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martedì 10 settembre 2019

Il pube devoto nel buio acre

Francesca Dono
Mio caro mistero mortale.

Il pube devoto nel buio acre.

 
Il pube devoto nel buio acre.
Nuda per te. Preferisco devastare.
Mutande leggere e bagnate.
Due seni svitati.
Segnami per amare.
Danza di spade e di natiche.
Carne su carne nel contagio del liquido nutrito.
L’odore è un succo sciarada.
Lentamente bevo.
Fino a penetrare il tramonto sui nostri corpi.
Addio fiato recidivo.
Un gettone similpelle per il pasto consumato.
Succhiami ancora.
Mio caro mistero mortale.
 
Maddalena Lotter


martedì 16 luglio 2019

i tuoi seni

Andres Moreira

Come reverenti al mordere,
i miei denti perdono il filo.


Eros mi scuote
I TUOI SENI
Si posano sulle mie labbra
i tuoi bottoni sfidano la mia lingua
in un viavai di santi
camminatori. È così,
sono santi i calici di madreperla
che sostengono il tuo collo
si rifrangono in fiumi in piedi.
Come reverenti al mordere,
i miei denti perdono il filo.
 
Andres Moreira

sabato 6 luglio 2019

Qualsiasi cosa tocchi,

Yiannis Ritsos

Le mie mani attaccate ai tuoi seni.
Non le controllo le mani.


Eros mi scuote
Qualsiasi cosa tocchi,
Qualsiasi cosa tocchi,
la carta, il tavolo, il bicchiere,
è te che tocco.
Le mie mani attaccate ai tuoi seni.
Non le controllo le mani.
 
Yiannis Ritsos

sabato 29 giugno 2019

Da quando te ne sei andato

Wu Zetian
e guardare, accarezzare, annusare
l'ultimo vestito che hai tolto.

Da quando te ne sei andato

 
Da quando te ne sei andato
non riesco a pensare ad altro
che non sia tu. Non mi credi?
Da allora
non faccio altro che aprire il mio armadio
e guardare, accarezzare, annusare
l'ultimo vestito che hai tolto.
 
Wu Zetian


giovedì 16 maggio 2019

-laudatus membrum-

Francesca Dono
Maltrattarmi con infinita perversione .
Aderisco.

-laudatus membrum-

 
laudatus membrum.
In corpo profundissimo meam Elebab inter vulvam.
Nulla avevi lavato.
Maltrattarmi con infinita perversione .
Aderisco.
Nel tuo ventre la scollatura del sottoveste.
Laudatus membrum.
Mea culpa dentro un pube formidabile e sfoderato.
Cavalcarono le nostre mani.
Due colpi indolenziti.
Urlo.
Ci chiniamo muti per ansimare.
-Aspettami_ non schizzare_ mio bellissimo Mefisto-.
Avilas et Imes dai primi umori.
Vengo a te sporca di malizia.
Laudatus membrum.
Tuas cagnam animosa all’angolo di un fiotto inossidabile.
Palmo a palmo.
L’arco lunare in noi sotto la diagonale.
Il macello.
 
Francesca Dono

mercoledì 1 maggio 2019

Nel bagno

Corrado govoni

O carezze de l’onde, o riflettuto
riso de la sua bocca porporina!
O movenza di coscie serpentine


Eros mi scuote
Nel bagno
CLEOPATRA IV
Così parla Cleopatra ed il cresputo
ventre tuffa ne l’acqua cristallina
lasciva a quella sua carne divina,
morbida come tenero velluto.
 
O carezze de l’onde, o riflettuto
riso de la sua bocca porporina!
O movenza di coscie serpentine
sotto il liquido specchio compiaciuto!
 
La regina delira e la fiumana
scioglie dei suoi capelli portentosi
che le formano un soffice origliere,
 
e poi chiama la bella pompeiana
che porti i lini rustici odorosi,
col liquore incitante nel bicchiere.
 
Corrado Govoni

lunedì 29 aprile 2019

la mia vulva

Corrado govoni

Ho le braccia carnose e affusolate,
più candide e più liscie de l’avorio,
e l’ascelle pelose ed incavate,


Eros mi scuote
la mia vulva
CLEOPATRA III
Se sciolgo i miei capelli risplendenti
sul mio ventre e sui fianchi flessuosi,
i miei capelli tortili serpenti,
densi lunghissimi ed insidiosi,
 
le mie nudità impazienti
essi coprono dei meravigliosi
loro veli, e di caldi pulsamenti
fremono i due miei seni golosi.
 
Ho le braccia carnose e affusolate,
più candide e più liscie de l’avorio,
e l’ascelle pelose ed incavate,
 
ed il mio caro pube saccheggiato
e un prezioso e rorido ciborio
che trabocca d’odore di peccato.
 
Corrado Govoni

domenica 28 aprile 2019

l mio ventre

Corrado govoni

La mia vulva è un ardente braciere
di lussuria che chiede gli unguenti
densissimi e copiosi de l’etère
e degli ermafroditi adolescenti.


Eros mi scuote
Il mio ventre
CLEOPATRA II
Il mio ventre è l’alcova del piacere
a cui corrono i maschi renitenti,
insaziantemente a compiacere
la mia fame di lunghi abbracciamenti.
 
La mia vulva è un ardente braciere
di lussuria che chiede gli unguenti
densissimi e copiosi de l’etère
e degli ermafroditi adolescenti.
 
Amo pure i guerrieri impetuosi
e membruti che lasciano i segnali
dei loro amplessi su la mia vita;
 
ma preferisco i baci voluttuosi
de le giovani leslie virtuali
che sul letto m’abbattono sfinita.
 
Corrado Govoni

sabato 27 aprile 2019

Io son maestra de le oscenità

Corrado govoni

ha dei denti appuntiti e vigorosi,
piccolissimi e rari gelsomini,
ed una lingua ruvida e lasciva.


Eros mi scuote
Io son maestra de le oscenità
CLEOPATRA I (Maga)
Io son maestra de le oscenità
che non conosce alcuna cortigiana,
sono l’irresistibile sovrana
de le più deliziose voluttà.
 
Sono la maga che a sazietà
sorbisce da la vulva di puttana
rossa come una rossa melagrana,
il seme con libidinosità.
 
La mia bocca à dei filtri saporosi
e dei tumidi labri porporini,
simili a petali di sensitiva;
 
ha dei denti appuntiti e vigorosi,
piccolissimi e rari gelsomini,
ed una lingua ruvida e lasciva.
 
Corrado Govoni

lunedì 15 aprile 2019

rigirando sotto la luce

Francesca Dono
Io con le dita smarrite.
Ho masturbato ancora la mia vulva.

-rigirando sotto la luce-

 

rigirando sotto la luce.

                La mia voluttà tra le tue gambe slanciate e bianche.

          Era ora_ pensai distesa sul tappeto.      

Il tuo pene mutevole dentro l´argano del foro.

Non respiravo.

Corsetto e maschera nera per invogliarti sadicamente dalle labbra carnivore.

                   -Stai ferma idiota-  gridavi  col cuore svagato .

L´organo emanava.

 A stantuffo il lamento dell´orgasmo.

                               Così  ti ho amato.

Ti è piaciuto?

                 

                            Lui dormiva.

Il territorio fradicio .

Io con le dita smarrite.

                      Ho masturbato ancora la mia vulva.


 
Francesca Dono

domenica 14 aprile 2019

fai di me qualsiasi cosa

Francesca Dono
In nomine cunnilingus sanctissimo. Entrami. Io sono
indegna e maledetta. Molte volte il tuo spermatozoo per inseminarmi.

-fai di me qualsiasi cosa-

 

fai di me qualsiasi cosa.
                           Nell´unica pelle-estasi l´orlo consumato mi seduce.
Grandi labbra spurgano.
                      Al tuo membro sadico tutte le mie bave bendate.
               Acqua e combustione.
          Anche il buio caustico s´intimidisce delle nostre saffiche voglie.
Ti scoprirai dal prepuzio?
                  Dimentica ogni cosa che lontano muove.
                           Impavidamente il nostro amplesso.
                        Sesso inciso.
Il foro da scuoiare verso l´impossibile.
                    Amorale mi possiedi .
Nessuna pietas.
                                   Ti fai unto nella notte nera.
Soltanto istinto nell´umido imene che
                           cattura sul marmo il lungo sudore.
  Mangiami.
                    Leggero e calzante l´amore dentro la caverna palpitante.
                         A noi dio della carne bollente.
                                              Puoi adesso torturarmi?
In ginocchio montata come un vitello.
                              Pax Fiat.
Nudi fino alla morte.

-artiglium tuus-

 artiglium tuus.

In nomine cunnilingus sanctissimo.  Entrami. Io sono

indegna e maledetta. Molte volte il tuo spermatozoo per inseminarmi.

Lubrificatum mea ficam _caro amante sopravvissuto. Insieme fluttuiamo.

La nostra pantera-sadomaso per resuscitare. Ti piaccio? Ho i miei oggetti da

legare al guinzaglio. Nient´altro. Quasi in piedi non ci reggiamo. Giarrettiera e

stivali di ormoni nei tuoi sensi abbondanti di sborra. Ora mi svuoti la bocca dalla bruciatura

acquosa.

__________________   Bassum ventrum.

                                                    Ti schiavizzo con una succhiata.


 
Francesca Dono

giovedì 28 marzo 2019

Salasso

Francesca Dono
Va bene _ Mr Bloom_ lancia una banconota.
In me la prostituta insoddisfatta. Lo prometto.

ascoltarti mentre infierisco

 
il salasso.
La pienezza della vagina davanti ai tuoi duri testicoli.
Dammi l’uccello Mr. Bloom. Volatile l’oscurità.
Mi sciacquo con la tua sega triviale.
Finiamola_ splendido maiale. Riempimi la bocca d’acquasanta.
Più di tutto l’orgasmo per sbavare e fuggire tra i morsi colati.
Va bene _ Mr Bloom_ lancia una banconota.
In me la prostituta insoddisfatta. Lo prometto.
L’oscurità segreta. Il calco intero sul lenzuolo.
Tutto Mr. Bloom.
 
Francesca Dono

martedì 26 marzo 2019

La vena calda del tuo collo

Franco Arminio

mentre oscillo in te paurosamente:
sono una cosa a metà
tra l’oceano e il verme.


Eros mi scuote
La vena calda del tuo collo
La vena calda del tuo collo
e tu che dici
chiavami
mentre oscillo in te paurosamente:
sono una cosa a metà
tra l’oceano e il verme.
 
Franco Arminio

domenica 24 marzo 2019

ascoltarti mentre infierisco

Francesca Dono
Profondamente adeguata nel piacere del tuo glande.
È tardi ? Ti mordo senza forza per vibrare.
Il mio clitoride argento.

ascoltarti mentre infierisco


ascoltarti mentre infierisco.
Profondamente adeguata nel piacere del tuo glande.
È tardi ? Ti mordo senza forza per vibrare.
Il mio clitoride argento.
Ora sai perché ti odio e bacio dell’ombra
ogni spasimo di foro sospirato.
Meglio il fiele che per noi infuria come un bordello.
Nulla da pronunciare.

Francesca Dono



giovedì 21 marzo 2019

Tout donner

Francesca Dono

L’odore è un succo sciarada.
Lentamente bevo.


Eros mi scuote
Tout donner
Il pube devoto nel buio acre.
Nuda per te. Preferisco devastare.
Mutande leggere e bagnate.
Due seni svitati.
Segnami per amare.
Danza di spade e di natiche.
Carne su carne nel contagio del liquido nutrito.
L’odore è un succo sciarada.
Lentamente bevo.
Fino a penetrare il tramonto sui nostri corpi.
Addio fiato recidivo.
Un gettone similpelle per il pasto consumato.
Succhiami ancora.
Mio caro mistero mortale.
 
Francesca Dono

martedì 19 marzo 2019

Attillato per provocarmi. Mi affascini,

Francesca Dono

Il tormento dell’intimo reggiseno inzaccherato.


Eros mi scuote
Attillato per provocarmi. Mi affascini,
Attillato per provocarmi. Mi affascini,
labbra contro labbra.
Neanche uno sguardo tra i nostri giocattoli erotici.
Prendila, ti dico. La rosa spugnosa.
Il tormento dell’intimo reggiseno inzaccherato.
Prendila, ti dico.
Liberamente la tua protuberanza dentro il ventre
imburrato.
Il buco nero. La tua perfidia su di me
per inchiodare dai capezzoli
il liquido risucchio. Cristo. Tremo.
Pecca. Pecca, mio animale.
 
Francesca Dono
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