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sabato 30 aprile 2016

questa odiabile solitudine

Charles Baudelaire

Credo di aver raggiunto questa odiabile solitudine,
Sfiorando con molta impazienza la totale inettitudine.
Un vortice di demoniaca depressione travolse il mio cuore
nel giorno in cui me ne andai, e tu gli regalasti un forte tremore.
Scivoli sulla mia guancia come la rugiada su una rosa nera
Che ristora la mia ansia ma sempre ricorda che la vita è vera,
e ogni fatto accaduto improvvisamente in questa riflessiva sera
risveglia la sensibilità che nel mondo della semplicità una volta c´era

Charles Baudelaire.

giovedì 28 aprile 2016

Il balcone

Charles Baudelaire

Madre dei miei ricordi, unica tra le amanti.
Tu, il solo mio piacere, l´unico mio dovere!
...
Era dolce il tuo seno! generoso il tuo cuore!

Il balcone

Madre dei miei ricordi, unica tra le amanti.
Tu, il solo mio piacere, l´unico mio dovere!
Certo ricorderai l´incanto delle carezze,
la dolcezza del focolare il fascino delle sere,
madre dei miei ricordi, unica tra le amanti!

Le sere illuminate dall´ardere dei carboni,
e le sere al balcone, velate da vapori rosa.
Era dolce il tuo seno! generoso il tuo cuore!
Spesso ci dicevamo parole immortali
le sere illuminate dall´ardere dei carboni.

Come son belli i soli nelle calde serate!
Lo spazio è più profondo! è più possente il cuore!
Chinandomi su di te, regina delle adorate,
credevo di respirare l´essenza del tuo sangue.
Come son belli i soli nelle calde serate!

La notte s´innalzava spessa come un muro,
e nel buio le mie pupille indovinavano il tuo sguardo,
bevevano il tuo respiro, o dolcezza! o veleno!
Dormivano i tuoi piedi tra le mie mani fraterne.
La notte s´innalzava spessa come un muro.

Ho l´arte di evocare i momenti felici,
e rivivo il passato stretto fra le tue ginocchia.
Perché cercare altrove languide bellezze
altrove che nel tuo corpo e nel tuo cuore soave?
Ho l´arte di evocare i momenti felici!

Giuramenti, profumi, baci infiniti,
risorgeranno ai nostri occhi dall´abisso profondo,
come salgono verso il cielo i soli ringiovaniti
dopo essersi lavati in fondo ai mari oscuri?
– Giuramenti! Profumi! Baci infiniti!

Charles Baudelaire

(Traduzione di Marcello Comitini)

da “Spleen e Ideale’, in “I fiori del male’

.

Juan Pedroso

martedì 19 gennaio 2016

Al principe delle nuvole è simile il Poeta che vive nella tempesta e non si cura dell’arciere;



L'albatro II. Spesso per divertirsi, gli uomini d’equipaggio catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari che seguono indolenti compagni di viaggio, lo scorrere della nave sugli abissi terribili. Non appena deposti dai marinai sulle plance, questi prìncipi dell’aria, maldestri e vergognosi lasciano cadere le grandi ali bianche come remi trascinati pietosamente ai fianchi. Com’è goffo e molle il viaggiatore alato, Lui, così elegante, com’è comico e brutto! Uno con la pipa gli stuzzica il becco l’altro mima zoppicando l’infelice che volava! Al principe delle nuvole è simile il Poeta che vive nella tempesta e non si cura dell’arciere; esiliato sulla terra tra badanai di cacciatori le sue ali di gigante gl’impediscono di andare. Charles Baudelaire (Traduzione di Marcello Comitini)

mercoledì 14 ottobre 2015

l'abbracci con lo sguardo, con le braccia e il cuore





Divertito ti tuffi in seno alla tua immagine,
l'abbracci con lo sguardo, con le braccia e il cuore
L'uomo e il mare Uomo libero, sempre amerai il mare! É il tuo specchio il mare: ti contempli l'anima nell' infinito muoversi della sua lama. E il tuo spirito non è abisso meno amaro. Divertito ti tuffi in seno alla tua immagine, l'abbracci con lo sguardo, con le braccia e il cuore a volte si distrae dal proprio palpitare al bombo di quel pianto indomabile e selvaggio. Siete discreti entrambi, entrambi tenebrosi: inesplorato, uomo, il fondo dei tuoi abissi, sconosciute, mare, le tue ricchezze intime, tanto gelosamente custodite i segreti! Eppure ecco che vi combattete da infiniti secoli senza pietà né rimorso, a tal punto amate le stragi e la morte, o lottatori eterni, o fratelli implacabili! --- Homme libre, toujours tu chériras la mer! La mer est ton miroir; tu contemples ton âme Dans le déroulement infini de sa lame, Et ton esprit n'est pas un gouffre moins amer. Tu te plais à plonger au sein de ton image; Tu l'embrasses des yeux et des bras, et ton coeur Se distrait quelquefois de sa propre rumeur Au bruit de cette plainte indomptable et sauvage. Vous êtes tous les deux ténébreux et discrets: Homme, nul n'a sondé le fond de tes abîmes; O mer, nul ne connaît tes richesses intimes, Tant vous êtes jaloux de garder vos secrets! Et cependant voilà des siècles innombrables Que vous vous combattez sans pitié ni remords, Tellement vous aimez le carnage et la mort, O lutteurs éternels, ô frères implacables! Charles Baudelaire - L'uomo e il mare






martedì 1 settembre 2015

se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la porta m'aprono a un Infinito che amo e non conosco?


Inno alla bellezza

Vieni dal ciel profondo o l'abisso t'esprime,
Bellezza? Dal tuo sguardo infernale e divino
piovono senza scelta il beneficio e il crimine,
e in questo ti si può apparentare al vino.

Hai dentro gli occhi l'alba e l'occaso, ed esali
profumi come a sera un nembo repentino;
sono un filtro i tuoi baci, e la tua bocca è un calice
che disanima il prode e rincuora il bambino.

Sorgi dal nero baratro o discendi dagli astri?
Segue il Destino, docile come un cane, i tuoi panni;
tu semini a casaccio le fortune e i disastri;
e governi su tutto, e di nulla t'affanni.

Bellezza, tu cammini sui morti che deridi;
leggiadro fra i tuoi vezzi spicca l'Orrore, mentre,
pendulo fra i più cari ciondoli, l'Omicidio
ti ballonzola allegro sull'orgoglioso ventre.

Torcia, vola al tuo lume la falena accecata,
crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe!
Quando si china e spasima l'amante sull'amata,
pare un morente che carezzi la sua tomba.

Venga tu dall'inferno o dal cielo, che importa,
Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,
se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la porta
m'aprono a un Infinito che amo e non conosco?

Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,
che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,
luce, profumo, musica, unico bene mio,
rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?

Charles Baudelaire

giovedì 2 luglio 2015

Uomo libero, sempre tu amerai il mare!


Uomo libero, sempre tu amerai il mare!

Il mare è il tuo specchio;
tu miri, nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima.
Il tuo spirito non è abisso meno amaro.
 
Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine;
tu l'abbracci con gli occhi e con le braccia,
e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito al rumore
di questo lamento indomabile e selvaggio.
 
Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti:
uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi;
mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete,
tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero.
 
E tuttavia sono innumerevoli secoli che vi combattete
senza pietà né rimorsi,
talmente amate la carneficina e la morte,
eterni lottatori, fratelli.

Charles Baudelaire

domenica 5 aprile 2015

Il viaggio (parte I di VIII)

Il viaggio

I
Per il ragazzo, amante delle mappe e delle stampe,
l´universo è pari al suo smisurato appetito.
Com´è grande il mondo al lume delle lampade!
Com´è piccolo il mondo agli occhi del ricordo!

Un mattino partiamo, il cervello in fiamme,
il cuore gonfio di rancori e desideri amari,
e andiamo, al ritmo delle onde, cullando
il nostro infinito sull´infinito dei mari:

c´è chi è lieto di fuggire una patria infame;
altri, l´orrore dei propri natali, e alcuni,
astrologhi annegati negli occhi d´una donna,
la Circe tirannica dai subdoli profumi.

Per non esser mutati in bestie, s´inebriano
di spazio e luce e di cieli ardenti come braci;
il gelo che li morde, i soli che li abbronzano,
cancellano lentamente la traccia dei baci.

Ma i veri viaggiatori partono per partire;
cuori leggeri, s´allontanano come palloni,
al loro destino mai cercano di sfuggire,
e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!

I loro desideri hanno la forma delle nuvole,
e, come un coscritto sogna il cannone,
sognano voluttà vaste, ignote, mutevoli
di cui lo spirito umano non conosce il nome!

Charles Baudelaire - Il viaggio - parte I di VIII

Invito al viaggio

Invito al viaggio

Esiste, dicono, un paese magnifico, un paese di Cuccagna, che io sogno di visitare con una mia vecchia amica. Paese singolare, sprofondato nelle brume del nostro Nord, e che potremmo chiamare l'Oriente dell'Occidente, la Cina dell'Europa, tanto vi si e sbrigliata la calda e capricciosa fantasia, tanto ha saputo illustrarlo, pazientemente, ostinatamente, con le sue sapienti e delicate vegetazioni.

Un vero paese di Cuccagna, dove tutto è bello, ricco, tranquillo, onesto; dove il lusso si compiace di specchiarsi nell'ordine; dove la vita si respira come un odore dolce e grasso; dove il disordine, la turbolenza e l'imprevisto sono banditi; dove la felicità si sposa al silenzio; dove perfino la cucina è poetica, eccitante e grassa al tempo stesso; dove tutto vi somiglia, angelo mio.

Conosci quella febbre malsana che ci assale nel freddo della miseriaî?, quella nostalgia di un paese mai visto, quell'angoscia della curiosità? C'è una contrada che ti somiglia, dove tutto e bello, ricco, tranquillo e onesto; dove la fantasia ha costruito e decorato una Cina occidentale; dove è dolce respirare la vita; dove la felicità si sposa al silenzio. Là bisogna andare a vivere, a morire!

Si, è là che bisogna andare a respirare, a sognare e prolungare le ore nell'infinito delle sensazioni. Un musicista ha scritto l'invito al walzer. Chi comporrà l'invito al viaggio da offrire alla donna amata, alla sorella elettiva?

Si, sarebbe bello vivere in quellatmosfera - laggiù, dove le ore sono più lente e contengono più pensieri, dove gli orologi scandiscono la felicità in un ritmo più solenne, significativo e profondo.

Sui lucidi pannelli, sul cuoio dorato, ricco e cupo, vivono con discrezione pitture beate, calme e profonde come le anime degli artisti che le crearono. Il sole, che nei tramonti versa un cosi ricco colore nella sala da pranzo o nel salone, filtra dalle belle stoffe e dalle alte finestre con i vetri divisi e piombati in tanti riquadri. I mobili sono vasti, Bizarri e armati di serrature segrete come anime raffìnate.

Gli specchi, i metalli, le stoffe, l'oreficeria e la ceramica eseguono per gli occhi una sinfonia misteriosa e muta; da ogni cosa, da ogni angolo, dalle fessure dei cassetti e dalle pieghe delle stoffe esala un singolare profumo, un profumo di Sumatra che è come l'anima dell'appartamento.

Un vero paese di Cuccagna: dove tutto e ricco, lindo e lucente come una coscienza pulita, come una magnifica batteria di cucina, come una splendida oreficeria, come una vetrina di gioielli rutilanti! Là affluiscono i tesori del mondo come nella casa di un uomo laborioso che ha ben meritato dal mondo intero. Paese singolare: superiore agli altri come l'arte è superiore alla natura, e dove quest'ultima è migliorata dal sogno, corretta, abbellita, rimodellata.

Cerchino, cerchino pirre, questi alchimisti dell'agricoltura, spingano indietro e allarghino i confini della loro felicità! Promettano pure premi di sessanta, di centomila fiorini a chi risolverà i problemi della loro ambizione! Io, il mio tulipano nero, la mia dalia azzurra, li ho già trovati!

Fiore incomparabile, tulipano ritrovato, allegorica dalia, è in quel paese, non è vero?’, e nel bel paese calmo e sognante che si dovrebbe andare a vivere e a fiorire? Tu saresti incorniciata nella tua analogia, e potresti specchiarti, per dirla con i mistici, nella tua propria corrispondenza....

Sogni, sempre sogni! E più l'anima e ambiziosa e delicata, più i sogni la allontanano dal possibile. Ogni uomo porta in sé la sua dose di oppio naturale, incessantemente versata e rinnovata: e dalla nascita alla morte quante ore di gioia effettiva, di azione decisa e riuscita possiamo contare? Vivremo mai, entreremo mai in questo bel quadro dipinto dalla mia immaginazione, in questo quadro che ti somiglia?

Quei tesori, quei mobili, quel lusso, quell'ordine, quei profumi, quei fiori miracolosi, sono te. Quei grandi fiumi, quei canali tranquilli: sempre tu. Quei bastimenti enormi e carichi, stipati di ricchezze, e da cui si leva la monotonia dei canti di manovra, sono i miei pensieri che dormono, che scorrono sul tuo seno. Tu li conduci dolcemente verso il mare deIl'infinito, mentre riflettono le profondità del cielo nella tua limpida e bella anima; - e quando, stanchi dell'onda e sazi dei prodotti dell'Oriente, rientrano nel porto natale, sono ancora i miei pensieri, più ricchi, che dall'in?nito tormno a te.

Charles Baudelaire

mercoledì 11 marzo 2015

PROFUMO ESOTICO

PROFUMO ESOTICO


Quando, a occhi chiusi, una calda sera d’autunno, respiro il profumo del tuo seno ardente, vedo scorrere rive felici che abbagliano i fuochi di un sole monotono;

una pigra isola in cui la natura esprime alberi bizzarri e frutti saporosi, uomini dal corpo snello e vigoroso e donne che meravigliano per la franchezza degli occhi.

Guidato dal tuo profumo verso climi che incantano, vedo un porto pieno d’alberi e di vele ancora affaticati dall’onda marina,

mentre il profumo dei verdi tamarindi che circola nell’aria e mi gonfia le narici, si mescola nella mia anima al canto dei marinai.


[Charles Baudelaire]   -  da       I Fiori del male

Traduzione in prosa di A. B.

tratto da poesia senza pari

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