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domenica 16 luglio 2017

rendere più intenso il rapporto con l'altro

Buenas noches

La vera poesia è il contrario della solitudine,
perché mira a rendere più intenso
il rapporto con l’altro
 
Yves Bonnefoy

domenica 2 luglio 2017

L'imperfezione è la cima

Buenos dias

La vera poesia è il contrario
della solitudine,
perché mira a rendere
più intenso
il rapporto con l’altro
 

Yves Bonnefoy

«Che cos'è la poesia»
L’imperfezione è la cima.

È vero che occorreva distruggere e distruggere e distruggere,
È vero che la salvezza era a quel prezzo.

Devastare il volto nudo che affiora nel marmo,
Martellare ogni forma di bellezza.

Amare la perfezione in quanto soglia,
Ma conosciuta negarla, dimenticarla morta,

L’imperfezione è la cima.

Yves Bonnefoy

  • Indice delle poesie di Yves Bonnefoy


  • Le poesie di Yves Bonnefoy

    domenica 4 dicembre 2016

    Gli alberi

    Yves Bonnefoy

    come allungando le braccia si può toccare,
    a volte, nella distanza tra due persone
    un istante del sogno dell’altra, che non ha fine.

    
    
    GLI ALBERI
    
    Guardavamo i nostri alberi, era dall’alto
    della terrazza che ci fu cara, il sole
    si teneva vicino noi quella volta ancora
    ma ritirandosi, ospite silenzioso
    sulla soglia della casa in rovina,
    che gli lasciavamo immensa, illuminata.
    
    Vedi, ti dicevo, fa scivolare sulla pietra
    disuguale, incomprensibile, dove siamo appoggiati,
    l’ombra delle nostre spalle confuse,
    quella dei mandorli vicini
    e quella dell’alto dei muri che si unisce alle altre,
    bucata, barca bruciata, prua che va alla deriva
    come un sovrappiù di sogno o di fumo.
    
    Ma laggiù le querce sono immobili,
    neppure l’ombra si muove, nella luce,
    sono le rive del tempo che scorre qui dove noi siamo
    e il suolo è inavvicinabile tanto è rapida
    la corrente gonfia di speranza della morte.
    
    Abbiamo guardato gli alberi un’ora intera.
    Il sole aspettava tra le pietre
    poi distese pietosamente
    verso gli alberi, più giù nel burrone,
    le nostre ombre che sembravano raggiungerli
    come allungando le braccia si può toccare,
    a volte, nella distanza tra due persone
    un istante del sogno dell’altra, che non ha fine.
    
    Yves BONNEFOY

    sabato 17 settembre 2016

    Le nostre ombre

    Yves Bonnefoy

    Si chinavano l’una verso l’altra, quasi toccandosi
    Per via di parole che volevamo dirci


    Una pietra
    
    
    Le nostre ombre davanti a noi, sul sentiero,
    Avevano colore per la grazia dell’erba,
    Esse rimbalzarono contro delle pietre.
    
    E ombre d’uccelli le sfioravano
    Gridando, oppure indugiavano, qui dove le nostre fronti
    Si chinavano l’una verso l’altra, quasi toccandosi
    Per via di parole che volevamo dirci.
    
    Yves BONNEFOY

    martedì 9 agosto 2016

    La pioggia d'estate I

    Yves Bonnefoy


    la stoffa della pioggia s’incollava su di te.
    Era come il seno
    che un pittore avrebbe sognato.

    Pioggia d'estate
    
    I
    
    Ma il più caro, ma non
    il meno crudele,
    di tutti i nostri ricordi, la pioggia d’estate
    improvvisa, breve.
    
    Andavamo, ed era
    in un altro mondo,
    le nostre bocche s’inebriavano
    dell’odore dell’erba.
    
    Terra,
    la stoffa della pioggia s’incollava su di te.
    Era come il seno
    che un pittore avrebbe sognato.
    
    Yves BONNEFOY

    domenica 5 giugno 2016

    Che cos'è la poesia

    Che cos'è la poesia
    "Cos'è la poesia?" domandò il monaco.
    "È un mistero ineffabile", rispose Yuko.
    Un mattino, il rumore della brocca dell'acqua che si spacca fa germogliare nella testa una goccia di poesia, risveglia l'animo e gli conferisce la sua bellezza. È il momento di dire l'indicibile. È il momento di viaggiare senza muoversi. È il momento di diventare poeti.
    Non abbellire niente. Non parlare. Guardare e scrivere. Con poche parole. Diciassette sillabe. Un haiku.
    Un mattino, ci si sveglia. È il momento di ritirarsi dal mondo, per meglio sbalordirsene.
    Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere.
    Maxence Fermine
     

    «L'opera non è fine a se stessa né possiede esistenza propria: l'opera è una parte, una mediazione. La critica del soggetto comporta la distruzione, non del poeta o dell'artista, ma della nozione stessa d'autore. Per i Romantici, la voce del poeta era quella di "tutti"; per noi è rigorosamente quella di nessuno. Ad uguale distanza dall'autore e dal suo Io, nessuno e tutti si equivalgono. Il poeta non è un piccolo dio...».
     
    «Capire una poesia vuol dire, in primo luogo, udirne il suono» ....
    «le parole entrano dall'orecchio, appaiono davanti agli occhi, spariscono nella contemplazione»....
    «Leggere una poesia è udirla con gli occhi, udirla è un corpo/avvolto solo nel suo enigma nudo»
     
    "Per sentire un testo poetico occorre capirlo; per capirlo, ascoltarlo vederlo contemplarlo; convertirlo in eco ombra nulla. La comprensione è un esercizio spirituale". Perciò,
    "Ogni lettore è un altro poeta; ogni testo poetico, un altro testo".
    Octavio Paz
     

    compito del poeta è ritrovare la vicinanza nativa delle parole e delle cose, tipica dell’infanzia, cancellata dalle necessità della concettualizzazione intellettuale
     
    Diciamo che la poesia è, per me, rendere alle cose la loro natura di esserci, la loro presenza piena, trasgredendo quindi, il concettuale che invece li confina nella generalità dei concetti e quindi nelle astrazioni.
     
    Per me la poesia è ridare vita agli aspetti della vita quotidiana. La poesia nasce come ci si sveglia al mattino. Il poeta non fa altro che continuare il sogno notturno. Il poeta verifica le informazioni che gli arrivano dall’inconscio che è una parte importante del nostro essere. Quindi, come vede, il lavoro del poeta è abbastanza passivo.”
     
    “Diciamo che per me la poesia è restituire alle cose, fra le quali viviamo, e agli esseri con cui viviamo, la pienezza della loro presenza a se stessi. Liberare, ‘sbarazzare’ la figura dell’altro, per così dire, dagli orpelli concettuali, rendere loro la presenza immediata. Ciò significa sapere che viviamo in un luogo e in un momento preciso, nella nostra solitudine, che viviamo nella finitudine. Significa, inevitabilmente, concentrarsi sull’esistenza particolare di ciascuno di noi
    Yves Bonnefoy

         cos'è la poesia


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    sabato 4 giugno 2016

    L'albero il lume

    Yves Bonnefoy


    Tu sai che è l’oscurità del tuo cuore che guarisce,
    la barca che raggiunge la riva e vi ricade.

    L’albero, il lume
    
    
    L’albero invecchia nell’albero: è l’estate.
    L’uccello valica il canto dell’uccello e si allontana.
    Il rosso della veste illumina e disperde lontano,
    in cielo, il carreggio dell’antico dolore.
    
    Oh fragile paese,
    come la fiamma del lume che portiamo
    quando è vicino il sonno nella linfa del mondo,
    semplice il battito dell’anima condivisa.
    
    Anche tu ami l’istante in cui la luce dei lumi
    trascolora e sogna nel giorno.
    Tu sai che è l’oscurità del tuo cuore che guarisce,
    la barca che raggiunge la riva e vi ricade.
    
    Yves BONNEFOY
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