i. L’importuno L’amata siluette che nudo il piede alla festa la scarpìna allacciata tenera distende e flette, lieve, alta la nuca espone bianca, alata, e indugia nella curva elegante del corpo intero che la disegna, elargendo un suo sorriso distante all’amico che s’avvicina, e segna. D’impeto colto alla bella s’affianca l’uomo felice, prorompendo un fiume di parole argute. Che presto mute le costringe però la Musa stanca ch’un attimo illude di buona sorte ma sola una cauta forma sopporta: di beltà sommessa la sala effonde, silente risplende e tutti confonde. L’agile volo di vita e del fianco lascia l’amico, leggiadra lei siede, velluto di perla al rosso congiunge: è un restar di sasso, quasi un ammanco, il giro di gonna a chi se n’avvede, nudo lo stacco brucia i sensi, e punge. Alberto Nocerino
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lunedì 9 novembre 2015
nudo lo stacco brucia i sensi, e punge.
domenica 8 novembre 2015
Amor che più non amo,
iii. L’ultima festa Amor che più non amo, io ti prego lasciami libero il cuor d’inseguire il sogno del vago e acuto sentire, ormai l’indugio è un vano ripiego che onore non fa a chi non sa mentire; come la sabbia la schiuma del mare le giornate trascorse, gaie ed amare, il nulla le accolse sino a svanire. A nulla ti vale il pianto o la rabbia, strépere e dire e ribattere ancora e ancora accusare o pur dubitare: sia questa la festa che apre la gabbia, si sciolgan le nostre vite sin d’ora, il mondo ne accetti il nuovo tentare! Sì vada a terminare quel tempo d’inganni che il disamore tesse e trama d’affanni e di rancore. Alberto Nocerino
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i. L’importuno
L’amata siluette che nudo il piede
alla festa la scarpìna allacciata
tenera distende e flette, lieve,
alta la nuca espone bianca, alata,
e indugia nella curva elegante
del corpo intero che la disegna,
elargendo un suo sorriso distante
all’amico che s’avvicina, e segna.
D’impeto colto alla bella s’affianca
l’uomo felice, prorompendo un fiume
di parole argute. Che presto mute
le costringe però la Musa stanca
ch’un attimo illude di buona sorte
ma sola una cauta forma sopporta:
di beltà sommessa la sala effonde,
silente risplende e tutti confonde.
L’agile volo di vita e del fianco
lascia l’amico, leggiadra lei siede,
velluto di perla al rosso congiunge:
è un restar di sasso, quasi un ammanco,
il giro di gonna a chi se n’avvede,
nudo lo stacco brucia i sensi, e punge.
Alberto Nocerino