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sabato 29 febbraio 2020

Spesso si era forzata di immaginare il suo cazzo anche in altre


Marco Missiroli



..era abile a smontarsi i dubbi anche se il sospetto metteva radici. Ipotizzava cosa si fosse annidato in lui: un’evasione, sostare nel limbo della possibilità, rianimare l’epoca in cui era un mezzo professore e un possibile scrittore, rianimare l’epoca in cui poteva ancora essere...

In tutto questo, era stata in grado di tenere a bada l’ombra che lui la tradisse. Aveva la presunzione di riconoscere le corrosioni del suo matrimonio: non c’era stato nulla che avesse compromesso la loro corrosioni del suo matrimonio: non c’era stato nulla che avesse compromesso la loro traiettoria familiare.

Spesso si era forzata di immaginare il suo cazzo anche in altre, l’idea la annientava. L’anatomia era ancora il suo punto debole.



domenica 3 marzo 2019

domenica 2 dicembre 2018

se il tuo successore a letto è più bravo

Buenas noches

sapere che il tuo successore, a letto, è meglio di te è un pensiero assolutamente intollerabile, e non so come mai.


 
Nick Hornby,
Alta fedeltà,

giovedì 24 novembre 2016

notò che la mamma e lo zio stavano con le ginocchia unite

Ercole Patti
Un giorno rientrando dalla scuola aveva trovato la mamma e lo zio Concetto seduti di fronte come tante altre volte dietro i vetri del balcone dal quale si vedeva un pezzetto di via Caronda e la bottega del barbiere di fronte con dentro due o tre persone; osservare quelli che entravano e uscivano dal barbiere, stavano a farsi fare la barba o tagliare i capelli era uno degli spettacoli di maggiore interesse che si potevano vedere da quel balcone dato lo scarso movimento che c'era in quel tratto di strada.
 
Entrando nella stanza Nino notò che la mamma e lo zio stavano con le ginocchia unite anzi lo zio teneva le ginocchia della mamma fra le sue e una mano sulla gamba di lei. Chissà quante altre volte erano stati in atteggiamenti simili davanti al ragazzo; infatti non si mossero. Ma Nino si accorse per la prima volta in vita sua che quel gesto era molto intimo. Fece finta di non guardarli nemmeno e si avviò verso la sua stanza ma con la coda dell'occhio vide che lo zio stava accarezzando la gamba della mamma con un movimento lento soffermandosi ogni tanto per stringerla.
 
Improvvisamente gli venne come una specie di gelosia per i rapporti che c'erano fra la madre e lo zio. Si chiuse nella sua stanza, il suo cervello cominciò a lavorare: certamente lo zio Concetto era l'amante della mamma chissà da quanto tempo, forse da sempre, da quando lui era bambino e non poteva capire queste cose. Quel pensiero lo in-fastidiva molto, gli provocava una specie di avvilimento come una cosa vergognosa fatta alle sue spalle che lo offendeva e che lui doveva subire.

    Ercole Patti
Un bellisimo novembre

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lunedì 9 maggio 2016

l'amore prigione

Riletture: igor Sibaldi
...chi vuole amare esigerà, altresì, che la persona amata si imponga quelle rinunce di sua spontanea volontà - non certo per paura o per puro senso del dovere. Tale esigenza può generare stati d'animo ansiosi. il cui motivo principale è - come fece osservare elegantemente Roland Barthes - l'incapacità di sopportare l'eventualità di essere, agli occhi della persona amata, come un'altro o addirittura come tutti gli altri.
[...]
In cambio, la persona che ama può arrivare a offrire di assoggettarsi essa stessa a tali vincoli, contando sul fatto che quella strana aspirazione a essere incomparabile animi anche la persona amata. Il che trasforma l'amore in una limitazione reciproca - o, se si preferisce, in una nevrosi nel senso psicoanalitico: cioè in una condizione in cui norme non verificate né adeguatamente motivate impediscono agli individui di fare esperienze personali, cioè di provare ad essere pienamente se stessi.

L'amore prigione
     Igor Sibaldi (Eros e Amore)

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