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sabato 25 gennaio 2020

Di quel rapporto non aveva mai neppure immaginato la fine


Rachel Cursk



Di quel rapporto non aveva mai neppure immaginato la fine. Ne rammentava l’avvicinarsi, la sensazione di freddo incipiente, come il primo indizio d’inverno, una sconcertante sensazione di illiceità, come se qualcosa si fosse spezzato nei recessi del motore della sua vita. Per molto tempo aveva fatto mostra di non udire, di non sentire, ma ciononostante la sua vita con Marc si era inesorabilmente arenata.

Transiti di Rachel Cursk


sabato 12 ottobre 2019

Lealtà


Fine di una storia - 3

 
Non sento più, da molto tempo ormai, alcuna attrazione
verso di te.
Da tempo volevo dirtelo ma non ne ho avuto mai il coraggio per paura di ferirti.
 
Da molti mesi mi vedo con un altro da cui sono fortemente attratta e da cui
ricevo grande piacere mai provato fin ora.
 
Se mi baciassi proverei repulsione verso di te
ho tanta voglia di fare sesso
ma non mi sento di farlo con te, lo farei solo per pietà, fingerei un piacere che non provo più
e non posso più fingere un desiderio che ormai è morto
 
Potremmo essere solo amici perchè ti voglio un gran bene e non vorrei perdere il tuo affetto.
 
Da tanto tempo volevo dirtelo e ora ho capito che è giusto che tu sappia
per rispetto verso l'amicizia che ci lega e la fiducia e la lealtà che hai dimostrato verso di me.
 
Se ti va se lo ritieni giusto, possiamo vederci e parlarne.
Ti prego di capire quanto sia difficile e doloroso per me dirti questo, all'improvviso, alla vigilia di un incontro programmato da tempo.
Ma dovevo farlo
ti prego di perdonare il dolore che ti sto arrecando, per non avertelo detto subito, per aver tradito la tua fiducia, anche se l'ho fatto per paura di ferirti.
 
Juan Pedroso

 



sabato 5 ottobre 2019

Chi ci dice addio

Franco Arminio in rete

Chi ci dice addio
sparisce dietro le montagne.


Chi ci dice addio
Chi ci dice addio
sparisce dietro le montagne.
E a poco serve alzarci
in piedi sul nostro cuore
per vederlo ancora.
 
Franco Arminio

domenica 31 marzo 2019

nel tempo della separazione


Massimo Recalcati



nel tempo della separazione degli amanti (...) quello che prima era in lei o in lui desiderabile e irresistibile diviene insopportabile o indifferente...
l’indifferenza subentra alla dedizione.......
L’incantesimo si è rotto..

Massimo Recalcati - Mantieni il bacio


domenica 25 novembre 2018

la cosa peggiore nell'essere mollati





Sapete qual è la cosa peggiore nell'essere mollati? La mancanza di controllo. Se solo potessimo controllare il come e il quando veniamo scaricati, non sarebbe così brutto.

.......se posso andare in giro senza sentirmi ferito, e impotente, e infelice, riesco a tirare avanti anche senza di lei. In altre parole, soffro perché lei non mi vuole; ma se arrivo a convincermi che un po' mi vuole ancora, allora starò di nuovo bene, perché a quel punto sarò io che non la vorrò più, e potrò cercarmi un'altra.

Nick Hornby,
Alta fedeltà,


domenica 7 ottobre 2018

Perché sapevo che non l'avrei più rivista





Non ricordo di cos'altro parlammo, ma in certi momenti mi sentii felice e rasserenato, quasi mi fossi liberato di un peso illusorio e opprimente....
 
Pagai e uscimmo.

Fuori continuava a piovere, ma sull'orizzonte frastagliato della strada il sole aveva aperto uno spiraglio di cielo luminoso e terso, che lasciava presagire un pomeriggio asciutto.

Claudia aprì l'ombrello e io alzai il bavero del giubbotto.

Sentii freddo.

«Sei venuto in macchina?» chiese Claudia.

«No.»

«Vuoi un passaggio da qualche parte?»

«Non ce n'è bisogno» dissi. «Prendo un taxi.»
Claudia insistette a voler aspettare finché non comparve un taxi. Aspettammo in silenzio, sicuri di non avere nient'altro da dirci, riconciliati con la tristezza quasi gradevole della pioggia che cadeva sull'asfalto, fine, leggera e verticale, e ricordo che mentre ci riparavamo da quella pioggia da adolescenti - perché agli adolescenti piace soffrire - mi tornò in mente e canticchiai Stairway to Heaven, la vecchia canzone dei Led Zeppelin che dopo tanto tempo senza sentirla avevo ricordato e canticchiato qualche settimana addietro, facendo la doccia a casa di Claudia, felice e con ancora l'odore di lei addosso, la vecchia e bellissima canzone dell'adolescenza che mi piaceva tanto all'epoca in cui ero innamorato di Claudia
 
«Bene» disse Claudia. «Arrivederci, Tomás
«Sì» dissi, «arrivederci.»
Si avvicinò, mi prese sotto l'ombrello, mi fissò, seria e diafana, e mi baciò dolcemente sulle labbra. Mi staccai da lei senza guardarla, aprii lo sportello del taxi e, prima di entrare, mi voltai. Claudia era sempre sotto l'ombrello, quasi aspettasse qualcosa; la figura da eterna ragazza era offuscata dallo sgualcito impermeabile verde militare; mi parve che un vago sorriso si disegnasse sulle sue labbra. Allora provai una sorta di nostalgia anticipata, come se, anziché vedere Claudia, la stessi già ricordando.
 
Perché sapevo che non l'avrei più rivista. E che l'avrei ricordata così per sempre.



venerdì 27 aprile 2018

La gioia di scoparmi Francesco sta tramontando

Buenas noches

E così ho intravisto l'occaso. La gioia di scoparmi Francesco sta tramontando. Non succederà subito nè drasticamente, non succederà domani e manco dopodomani. Succederà naturalmente e quando non farà male, ma io questo imbrunire già lo vedo approssimarsi.
Il tramonto di un amante è il ritorno degli uccelli sugli alberi, il silenzio che si addossa sulla campagna, un raggio così teso a trafiggere la foglia che non può che essere l'ultimo
Non bisogna diventare malinconici: non è mica davvero il sole che declina: sono io che sto ruotando.
 
Valeria Parrella
Enciclopedia della donna

lunedì 16 aprile 2018

E capivi che era stato un errore


Richard Ford - Infiniti peccati

quando inizia il disincanto

Cosa le aveva preso? Non era né interessante, né spiritoso, né profondo, né bello. Era una stecca di plastilina. E lì, dove ogni cosa era naturale e pulita e incorrotta, lo vedevi. E capivi che era stato un errore. La vera natura scopriva la vera natura.
[...]
Frances capì che non gli avrebbe permesso di rovinarle un’altra giornata col suo odioso atteggiamento da sfigato criticone guastafeste al quale non ne va mai bene una. Oggi Frances si sentiva elettrizzata, stordita. Questa sensazione le entrava nelle viscere e liberava qualcos’altro, uno spirito che non si era mai accorta di avere, intrappolato e chiuso là dentro.
 
Abisso

Richard Ford
Infiniti peccati [racconti]

  • Infiniti peccati (antologia di racconti)

  • domenica 15 aprile 2018

    Howard era stato uno sbaglio, per quanto avesse cercato di vederla diversamente, per quanto si fosse sforzata di farlo felice.


    Richard Ford - Infiniti peccati

    quando inizia il disincanto

    Le piaceva moltissimo che la piana desertica coperta di arbusti sembrasse, vista dall’alto, un quadro dipinto con la sabbia come avrebbe potuto farlo un indiano: tanti rossi e rosa e blu e neri, a strati, che non avresti mai visto quando eri laggiù.

    Ecco la lezione della vita all’aria aperta, pensò: quanto di ciò che esisteva veramente fosse nascosto nelle cose che vedevi; e che di tutte le cose delle quali ti sentivi tanto sicuro, tanto sicuro non avresti dovuto essere. Prometteva bene. Avrebbe dovuto andare più spesso a prendere una boccata d’aria. Vendere immobili non voleva affatto dire vivere all’aperto.

    Non aveva ancora digerito, e non riusciva a smettere di pensarci, quasi tre settimane dopo, che lui avesse detto che era brava a letto: come se fosse un numero da circo al quale poter assegnare un punteggio e magari battere le mani. Howard era stato uno sbaglio, per quanto avesse cercato di vederla diversamente, per quanto si fosse sforzata di farlo felice.

    Una cosa – pensò – era scopare con Howard in uno HoJo lungo l’autostrada; e forse non era sbagliata. Ma una cosa completamente diversa, assai meno intelligente, era stata andare a Phoenix, conoscerlo meglio, rischiare di essere scoperta e licenziata, e credere ancora che potesse andare a finir bene. Ed era stato stupido, stupidissimo, portarlo al Grand Canyon, vista l’abitudine che aveva di lamentarsi, di traccheggiare, di tenersi – come dire – ai bordi del campo. Ed sarebbe stato meglio. Ed sarebbe stato meglio perché, anche se il sesso era fuori questione, Ed, almeno, una volta era stato un buontempone. Come essere umano, Howard Cameron non aveva mai retto al confronto. E lei, purtroppo, non aveva letto le parti del contratto scritte in piccolo.
     
    Abisso

    Richard Ford
    Infiniti peccati [racconti]

  • Infiniti peccati (antologia di racconti)

  • mercoledì 11 aprile 2018

    questa cosa finisce proprio adesso?

    Buenas noches

    questa cosa finisce proprio adesso? Non potrebbe andare avanti ancora un po’ dopo stasera, senza il bisogno di una destinazione stabilita?
    Tutt’e due avevano capito una cosa.
    Le gente chiudeva le partite troppo presto,
    non aveva pazienza quando potevano continuare.


    Richard Ford
    Abisso

    sabato 7 aprile 2018

    Che odiosa pensò lui


    Richard Ford - Infiniti peccati



    La guardò con un’aria di ottusa soddisfazione, come se avesse dimenticato che Frances gli piaceva, ma poi gli fosse venuto in mente all’improvviso. Forse non era poi così male. Forse Frances lo stava confondendo con Ed: mettere gli uomini nello stesso mucchio e perdere di vista le loro più sottili distinzioni. Proprio come facevano le lesbiche.
     
    Che odiosa, pensò lui. Schiacciare un coniglio era niente, per lei. Molto probabilmente era così che vendeva le sue case: un rullo compressore; senza cedere mai di un millimetro, senza vedere nient’altro che l’affare; facendo impazzire i compratori con le sue telefonate dalla macchina; lavorando ogni week-end.
     
    Stava andando tutto in vacca, pensò lui. Tutt’a un tratto Frances era diventata un’altra. La cosa migliore sarebbe stata trovare la stazione degli autobus di Flagstaff e lasciare che Frances ripartisse, ubriaca, nella notte, e non vederla più. Un uomo intelligente avrebbe fatto così.
     
    Abisso

    Richard Ford
    Infiniti peccati [racconti]

  • Infiniti peccati (antologia di racconti)
  • Tempo prezioso (racconto)
  • Abisso (racconto)
  • Dominion(racconto)
  • Incontro (racconto)

  • domenica 21 gennaio 2018

    La cose false spariscono (finisce una storia IV)


    Finisce una storia - IV
    “Cos’è cambiato, cosa non è cambiato?” disse sottovoce.
    [...]
    “Certe cose sono sempre più vere di altre. Mi chiedevo se questo, in futuro, sembrerebbe molto vero. Capisci?”
    [...]
    “Le cose false spariscono.”
    [...]
    “Mi spiacerebbe moltissimo se tutto questo si cancellasse dalla memoria.”
     
    E' sempre con noi.

    Richard Ford
    Infiniti peccati [racconti]
    - ( Dominion )

    sabato 20 gennaio 2018

    avevano scoperto improvvisamente di non avere molto da dire (fine di una storia III)


    Una storia finisce - III
    Così, o quella che non era una semplice avventura finiva subito – avevano deciso di comune accordo – o si sarebbe spinta molto più lontano, in un territorio senza cippi e senza confini, un territorio pieno di rischi terribili. E nessuno dei due desiderava una cosa simile.
     
    Una mattina di primavera, seduti al tavolino di un caffè sul marciapiede di Sloane Square, davanti a un fiume di taxi, lui e Madeleine avevano scoperto improvvisamente di non avere molto da dire nel preciso momento in cui avevano sempre avuto qualcosa da dire
     
    L’amore, Henry ricordava di aver pensato allora, era una lunga serie di domande insignificanti senza le cui risposte non potevi vivere. Ed erano le risposte interessanti a queste domande che avevano esaurito.
     
    Ma averla fatta finita allora, così lontano da casa e dal loro ambiente familiare, sarebbe stato avventato. Farla finita allora avrebbe voluto dire qualcosa su di loro che nessuno dei due voleva credere: che non era stata una cosa molto importante; che erano persone che facevano cose che non avevano molta importanza; e che o facevano cose importanti o non si conoscevano abbastanza bene.
    Niente di tutto ciò sembrava vero.
    Perciò avevano continuato.

    the book of life
    Infiniti peccati ( Dominion )

    venerdì 19 gennaio 2018

    qualcosa con un proprio ordito intenso e fuori del tempo ( finisce una storia II )



    Quando erano separati, che era la situazione in cui si trovavano per la maggior parte del tempo, avevano sentito la reciproca mancanza
    [...]
    Ma ogni volta che si erano trovati nuovamente l’uno davanti all’altra avevano provato questi sentimenti: sorpresa, esultanza, soddisfazione, e un sollievo riconoscente e felice.
    [...]
    Ma adesso – avevano deciso – era il momento di farla finita. Si amavano: questo lo riconoscevano tutt’e due. Anche se, forse, non erano innamorati (queste erano distinzioni di Madeleine). Ma si erano lasciati coinvolgere in qualcosa – pensava lei – che forse era anche meglio dell’amore, qualcosa con un proprio ordito intenso e fuori del tempo, con interni densi e tumultuosi e altezze vertiginose. Cosa fosse esattamente questa cosa, era difficile dire. Ma non era stata una cosa da nulla.

    Richard Ford -
    Infiniti peccati
    ( Dominion )

    Ma non era possibile, ecco tutto. (finisce una storia I)

    Buenas tardes

    “Oh, no” disse Madeleine. “Io volevo che continuasse.
    Ma non era possibile, ecco tutto.
    [...]
    È difficile saper finire una cosa
    che non era iniziata del tutto.”
     
    Richard Ford
    Infiniti peccati ( Dominion )

    giovedì 18 gennaio 2018

    non credo che al passato si possa rimediare, lo si può soltanto superare



    “È veramente strano, no?” disse Beth, girando il lungo dito di un bianco quasi puro intorno alla superficie del suo Kir Royale, guardando non me ma l’orlo del bicchiere dove il liquido rosato quasi superava i suoi vitrei limiti. “Per un po’ siamo stati così vicini.” Alzò gli occhi a me e sorrise quasi fanciullescamente. “Io e te, volevo dire. Adesso, mi sento come se stessi raccontando tutto questo a un vecchio amico. O a mio fratello.”
     
    Era giusto. Io avevo tirato avanti. Se mi voltavo indietro a guardare ciò che avevamo fatto, niente, tranne ciò che avevamo fatto a letto, mi dava una particolare soddisfazione, e niente mi faceva pensare che fosse valsa la pena di fare quell’esperienza. Ma era fatta, ormai: e non potevo disfarla.
     
    Io non credo che al passato si possa rimediare, lo si può soltanto superare. “Certe volte l’unica cosa che cerchiamo in queste cose è l’amicizia” dissi. Anche se a questo, lo ammetto, non credevo veramente.

    Richard Ford
    Infiniti peccati (l'incontro)

    lunedì 4 dicembre 2017

    le cose non sono più come prima


    La fine di una storia - 2

     

     
    Per la prima volta era venuto lui a trovarmi. Non avevo molta voglia di vederlo. Un giorno mi dice, ho prenotato arrivo dopodomani.
    Io già allora mi vedevco con altri ed era molto appagante.
    Era molto eccitato come sempre. A letto le cose andavano diversamente dalle scene evocate nelle mail. Mentre lo facevamo mi sforzai di nascondere la delusione, il mio pensiero era rivolto all'altro, alle forti emozioni e al piacere che sapeva darmi.
    - Aspetta, parliamo - gli dissi - le cose non sono più come prima. Ti voglio bene ma non sento più l'attrazione di prima.
    - Rimaniamo amici - gli dissi.
    Il suo viso avvampò, quasi gli mancava il respiro. Da mesi avevo maturato questa decisione ed avevo tanta paura di fargli del male.
    - C'è un altro? - mi chiese, - Rientra nei patti, ricordi? Siamo liberi di avere altre relazioni, non abbiamo vincoli nè obblighi. La nostra è una relazione profonda e speciale propio per questo. Ci vediamo quando ne abbiamo voglia entrambi, altrimenti non ci vediamo -
    - Non c'è un altro - gli dissi mentendo
    - tu sei importante per me occupi un posto speciale nella mia vita, ti voglio bene e non voglio perderti. Ma non ti desidero più
    Mi morsi la lingua per la pietosa bugia, non volevo umiliarlo e fargli del male. Non potevo dirgli delle sensazioni che mi faceva provare l'altro, dell'orgasmo che mi faceva volare fino al cielo, che mai avevo provato in vita mia.
    - Quando hai smesso di desiderarmi? Fino a ieri, le tue mail....avevamo di deciso di farlo a tre, ricordi?
    - Non so, è una decisione che ho maturato nel tempo, volevo dirtelo di persona, e volevo dirti del posto speciale che hai nel mio cuore...
    Lui si ammutolì, guardava verso la finestra e poi guardava il soffito e quando io gli parlavo abbassava lo sguardo. Sembrava distrutto, incredulo e impreparato. Ma io dovcevo farlo.
    - Mi dispiace - gli dissi
    - Non preoccuparti, non è la prima volta, è tardi ora forse è meglio che andiamo.
    Lo accompagnai all'aeropoto, non mi rivolse la parola durante il viaggio evitò di guardarmi, mi chiese di non aspettare. ci salutammo velocemente.
    Mi sentivo triste e disperata, la sua presenza nella mia vita era importante, mi toccava nel profondo, nei lati piu' oscuri della mia anima, eppure sentivo una specie di inquietudine, qualcosa che mi faceva sentire in gabbia e non riuscivo a capire cosa. Io volevo stordirmi, volevo volare e lui me lo impediva.
    Ci ho provato ci ho provato, ed ho anche finto, ma non me la sentivo di continuare a fingere. Non so quando è successo nè come sia potuto succedere che ad un tratto mi sia accorta di essermi stancata di lui. Mi annoiava. Ma gli altri non erano migliori di lui e con gli altri non c'era tutta questa intimità. Lui era buono rispettoso, mi ascoltava, si preoccupava per me, a volte era duro ma sincero.... ma forse era proprio questo che mi annoiava di lui.
    Ora avevo tanta paura di perderlo. Ma era un rischio che dovevo correre.
     
    Juan Pedroso

     



    domenica 3 dicembre 2017

    Ci pensai tutto il giorno e poi la notte le scrissi


    La fine di una storia - 1

     

     
    Un giorno lei mi scrive:
    - Il nostro non è un rapporto esclusivo. Dobbiamo essere liberi di avere altre storie altre relazioni.
    Il suo era un tono inusuale, quelle frasi davano l'impressione di essere state meditate a lungo.
    Io con lei mi sentivo libero, lei mi ascoltava e io mi aprivo senza paura, le confessavo i miei segreti e le mie paure, i miei difetti e le mie fantasie. Tra noi c'era una forte intimità, lei era generosa a letto e mi accendeva. Io non mi stancavo mai di di ascoltarla. Ci sentivamo liberi di parlare desiderare e stare in silenzio, ci raccontavamo i nostri segreti le nostre miserie i sogni e le gioie. Eravamo liberi di non esserci e di essere altrove nei nostri pensieri e nel nostro corpo.
    - D'accordo - le dissi - siamo liberi di avere altre relazioni e non abbiamo l'obbligo di confidarle.
    Io a quel tempo avevo una relazione stabile anche se tumultuosa. C'era una forte intesa sessuale, ma non c'era la confidenza e l'intimità che avevo con lei. A lei volevo bene, volevo il suo bene e mi ero dato una sola regola a costo di sembrare freddo e senza cuore: Non causarle per nessuna ragione al mondo dolore.
    Non c'entrava niente la mia relazione con noi due, non toglieva niente ai sentimenti profondi che provavo per lei e perciò avevo deciso di non dirle niente di questa cosa.
    La sua mail non mi lasciò un momento nei giorni seguenti. Perchè all'improvviso ha sentito il bisogno di dover puntualizzare questo fatto che eravamo liberi di avere altre relazioni?
    Mi tornò in mente la nostra corrispondenza. Anche se per un istante a volte avevo la sensazione che non gradiva il tono spinto insistente e monotono di alcune mie mail. Improvvisamente pensai che fingesse, che lo facesse per delicatezza e per non ferirmi. Eppure a volte era lei che si spingeva oltre che proponeva giochi molto spinti. Una volta mi aveva perfino proposto di farlo a tre. Io mi sentivo imbarazzato ma con lei e per lei avrei fatto qualunque cosa.
    Passai molte notti insonni finchè affiorò nella mente ciò che abitava già da tempo nella profondità piu' nascosta della mia coscienza.
    Ha un altro. La verità è che ha un altro che le da quello che io a letto non riesco a darle.
    Per la verità a letto tra di noi, dopo le prime volte (forse successe una sola volta che antrambi volammo fino al cielo, istanti meravigliosi fuori dal tempo e dallo spazio, una dimensione tutta nostra, quella dimensione che la vita non ci aveva dato e non ci avrebbe potuto dare) non era il massimo del piacere, nonostante le nostre buone intenzioni e le nostre fantasie. Io mi sforzavo di darle piacere ma non ho mai pensato di essere così speciale a letto.
    Eppure io la desideravo, non ci vedevamo spesso ma l'attesa mi rendeva felice. Non riuscivo a immaginare l'idea che lei non mi desiderasse più, ero incapace di accettare questa terribile verità.
    Non solo la desideravo, ma le volevo bene volevo il suo bene e la sua felicità, mai mi era capitato di avere un sentimento cosi' profondo e gratuito per una persona.
    Sarei stato capace di rinunciare al sesso con la persona con la quale coltivavo una così grande intimità? Sarei stato capace di accettare la crudele realtà che lei ora non solo cercava altrove cio' che io non riuscivo a darle ma che non voleva avere piu' rapporti intimi con me?
    Avevo tanto paura, mi sentivo come un bambino impaurito e abbandonato.
    Così un giorno decisi che dovevamo chiarire questa cosa per il nostro bene e per il bene della nostra relazione che meritava rispetto. Ci pensai tutto il giorno e poi la notte le scrissi:

    La tua lettera mi ha sorpreso e riempito la testa di dubbi.
    Forse non vuoi avere piu' rapporti con me.
    Perchè, cosa è successo?
    Forse è bene che ne parliamo con lealtà e sincerità. Voglio il tuo bene e non voglio che tu rinunci ad essere te stessa o stia male per colpa mia.
    Forse è meglio che ci vediamo e ci diciamo tutto.
    Potrei venire io da te.
     
    Per alcuni giorni non aprii la posta.
     
    Juan Pedroso

     



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