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mercoledì 10 aprile 2019

Io sono Lilith la donna destino (seconda origine)


Joumana Haddad

Seconda origine


“Ella disse ‘Non starò sotto di te,

‘ ed egli disse ‘E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra.”
3
 
... Poi Dio creò la donna a sua 
 
immagine, la creò dalla terra grezza, la creò dall’illusione di se stessa, Lilith, nei cui occhi il perduto amore Lilith, preda, predatrice e loro unione che canta come una colomba per 
 
domare il leone, 
 
che legifera per infrangere, 
 
al tempo stesso minuzia e regina, 
 
Lilith, che abita il centro della terra e la osserva, mentre adagio le gira intorno,
 
che possiede i cipressi, i crepuscoli, e il lontano orizzonte del mare, 
 
lei, soffice come una nuvola, cerea come una nuvola, che non ha tempo per pianti estivi 
 
né per lacrime autunnali, 
 
che lega i suoi uomini e poi
 
piange,perché possano liberarsi, 
 
lei, la sconosciuta 
 
vestita da meretrice 
 
lei, il cui passato sta nei sogni, mentre insegue il futuro 
 
lei, forte nella sua femminilità e 
 
quindi dolce che soffre per amore suo malgrado che divora il cielo, che come latte beve la luna 
 
lei, per un istante tra le braccia 
 
l’attimo dopo un’ombra lontana, 
 
lei, luce dell’alba, 
 
la cui nudità scorgono solo i ciechi donna libera, donna in catene 
 
donna libera, persino dalla libertà, punto dove l’inferno e il paradiso 
 
s’incontrano in pace 
 
desiderio assoluto e voglia di 
 
desiderare, 
 
Lilith, albero chinato dal peso dei suoi fiori 
 
Lilith, fulmine all’orlo dell’abisso Lilith, tenera nella vittoria, potente nella sconfitta, 
 
Lilith, senza certezze, senza bisogni che parla per tutte le donne, 
 
che vede, senza mai scegliere 
 
che sceglie, senza mai sprecare
 
che sceglie, senza mai sprecare 
 
Lilith, per tutti gli uomini 
 
pronta a tradire il suo sesso, 
 
pronta a tradire, 
 
Lilith, i cui mille tagli sono più teneri di mille baci. 
 
Lilith, la peccatrice devota, 
 
poeta demone e demone poeta, 
 
trovatela in me, trovatela nei sogni, trovatela e prendete da lei
 
quello che desiderate, 
 
prendete ogni cosa, prendete tutto: nulla sarà mai abbastanza.



Joumana Haddad - Il ritorno di Lilith


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venerdì 5 aprile 2019

Io sono Lilith la donna destino (prima origine - 4)


Joumana Haddad

Prima Origine - 4


“Ella disse ‘Non starò sotto di te,

‘ ed egli disse ‘E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra.”
4
 
Io sono la Donna Donna, la Dea Madre e la Dea Sposa. 
 
Mi sono fecondata per perpetuarmi ed essere la tentazione di  ogni tempo. Ho sposato la verità e il mito per essere duplice. Io Dalila, Salomè e Nefertiti tra le donne, io regina  di Saba, Elena di Troia e Maria Maddalena. 
 
Sono Lilith, la sposa eletta e la sposa ripudiata, la notte e l’uccello della notte, la donna della verità, della leggenda, Ishtar, Artemide e i vènti sumeri. Le prime lingue mi raccontano, i libri mi commentano. Quando le donne mi evocano piovono grida di maledizioni. Sono la tenebra femminile, non la
 
femmina luce. Nessuna interpretazione mi definisce, non mi piego ad alcun significato. La mitologia mi ha accusato 
 
di malvagità, le donne mi hanno trattato da uomo; non sono la donna virile, né la donna bambola, sono il compimento 
 
della femminilità mancante. Non dichiaro guerra agli uomini, né rubo i feti dagli uteri delle donne, perché sono il demone ricercato, scettro della conoscenza, sigillo dell’amore e della libertà.
 
Sono Lilith: i due sessi. Sono il sesso promesso. Prendo senza ricevere. Porto ad Adamo la verità e a Eva il suo feroce seno per ristabilire la logica della creazione.
 
Lilith, l’affine creatura, la pari sposa ciò che manca all’uomo perché non si penta ciò che 
 
manca 
 
alla donna 
 
affinché 
 
sia.

Joumana Haddad - Il ritorno di Lilith

domenica 31 marzo 2019

Io sono Lilith la donna destino ( prima origine - 3 )


Joumana Haddad

Prima Origine - 3


“Ella disse ‘Non starò sotto di te,

‘ ed egli disse ‘E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra.”
3
 
Lilith: i bianchi seni. Irrefrenabile è il mio fascino, perché i miei capelli sono neri e lunghi, di miele sono i miei occhi. Nelle interpretazioni del Libro è detto che fui creata dalla terra per essere la prima donna di Adamo, ma io non mi 
 
sono sottomessa.
 
Io, la prima, mai soddisfatta, perché sono l’incontro perfetto, il compimento e il compiuto, la ribelle giammai consenziente. Adamo e il paradiso mi hanno annoiato. 
 
Per questo li ho rifiutati 
 
e ho disubbidito. Quando Dio inviò i suoi angeli per farmi tornare, godevo. Sulla riva del mar Rosso, godevo. Mi volevano ma io non volevo. Invano hanno cercato di domarmi. Mi hanno esiliato, perché incarnassi l’erranza.
 
Mi hanno fatta ostaggio del deserto della terra, preda dell’oscurità delle ombre e delle bestie feroci. Quando mi venivano incontro, mi divertivo. Non mi sono sottomessa e allora mi hanno cacciato e 
 
allontanato perché rifiutavo ciò che era scritto. Adamo, il mio sposo, rimase solo. Triste, abbandonato, lamentandosi, 
 
si recò dal Signore che creò dalla sua costola una donna e la chiamò Eva: il secondo modello. La creò per allontanare la morte dal cuore e garantire l’eternità della specie. 
 
    Io sono la prima donna, compagna di Adamo nella creazione non la costola della sottomissione. Dio mi creò dalla terra per essere l’origine e dalla costola di Adamo creò Eva perché ne fosse l’ombra. Quando mi annoiai del mio sposo me ne allontanai per ereditare la mia vita. Ho esortato il serpente, mio messaggero, a provocare Adamo con la mela, quando ci sono riuscita ho dato all’immaginazione il fascino del vizio e ho riportato il piacere del peccato al suo posto.

Joumana Haddad - Il ritorno di Lilith

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lunedì 11 marzo 2019

Io sono Lilith la donna destino (prima origine - 2)


Joumana Haddad

Prima Origine - 2


“Ella disse ‘Non starò sotto di te,

‘ ed egli disse ‘E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra.”
2
 
Lilith: i bianchi seni. Irrefrenabile è il mio fascino, perché i miei capelli sono neri e lunghi, di miele sono i miei occhi. Nelle interpretazioni del Libro è detto che fui creata dalla terra per essere la prima donna di Adamo, ma io non mi 
 
sono sottomessa.
 
Io, la prima, mai soddisfatta, perché sono l’incontro perfetto, il compimento e il compiuto, la ribelle giammai consenziente. Adamo e il paradiso mi hanno annoiato. 
 
Per questo li ho rifiutati 
 
e ho disubbidito. Quando Dio inviò i suoi angeli per farmi tornare, godevo. Sulla riva del mar Rosso, godevo. Mi volevano ma io non volevo. Invano hanno cercato di domarmi. Mi hanno esiliato, perché incarnassi l’erranza. 
 
Mi hanno fatta ostaggio del deserto della terra, preda dell’oscurità delle ombre e delle bestie feroci. Quando mi venivano incontro, mi divertivo. Non mi sono sottomessa e allora mi hanno cacciato e 
 
allontanato perché rifiutavo ciò che era scritto. Adamo, il mio sposo, rimase solo. Triste, abbandonato, lamentandosi, 
 
si recò dal Signore che creò dalla sua costola una donna e la chiamò Eva: il secondo modello. La creò per allontanare la morte dal cuore e garantire l’eternità della specie. 
 

    Io sono la prima donna, compagna di Adamo nella creazione non la costola della sottomissione. Dio mi creò dalla terra per essere l’origine e dalla costola di Adamo creò Eva perché ne fosse

Joumana Haddad - Il ritorno di Lilith



Esiste una storia omessa o poco raccontata nei miti della Genesi che parla della prima donna creata da Dio, il cui nome è Lilith e non Eva.
 
Una leggenda antica narra che la prima moglie di Adamo fosse proprio Lilith creata dalla stessa sostanza del compagno e a questi contemporaneo nella nascita. “Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò ” (Genesi, 1:27; 10)
 
Nel secondo capitolo si ripete poi, con parole diverse, prima la creazione dell’uomo con polvere del suolo (Genesi 2:7) e poi, dalla costola di Adamo (Genesi 2:22), la creazione della donna chiamata Eva.
 
Prima ancora che nell’Antico Testamento, il mito di Lilith compare nelle antiche religionimesopotamiche ed ebraiche. Di Lilith si sa che preferì fuggire dal Paradiso Terrestre piuttosto che sottomettersi alla volontà di Dio e di Abramo. Non volle giacere sotto al suo compagno in senso fisico e simbolico e così andò via. La cultura Medioevale non ci si mise molto a trasformare la figura di Lilith in quella di undemone.
 
Si legge ne “L’alfabeto di Ben-sira” (di autore anonimo, scritto nel X secolo dopo Cristo) “Ella disse ‘Non starò sotto di te, ‘ ed egli disse ‘E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra.”
 
Lilith pronunciò così infuriata il nome di Dio, prese il volo ed abbandonò il giardino del Paradiso, rifugiandosi sulle coste del Mar Rosso. Lilith non avendo toccato l’Albero della Conoscenza non fu condannata alla mortalità.
 
Lilith divenne così nell’immaginario comune sinonimo di male.
 
LilithAntiche leggende narrano che Lilith (al pari di Lamia un’altra dea divenuta demonessa) rubasse i bambini e li uccidesse. Il mito che precede la sua demonizzazione invece la ricorda come protettrice delle partorienti, invocata per tutelare le donne gravide.
 
Non ci vuole molto ad individuare nel mito di Lilith la paura dell’uomo nei confronti di una donna che non si conforma alle sue leggi. In Lilith riecheggiano tutti i timori al maschile per una donna che dice “no”, che non si lascia addomesticare e che segue la sua natura ferina. Qualcuno insinua che il serpente tentatore della Genesi fu proprio Lilith (alcune raffigurazioni la rappresentano con coda di serpente, altri con artigli rapaci).
 
Mi piace sostenere quest’ipotesi. Mi piace pensare che allegoricamente Lilith ricordi alle donne il potere che le è proprio, il potere di scegliere, il potere di non essere addomesticabili. Mi piace anche pensare che Lilith aiuti le donne a cercare la conoscenza dentro di sé e a non demandare all’esterno l’esercizio del proprio potere. Naturalmente quella di Lilith è un’immagine archetipica e come tale alberga nelle profondità del nostro inconscio, una perfetta centratura fa parlare ogni archetipo, dà voce ad ogni se’, non censura Lilith, ma non fa neppure di essa l’unica figura nella quale ci si identifica.

tratto da Il mito perdutodi Lilith link esterno



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domenica 10 marzo 2019

Io sono Lilith la donna destino (prima origine - 1)


Joumana Haddad

Prima Origine - 1


“Ella disse ‘Non starò sotto di te,

‘ ed egli disse ‘E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra.”
1
 
Io sono Lilith la donna destino.
 
Nessun maschio le è sfuggito, nessun maschio vorrebbe sfuggirle.
 
Lilith: le due lune. Quella nera è completata dalla bianca, perché la mia purezza è la scintilla della dissolutezza, la mia astinenza l’inizio del possibile. Io sono la donna-paradiso che cadde dal
 
paradiso, io sono la caduta-paradiso.
 
Io, la vergine, etereo viso della viziosa, la madre-amante e la donna-uomo. La notte, perché sono il giorno, il lato destro, perché sono il sinistro, il Sud, perché sono il Nord. 
 
Sono la donna banchetto e i suoi convitati. Demone alato della notte, i Sumeri e Cananei mi chiamarono dea della seduzione e dei desideri, regina di folli voluttà e santa dei piaceri solitari. 
 
Mi hanno liberata dalla procreazione affinché io sia l’eterno destino.

Joumana Haddad - Il ritorno di Lilith

Il mito di Lilith
 
Gli albori del mito di Lilith sono da ricercarsi nella cultura Babilonese, e ancora precedentemente in quella Assira., dove troviamo la presenza di due demoni: Lilu (maschio) e Lilith (femmina). Più che singoli spiriti della notte, possiamo però parlare di categorie di spiriti (Ardat-Lilith, Lamashtu, ecc.. ), demoni alati che nella notte scendono a tormentare, a strangolare, uomini, partorienti, e neonati.
 
Numerose le formule di di scongiuro in assiro, a dimostrare il potere che veniva attribuito a questi "Incubi" della notte.
 
" A colei che vola nelle stanze della tenebra... passa presto, presto, Lilith "
 
Nella mitologia ebraica, abbiamo un duplice mito di Lilith l'uno legato al rapporto con Adamo nell'Eden ( il più complesso ), e l'altro al rapporto con Adamo fuori dall'Eden. Quest'ultimo mito, di tradizione midrashica(5), narra come Adamo separatosi da Eva, dopo la cacciata dall'Eden e la perdita dell'immortalità, si sia unito a numerosi spiriti(6), generando con loro. Fra essi anche Lilith, o una Lilith, dal cui rapporto nacque una nuova generazione che popolò la terra.
 
La leggenda più conosciuta, di radice ebraica, su Lilith la vede come prima moglie di Adamo. Creata da Dio assieme ad Adamo, ne differisce per composizione: sabbia finissima Adamo ( terra sottoposta all'azione del fuoco ), melma ( terra sottoposta all'azione dell'acqua) Lilith. E' narrato che i due si abbandonarono a fervente passione, ma questo idillio sensuale e sessuale ebbe termine quando Lilith si rifiutò di continuare ad unirsi stando "sotto" ad Adamo.
 
La pretesa di Lilith di assumere una posizione sessuale dominante, scatenò l'ira del compagno a cui si sottrasse, pronunciando il sacro e segreto nome di Dio, librandosi in aria e fuggendo dall'Eden.
 
Adamo per questa fuga protesta con Dio, reclamando il ritorno della compagna, allora Dio ordinò a tre angeli ( Sanvi, Sansanvi e Semagelaf ) di trovare, e ricondurre ad Adamo Lilith. Questa si era rifugiata in un luogo inospitale, presso il Mar Rosso, dove unendosi con dei demoni generava una moltitudine di figli (Limm). Gli angeli, raggiunta la fuggiasca, le intimano di ritornare nell'Eden, ma lei si oppone all'ordine divino (che con tutta evidenza non aveva potere alcuno oltre l'Eden stesso), mostrando la condizione in cui si trovava. Poteva adesso tornare da Adamo, ora che si era congiunta con altri e aveva generato ? Lilith inoltre rivela che lo stesso Dio le ha conferito potere sui neonati, gli uomini, e le giovinette; ma qualora sia pronunciato il nome degli emissari divini, i tre angeli, lei recederà. La punizione che le viene impartita per il suo rifiuto, è quella che ogni giorno 100 dei suoi Limm moriranno, lo stesso numero dei generati, condannandola a vedere morire i figli, ad essere eterna Madre senza prole.
 
In un testo ebraico, è riportato come Lilith resa furente e gelosa a causa della nuova compagna di Adamo, si trasformò in serpente ed offrì alla coppia il frutto proibito, condannando l'uomo e la donna alla perdita della loro condizione di favoriti da Dio, e soggetti al ciclo naturale di vita e morte. Lilith trova alcune corrispondenze, gioco che non ci affascina oltre una certa misura, con la Lamia dei greci e dei romani, a Brunilde(7) della tradizione nordica, alla Kalì(8) vedica, ed infine alla stessa Hecate(9). Solo alcune corrispondenze, che devono offrire riflessioni successive, visto che ogni elemento mitologico ha valore in se e in riferimento alla Cosmogonia in cui è debitamente inserito.

(5) Midrash. Metodo di interpretare la sacra scrittura, che va oltre il senso letterale delle parole. Questi vari commenti sono raccolti in antologie.
(6) Spiriti. Nella tradizione cabbalistica il sesto giorno Dio creò anche gli spiriti senza corpo (elementali).
(7) Brunilde. Mitica regina di Islanda, impose una serie di prove cruente ai suoi pretendenti, culminanti con un duello mortale.
(8) Kalì. Raffiugura l'aspetto guerriero di Parvati la consorte di Shiva. E' conosciuta come la grande Dea.
(9) Hecate. Dea della mitologia greca, unica fra le immortali a non essere stata partorita da Zeus, ma figlia di un Re dei giganti. E' in grado di viaggiare nel mondo degli dei, degli uomini e dei morti.

tratto da Il mito di Lilith link esterno



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sabato 9 marzo 2019

Sono il passero cacciatore ( canto di Salomè figlia di Lilith)

Joumana Haddad

Libera e nobile
Libera, nobile e misteriosa come un
cipresso,
per cicatrizzarmi nel corpo del vento,
per divenire l’ombra del vento.

Libera e nobile

Sono il passero cacciatore
Inutili le vostre imboscate,
sono io il sublime respiro,
invano aprite il Libro, sono io il
verbo e le mie ali si accingono
a prendere il volo,
invano state in agguato e mi puntate
Il mio corpo si offre alle vostre lance.
Libera e nobile
Libera, nobile e misteriosa come un
cipresso,
per cicatrizzarmi nel corpo del vento,
per divenire l’ombra del vento.
Sono Lilith
l’ultima danza di Salomè, l’eclissi
della luce.
Risalgo le vostre notti, pietra dopo
pietra,
ogni volta che il sole si allontana.
Risalgo per prepararvi un banchetto
da sogno, per cercare rifugio nella vostra fuga,
per dare alla mia mente un posto nei
vostri sogni.
 
stralcio della poesia CANTO DI SALOMÈ FIGLIA DI LILITH
 
Joumana Haddad


giovedì 9 novembre 2017

sono una donna

Joumana Haddad

Credono di sapere
Ed io glielo lascio credere

Sono una donna

Nessuno può immaginare
Quel che dico quando me ne sto in silenzio
Chi vedo quando chiudo gli occhi
Come vengo sospinta quando vengo sospinta
Cosa cerco quando lascio libere le mie mani.
Nessuno, nessuno sa
Quando ho fame quando parto
Quando cammino e quando mi perdo,
nessuno sa che per me

e andare è ritornare,
e ritornare è indietreggiare
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera
e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
Ed io glielo lascio credere
E creo.

Hanno costruito per me una gabbia
affinché la mia libertà fosse una loro concessione
E ringraziassi e obbedissi
Ma io sono libera prima e dopo di loro, con e senza di loro
Sono libera nella vittoria e nella sconfitta
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della prigione è la loro lingua
Tuttavia la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio desiderio
E al mio desiderio non impartiscono ordini.

Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
Ed io glielo lascio credere E creo.

sabato 30 settembre 2017

Sono così

Joumana Haddad

gioco con i destini, mi annoio facilmente
prometto e non mantengo.

Sono così

Sono così
non ho tempo per i rimpianti
gioco con i destini, mi annoio facilmente
prometto e non mantengo.
Inutile cambiarmi:
La certezza mi è estranea
per l’imbarazzo dell’amore
per l’immaginazione
perché sono devota
solo all’indolenza.
Imprevedibili i miei appuntamenti
sono una fuga prima del tempo
un sole che non basta
una notte che mai si schiude
sono impetuosi sussulti tra la sete e il dissetarsi.
Sono così, un silenzio per raccogliermi,
un lento terrore per disperdermi,
un silenzio e un terrore per curare una crudele memoria
non c’è luce che possa guidarmi:
possiedo solo i miei peccati.

Joumana Haddad

domenica 22 gennaio 2017

Quando i tuoi occhi incontrano la mia solitudine

Joumana Haddad
Quando la mia solitudine incontra i tuoi occhi
il desiderio sale e si spande
a volte marea insolente
onda che corre senza fine

Quando i tuoi occhi incontrano la mia solitudine
 
Quando i tuoi occhi incontrano la mia solitudine
il silenzio diventa frutto
e il sonno tempesta
si socchiudono porte proibite
e l’acqua impara a soffrire.
 
Quando la mia solitudine incontra i tuoi occhi
il desiderio sale e si spande
a volte marea insolente
onda che corre senza fine
nettare che cola goccia a goccia
nettare più ardente che un tormento
inizio che non si compie mai.
 
Quando i tuoi occhi e la mia solitudine si incontrano
mi arrendo nuda come la pioggia
e nuda come un seno sognato
tenera come la vite che matura al sole
molteplice mi arrendo
finché nasca l’albero del tuo amore
 
Tanto alto e ribelle
Tanto alto e tanto mio
Freccia che ritorna all’arco
Palma azzurra piantata nelle mie nuvole
Cielo crescente che niente fermerà.

Joumana Haddad


domenica 9 ottobre 2016

Nella follia

Joumana Haddad

e seppellirò i miei visi sereni
diffonderò le ombra sul mio essere
le farò gocciolare come il dolce miele
punto dopo punto
bacio dopo bacio
affinché riemerge sulla superficie del fiume
quella donna che ho serbato in me.

Nella Follia

Catturare il firmamento e lambire le nubi
Prendere in prestito la bufera
Lasciandomi alle spalle le lacrime zampillanti
Lacrime zampillanti
E me ne andrò.
Non inseguire l’equilibrio
Non soffocare le grida
Danzare sull’acqua
Dirigendomi verso l’altra sponda
Libera o schiava
Non importa!
Guadare il fiume.
Quando verrà il momento
farfalla notturna
Deporre la dolcezza che ormai mi ha annoiata
Deporre l’abito imbizzarrito invano
E dare fuoco al passato
Per ritornare liscia come la terra vista da lontano
E girare da sola
Intorno alla luna.
Ridere e le mie risate non saranno tristi
Non volere, camminare
Accarezzare la strada
Conversare tutta la notte con il selciato
Fare sgorgare la poesia dalle pietruzze
Il cielo piangerà e non mi preoccuperò
Il vento consumerà il mio cuore ustionato dall’amore.
Quando verrà il momento
alba senza rugiada
mi mostrerò con il viso rabbuiato
e seppellirò i miei visi sereni
diffonderò le ombra sul mio essere
le farò gocciolare come il dolce miele
punto dopo punto
bacio dopo bacio
affinché riemerge sulla superficie del fiume
quella donna che ho serbato in me.
 
Joumana Haddad

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