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domenica 13 maggio 2018

Vorrei che il tempo potesse tornare indietro


Così ha inizio il male

Javier Marias








«Mi dispiace molto, amore mio, mi dispiace di averti fatto del male, – gli aveva detto, forse con sincerità, forse con astuzia. – Vorrei che il tempo potesse tornare indietro». Che è poi quello che tutti vorremmo ogni tanto, amore mio, poter fare marcia indietro, rivivere il tempo per cambiare ciò che quel tempo conteneva, troppo sovente siamo noi a riempirlo e dipende da noi come ci guarderà quando sarà passato e sarà un passato definitivo, noi invece non sappiamo guardarlo mentre scorre, e quindi neppure dipingerlo.
 
Rimarrà come un quadro che non si può piú modificare, pieno di pennellate involontarie e precipitose e fuori posto, e in questo stato lo avremo sempre davanti agli occhi, o davanti al nostro unico occhio dietro la nuca, di un azzurro marittimo o di un blu notturno. Scelsi di non dirgli nulla, perché ignorasse quell’alone, quel volto o quella macchia.
 
Javier Marias




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domenica 11 febbraio 2018

Anche il desiderio è egoista


Così ha inizio il male

Javier Marias








Anche il desiderio è egoista, e disposto a quasi tutto – mentire, lusingare, rischiare, persuadere con l’inganno, pronunciare false promesse, fare in modo che il suo oggetto resista e rimanga al mondo per goderselo nel qui e ora – finché non viene soddisfatto. Dopo è un’altra cosa, dopo tutto torna come prima e ci sembra ridicolo aver messo in gioco o aver ignorato tante cose per ottenere ciò che immediatamente perde di valore e che talvolta cominciamo a dimenticare nell’istante stesso in cui accade.
 
Javier Marias



sabato 10 febbraio 2018

Agli effetti della lussuria, quella ragazza aveva ancora meno a che fare con me, nel tempo come nello spazio


Così ha inizio il male

Javier Marias








Se tenevo a freno qualunque accenno di voluttà dinanzi alla visione di Beatriz, me la proibivo tassativamente dinanzi a quella della sua promettente figliola adolescente, visione che del resto era sempre fugace. Agli effetti della lussuria, quella ragazza aveva ancora meno a che fare con me, nel tempo come nello spazio; anche lei era come un dipinto, una rappresentazione inanimata, per quanto non appartenente al passato ma al futuro, ancora incompiuta.
 
Javier Marias



giovedì 26 ottobre 2017

non sembrava concedere molta importanza agli amanti con cui si accompagnava


Così ha inizio il male

Javier Marias








era piú scaltrita sotto molti aspetti, non sembrava concedere molta importanza agli amanti con cui si accompagnava, forse se ne serviva per confortarsi, per dimostrare a se stessa che non era un barile di lardo né un sacco di patate, solo per questo e per vendicarsi nell’immaginazione, per finta («Se lui sapesse», molto piú di «Quando lo verrà a sapere»), perché la vendetta non c’è se la vittima non ne è colpita e non ne soffre; ma era anche una donna stanca o disperata fino all’intollerabile
 
Javier Marias



mercoledì 25 ottobre 2017

Che senso ha cercare di sventare, evitare, vigilare, punire e perfino venire a saperle, certe cose?


Così ha inizio il male

Javier Marias








Che importa che un giovane sia andato a letto con una di quelle madri in una notte d’insonnia, e che possa averlo saputo una figlia che corse via turbata e scalza cercando di cancellare quella consapevolezza o, al contrario, custodendo quel ricordo, che avrebbe condizionato il suo matrimonio futuro e pertanto la sua esistenza?
 
Che importa che una donna abbia mentito, per quanto male abbia fatto, o forse è stato eccessivo il danno attribuito alla sua menzogna, in fondo queste cose fanno parte del naturale fluire della vita, inconcepibile senza la sua dose di falsità, senza i suoi equilibri tra verità e inganno.
 
Che importa che un uomo retto abbia respinto per anni quella donna e l’abbia insultata, le case di tutte le famiglie risuonano di sgarbi e rifiuti, di mortificazioni e insulti, soprattutto quando la porta si chiude (e ogni tanto a qualcuno capita di rimanerci dentro indebitamente).
 
Che importa se un altro uomo, abietto, abbia approfittato del suo potere e della sua scienza e si sia comportato in modo indecente con alcune donne vulnerabili, quasi tutte madri e tutte quante figlie
 
Che senso ha cercare di sventare, evitare, vigilare, punire e perfino venire a saperle, certe cose? La storia è piena di piccoli abusi ed enormi bassezze contro i quali nulla possiamo perché sono legione, a che serve conoscerli?
 
Tutto quello che accade è già accaduto e non si può cambiare, questa la terribile forza dei fatti, o il loro peso che non si solleva piú. Forse conviene dare un’alzata di spalle, annuire e far finta di niente, accettare che questo è l’andazzo del mondo. «Thus bad begins and worse remains behind», è quel che dice Shakespeare nella sua lingua. Solo dopo quell’alzata di spalle, solo dopo che abbiamo annuito, solo allora il peggio resta indietro, perché se non altro è passato. E cosí ha inizio il male, che ancora non è arrivato.
 
Javier Marias



domenica 22 ottobre 2017

perché dovrebbe desiderarci colui che ci turba o ci accende e per le cui ossa e carni ci sentiamo morire?


Così ha inizio il male

Javier Marias








«Quanto ci cambia una reazione avversa, – pensai, o penso di aver pensato anche se non con queste parole esatte, ricordando quel momento da un’altra età. – Quanto ci abbatte un rifiuto, e quanto potere accumula colui al quale lo concediamo, in realtà nessuno può prendersi una simile libertà se non siamo noi a dargliela o a conferirgliela, se non siamo disposti a adorare o a temere, se non aspiriamo a essere amati o a ricevere una costante approvazione, ogni aspirazione di questo tipo è un tratto di vanità ed è la vanità a indebolirci e renderci inermi: allorché non si vede confermata o soddisfatta dà inizio alla nostra distruzione e vi si applica giorno dopo giorno e ora dopo ora, ed è cosí naturale che ciò accada, che l’insoddisfazione predomini e regni sin dal principio, o dai nostri primi passi, o prima o poi nel corso della vita…
 
Perché mai dovrebbe amarci colui che noi stessi indichiamo con dito tremante? Perché proprio lui, come se fosse tenuto a obbedirci? O perché dovrebbe desiderarci colui che ci turba o ci accende e per le cui ossa e carni ci sentiamo morire? A quale scopo una simile coincidenza?
 
E quando ciò avviene, a che serve che duri cosí a lungo? Perché persevera qualcosa di tanto fragile, quasi tenuto su con gli spilli, il piú strano dei sodalizi? L’amore corrisposto, la lascivia reciproca, l’ardore vicendevole, gli occhi e le bocche che si cercano nel medesimo istante e i colli che si allungano per scorgere l’eletto tra la folla, i sessi che aspirano a congiungersi piú e piú volte e quello strano gusto per la ripetizione, tornare allo stesso corpo e tornarci e ritornarci…
 
È normale che quasi nessuno incontri la persona giusta, e se esistono cosí tante coppie che si suppone si amino, in parte è per imitazione ma soprattutto per convenzione, oppure perché quello che dei due ha scelto ha imposto la sua volontà, ha persuaso, ha indotto, ha spinto, ha costretto l’altro a fare ciò che l’altro non era sicuro di voler fare e a percorrere un cammino lungo il quale mai si sarebbe avventurato senza essere sospinto, scortato, guidato; mentre il lusingato, il corteggiato, colui che si è addentrato nella sua nube, si è lasciato a poco a poco trascinare.
 
Ma non si vede perché una cosa simile debba durare, l’incantamento e la nebulosità finiscono, il sedotto si stanca o si sveglia, e allora a colui che l’ha costretto non resta che disperarsi e rimanere sgomento e vivere nell’ansia, tornare a lavorare se ne ha ancora le forze, montare la guardia alla porta e pregare e implorare notte dopo notte e sentirsi alla mercé dell’amato.
 
Nulla ci espone o ci rende schiavi tanto come la pretesa di tenere legato a noi colui che abbiamo scelto e inverosimilmente si è presentato all’appello del nostro tremulo dito, come se avessimo diritto a un miracolo o come se la nostra designazione fosse legge; non c’è motivo perché ciò debba mai ripetersi…»
 
Javier Marias



Forse ogni amore

Franco Arminio in rete
Difficile che tu possa ritrovare
la farfalla che hai visto
il giorno prima.

Forse ogni amore
.
Forse ogni amore
ha un solo giorno
una sola occasione.
Forse i grandi sentimenti
sono occasioni.
Difficile che tu possa ritrovare
la farfalla che hai visto
il giorno prima.
 
Franco Arminio
la consideravo, agli effetti della lussuria, come qualcuno con cui già non coincidevo nel tempo e nello spazio, come se io vivessi nella dimensione del reale e del presente e lei solo in quella delle rappresentazioni inanimate del passato. E tutti i pensieri che mi passavano per la mente – non erano neppure pensieri, ma lampi fugaci che non ammettevano le parole di cui ora li rivesto dalla distanza della mia età matura – si presentavano in forma condizionale o chimerica, se mai si presentavano...
Javier Marias
[Così ha inizio il male]

lunedì 23 gennaio 2017

...anche se ci maltratta

Riletture:
Javier Marias
È molto difficile non rimanere innamorati o prigionieri di qualcuno che ci piace e per di piú ci diverte, anche se ci maltratta;

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Così ha inizio il male

    Javier Marias

giovedì 22 dicembre 2016

Mi era stato inculcato il senso della responsabilità

Javier Marias

Sentivo di aver preso un impegno, mi sentivo in debito. Lei veniva da me senza sapere nulla di quello che mi stava succedendo, di quello che mi era successo; piena di illusioni e di speranze pur nel suo dolore, dopo tanti brutti colpi consecutivi. Non me la sentivo di assestargliene un altro a tradimento, quando ormai era troppo tardi: sarebbe stato quello definitivo, o cosí mi sembrava allora. Inconvenienti di un’educazione all’antica, giovane De Vere, e io ero ancora giovane, non me ne ero allontanato a sufficienza. Mi era stato inculcato il senso della responsabilità. L’idea che bisogna saper tenere la parola data. La nozione di cavalleria, che oggi suona addirittura ridicola, ma non vent’anni fa, scompare tutto cosí in fretta –.

Così ha inizio il male
     Javier Marias

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sabato 19 novembre 2016

mentire, lusingare, rischiare, persuadere con l’inganno, pronunciare false promesse

Riletture:
Javier Marias

[...]
Anche il desiderio è egoista, e disposto a quasi tutto – mentire, lusingare, rischiare, persuadere con l’inganno, pronunciare false promesse, fare in modo che il suo oggetto resista e rimanga al mondo per goderselo nel qui e ora – finché non viene soddisfatto.

Dopo è un’altra cosa, dopo tutto torna come prima e ci sembra ridicolo aver messo in gioco o aver ignorato tante cose per ottenere ciò che immediatamente perde di valore e che talvolta cominciamo a dimenticare nell’istante stesso in cui accade.

     Javier Marias

Uomini senza donne

Così ha inizio il male

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