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lunedì 3 dicembre 2018

gli specchi trappole







Il mio amico Antoine Roquentin, per esempio, chiama gli specchi trappole. «Sul muro v’è un buco bianco, – dice, – lo specchio».
[...]
Roquentin si avvicina, la guarda e ne rimane intrappolato, non può piú andarsene. La cosa grigia, superfluo specificarlo ma specifichiamo, è il riflesso del suo volto. Un riflesso che Roquentin, in quelle giornate perdute tra la sua stanza d’albergo e le strade di Bouville, si ferma a contemplare, perché, spiega, non capisce nulla del suo volto:
 
«Quelli degli altri hanno un senso. Ma non il mio. Non posso nemmeno decidere se sia bello o brutto. Immagino sia brutto, poiché me l’hanno detto. Ma questo non mi tocca. In fondo son perfino urtato che si possano attribuirgli qualità di questo genere, come se si dicesse bello o brutto un pezzo di terra o un masso di roccia».
 
Tommaso Pincio



sabato 1 dicembre 2018

il nostro volto appare cosí diverso dall’immagine interiore che abbiamo di noi









Ci si vede brutti, ma non è questo che ci angustia. Nell’attimo in cui viene riflesso in uno specchio, il nostro volto appare cosí diverso dall’immagine interiore che abbiamo di noi, forse perfino dall’idea di volto in generale, che certe categorie perdono di significato.
 
Il senso di perturbante estraneità è meno inusitato di quanto si possa credere e può manifestarsi anche in assenza di specchi. Molti, anzi quasi tutti, lo provano sentendo la propria voce registrata. Oppure vedendosi in foto. In ognuno di questi casi, però, la sensazione giunge in differita.
 
Lo specchio invece ha questa peculiarità: l’attimo in cui una nostra copia viene prodotta e quello in cui ne prendiamo atto coincidono.
 
Tommaso Pincio



venerdì 30 novembre 2018

il nostro falso specchio









La morale della favola è appunto che nessuno di noi si riconoscerebbe, se qualcuno non ci dicesse: Questo sei tu. E va bene cosí, non c’è ragione di vergognarcene. Perché mai dovremmo riconoscerci in qualcosa di esterno, se non di estraneo, alla nostra persona; qualcosa che è parte del mondo che ci circonda e della cui effettiva esistenza a volte dubitiamo?
 
I guai, come spesso capita, si manifestano in un secondo momento, a coscienza acquisita, dopo che ci è stato rivelato l’inganno. Perché, anche in seguito, molti fra noi continuano a non riconoscersi. Si scrutano e, anziché sé stessi, vedono un impostore, un attore che li imita, e pure male. Non potendo confessare qual è la loro impressione senza essere presi per pazzi, si convincono che quella copia infedele sia davvero il loro riflesso, finendo per non piacersi, per odiarsi, e siccome l’odio è un sentimento al quale è facile affezionarsi, a forza di guardarsi allo specchio, una buona parte di questi increduli scontenti sviluppa una contorta forma di odio verso sé che va sotto il nome di narcisismo.
 
Noialtri spiriti meno impulsivi, invece, menti piú filosofiche o almeno melanconiche, restiamo abbarbicati al nostro scetticismo. Insistiamo nel pensare che il riflesso non ci rappresenti, ma evitiamo di dire apertamente: Quello non sono io. Non siamo mica tanto pazzi. Lavoriamo di fino.
 
Tommaso Pincio



Che tortura, gli specchi


Il dono di saper vivere

Tommaso pincio










Che tortura, gli specchi. Rientro in quel novero per niente esiguo di persone che tendono a schivarli; che sussultano di spavento, quando non proprio di ribrezzo, davanti al proprio riflesso. Sussultiamo perché non ci piacciamo? Perché ci vediamo brutti o, peggio ancora, mostruosi? In parte, sí. Ma c’è dell’altro....
 
Tommaso Pincio



giovedì 29 novembre 2018

Melanconia, mi chiamavano,

Buenas noches

Melanconia, mi chiamavano, come il mio falso specchio, e come lui mi incacchiavo.


 
Tommaso Pincio
Il dono di saper vivere

una modalità inversa a quella dei vampiri:









Che specchio perfetto può essere in certi casi la morte. Non sappiamo quando arriverà né come, eppure in qualche modo vi scorgiamo un’immagine di noi, secondo una modalità inversa a quella dei vampiri: a sfuggire alla vista non è il nostro riflesso ma lo specchio nel quale ci osserviamo. Spesso questo specchio è il modo in cui ci raccontiamo, la versione di noi che forniamo a noi stessi o agli altri.
 
Ma se è vero che ogni racconto tende per sua natura a risolversi in una fine, difficile non domandarsi in che cosa consista davvero il fascino di una storia.
 
Tommaso Pincio



sabato 24 novembre 2018

Ogni volta che la vita sembra sfuggirci di mano


Il dono di saper vivere

Tommaso pincio








Ogni volta che la vita sembra sfuggirci di mano e prendere rotte che non riusciamo a invertire, il primo e consolatorio impulso è di dire: « Era destino link esterno », e con questa locuzione – non per nulla perfettamente interscambiabile con: «Era scritto» – di fatto ci consegniamo a un mistero, ci definiamo attori di una pièce che abbiamo interpretato alla perfezione pur non avendo mai letto il copione.
 
Tommaso Pincio

  • comunque li guardi i segni resteranno un y
  • quanto non sopporto la mania di vedere segni nelle cose


  • venerdì 23 novembre 2018

    un nodo irrisolto, una vergogna, un pianto di bambino, una sete di vendetta,


    Il dono di saper vivere

    Tommaso pincio








    Per lasciarmi davvero alle spalle la vergogna di un simile comportamento, avrei dovuto spiegargli la verità fino in fondo; rivelargli che era stata una mossa calcolata.
    [...]
    Cosí mi sono tenuto dentro questa macchia, con il risultato che il suo ricordo non si è mai attenuato. Al contrario: è diventato un’infamia indelebile sulla quale rifletto spesso. Da allora non ho smesso di agire a quel modo; ogni volta che ho passato il segno è sempre accaduto perché davvero avevo perduto il controllo.
    [...]
    Non sarei certo il primo che usa il fascino di una storia o di un personaggio come strumento di persuasione
    [...]
    Al fondo del rapporto perverso che ho intrattenuto con Caravaggio c’è un nodo irrisolto, una vergogna, un pianto di bambino, una sete di vendetta, una maledizione autoinflitta, qualcosa a cui non so dare una definizione precisa ma che mi appesantisce da anni e che avrei voluto spiegare, sublimare, superare scrivendone. Non ci sono riuscito e non mi resta che ammettere la sconfitta.
     
    Tommaso Pincio



    giovedì 22 novembre 2018

    capacità di convincere il prossimo,


    Il dono di saper vivere

    Tommaso pincio








    Vendersi non è che un’abilità necessaria, persuadere l’altro che lo scambio proposto sia conveniente, e non c’è nulla di artistico in tutto ciò, semmai di umano. Il dono di saper vivere non si esaurisce certo nella capacità di convincere il prossimo, ma meno questo talento è sviluppato, piú si avranno problemi nella vita. So di che parlo. Lo so praticamente da sempre.
     
    Tommaso Pincio



    Il dono di saper vivere su Rai Leteratura


    Il dono di saper vivere

    Tommaso pincio








    Il dono di saper vivere di Tommaso Pincio su Rai letteratura:
     
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    Tommaso Pincio

    tacere parlare.....

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