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mercoledì 20 giugno 2018

Guardami ancora

Franco Arminio in rete

Le parole come piccoli
Inciampi per frenare
Il tempo che va via.


Guardami ancora
Guardami ancora,
Sorridi se mi pensi,
Pensami con le mani
Anche se non mi tocchi.
Fino a quando
Siamo nel mondo
Possiamo parlarci.
Diamoci le parole,
Io faccio parole per te
E tu lei fai per me.
Io spavento
Tu maliconia.
Le parole come piccoli
Inciampi per frenare
Il tempo che va via. Franco Arminio

lunedì 22 gennaio 2018

in che misura possiamo cogliere vera natura dell'altro?



Mi domando se sia realmente possibile capire perfettamente un’altra persona. Anche quando ci sforziamo di conoscere qualcuno mettendoci tutto il tempo e la buona volontà possibili, in che misura possiamo cogliere la sua vera natura? Sappiamo ciò che è veramente essenziale riguardo a quell’altro che siamo convinti di comprendere tanto bene?”

Haruki Murakami
L’uccello che girava le Viti del Mondo.
 

domenica 21 gennaio 2018

In un angolo nascosto della nostra anima



Com’è difficile a volte farsi comprendere, anche da chi ci ama di più. Com’è difficile tirare fuori tutte quelle cose che ci fanno star male e riuscire a vomitare tutte le parole che ci vagano dentro, aspettando di trovare il coraggio per farsi ascoltare.
 
Com’è difficile riuscire a comunicare senza ferire e senza ferirsi, trovare il modo giusto, nonostante la paura di essere fraintesi, di non essere davvero capiti, di essere giudicati.
 
Com’è difficile, a volte, non piangere mentre ci si mette, inevitabilmente, a nudo, parlando di sé.
 
E com’è difficile accettare che non tutto si può dire, che si può essere sinceri ma fino ad un certo punto, che forse bisogna abituarsi a convivere con un piccolo groppo in gola, con un mucchio di parole che di venire fuori proprio non ne vuole sapere.
 
E tutto quello che non riusciamo ad esprimere si deposita lì, in un angolo nascosto dell’anima…

Laura Messina

domenica 31 dicembre 2017

Non capirsi è terribile

Evgenij A. Evtušenko
la tenera tua anima non voglio
mortificare con l’incomprensione,
né con la comprensione uccidere.

Non capirsi è terribile
Non capirsi è terribile
non capirsi e abbracciarsi,
ma benché sembri strano,
è altrettanto terribile
capirsi totalmente.
 
In un modo o nell’altro ci feriamo.
Ed io, precocemente illuminato,
la tenera tua anima non voglio
mortificare con l’incomprensione,
né con la comprensione uccidere.
 
Evgenij A. Evtušenko

lunedì 4 dicembre 2017

Parlarsi

Buenas noches

Puo succedere a volte che una relazione cominci ad essere
percepita e vissuta in modo diverso opposto e divergente.
Allora è giunto il momento di parlarsi prima che
l'ambiguità, l'inganno e la finzione
prendano il sopravvento.
Prima che il filo si ingarbugli e si spezzi.
 

martedì 11 luglio 2017

Parlami

Franco Arminio
Noi non siamo qui per vivere
ma perché qualcuno
deve parlarci.

Parlami,
Parlami,
 
aspetto a carne aperta
che mi parli.
 
Noi non siamo qui per vivere
ma perché qualcuno
deve parlarci.
 
Franco Arminio

domenica 14 maggio 2017

Quando parlavi

Franco Arminio
Siamo qui non per vivere
ma perché qualcuno deve parlarci.

Quando parlavi
Quando parlavi
il mio corpo era carne
a bocca aperta.
Io dal tuo corpo aspettavo
le parole
e continuo ad aspettarle.
Siamo qui non per vivere
ma perché qualcuno deve parlarci. Franco Arminio

venerdì 12 maggio 2017

Dimmilla na parola

Giuseppe Condorelli
Dimmilla na parola
ca mi chiovi u munnu
su non parri.

Dimmilla na parola
Dimmela una parola
che mi piove addosso il mondo
se non parli.
Oggi è bello:
fa subito giorno dentro
le tue braccia.
 
…………
 
Dimmilla na parola
ca mi chiovi u munnu
su non parri.
Aoggi è bbonu:
agghiorna prestu
intra
i to razza.
 
Giuseppe Condorelli

sabato 29 aprile 2017

parlarsi

.....cosa veramente si prova quando qualcuno ti dice qualcosa.
[...]
la difficoltà di capire bene cosa significano le parole che ci vengono rivolte. Come le percepiamo.

Spike Jonze

lunedì 3 aprile 2017

la versione migliore di noi stessi

Buenas noches

Il compito del partner è spingerci a diventare la versione migliore di noi stessi, aprendo una finestra sui nostri difetti e sulle nostre potenzialità
 

 
Alain de Botton

sabato 1 aprile 2017

parlare e ascoltare

Buenas noches

Spesso all’inizio di una relazione crediamo che
il nostro nuovo amore ci comprenda senza bisogno di troppe parole
L’idea che un partner ideale debba istintivamente capirci
è una supposizione pericolosa per la coppia
e diventare adulti significa anche smettere di credere che
qualcun altro possa leggerci nel pensiero
 

 
Alain de Botton
In una relazione sentimentale dobbiamo diventare più bravi a comprendere il divario tra ciò che una persona dice e ciò che intende davvero
La maggior parte delle volte dietro un atteggiamento dispotico si nasconde una richiesta d’affetto. In altre occasioni, invece, siamo dolci per non affrontare una realtà negativa

Sediamoci e parliamo

Roberto Rebora
entriamo dove c'è
un paesaggio di forme conosciute
una camera con cose delle quali
ho già detto una volta
quando ho compiuto il gesto di arrivare...


Sediamoci e parliamo
Sediamoci e parliamo
giro la chiave della porta
entriamo dove c'è
un paesaggio di forme conosciute
una camera con cose delle quali
ho già detto una volta
quando ho compiuto il gesto di arrivare...
non è tana o rifugio
o il luogo dove un vecchio si ferma
forse è una sosta di quiete e di silenzio
muri con una finestra la' in fondo.
Entriamo dunque e sediamoci
non manca nulla
neppure lo sgomento
e la gioia che gioca con le ombre
e l'evidenza splendente degli enigmi
e le risposte non date
e l'attesa ancora
e la serenità anche
timorosa tentatrice...
Lo so che per ripetere
sei venuta voce di domani
che nasce dal semibuio del passato...
procediamo non soli
con una morte sconosciuta accanto... 
conosciamo di noi sempre altro
volti che affiorano
e il sussurrio ritrova
sillabe non disperse nel tempo.
Se riposo a volte
sento gridare aspetta
e riconosco chi grida
ed altri che verranno...
siamo pronti forse
a risponderci pacatamente.


Roberto Rebora

Per riuscire a parlarsi

Per riuscire a parlarsi, bisogna prima andare a letto insieme, aveva dichiarato. Il suo dono era di instaurare subito una sensazione di di intimità, di fiducia, che andava al di la dei corpi.

Ricardo Piglia
[ Solo per Ida Brown ]

Sottovoce

Beatrice Niccolai

ch’è stato come rubare all’anima
quello che la voce mai direbbe.


Sottovoce
Sottovoce ci siamo detti le cose migliori,
ch’è stato come rubare all’anima
quello che la voce mai direbbe. 

Sottovoce volano i gesti migliori
e girando, 
decantando dal calice delle mani,
sul fondo di quel che rimane,

-riflette nel gioco dei ricordi del cuore-
il nostro volto migliore.

Beatrice Niccolai


venerdì 31 marzo 2017

saltellare da una relazione all'altra

Per secoli le ragioni che hanno guidato la scelta del partner sono state pratiche e razionali: un’ascesa economica o sociale, ad esempio.
Solo negli ultimi decenni hanno preso il sopravvento l’istinto e i sentimenti, un passaggio pericoloso
La cultura del dating fa si che saltelliamo da una relazione all’altra alla ricerca della persona giusta, e quando l’abbiamo trovata pretendiamo che tutto funzioni alla perfezione spaventandoci davanti agli ostacoli
Non sappiamo dialogare né tanto meno spiegare noi stessi in un modo che non faccia arrabbiare il partner
un po’ perché siamo pigri ma anche perché non capiamo noi stessi innanzitutto

Chi ama vuole solo che l’altro sappia dire cosa sente davvero

Alain De Botton

 

sabato 18 marzo 2017

Oggi i miei occhi possono parlare

Maria Ines Lopez

Invece oggi la mia gola
È piena di un profondo silenzio
Tutta coperta dai
Riflessi della memoria

Oggi i miei occhi possono parlare

Oggi i miei occhi possono parlare 
Con il linguaggio delle stelle 
E dire quello che loro 
Dicono ogni notte al mare. 

Oggi le mie labbra possono parlare 
Con il linguaggio delle rose 
E dire quello che loro 
Dicono all'alba chiara 

Oggi le mie mani possono parlare 
Con il linguaggio degli uccelli 
E dire lo stesso preludio 
Che gorgheggiano alla frutta. 

Oggi la mia pelle può parlare 
Con il linguaggio della terra 
E dire quello che lei 
Grida con la forza del vulcano. 

Oggi posso parlarti in mille modi 
Senza dover sforzare la gola 
Oggi posso parlarti dall'inizio 
Fino alla fine con tutta l'anima. 

Invece oggi la mia gola 
È piena di un profondo silenzio 
Tutta coperta dai 
Riflessi della memoria


Maria Ines Lopez

domenica 26 febbraio 2017

Perchè abbiamo paura delle parole

Nazik al Mala’ika

Perché abbiamo paura delle parole?
Se una volta le loro spine ci hanno ferito,
hanno anche avvolto le loro braccia attorno al nostro collo
e diffuso il loro dolce profumo sui nostri desideri.


canto d'amore per le parole
Perché abbiamo paura delle parole
quando sono state mani dal palmo rosa,
delicate quando ci accarezzano gentilmente le gote,
e calici di vino rincuorante
sorseggiato, un’estate, da labbra assetate?
 
Perché abbiamo paura delle parole
quando tra di loro vi sono parole simili a campane invisibili,
la cui eco preannuncia nelle nostre vite agitate
la venuta di un’epoca di alba incantata,
intrisa d’amore e di vita?
 
Ci siamo assuefatti al silenzio.
Ci siamo paralizzati, temendo che il segreto possa dividere le nostre labbra.
Abbiamo pensato che nelle parole giaceva un folletto invisibile,
rannicchiato, nascosto dalle lettere dalle orecchie del tempo.
Abbiamo incatenato le lettere assetate,
vietando loro di diffondere la notte per noi
come un cuscino, gocciolante di musica, sogni,
e caldi calici.
 
Perché abbiamo paura delle parole?
Tra di loro ne esistono di incredibile dolcezza
le cui lettere hanno estratto il tepore della speranza da due labbra,
e altre che, esultando di gioia
si sono fatte strada tra la felicità momentanea di due occhi
inebriati.
Parole, poesia, teneramente
hanno accarezzato le nostre gote, suoni
che, assopiti nella loro eco, colorano una frusciante,
segreta passione, un desiderio segreto.
 
Perché abbiamo paura delle parole?
Se una volta le loro spine ci hanno ferito,
hanno anche avvolto le loro braccia attorno al nostro collo
e diffuso il loro dolce profumo sui nostri desideri.
Se le loro lettere ci hanno trafitto
e il loro viso si è voltato stizzito
ci hanno anche lasciato un liuto in mano
e domani ci inonderanno di vita.
Su, versaci due calici di parole.
 
Domani ci costruiremo un nido di sogno di parole,
in alto, con l’edera che discende dalle sue lettere.
Nutriremo i suoi germogli con la poesia
e innaffieremo i suoi fiori con le parole.
Costruiremo un terrazzo per la timida rosa
con colonne fatte di parole,
e una stanza fresca inondata di ombra,
protetta da parole.
 
Abbiamo dedicato la nostra vita come una preghiera
chi pregheremo… se non le parole?
Nazik al Mala’ika

sabato 18 febbraio 2017

Le parole

Eugenio De Andrade

Sono come un cristallo,
le parole.
Alcune, un pugnale,
un incendio.
Altre,
rugiada appena.

Le parole

Sono come un cristallo,
le parole.
Alcune, un pugnale,
un incendio.
Altre,
rugiada appena.

Segrete vengono, piene di memoria.
Insicure navigano:
barche o baci,
agitano le acque.

Abbandonate, innocenti,
leggere.
Tessute sono di luce
e sono la notte.
E persino pallide
ricordano ancora verdi paradisi.

Chi le ascolta? Chi
le raccoglie, così,
crudeli, disfatte,
nei loro gusci puri?



 AS PALAVRAS

São como um cristal,
as palavras.
Algumas, um punhal,
um incêndio.
Outras,
orvalho apenas.

Secretas vêm, cheias de memória.
Inseguras navegam:
barcos ou beijos,
as águas estremecem.

Desamparadas, inocentes,
leves.
Tecidas são de luz
e são a noite.
E mesmo pálidas
verdes paraísos lembram ainda.

Quem as escuta? Quem
as recolhe, assim,
cruéis, desfeitas,
nas suas conchas puras?   


Eugenio De Andrade

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