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venerdì 14 ottobre 2016

Chiamala curiosità

Riletture:
Murakami Haruchi
[...]
Una parte del mio cuore gli appartiene. Al tempo stesso, però… al tempo stesso c´è in me il forte desiderio di conoscere altro, di provare altro. Chiamala curiosità, o voglia di mettermi alla prova…

     Murakami Haruchi

Uomini senza donne

lettere a Josep Bartolì

mercoledì 23 marzo 2016

domenica 20 marzo 2016

lunga diversione

– Senti, – disse poi, – voglio dirti la verità: oltre ad Aki, ho un altro. Un ragazzo del mio stesso club di tennis, uno del terzo anno.
Questa volta fui io a restare in silenzio.
– Ad Aki voglio molto bene. Non credo che potrei nutrire per un altro il sentimento profondo e istintivo che ho per lui. Stare lontana da Aki mi addolora, fisicamente, mi provoca delle fitte nel petto. Come quando si ha un dente cariato. Sul serio. Una parte del mio cuore gli appartiene. Al tempo stesso, però… al tempo stesso c´è in me il forte desiderio di conoscere altro, di provare altro. Chiamala curiosità, o voglia di mettermi alla prova… E anche questo è qualcosa di molto naturale, che non potrei reprimere nemmeno volendo.
 
 – Purtroppo sono un po´ imbranata, io, – disse. – Ho sempre bisogno di prendere le cose alla larga, di fare delle diversioni. Probabilmente è quello che continuo a fare ancora adesso.
Tutti noi facciamo sempre delle diversioni, avrei voluto dirle, ma rimasi in silenzio. Tirar fuori frasi fatte tutti i momenti è un altro dei miei problemi.
– Credi che Kitaru si sia sposato? – chiesi.
– Per quel che ne so io, è ancora single, – rispose Erika. – Perlomeno, non mi ha mai mandato una partecipazione di nozze. È possibile che non siamo fatti per il matrimonio, né lui né io, dopotutto.
– Oppure ognuno di voi sta semplicemente facendo una lunga diversione.

Murakami Haruchi Uomini senza donne



Sogni ancora la luna di ghiaccio?

– Sogni ancora la luna di ghiaccio? – le chiesi.
Lei sollevò il viso di scatto, sorpresa, e mi guardò. Finalmente un vero sorriso apparve sul suo volto. Lentamente, mettendoci tutto il tempo necessario. Un sorriso sincero e spontaneo.
– Ti ricordi ancora di quel sogno?
– Sí, non so perché.
– Anche se non l’hai sognato tu?
– I sogni all’occorrenza si possono prendere in prestito, ne sono sicuro –. Decisamente non sapevo evitare le frasi fatte.
– È un pensiero bellissimo, – disse Erika. Il sorriso le aleggiava ancora sulla bocca.
Qualcuno alle sue spalle la chiamò. Era ora di tornare al lavoro.
– No, ormai quel sogno non lo faccio piú, – mi disse alla fine. – Ma ancora adesso lo ricordo perfettamente. La scena, l’atmosfera, quello che provavo… non è qualcosa che possa dimenticare. Non lo dimenticherò mai, credo. Dette queste parole, Erika guardò un punto lontano, oltre le mie spalle. Come se cercasse una luna di ghiaccio nel cielo notturno. Poi si voltò bruscamente e si allontanò a passo veloce. Forse andava alla toilette a rifarsi il trucco agli occhi.

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sabato 19 marzo 2016

il suo sorriso era troppo soave



inoltre il suo sorriso era troppo soave per essere sincero.

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faccio spesso un sogno

– Faccio spesso un sogno, – disse a un certo punto. – Sono con Aki su una nave. Una grande nave che fa una lunga traversata. È notte fonda, noi siamo nella nostra piccola cabina, e dall’oblò vediamo in cielo la luna piena. Ma è una luna fatta di ghiaccio trasparente. La metà inferiore è immersa nel mare. «Quella sembra la luna, ma in realtà è un pezzo di ghiaccio spesso forse venti centimetri, – mi spiega lui. – Domani mattina, quando si leverà il sole, si scioglierà. Quindi guardala bene adesso, finché la puoi vedere». È un sogno che ho fatto e rifatto non so quante volte. Un sogno molto bello. La luna è sempre la stessa. Lo spessore pure, venti centimetri. La metà inferiore è immersa nel mare. Io sono appoggiata contro Aki e la luna splende, stupenda. Siamo noi due soli, il rumore delle onde è piacevolissimo. Eppure quando mi sveglio provo sempre una gran tristezza. Perché la luna di ghiaccio non è piú visibile.
Erika fece una pausa.
– Se Aki e io potessimo restare indefinitamente cosí, noi due soli su quella nave, sarebbe meraviglioso. Ogni sera ci stringeremmo l’uno all’altra e guarderemmo la luna di ghiaccio dall’oblò. Il mattino la luna si scioglierebbe, ma la sera apparirebbe di nuovo. Oppure no. Forse una sera non la si vedrebbe piú. Questo pensiero mi spaventa. Mi chiedo che sogno farò domani, e provo una paura tale che sento il mio corpo contrarsi tutto.

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domenica 13 marzo 2016

Perché altrimenti soffrirò. Soffrirò in modo atroce

– A lei non è mai capitato di decidere che si sta innamorando troppo, e cercare disperatamente di fare marcia indietro, signor Tanimura?.........
 
– Una ragione semplicissima. Perché altrimenti soffrirò. Soffrirò in modo atroce. E dato che il mio cuore non sembra poter reggere a una tale prova, faccio tutto il possibile per non innamorarmi troppo di una certa donna.
Sembrava parlare sul serio. Non aveva la sua solita espressione divertita.
 
Tanto per cominciare, non riesco a trovarle molti difetti. Ma la cosa grave è che a sedurmi sono proprio quelli. Inoltre, non capisco bene cosa sia necessario per il mio cuore e cosa non lo sia. Non vedo la linea di demarcazione. È la prima volta in vita mia che provo un trasporto cosí irrefrenabile, cosí incondizionato.

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giovedì 10 marzo 2016

spensierato «fidanzato di riserva»

Tokai per loro era o uno spensierato «fidanzato di riserva», o un comodo partner per una relazione adulterina. E a dire la verità, Tokai era un maestro nell’arte di mantenere questo genere di rapporto e mettere le signore a loro agio. Una relazione di tipo diverso, un legame in cui gli venisse chiesto, ad esempio, di prendersi la sua parte di responsabilità, lo avrebbe reso nervoso e di cattivo umore.
 
Per Tokai, già solo pranzare o cenare con queste signore, bere e conversare con loro, era un sincero e genuino piacere. Il sesso era soltanto un modo di prolungarlo: un appagamento supplementare, diciamo cosí. Non era quello il suo obiettivo ultimo. A lui interessava soprattutto il rapporto confidenziale e intelligente con donne seducenti. Il resto veniva dopo. Motivo per cui queste ne rimanevano facilmente affascinate e apprezzavano senza ripensamenti il tempo passato con lui. Col risultato che lo accoglievano con gioia nella loro intimità. Secondo me la maggior parte delle donne (tanto piú quelle che hanno fascino) considerano gli uomini che pensano solo al sesso dei molesti e superficiali egocentrici.

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lunedì 7 marzo 2016

non riesco a trovarle molti difetti

non riesco a trovarle molti difetti.
Ma la cosa grave è che a sedurmi
sono proprio quelli
Murakami Haruchi

Buenos dias !!      :-)

domenica 6 marzo 2016

Senti, Habara, ti va di prendermi ancora una volta?

Murakami Haruchi
– Senti, Habara, ti va di prendermi ancora una volta?
– Be’, direi proprio di sí, – rispose Habara.

Di nuovo si abbracciarono. Lei adesso era molto diversa da prima. Il suo corpo era caldo, umido fino in profondità. La sua pelle splendeva, molto piú soda ed elastica. Habara immaginò che stesse rivivendo ciò che aveva provato da ragazza, quando si era intrufolata in casa del suo compagno di classe. O forse aveva veramente risalito il fiume del tempo ed era tornata ad avere diciassette anni. Come quando tornava alla sua vita anteriore. Shahraz?d era in grado di farlo. Riusciva a esercitare su se stessa la forza straordinaria della sua arte di narratrice. Allo stesso modo in cui i piú bravi ipnotizzatori possono ipnotizzare se stessi servendosi di uno specchio.

Fecero l’amore con un trasporto diverso. A lungo e con passione. E alla fine lei raggiunse chiaramente l’orgasmo. Il suo corpo si contrasse piú volte. In quei momenti, anche i lineamenti del suo viso sembrarono stravolgersi. Vedendola cosí, Habara riuscí a immaginare la ragazza che doveva essere a diciassette anni, quasi potesse scorgere un paesaggio guardando da uno spiraglio. Quella che teneva ora fra le braccia era un’adolescente assillata da un pensiero, e imprigionata per caso nel corpo di una casalinga di trentacinque anni. Habara si rese conto che lei, a occhi chiusi, trasognata, tremando leggermente, stava aspirando l’odore della maglietta sudata di un giovane uomo.

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Sentí che i capezzoli le si indurivano


Con la maglietta in mano, Shahrazad salí al primo piano e di nuovo si distese sul letto. Se la mise sul viso e respirò a lungo quell’odore, senza stufarsi. Intanto cominciava a provare uno strano torpore all’altezza delle reni. Sentí che i capezzoli le si indurivano. Stavano per venirle le mestruazioni? No, non era possibile. Era troppo presto. Capí che erano sensazioni provocate dal desiderio sessuale, ma non sapeva come gestirlo e controllarlo. In ogni caso, in quel posto non poteva fare proprio nulla. Dopotutto era nella stanza di lui, sul letto di lui.

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sabato 5 marzo 2016

Provavo uno strano prurito alla schiena

A quel pensiero mi sentivo molto eccitata. Provavo uno strano prurito alla schiena. Per sopportarlo dovevo sfregare forte le ginocchia sotto il banco. Non aveva importanza se nella vita reale quel ragazzo non mi vedeva neanche, non si accorgeva nemmeno che esistessi. Perché a sua insaputa mi ero procurata qualcosa che era parte di lui.
 
Le venne una voglia irresistibile di sentire l’odore di lui. ..........
 
Scese in fretta al pianterreno. Nello spogliatoio del bagno trovò la cesta della roba sporca e ne sollevò il coperchio. C’erano indumenti di lui, della madre e della sorella. Probabilmente quelli usati il giorno prima. Nel mucchio, Shahraz?d trovò una maglietta da uomo. Una maglietta bianca girocollo della Bvd. La annusò. Era impregnata del sudore di un giovane maschio, senza possibilità di dubbio. Un odore un po’ soffocante – lo stesso che sentiva quando stava vicino ai suoi compagni di scuola. Non si poteva dire che le allargasse il cuore, eppure, venendo da lui, la rendeva felice. Si portò al viso il pezzo sotto le ascelle e aspirò a fondo: provò la sensazione che lui l’avvolgesse, che la stringesse forte tra le braccia.


Murakami Haruchi Uomini senza donne
Murakami Haruki, Uomini senza donne, narrativa, donne,

venerdì 4 marzo 2016

di solito indossava semplice biancheria di cotone


Ad esempio, di solito indossava semplice biancheria di cotone, priva di fronzoli. Il genere di cose che mette una casalinga fra i trenta e i quarant’anni (una congettura di Habara, che da parte sua non aveva mai avuto rapporti con casalinghe di quell’età). Roba che aveva probabilmente comprato in saldo in qualche grande magazzino. In certi giorni però sfoggiava completi intimi provocanti, concepiti per sedurre. Dove se li procurasse non era chiaro, ma si trattava di capi di eccellente qualità. Capi delicati di colore intenso, di splendida seta e pizzo raffinato. Da dove nascevano quelle differenze estreme, in quali circostanze e con quale scopo? Per Habara non era possibile venirne a capo.
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mercoledì 2 marzo 2016

i due andarono a letto e fecero sesso


Come al solito, i due andarono a letto e fecero sesso. Dopo brevi preliminari, Habara mise un preservativo e la penetrò (lei gli aveva chiesto di usare un profilattico dall’inizio alla fine) e dopo una durata di tempo adeguata eiaculò. Un rapporto forse non puramente meccanico, ma nemmeno coinvolgente.


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