esiste sporcizia nell’amore, la sessualità ne è l’ostia, la commistione di spirito e carne, che bruciando nella fiamma del piacere nutrirà due esseri del loro stesso incontro. L’amore non deve necessariamente essere progetto, costruzione, programma di vita comune, esso può anche essere attrazione, momento, parentesi, e non per questo perdere il senso di assoluto nella sua ricerca del piacere che nell’epifania del sesso trova e scopre il suo momento di massima intensità, al di là delle domande, delle aspettative, della routine terrena e calcolatrice del quotidiano viver-si.
 
Nell’atto d’amore riscopriamo il divino che è in noi, come un’aura di bellezza antica ed ancestrale presente in ogni essere umano: è la bellezza della grazia, dell’incanto e della purezza, innocenza istintiva che mossa da pulsioni ricche di energia vitale, si nutre di desiderio – quale mancanza ed aspirazione alla fusione di carne e spirito nel e con l’amato – concretizzandosi ed esplicitandosi nell’amplesso o nel desiderio d’esso.
 
Ogni volta che proviamo desiderio o, meglio ancora, quando facciamo l’amore, riscopriamo prima di tutto noi stessi, ed è nell’atto di offrirci che rifioriamo come giglio divino nel turbamento e nell’incanto di un istante di eterno.

NATÀLIA CASTALDI - oltre lombra del peccato

venerdì 20 febbraio 2015

La regola aurea della sessualità

..la sessualità che considero positivamente, intendendola per quel che è, vale a dire ‘come piacere, come gioia dei sensi, gloria del corpo. Di più: considero la sessualità come una forma di conoscenza. Così concepita, essa è un bene in sé e non è affatto necessario spiritualizzarla per apprezzarla. La gloria del corpo è la igloria del corpo e basta. Per questo essa è buona, dentro e fuori del matrimonio, prima e dopo, fatta salva una condizione e una sola: gli invalicabili limiti della regola laurea. Tale regola caratterizza in genere ogni religione e ogni etica e trova una sua formulazione anche nel Vangelo ;di Matteo:
“Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi anche voi fatelo loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti" (Mt. 7, 12).
Una variante moderna di questo pensiero la fornisce Kant nel noto imperativo pratico:
“Agisci in modo da trattare l'umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come ?ne e mai semplicemente come mezzo".
Se ciò è vero, la sessualità diventa cattiva qualora si separi il corpo dalla persona; è sempre buona se la persona è riconosciuta e rispettata come tale anche nella relazione sessuale. Il sesso separato dalla persona degenera: trapassa in aridità, diviene ossessiva ripetizione. E la Filosofiaa del disamore elevata a regime di vita: si finisce per perpetrare, anche sotto le più delicate forme della seduzione, una subdola ancorché involontaria violenza. L'uso e getta ne è l'evidente contrassegno, il naturale esito. La cosa, peraltro, sembra oggi molto in voga. A ogni modo, fatta salva la regola aurea, la sessualità può essere liberamente praticata e senza divieti.

 Salvatore Natoli, Dizionario dei vizi e delle virtù
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