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lunedì 28 maggio 2018

fare in modo che le cose apparissero solide, affidabili.


Infiniti peccati

Richard Ford






La roba di Jena era tutta negli armadi, come se vivesse lì da mesi; era così che le piacevano le cose: superfici ordinate, un’aria di permanenza e di stabilità, come se tutto, lei compresa, avesse una lunga storia. Era la sua forma di generosità: fare in modo che le cose apparissero solide, affidabili.
 
Tempo prezioso

Richard Ford
Infiniti peccati [racconti]

  • Infiniti peccati (antologia di racconti)

  • venerdì 11 maggio 2018

    quella voglia di dire la cosa sbagliata


    Infiniti peccati

    Richard Ford






    Gli sorrise di nuovo, e lui ebbe la vaga, remota sensazione che avrebbe potuto amarla, avrebbe potuto entrare nel mistero in questo modo, anche se l’occasione sarebbe passata presto. Ma quella voglia di dire la cosa sbagliata, di spararle grosse... gli piaceva. Non era una donna sazia di esperienza, ma una donna liberata dall’inesperienza.
     
    Carità

    Richard Ford
    Infiniti peccati [racconti]

  • Infiniti peccati (antologia di racconti)

  • sabato 31 marzo 2018

    Il loro fare l'amore


    Richard Ford - Infiniti peccati

    Il loro fare l’amore

    Il loro fare l’amore fu qualcosa d’intenso e di movimentato. All’inizio lei era quasi distratta, ma selettiva, vagamente teatrale, pratica. E poi, dopo un po’ – ma in realtà di botto – assorta, precisa, generosa, proprio come se fosse tutto improvvisato, tutto nuovo, qualunque cosa stessero facendo. Lei riusciva a trovare il nuovo con grande naturalezza, e lui fu colpito dalla sensazione che qualcosa di nuovo potesse accadere con qualcuno: che l’autocoscienza potesse essere una specie d’immersione e che questo poi potesse continuare a lungo. Non si oppose a nulla, a nulla rinunciò, e in tutto questo non perse mai i contatti con lei. Era quello che voleva. E quando la cosa terminò, per molto tempo lui fu a corto di parole. Lei aveva acceso la lampada di fianco al letto e dormiva coprendosi gli occhi con la mano. E lui aveva pensato: dov’era andato, questo, nella mia vita? Come faccio a conservarlo? E poi: no. Non si conserva. Prendi quello che ti danno quando te lo danno.
    [...]
    Avrebbe voluto, però, che non gli tremassero le mani, poiché quello era il momento migliore, dopo aver fatto l’amore, in cui tutto sembrava possibile, facile, in cui potevano sorprendersi con un’occhiata, cambiare quasi tutto con una frase buttata lì. Non c’entrava niente con lo svelarsi.
    [...]
    “Ti ha dato qualcosa, questo?” disse Wales. “Io, ti ho dato qualcosa d’importante? Era come se tu volessi che ci fosse un risultato.”

    [...]
    “Sì. Mi hai dato tanto. Mi hai dato tutto quello che c’era. No? Era quello che volevo.”
    “Sì” disse Wales. “Sì. È vero.” E le sorrise.
    “Bene” disse lei. “Bene.” Poi gli voltò le spalle, e corse verso le porte girevoli come aveva fatto l’uomo in smoking, e sparì in un lampo.
     
    Tempo Prezioso

    Richard Ford
    Infiniti peccati [racconti]
    - ( )

    una cerchia di affetti

    Buenas tardes

    Che altro era il matrimonio se non una cerchia di affetti?
     

    Richard Ford - Tempo prezioso

    per questo era solo se stessa


    Richard Ford - Infiniti peccati

    Tempo prezioso


    “Cos’è cambiato, cosa non è cambiato?” disse sottovoce. Era troppo magra, pensava lui, più magra di quanto apparisse vestita – una donna piccina con i capelli neri e le braccia esili, non proprio bella sotto ogni luce, ma bella – con un viso un po’ appuntito, con due labbra dolci e sorridenti, ma un po’ troppo sottili. Sempre così attraente, tuttavia: la sensazione d’imprudenza che ti dava. Era sveglia, imprevedibile, pensava quasi costantemente a se stessa, rideva nei momenti sbagliati. Era ricca, moglie e madre, e forse per questo – pensava Wales – aveva poca esperienza del mondo, non abbastanza per sapere che cosa non fare, per questo era solo se stessa: un’altra qualità che lo attirava.
     
    Tempo Prezioso

    Richard Ford
    Infiniti peccati [racconti]
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