Visualizzazione post con etichetta Marcel Proust. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marcel Proust. Mostra tutti i post

venerdì 17 marzo 2017

si ama per un sorriso

Marcel Proust
sorrisi
è impossibile ormai (per quanto crudele sia la realtà che ci vien messa innanzi) togliere quel carattere buono, quella natura di donna amorevole all'essere che ha quello sguardo, quella spalla;...
 
Marcel Proust

si ama per un sorriso link esterno

domenica 10 luglio 2016

vedere l’universo con gli occhi di un altro


Marcel Proust

L’unico vero viaggio, l’unico bagno di giovinezza, sarebbe non andare verso nuovi paesaggi, ma avere altri occhi, vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, vedere i cento universi che ciascuno vede, che ciascuno è.
 
“Questo noi lo possiamo fare con un Elstir, con un Vinteuil: con i loro simili, noi voliamo veramente di astro in astro.”
 
     Marcel Proust


 

venerdì 25 dicembre 2015

Un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa.

"Già da molti anni di Combray tutto ciò che non era il teatro e il dramma del coricarmi non esisteva più per me, quando in una giornata d'inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un pò di tè. Rifiutai dapprima e poi, non so perché, mutai d'avviso. Ella mandò a prendere una di quelle focacce pienotte e corte chiamate "maddalenine", che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione di un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di "maddalena".
 
Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di focaccia toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di tazza di te' straordinario.
 
Un piacere delizioso mi aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M'aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità inoffensive, la sua brevità illusoria, nel modo stesso che agisce l'amore, colmandomi d'un'essenza preziosa: o meglio quest'essenza non era in me, era me stesso.
 
Avevo cessato di considerarmi mediocre, contingente, mortale. Donde m'era potuta venire quella gioia violenta?
 
Sentivo ch'era legata al sapore del tè e della focaccia, ma lo sorpassava incommensurabilmente, non doveva essere della stessa natura.
 
Donde veniva? Che significava? Dove afferrarla? Bevo un secondo sorso in cui non trovo nulla di più che nel primo, un terzo dal quale ricevo meno che dal secondo.E' tempo che io mi fermi, la virtù della bevanda sembra diminuire.
 
E' chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me.
 
Essa l'ha risvegliata, ma non la conosce, e non può che ripetere indefinitamente, con forza sempre minore, quella stessa testimonianza che che io sono incapace di interpretare e che voglio almeno poterle donare di nuovo e ritrovare a mia disposizione intatta, fra poco, per una spiegazione decisiva.
 
Depongo la tazza e mi rivolgo al mio animo. Tocca ad esso trovare la verità.
 
Ma come? grave incertezza, ogni qualvolta l'animo nostro si sente sorpassato da se medesimo; quando lui, il ricercatore, è al tempo stesso anche il paese tenebroso dove deve cercare e dove tutto il suo bagaglio non gli servirà a nulla.
 
Cercare? Non soltanto. Creare. Si trova di fronte a qualcosa che ancora non è, e che esso solo può rendere reale

Marcel Proust La strada di Swann

lunedì 19 ottobre 2015

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso







• Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.

Marcel Proust, Il tempo ritrovato

s
Woman Reading by Candlelight, 1908, Peter Ilsted (1861-1933)






martedì 23 giugno 2015

ricordi





La forza del ricordo è una falce che taglia i tristi fieni dell'oblio.
MAURO CORONA, Il volo della martora


Non solo il passato non è fugace, ma resta fermo.MARCEL PROUST, I Guermantes


"Quegli anni erano più belli nel ricordo che non quando li aveva vissuti":
MILAN KUNDERA,




Meno male che si conservano dentro di sé le cose migliori della vita, altrimenti si potrebbe morire di nostalgia.
HERMANN HESSE

mercoledì 3 giugno 2015

Si ama per un sorriso, per uno sguardo, per una spalla



Si ama per un sorriso, per uno sguardo, per una spalla. Tanto basta. Allora, nelle lunghe ore di speranza o di tristezza, ci si fabbrica una persona, si compone un carattere. E quando, più tardi, si frequenta la persona amata, è impossibile ormai (per quanto crudele sia la realtà che ci vien messa innanzi) togliere quel carattere buono, quella natura di donna amorevole all'essere che ha quello sguardo o quella spalla, proprio come non possiamo, quando invecchia, togliere il suo primo volto a una persona che conosciamo fin dalla sua giovinezza.

Marcel Proust

lunedì 1 giugno 2015

in questo mondo non comunicheranno più



Era cominciata per lei — solo un po' prima di quanto avvenga di solito — quella piena rinuncia della vecchiaia, che si prepara alla morte, si chiude nella propria crisalide, e che è possibile osservare, al termine delle esistenze di lunga durata, anche fra vecchi innamorati che si sono amati molto, fra amici uniti dai vincoli più puri e che, a partire da un certo anno, smettono di affrontare il viaggio o l'uscita necessaria per incontrarsi, smettono di scriversi, e sanno che in questo mondo non comunicheranno più.

Marcel Proust

domenica 31 maggio 2015

tutto finisce



Quanto era stato serrato l'intreccio, quanto era stata rapida l'evoluzione del nostro amore; e, nonostante qualche ritardo, qualche interruzione ed esitazione, quanto ne era stato precipitoso lo scioglimento

Marcel Proust

sabato 30 maggio 2015

desideriamo essere capiti



Desideriamo essere capiti, perché desideriamo essere amati

Desideriamo essere capiti, perché desideriamo essere amati,
e desideriamo essere amati perché amiamo.
La comprensione degli altri è indifferente,
e il loro amore è importuno

Marcel Proust




mercoledì 11 marzo 2015

nostalgia del presente


“Il pittore aveva saputo immortalare il moto delle ore nell’attimo luminoso in cui la donna aveva sentito caldo e aveva smesso di danzare, in cui l’albero era avvolto da un alone d’ombra, in cui le vele sembravano scivolare su uno smalto dorato. Ma, proprio perché l’attimo gravava su di noi con tanta forza, quella tela così fissata nel tempo dava l’impressione d’un’estrema fuggevolezza, si sentiva che presto la donna se ne sarebbe andata, le barche sarebbero sparite, l’ombra si sarebbe spostata; che la notte stava per scendere e il piacere per finire; che la vita passa e gli attimi, mostrati contemporaneamente con tutte le luci che vi si fondono, non si recuperano più

Marcel Proust , Alla ricerca del tempo perduto, Milano, Mondadori, “Meridiani”, vol . II,
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

home