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lunedì 21 agosto 2017

C’è la peste - materiali introduttivi alla festa di Aliano.... 4

materiali introduttivi alla festa di Aliano.... 4

Dobbiamo seppellire la nostra presunzione di specie e aprire una stagione in cui prendiamo atto che c’è la peste. Questa peste possiamo chiamarla autismo corale. Non uccide, corrode i legami anche quando li alimenta. La società della comunicazione altro non è che una gigantesca mascherata per nascondere il fatto che non abbiamo niente da dirci, che non crediamo più agli altri e neppure a noi stessi.
 
In un contesto del genere è veramente penoso vedere come la politica continua a restringere il proprio raggio d’azione spirituale. È un esercizio tecnico in cui il cinismo e la mediocrità vengono scambiati per atti eroici. Non abbiamo bisogno di politicanti che sanno di aria cattiva, che non amano la poesia, non amano i cimiteri, non sono interessati ai tramonti, ai grandi libri, ai gatti. Basta con gli untori dell’opinionismo, quelli che ogni stagione è sempre la loro stagione, quelli che anche con il sole c'è brutto tempo sulla loro faccia.
 
In giro si avverte una confusione inerte e il massacro di ciò che è lieve, lento, sacro, inerme. Adesso per tornare a casa, per tornare assieme nella casa del mondo, ci vorrà una nuova genesi, un nuovissimo testamento.
 
Franco Arminio


domenica 23 luglio 2017

L’autismo corale è nella sostanza un tumore di tutti

la battaglia per rimanere umani

In tanti, non tutti, stiamo combattendo una dura battaglia. Avviene se organizzi un festival, se fai un libro, oppure semplicemente nel tuo lavoro.
 
La battaglia è in corso anche negli amori che cerchiamo o tentiamo di mantenere. Tutto sta avvenendo a un bivio: da una parte qualcosa che possiamo definire l’umano e dall’altra qualcosa che possiamo chiamare autismo corale.
 
L’autismo corale è nella sostanza un tumore di tutti. E questo è possibile per il fatto che siamo connessi e dunque le cellule infette si sono sono estese ovunque, hanno toccato le passioni intime e quelle civili. La velocità vertiginosa dei cambiamenti sta producendo una sorta di immobilità dello spirito.
 
Dunque, prima e principale conseguenza: niente amore, niente rivoluzione.
 
L’autismo corale potrebbe diventare la nostra antropologia definitiva, quella con cui ci congediamo per sempre dall’umano. Non finisce nulla: semplicemente la vita dei vivi viene sostituita dalla vita dei morti. Non è una cosa che deve accadere per forza, si può ancora lottare, ma dobbiamo capire che ogni nostra giornata trova questo bivio e dobbiamo scegliere da che parte stare, dobbiamo sapere che infuria una battaglia sotto anestesia: sta morendo il sogno e pure la ragione.
 
Franco Arminio


venerdì 14 luglio 2017

la nuova droga

Franco Arminio
Del grande incendio narcisista
ognuno di noi è il piromane
il fuochista.

LA NUOVA DROGA
Per chi sale al potere
gli alberi sono cose da indiani
e così pure gli animali
e l’azzuro del cielo e il silenzio
e la luna.
Per i mercanti di potere
il mondo è una cava
e c’è solo da scavare.
Gli alberi che bruciano
sono uno notizia minore,
quello che conta è spacciare
la nuova droga che oscura
il legame con gli altri, il bene comune.
La nuova droga è l’io:
ce l’hanno tutti
e bisogna mostrarlo
agli altri prima che gli altri
lo mostrino a noi.
Del grande incendio narcisista
ognuno di noi è il piromane
il fuochista.
 
Franco Arminio

giovedì 13 luglio 2017

Quanti vigliacchi e figli di puttana

Franco Arminio
dare il potere ai muti
agli incantati,
scappare via dal fumo,
dalla fossa comune dell'attualità.

Quanti vigliacchi e figli di puttana
Quanti vigliacchi e figli di puttana
in questa dannata nazione
che non è mai nata.
bisogna defurbizzare
la repubblica,
dare il potere ai muti
agli incantati,
scappare via dal fumo,
dalla fossa comune dell'attualità.
 
Franco Arminio

mercoledì 12 luglio 2017

la rabbia per gli alberi uccisi

Franco Arminio
La rabbia per gli alberi uccisi
e per questo cielo di fumo

La rabbia per gli alberi uccisi
La rabbia per gli alberi uccisi
e per questo cielo di fumo
mentre ognuno sale e scende
dalle scale della sua vita,
mentre ognuno applaude
se stesso
o morde le sue dita.
ho il cuore girato,
i nervi in fiamme,
mi brucia l'autismo corale
in cui siamo finiti.
 
Franco Arminio
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