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domenica 2 luglio 2017

5. Bordello facebook (La poesia al tempo della rete)


"La poesia al tempo della rete” 5
capitolo finale della raccolta di poesie "Cedi la strada agli alberi"
Franco Arminio




5. Bordello facebook

Qualche tempo fa mi era venuta l’immagine di facebook come di una strada a luci rosse. Ognuno sta in vetrina a esporre la sua merce. Chi mostra i glutei, chi spalanca le cosce. Tutto un susseguirsi di merci che cercano acquirenti nella scabrosa condizione in cui i produttori sono assai più dei possibili compratori. E questo i compratori lo sanno e da lì nasce la figura del compratore sadico, colui che entra nel box, gira intorno alla merce e magari se ne va lasciando semplicemente un commento sarcastico. Non c’è differenza tra chi esibisce la sua gamba monca, l’occhio in cui cigola il delirio, e quelli che fanno finta di stare qui perché vogliono cambiare il mondo, fanno finta di indignarsi, insomma fanno finta di essere scrittori. Facebook è una creatura biforcuta perché porta la scrittura, ma la porta in un clima che sembra quello televisivo. Chi scrive, chi commenta, deve ogni volta decidere da che parte stare, sapendo che da quando abbiamo smesso di credere all’invisibile e al sacro tutto il visibile e il profano non ci basta più, e ci basterà sempre meno.
 
Franco Arminio

  • 1. la poesia
  • 2. il naufragio della letteratura
  • 3. Nuafragio e guarigione
  • 4. l'embargo della poesia
  • 5. bordello facebook


  • sabato 1 luglio 2017

    4. L'embargo della poesia (la poesia al tempo della rete)


    "La poesia al tempo della rete” 4
    capitolo finale della raccolta di poesie "Cedi la strada agli alberi"
    Franco Arminio




    L'embargo della poesia

    Il poeta è quella creatura che non può stare in questo mondo ed è la persona che più ha bisogno delle cose del mondo. La sua è una bulimia spirituale e, proprio perché è spirituale, non conosce limiti e confini.
     
    È molto grave che il mondo abbia dichiarato un vero e proprio embargo verso i poeti. Il mondo dei disperati che vogliono distrarsi odia i disperati che invece cantano la loro disperazione. Fra le tante guerre in corso, strisciante e non dichiarata, c’è quella che vede i poeti come vittime.
     
    Ogni giorno una cenere sottile cade, attimo dopo attimo, sulle spalle degli spiriti più luccicanti. Lo scopo è opacizzare tutto, rendere tutto intercambiabile, omologabile, smerciabile.
     
    Questa è una società totalitaria e come tale non può che essere ferocemente ostile al grido solitario del poeta, alla sua natura irrevocabilmente intangibile. Il poeta è fuori dall’umano e come tale è un pericolo. Gli uomini non possono tollerare che esistano creature che hanno gli occhi, il cuore e le parole, ma che nulla hanno da spartire con loro.
     
    Franco Arminio

  • 1. la poesia
  • 2. il naufragio della letteratura
  • 3. Nuafragio e guarigione
  • 4. l'embargo della poesia


  • mercoledì 17 maggio 2017

    3. Naufragio e guarigione (la poesia al tempo della rete)


    "La poesia al tempo della rete” 3
    capitolo finale della raccolta di poesie "Cedi la strada agli alberi"
    Franco Arminio




    Poesia e guarigione

    C’è un problema quando si hanno rapporti con i poeti. Il problema deriva dal fatto che il poeta è una creatura patologicamente bisognosa di amore. Una creatura in subbuglio con cui non si può mantenere un’amicizia generica e blanda. Col poeta non ci possono essere pratiche attendistiche e interlocutorie, bisogna gettargli in faccia il nostro amore o il nostro odio, bisogna tenerlo ben vivo nella nostra mente, bisogna pensarlo, parlargli delle sue parole, raccontargli le sue storie.
     
    Uno allora può dire: ma a che serve tutto questo? Io penso che alla fine non serva al poeta, perché il poeta non ha mai bisogno di quello che gli viene dato. Penso che tutto questo serva a chi dà, a chi si protende a lenire le varie disperazioni del poeta. L’atto di guarire chiude le ferite, ma solo al guaritore.
     
    Franco Arminio

  • 1. la poesia
  • 2. il naufragio della letteratura
  • 3. Nuafragio e guarigione


  • lunedì 15 maggio 2017

    2. Il naufragio della letteratura (la poesia al tempo della rete)


    "La poesia al tempo della rete” 2
    capitolo finale della raccolta di poesie "Cedi la strada agli alberi"
    Franco Arminio




    Il naufragio della letteratura

    Una volta c’era la letteratura e poi c’erano gli scrittori. Immaginate un mare con i pesci dentro. Adesso ci sono solo i pesci, tanti, di tutte le taglie, ma il mare è come se fosse sparito. È successo in poco tempo, e non ce l’ha comunicato un esperto. Ce ne siamo accorti incontrando un poeta da vicino, parlando con un narratore al telefono. Abbiamo sentito che qualcosa non c’era più. Ognuno ha i suoi libri, le sue parole, sono sparite le strade che mettevano in comunicazione uno scrittore con l’altro, tra chi muore e chi vive non c’è alcuna differenza, non c’è differenza tra chi lotta e chi è vile.
     
    Oggi tra gli scrittori regna una pacata indifferenza e lo spazio vuoto che c’è tra quelli che scrivono accresce lo spazio tra chi scrive e chi legge. La letteratura è una barca che ha fatto naufragio e ognuno coi suoi libri lancia segnali di avvistamento che nessuno raccoglie perché ognuno è impegnato a farsi avvistare.
     
    Le voci non si sommano e non spiccano. La letteratura fa pensare a un’arancia virtuale: a ciascuno il suo spicchio, ma dov’è il succo?
     
    Franco Arminio

  • 1. la poesia
  • 2. Il naufragio della letteratura
  • 3. Nuafragio e guarigione


  • domenica 14 maggio 2017

    1. la poesia ...... (la poesia al tempo della rete)


    "La poesia al tempo della rete” 1
    capitolo finale della raccolta di poesie "Cedi la strada agli alberi"
    Franco Arminio




    La poesia è un mucchietto di neve
    In un mondo col sale in mano.

    La poesia è amputazione.
    Scrivere è annusare
    la rosa che non c’è.
     
    Franco Arminio
    "la poesia al tempo della rete"


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