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martedì 24 settembre 2019

Nessuno ci lascia mai veramente

L'AMORE E I SUOI MIRACOLI


L’amore alto deve per forza essere possessivo, geloso?
Esiste una furia amorosa che ci porta a volere l’altro non tutto per noi ma tutto per noi e per gli altri?
Questa mi pare una zona cruciale della nostra vita sentimentale personale e collettiva. Forse le confezioni in cui mettiamo normalmente l’amore, a cominciare dal matrimonio, devono essere riviste.
Una bottiglia è un posto adatto per un liquido, ma non per una nuvola.
Tutti noi abbiamo fatto e abbiamo avuto dichiarazioni amorose improvvisamente smentite.
Non è che siamo disonesti, è che dovremmo prendere atto che noi non siamo la cosa che diciamo, noi vorremmo essere la cosa che diciamo, almeno in quel momento, poi l’umore si aggroviglia, guardiamo l’altro da un altro punto del corpo.
Forse è arrivato il momento di capire che la serietà dell’amore è anche accettare il suo essere poggiato sull’acqua. Siamo pesci in un acquario, abbiamo mosse dolci e mosse brusche in cui ci ritiriamo, passiamo ad altro.
Sono fantasie gli avvicinamenti, ma sono fantasie anche gli allontanamenti.
Nessuno ci lascia mai veramente, così come non si muore mai veramente.
 
Io non credo alla reincarnazione per il semplice fatto che non ce n’è bisogno, si rimane al mondo, ma si rimane al mondo in una forma che non ci è dato immaginare.
La cosa importante è tenere larga la vita e tenere largo l’amore.
Incontrarsi per non restare nel punto in cui siamo, ma per muoverci, per guardare il fondo e per guardare in alto. Furia, ma anche quiete, trasgressione, ma anche il buon filo delle abitudini.
In amore non è che puoi trovarti tra le braccia più di quello che ci metti. Non è che puoi fare il pane senza la farina.
Forse il grande errore sta nel pensare che c’è una forma in cui dobbiamo entrare.
E invece la forma è provvisoria, l’intimità è sempre un viaggio, uno sbilanciamento, una falla che non ci fa affondare, ma da cui dobbiamo uscire. È un miracolo incontrare gli altri, ma anche i miracoli non sono tutti belli, dobbiamo capire i miracoli che ci riguardano, quelli che a cui possiamo credere.
 
Franco Arminio


domenica 31 marzo 2019

non esiste “un’arte” di cadere in amore





-Mi è piaciuta moltissimo la citazione iniziale del suo libro:
“L’arte di cadere non esiste quando si ama. Si cade e basta. Verso l’alto, nell’abbandono. Verso il basso, nel distacco. E sempre c’è una parte di noi che ci lascia. E sempre quella che resta rinasce, ad altezze diverse”.
Erich Fromm
Il suo titolo è effettivamente “L’arte di cadere”: nonostante lei dica che non esista un’arte di cadere in amore, crede che forse ciascuno possa trovare un’arte personale nel cadere, un’arte in parte voluta dal caso ed in parte costruita da sé?
 
-Come ho scritto, per me non esiste “un’arte” di cadere in amore. Essendo l’amore un salto, un rapimento, un entrare in una dimensione che sfugge al nostro controllo, la caduta non può essere prevista, calcolata. La caduta è verso il basso o verso l’alto. La caduta verso il basso è quella che fa male, è la caduta al negativo, è il distacco, il recidersi di un filo che tiene uniti e che tiene unito il senso. Diversa e bellissima è la caduta verso l’alto, che è quella dell’abbandono, nell’andare oltre se stessi (staccandosi da se stessi), verso ciò che non è circoscrivibile. È l’abbandono di chi s’innamora, di chi crede, di chi si affida alla Vita. Verso il basso o verso l’alto, la caduta è comunque un dinamismo vitale che innesca un cambiamento, introduce una rinascita. In fondo, nel mio libro, forse è proprio questo che volevo dire: non bisogna temere la caduta. La caduta avviene se deve avvenire: non può essere né ricercata, né evitata. Ecco perché non esiste l’arte di cadere e chi vuole trasformare il cadere in un’arte, non vive realmente. E volevo dire anche questo: la caduta è solo un inizio. Non esiste l’arte di cadere. Ma esiste l’arte di rialzarsi e di continuare ad amare. Questa sì, è un’arte che la vita stessa ci permette di affinare, con l’aiuto del caso, ma soprattutto con il ripetersi delle nostre scelte e anche dei nostri sbagli.

intervista a Raffaele Fazio


giovedì 4 gennaio 2018

ti senti in trappola e non sai come uscirne


Vedere le cose come sono

 

 
Le cose stanno così:
tu eri infognata in una storia dolorosa di umiliazioni e dipendenza.
Lui era il classico bastardo e pure stronzo che ti usava per il suo piacere, e godeva nel farti soffrire. E più ti prostravi più ti umiliava e ti tradiva.
In quei momenti di sofferenza qualcuno ti è stato vicino ha cercato di consolarti e di tirarti su. Si dice che ti abbia raccolto con il cucchiaino.
Così per gratitudine hai fatto lo sbaglio più grande della tua vita: te lo sei sposato. Hai sposato un uomo che non ami. Lo hai fatto per pietà, per la dedizione con cui ti è stato vicino.
 
Prima o poi doveva succedere, hai sentito attrazione verso un altro, lo desideri e ne sei infatuata (meglio non usare la parola "innamorata", giacché non sembri capace di governare i tuoi sentimenti). Sei attratta da lui ma trovi tutte le scuse per non andarci a letto. Gli dici che ti manca che lo pensi che prima o poi farete l'amore per non rimpiangerlo tutta la vita.
 
Intanto tuo marito reclama e rivendica i diritti matrimoniali: scopare, fare un figlio, trasferirti a casa.
 
La verità è che non vuoi fare l'amore con il tuo amante perché temi che ciò ti costringerebbe a vedere le cose come sono. Hai paura di dover ammettere a te stessa che non ami tuo marito, verità che continui a rimuovere, ti senti in trappola e non sai come uscirne.
Prima o poi dovrai trasferirti da lui, prima o poi dovrai fare un figlio. Tu non lo ammetti ma nelle notti insonni, provi questa sensazione terribile, come di chi ha segnato il suo destino, un destino crudele, e non sa, non ha la forza per cambiarlo.
 
Juan Pedroso



lunedì 27 novembre 2017

i regali non conferiscono alcun diritto.



Contro i confidenziali.
Persone che ci regalano la loro piena fiducia credono con ciò di aver diritto alla nostra. Il loro è un ragionamento sbagliato; i regali non conferiscono alcun diritto.

Nietzsche, "Umano, troppo umano".

domenica 22 ottobre 2017

perché dovrebbe desiderarci colui che ci turba o ci accende e per le cui ossa e carni ci sentiamo morire?


Così ha inizio il male

Javier Marias








«Quanto ci cambia una reazione avversa, – pensai, o penso di aver pensato anche se non con queste parole esatte, ricordando quel momento da un’altra età. – Quanto ci abbatte un rifiuto, e quanto potere accumula colui al quale lo concediamo, in realtà nessuno può prendersi una simile libertà se non siamo noi a dargliela o a conferirgliela, se non siamo disposti a adorare o a temere, se non aspiriamo a essere amati o a ricevere una costante approvazione, ogni aspirazione di questo tipo è un tratto di vanità ed è la vanità a indebolirci e renderci inermi: allorché non si vede confermata o soddisfatta dà inizio alla nostra distruzione e vi si applica giorno dopo giorno e ora dopo ora, ed è cosí naturale che ciò accada, che l’insoddisfazione predomini e regni sin dal principio, o dai nostri primi passi, o prima o poi nel corso della vita…
 
Perché mai dovrebbe amarci colui che noi stessi indichiamo con dito tremante? Perché proprio lui, come se fosse tenuto a obbedirci? O perché dovrebbe desiderarci colui che ci turba o ci accende e per le cui ossa e carni ci sentiamo morire? A quale scopo una simile coincidenza?
 
E quando ciò avviene, a che serve che duri cosí a lungo? Perché persevera qualcosa di tanto fragile, quasi tenuto su con gli spilli, il piú strano dei sodalizi? L’amore corrisposto, la lascivia reciproca, l’ardore vicendevole, gli occhi e le bocche che si cercano nel medesimo istante e i colli che si allungano per scorgere l’eletto tra la folla, i sessi che aspirano a congiungersi piú e piú volte e quello strano gusto per la ripetizione, tornare allo stesso corpo e tornarci e ritornarci…
 
È normale che quasi nessuno incontri la persona giusta, e se esistono cosí tante coppie che si suppone si amino, in parte è per imitazione ma soprattutto per convenzione, oppure perché quello che dei due ha scelto ha imposto la sua volontà, ha persuaso, ha indotto, ha spinto, ha costretto l’altro a fare ciò che l’altro non era sicuro di voler fare e a percorrere un cammino lungo il quale mai si sarebbe avventurato senza essere sospinto, scortato, guidato; mentre il lusingato, il corteggiato, colui che si è addentrato nella sua nube, si è lasciato a poco a poco trascinare.
 
Ma non si vede perché una cosa simile debba durare, l’incantamento e la nebulosità finiscono, il sedotto si stanca o si sveglia, e allora a colui che l’ha costretto non resta che disperarsi e rimanere sgomento e vivere nell’ansia, tornare a lavorare se ne ha ancora le forze, montare la guardia alla porta e pregare e implorare notte dopo notte e sentirsi alla mercé dell’amato.
 
Nulla ci espone o ci rende schiavi tanto come la pretesa di tenere legato a noi colui che abbiamo scelto e inverosimilmente si è presentato all’appello del nostro tremulo dito, come se avessimo diritto a un miracolo o come se la nostra designazione fosse legge; non c’è motivo perché ciò debba mai ripetersi…»
 
Javier Marias



lunedì 9 ottobre 2017

un’amicizia estremamente pratica

Buenas noches

Il loro era un rapporto caratterizzato da un’amicizia
estremamente pratica e densa di scetticismo.

Il loro rapporto, come ho già detto,
era basato sullo scetticismo ma sufficientemente profondo
 
John Cheever

domenica 20 agosto 2017

Se un uomo non capisce la dimensione di una donna, merita di essere tradito una e mille volte

Efraim Medina Reyes

Non credo nella fedeltà come una regola o un argomento, credo nella possibilità che l'amore abbia sempre la possibilità di sorgere o inventarsi.
Tradire ed essere tradito è parte essenziale della vita emozionale e mi risulta grottesco e patetico quando si sopravvaluta il tradimento amoroso se chi lo esercita è una donna e si esalta ed eleva a prodezza se chi tradisce è un uomo.
L'amore è una forma di comunicazione e di conoscenza del mondo attraverso quello che sentiamo per chi amiamo e di noi stessi attraverso lo sguardo di chi ci ama.
Se un uomo non capisce la dimensione di una donna, merita di essere tradito una e mille volte. Fu la disubbidienza della donna quella che di buon ora ci tirò fuori dagli artigli di un Dio asessuato e dal suo noioso Paradiso. È questa disubbidienza il maggiore tesoro della donna e non deve rimanere mai servile, deve affrontare l'uomo come fece con Dio.
L'amore non può essere un ticket di ritorno al Paradiso, deve essere delirante e squilibrato, deve portare alla vertigine e al naufragio. Deve renderci liberi dalla nostra ipocrita moralità e liberi dall'amore per tornare ad amare.
 
da Gli Infedele Vol. 1...
     Efraim Medina Reyes
scrivere,

venerdì 11 agosto 2017

Non senza corrispondenze


E ora
Nessun sorriso
senza gioia


 
Non senza corrispondenze

E ora
Nessun sorriso
senza gioia
Nessun bacio
senza amore
Niente più effusioni
senza corrispondenze
 
E' ora

D.N. 8/8/2017


lunedì 24 luglio 2017

sei sicura ?

Poesie dell'Adolescenza
Hai detto: sei sicura?

Hai detto: sei sicura? Perchè Dani,
devi essere veramente sicura di
quello che stai facendo...
 
e lì..
il mio cuore s'è frantumato
nelle tue parole..
e la mia anima ha sobbalzato
dal dolore!
 
Ora ti posso rispondere..
no, non sono veramente sicura!
 
D.N. *** 12/2/85

sabato 22 luglio 2017

Come è triste!

Buenas tardes

Crediamo di conoscere una persona, di capirla,
e abbiamo la presunzione di poterle dare dei consigli.
Come è triste accorgersi un giorno che no,
non siamo stati mai capaci di capirla.
 


non farti illusioni


Non farti illusioni, il fatto che una donna succhi il tuo cazzo non significa che tu abbia qualche potere su di lei e che non stia per lasciarti proprio in quel momento. Devi solo sapere che lei ha succhiato già tanti cazzi e può ancora succhiarne mille di più.
 
Essendo obiettivo, posso dire che il mio cazzo è magnifico, ma non ho mai ottenuto da lui più di quanto i cazzi magnifici riescono a ottenere e non credo che a nessuna ragazza stia mancando il mio cazzo ora.
 
Efraim Medina Reyes [Gli Infedeli Vol. 1 Atto di pudore]


venerdì 21 luglio 2017

Sullo sfondo dei tuoi versi


lettere immaginarie

 

 
Sullo sfondo dei tuoi versi ho sentito
il nostro respiro
e l'affanno
 
La poesia è la trama sottile e invisibile
di una storia
l'ancora che ha evitato il naufragio
della dimenticanza
dove il tempo perduto viene risucchiato
 
Juan Pedroso



del diavolo è meglio non fidarsi, è il principe dei tarli.


E se non fosse vero? Se volesse ingannarmi?
Il tarlo s’insinua facilmente, è più forte dell’atto di fiducia, perché asseconda i sistemi difensivi, l’abitudine a far vincere il peggio, come ci fosse qualcosa che spinge verso il basso: a pensar male, diceva il divo Giulio, s’indovina sempre.
 
Giorno dopo giorno, accumuli sospetti, contamini col dubbio prima un rapporto, poi l’altro, e l’altro ancora. Ti ritrovi da solo, incapace di parlare anche con te, perché il prossimo tuo è come te stesso, e se diffidi di lui, finirai con l’auto diffidarti.
 
Che fare? ti chiedi. È semplice: comincia a invertire la rotta, a credere ogni volta che saresti tentato del contrario. Cos’hai da perdere? Negando la fiducia, smarrisci il bello e il buono della vita, sprofondi nel livore che nutre la tua ulcera, rinunci a vivere, perché in mancanza di fede non c’è vita.
 
Ma puoi ricominciare: il vero Io ti aspetta, come un bambino che crede alla promessa del papà, anche se tarda. Fidarsi è dire a satana che hai deciso di cambiare strada: non c’è bisogno di aggiungere che seguirai Gesù, del diavolo è meglio non fidarsi, è il principe dei tarli.
 
Fabrizio Centofanti [short stories]

La poesia e lo spirito -> short stories

sabato 8 luglio 2017

conversare con una donna

Franco Arminio
baciarla
può bastare
per arrivare nel profondo
nel deserto di ogni mio secondo.

Conversare con una donna
Conversare con una donna
baciarla
può bastare
per arrivare nel profondo
nel deserto di ogni mio secondo.
ma insisto in questa fuga
verso il nulla, voglio arrivare
al deserto che c’era
prima che dio facesse il mondo.
 
Franco Arminio

Non regge la forma umana del nostro sentire gli altri, del nostro amarli


Noi diamo agli altri sempre una parte di noi stessi anche quando ci sforziamo in ogni modo di dare tutto, di andare oltre. Anche nell’amore più vivo, più infiammato rimane qualcosa in noi che non ci lascia, che non prende la via dell’altro. E così fanno anche gli altri con noi. Ci accolgono, ci sorridono, ci fanno grandi promesse, ma poi tramonta il sole, arriva la notte, poi c’è il giorno dopo. Sono anni che penso alla macchina di demolizione che è il giorno dopo.
[...]
E invece niente, il giorno dopo cadono i ferri dalle mani, l’intreccio è perduto, il filo spezzato. Accade così anche negli incontri d’amore. Ogni volta proviamo a raccontare il nostro guasto per intero, proviamo a raccontare il nostro naufragio senza fine. Sembra che veniamo accolti, ma qualcuno vuole asciugarci un braccio, qualcun’altro vuole asciugarci un piede.
 
Quello che non pare possibile tra esseri umani è essere presi interamente. Solo la morte ci prende interamente, non scarta niente di noi.
[...]
In me c’è un sogno, uno solo, è il sogno di incontrare una persona con cui è possibile sfasciarsi assieme. Il mio è il sogno di un amore disumano. Non è questione di fedeltà, di assiduità, di coerenza. Non è neppure questione di rispetto, di attenzione per l’altro. In questo fiume siamo sassi aguzzi, coccodrilli a bocca aperta, siamo spine negli occhi. Io continuo ad avanzare, a proporre il mio sogno. So che è incomprensibile.
[...]
Non regge la forma umana del nostro sentire gli altri, del nostro amarli, del nostro tradirli. Non abbiamo più consistenza e non sappiamo accogliere l’inconsistenza. Ci annoia la coerenza e ci indigna l’incoerenza. Siamo delle bestie che non possono usare la loro ferocia, degli angeli che non possono usare le loro ali. Abbiamo messo noi stessi e la vicenda umana in uno spazio piccolo e senza luce. Per uscire, per avere ancora terra e cielo dentro e davanti a noi, adesso dobbiamo celebrare la nostra fine, chiudere col fiocchetto della morte questo lungo disordine che chiamiamo vita e vedere se resta qualcosa, vedere se c’è un oltre, se c’è un prima, se c’è qualcosa al fianco dell’umanità che abbiamo trascurato, qualcosa in cui versare il sacchettino della nostra avventura.
 
Franco Arminio
La forma umana non regge più link esterno
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