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sabato 29 ottobre 2016

Nessuno mi è stato più intimo di te

riletture: Anna Andreevna Achmatova


[...]

Nessuno mi è stato più intimo di te,
 nessuno mi ha reso più triste,
 nemmeno chi mi ha tradita fino al tormento,
 nemmeno chi mi ha lusingata e poi dimenticata.
Anna Andreevna Achmatova

 

 

sabato 11 luglio 2015

Ti sono sopravvissuta solo e soltanto quanto basta per pensare da lontano.





Ti sono sopravvissuta solo
e soltanto quanto basta
per pensare da lontano.
 
Fra tante, questa poesia mi aveva colpito. Come nessun’altra coglie il totale struggimento per l’assenza di chi ami, che diventa ancor più dolorosa se ripensi ai luoghi dove si è stati più felici. Sono versi così semplici, eppure profondi e veri che, anche adesso, mentre ci ripenso, un brivido mi trapassa il corpo da parte a parte.
«Come si intitola?» mi avevi chiesto.
«Addio a una vista.»
«Leggimene un’altra!

Ferzan Ozpetek -- Sei la mia vita


Addio a una vista
 
Non ce l'ho con la primavera
perché è tornata.
Non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.
Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.
Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sulle acque
abbiano di nuovo con che stormire.
Prendo atto
che la riva di un certo lago
è rimasta - come se tu vivessi ancora bella
come era.
Non ho rancore
contro la vista per la vista
sulla baia abbacinata dal sole.
Riesco perfino ad immaginare
che degli altri, non noi
siedano in questo momento
sul tronco rovesciato d’una betulla.
Rispetto il loro diritto
a sussurrare, ridere
e tacere felici.
Suppongo perfino
che li unisca l'amore
e che lui stringa lei
con il suo braccio vivo.
Qualche giovane ala
fruscia nei giuncheti.
Auguro loro sinceramente
di sentirla.
Non esigo alcun cambiamento
dalle onde vicine alla riva,
ora leste, ora pigre
e non a me obbedienti.
Non pretendo nulla
dalle acque fonde accanto al bosco,
ora color smeraldo,
ora color zaffiro
ora nere.
Una cosa non accetto.
Il mio ritorno là.
Il privilegio della presenza ci
rinuncio.
Ti sono sopravvissuta solo
e soltanto quanto basta
per pensare da lontano.
 
Wislawa Szymborska.



giovedì 18 giugno 2015

Mio tu. Mia sete. Mia attesa. Mio ti amo.





Mio tu. Mia sete. Mia attesa. Mio ti amo.
Coltello e ferita che lo racchiude.
La risposta che aspetto quando chiamo.
La mia mela del cielo e della terra.


Mio per sempre e mio mai. Mia acqua leggera,
sonora e azzurra. Mio amore e mio simbolo.
La pelle infinita. La rosa folle.
Il giardino emaciato che mi sogna.


Stellare insonnia. Quello che mi manca.
La mela ancora. La sete. La seta.
Il mio cuore senza uso di ragione:


mi manchi tanto in questa lontananza,
ogni sera, ogni notte, ogni giorno,
proprio come se mi mancasse il cuore.



EDUARDO CARRANZA

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