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giovedì 30 gennaio 2020

la memoria del cuore

Buenas noches



Era ancora troppo giovane per sapere che la memoria del cuore elimina i brutti ricordi e magnifica quelli felici, e che grazie a tale artificio riusciamo a tollerare il passato.
 
Gabriel García Márquez



 

martedì 29 ottobre 2019

un singolo attimo lucido





Teresa sapeva che il processo mnemonico non è riproduttivo, ma ricostruttivo. Aveva imparato che per ricordare il cervello ricostruisce ciò che ha vissuto. E ricostruendo, la mente può inconsapevolmente aggiungere tasselli che nulla hanno a che fare con la verità. Per stress, per suggestione. Per rispondere all’idea preconcetta che una persona si è fatta di una situazione.

Tutti quegli aspetti costituiscono il vizio dei processi mnestici, un deficit che il cervello contiene creando falsi ricordi.

lI ricordo non è altro che un singolo attimo lucido, registrato dalla mente in modo incidentale, contornato da tanti altri fuori fuoco.

Ilaria Tuti - - - Ninfa dormiente


venerdì 18 ottobre 2019

non hanno neppure una reale autobiografia





Alla fine i soggetti ambigui, non avendo una reale identità
non hanno neppure una reale autobiogravia
non sono in grado di raccontarsi
come non sono in grado di rappresentarsi

Riccardo Dalle Luche, Simone Bertacca


giovedì 17 ottobre 2019

dimentica ciò che vuole

Buenas noches




La mente è subdola
dimentica ciò che vuole e ricorre a immagini ingannevoli
 
Gioconda Belli
Le febbri della memoria
Perchè ci accaniamo a tenere in vita
il nostro cadavere?

domenica 22 settembre 2019

se non siamo consapevoli non possiamo definire la nostra identità





Noi, infatti, non potremmo dichiarare la nostra identità, definirla come Io, se non avessimo la possibilità di riconoscere come “nostri” comportamenti, pensieri e sentimenti che ci appartengono intimamente.

Contemporaneamente, però, non potremmo neppure riconoscere il mondo se il ricordo non ci fornisse quelle basi solide sulle quali erigiamo relazioni fra gli oggetti, incaselliamo eventi e situazioni che altrimenti ci apparirebbero costantemente nuovi e sconnessi, simili ad apparizioni rapide e discontinue. La realtà, dunque, nasce dalla memoria.

l’aspetto più importante non riguarda la verosimiglianza dei nostri ricordi con la realtà e non ha una grande importanza se il nostro racconto sia più o meno conforme ai fatti, così come sono realmente accaduti, ma riguarda ciò che ricordiamo di aver fatto, le motivazioni che ci hanno spinto ad agire, piuttosto che le azioni stesse;

le situazioni nelle quali abbiamo scelto determinati comportamenti, piuttosto che i comportamenti stessi, cioè il “che cosa” abbiamo fatto; il tessuto relazionale sul quale abbiamo agito, piuttosto che il semplice rapporto con questa o con quella persona.



Giacomo Dallari






L’identità deriva quindi dalle scelte, consapevoli o meno, che una persona fa all’interno di un sistema che si va strutturando nel tempo e, soprattutto, in funzione degli altri. E tali scelte sono la risultante di un processo nel quale la memoria ricopre un ruolo dominante e funzionale. Nel rapporto fra memoria e identità non va quindi sottovalutato il fatto che nel corso della nostra esistenza ricopriamo ruoli differenti, abbiamo cioè molte identità dissimili, ausiliarie e aggiuntive e, in definitiva, possediamo diverse memorie di noi stessi.

Giacomo Dallari


identità





Identità:
"identità individuale, intesa come insieme di credenze, valori, atteggiamenti e inclinazioni che contribuiscono a strutturare la personalità di ciascuno"
Se non riusciamo a costruire una idenità profonda e consapevole
la nostra memoria sarà labile e instabile
non saremo capaci di sentimenti profondi
saremo preda dell'inconscienza, dell'instabilità e della manipolazione.



domenica 12 maggio 2019

Si scava una parola


Raffaela fazio

LA DISTANZA: SPAZIO, TEMPO, INTERIORITÀ



21. - La poesia stessa accorcia la distanza tra presente e passato, perché è un modo di vivere il tempo che privilegia due aspetti: attenzione e cura. Attenzione a non perdere di vista il presente, sotto la tirannia di ricordi o di aspettative. E cura nel trasformare l’evento in esperienza, creando un legame tra gli istanti più forti.



Si scava una parola

Si scava una parola
come nel tufo 
una nicchia 
che accolga cari 
simulacri.
Nasce dal vero
l’immagine amata
e dal corpo assente
il verso
che lo invoca, che tenta 
di farsi nel tempo

         compenso 

                     riparo.


Raffaela fazio

Attenzione e cura, così nella poesia. così nell'amicizia. La lealtà impone di preservare il passato e il futuro dallo svilimento e dalla distruzione.

giovedì 2 maggio 2019

Il passato non resiste ( la distanza - 18 )


Raffaela fazio

LA DISTANZA: SPAZIO, TEMPO, INTERIORITÀ



18. - Ogni singolo evento del passato esiste unicamente nella rilettura che ne fa il presente, luogo da cui lo sguardo spazia.



Il passato non resiste

Il passato non resiste.
Nessuno dei suoi angoli
rimane, solo
l’arco  
su cui insiste:
dosso di terra
aderente al nostro passo.
Da qui
si avvista l’orizzonte.
Perché il passato
(se esiste)
è quest’assenza
che riempie l’aria
incrina serpentina
il cielo
preme convessa.
È il temporale
che lampeggia
che corteggia
la circonferenza
ma poi non si avvicina.


Raffaela fazio


domenica 31 marzo 2019

La memoria ci guida fino all’alba

Raffaela Fazio
come mai si arriva
a un luogo dell’infanzia.

La memoria ci guida fino all’alba

 
La memoria
ci guida fino all’alba
poi rallenta.
Il tempo degli eventi
la distanzia.
 
E la sua narrazione
è un desiderio
a cui si torna
senza mai arrivare
 
come mai si arriva
a un luogo dell’infanzia.
 
Raffaela Fazio

domenica 27 gennaio 2019

cosí tanto da ricordare


Nevada (racconti)

Claire Vaye Watkins









In Duello al sole Pearl Chavez domanda:
«Oh, Vashti, perché sei cosí lenta?».
«Non lo so per certo, Miss Pearl, se non che ho sempre cosí tanto da ricordare».
 
Nevada (racconti della frontiera)



lunedì 12 novembre 2018

fingere che siamo immuni dallo spiritp di vendetta in ogni racconto che in qualche modo ci riguarda


Il dono di saper vivere

Tommaso pincio








Mi sono lasciato prendere la mano e ho finito per restituire ai fatti il loro giusto peso o, per meglio dire, il giusto peso secondo la mia prospettiva.
[...]
Nel dire la memoria è come il coraggio militare, Stendhal intendeva che esplorando il passato non bisogna aggirare nulla ma guardare le cose per come sono, senza aggiustarle. Spesso però, per non dire sempre, quando indaghiamo un fatto lo troviamo già aggiustato. Vi arriviamo come fosse la scena di un crimine: qualcuno ci ha preceduto, ha ucciso o rubato o magari ha semplicemente inquinato le prove, e a noi non resta che fare i conti con qualcosa già diventato memoria, verità plasmata, aggiustata. A volte la persona che ci ha preceduto – l’assassino o l’inquinatore – non siamo altri che noi stessi, perché agiamo come per un istinto: anche quando non vogliamo o non crediamo di farlo la nostra mente racconta, modella i fatti, gli dà un verso, sicché al momento di prenderli di petto con la parte consapevole di noi stessi ci ritroviamo con la verità già uccisa e la scena del crimine inquinata. Non sempre siamo abbastanza perspicaci da capire le nostre responsabilità di un tale stato di cose, ma è un intralcio secondario. Conta quel che ci troviamo davanti, conta quanto la scena del crimine corrisponda all’idea che ce ne siamo fatti, alla nostra ricostruzione.
 
Succede allora che spesso crediamo di ricordare, quando invece ci stiamo soltanto vendicando degli eventi (dandogli il verso che avremmo voluto prendessero) o di come sono stati raccontati (dandone la versione che piú ci torna).
 
Forse è un aspetto che Stendhal non prendeva in considerazione, ma è indubbio che tra le ipocrisie intollerabili per la memoria vi sia pure quella di fingere che non sia cosí, che siamo puri, immuni allo spirito di vendetta che serpeggia sottotraccia in ogni tentativo di ordinare le cose nel ricordo e, fatalmente, in ogni racconto che in qualche modo ci riguarda.
 
Tommaso Pincio

tacere parlare.....

venerdì 18 maggio 2018

se non ci sei

HEINZ KAHLAU
Non si può dimenticare il tuo volto.
A volte è la vicinanza a farci dimenticare
la bellezza.

Se non ci sei

 
Se non ci sei,
ho sempre
quel che hai detto
e ho il tuo volto.
Delle tue parole
 
conservo più a lungo
quelle sommesse.
Quasi soltanto il loro suono,
il loro carezzare.
Poi ci sono quelle
che fanno male,
– difficili da dimenticare.
 
Dei colloqui rimarrà
solo quanto era nuovo per noi.
Dove i pensieri si incontravano.
Lì il tono della tua voce è
poco femminino,
molto umano.
 
Non si può dimenticare il tuo volto.
A volte è la vicinanza a farci dimenticare
la bellezza.
 
HEINZ KAHLAU

mercoledì 9 maggio 2018

Nessuno vede con nitidezza

Buenas noches

Nessuno vede con nitidezza ciò che non ha più davanti,
anche se è appena accaduto o aleggiano ancora nella stanza
l'aroma o lo scontento di chi si è allontanato
 
Javier Marias
  • Berta Isla

  • domenica 21 gennaio 2018

    La cose false spariscono (finisce una storia IV)


    Finisce una storia - IV
    “Cos’è cambiato, cosa non è cambiato?” disse sottovoce.
    [...]
    “Certe cose sono sempre più vere di altre. Mi chiedevo se questo, in futuro, sembrerebbe molto vero. Capisci?”
    [...]
    “Le cose false spariscono.”
    [...]
    “Mi spiacerebbe moltissimo se tutto questo si cancellasse dalla memoria.”
     
    E' sempre con noi.

    Richard Ford
    Infiniti peccati [racconti]
    - ( Dominion )
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