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giovedì 11 gennaio 2018

11 novembre

Simonetta Bachi
Occhi infantili,
sorriso aperto in una foto.

11 Novembre
Ti ho conosciuto nel ricordo
e sei rimasto nel mio cuore.
Occhi infantili,
sorriso aperto in una foto.
Luca il tuo nome.
Passo dopo passo
andavi verso il tuo destino
perché eri migliore di noi.
 
Simonetta Bachi

mercoledì 5 ottobre 2016

non verranno alla meta uno ad uno

Paul Eluard


Un giorno rideranno
Della leggenda nera dove un uomo
Lacrima in solitudine.

Non verremo alla mèta ad uno ad uno

Non verremo alla mèta ad uno ad uno,
Ma a due a due. Se ci conosceremo
A due a due, noi ci conosceremo
Tutti, noi ci ameremo tutti e i figli
Un giorno rideranno
Della leggenda nera dove un uomo
Lacrima in solitudine.

Paul Eluard


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mercoledì 25 maggio 2016

Uno per uno uguaale a uno

Vera Pavlova


Uno per uno è uguale a uno
Uno per uno è uguale a uno Ne consegue che in due sei comunque solo Ne consegue che in due sei una cosa sola con l'altro Ne consegue che l'altro è solo come te.

Vera Pavlova


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mercoledì 11 novembre 2015

1+1 = 11

1+1 = 11
😜
Quante cose e quanto tempo è passato...
Quanta strada per avvicinare le ns anime nude
In un luogo possibile
Tra un prima e un poi...

Se ci ripenso sembra tutto una storia scritta
☺
E una bella storia
Si
Molto bella
Sembra quasi "finta" tra colpi di scena
E cambi d'angolo
😘🌷
Ah si il nostro sguardo e cambiato nel tempo

😙

venerdì 30 ottobre 2015

e resto sospeso nel tuo respiro





Ho steso ora le ali, sono
nella casa modesta
immenso
Rainer Maria Rilke

Nell'attimo in cui ci si sente felici non si ha una percezione diretta dell'attimo, bensì l'abolizione del tempo stesso. ...
E allora la caratteristica della felicità è di farci sentire infiniti, perché il tempo stesso è come sospeso
Salvatore Natoli

...il tuo respiro io berrò per fermare il tempo
per non perderti
*
ove le nostre anime di farfalla danzano sulla luna.
Fra le tue braccia mi riempio del tuo respiro
*
è la carezza della mia mano per ogni tuo respiro
così una fiamma si avvicina ad un'altra per sempre

Baldo Bruno
E resto sospeso nel tuo respiro
in questo misterioso altrove
Marcello C. - 29 ottobre 2015






mercoledì 15 luglio 2015

uno più uno uguale undici



1 = 1
1+1 = 11
da zero a -5 = infinito
7 + 4 = 11
(7 + 15) / 2 = 11


Marcello C.












1 = 1
1+1 = 11
da zero a -5 = infinito
7 + 4 = 11
(7 + 15) / 2 = 11


Marcello C.













martedì 16 giugno 2015

dim­mi che ri­cor­de­rai l’11 no­vem­bre





dim­mi che ri­cor­de­rai l’11 no­vem­bre – dim­mi che non ti ho de­lu­so – Men­tre gri­do al mon­do in­te­ro che mi hai da­to la più gran­de del­le gio­ie – la più in­spe­ra­ta – avrei vo­lu­to mo­ri­re su­bi­to per­ché sen­ti­vo di aver rag­giun­to l’e­stre­ma del­le fe­li­ci­tà… Ada mia – sei di­vi­na – ed ora pos­so di­re – mia – ve­ra­men­te mia. Ti te­le­gra­fe­rò

Arturo Toscanini - lettera ad Ada Mainardi




domenica 14 giugno 2015

sei tu quando ti avvicini a me...sento che mi hai scelta tantissimo tempo fa




— Perché mi ami? — le chiedeva, consapevole tuttavia dell’assurdità della domanda.
Lei, che impiegava dieci minuti a rispondere alla domanda “Che tempo fa?” diceva senza esitare:
— Perché sei tu.
— Sono io, e allora?
— Sei tu. Quando ti avvicini a me, quando mi prendi la testa tra le mani, io ti riconosco.
— Da dove mi riconosci?
— Non lo so. Da molto lontano. Lo sento.
— Che cosa senti?
— Sento che mi hai scelta tantissimo tempo fa e che per me sei capace di tutto.
— Cosa intendi per tutto?
— È come se potessi condurmi al di là dei limiti umani. Erano parole d’amore. Salvator le trovava insolite. Per questo le rivolgeva spesso quella domanda. La risposta variava appena. E quando alla fine prendeva tra le mani il volto di Zoe, lei aveva negli occhi una paura che lo turbava.

Amelie Nothomb - L'entrata di Cristo a Bruxelles - pag. 29
[...]

L’odore di tutti quei fiori fu tanto forte da dare alla testa, e Zoe uscì dal suo torpore. Quando vide dov’era, si stupì. L’emicrania svanì.
L’eccesso di fragranze floreali la mise in uno stato d’animo bizzarro. Fecero l’amore tutta la notte. Dato che erano chiusi dentro e non avevano pensato al cibo, mangiarono nasturzi e glicini. Zoe, che aveva letto troppo Barbey d’Aurevilly, cercò di masticare una rosa: fece una smorfia.
— È buona solo nei macarons — commentò.
— Le rose ci saranno utili per un’altra cosa — disse Salvator.
— È l’unico fiore bello sia intero sia quando se ne spargono i petali.
— Davvero?
Sparse per lei i petali di un giglio, di un’orchidea, di una peonia, di un iris, di un gladiolo, di un pisello odoroso, di un’ortensia, di una sassifraga ombrosa, di una margherita, di un garofano, di un non—ti—scordar—di—me, di una clematide, di una zinnia, di una pneu—de—Cythère, di una camelia nera, di una fucsia e di un dente di leone e la convinse: la frammentazione si confaceva solo alla rosa. Era l’unico fiore che, sparso, aveva un’aria voluttuosa e non agonizzante.
Si fecero un letto di petali di rosa.

Amelie Nothomb - - L'entrata di Cristo a Bruxelles

mercoledì 10 giugno 2015

Allora tu sei la mia lezione più grande




Allora tu sei la mia lezione più grande
l'insegnamento supremo.
Esiste solo l'uno, solo l'uno esiste
l'uno solamente, senza il due.

Mariangela Gualtieri

martedì 9 giugno 2015

su di me s’abbattono tutti i miei ricordi, s’abbattono sul fogliame giallo del mio cuore



L'usignolo

Come un volo strepitoso di uccelli eccitati
su di me s’abbattono tutti i miei ricordi,
s’abbattono sul fogliame giallo del mio cuore
che rimira il suo tronco piegato d’ontano
nello specchio viola dell’acqua dei Rimpianti
che malinconicamente scivola li accanto,
s’abbattono, poi lo stridio malvagio che, alzandosi,
una folata umida va acquietando,
a poco a poco nel folto dell’albero si spegne
e in un momento non si sente più niente,
più niente se non la voce che celebra l’Assente:
più niente se non la voce – così languente –
dell’uccello che fu il mio Primo Amore
che come il primo giorno canta ancora;
e nello splendore triste d'una luna
che sorge pallida e solenne, una
sera d'estate malinconica e pesante
colma di buio e di silenzio, culla
sul turchino che un vento sfiora dolcemente
l'albero che rabbrividisce e l'uccello piangente.


Paul Verlaine

lunedì 25 maggio 2015

lo dicono anche i poeti!


Buenos Dias !!!



[..]
Per questo non saremo mai
la coppia perfetta, la cartolina,
se non siamo in grado di accettare
che solo in aritmetica
il due nasce da uno più uno.
[..]
Julio Cortazar

 
Mio bene, Anima mia
vedi?
lo dicono anche i poeti che
uno più uno fa undici.
Marcello C.

[..]
Per questo non saremo mai
la coppia perfetta, la cartolina,
se non siamo in grado di accettare
che solo in aritmetica
il due nasce da uno più uno.
[..]
Julio Cortazar

 
Mio bene, Anima mia
vedi?
lo dicono anche i poeti che
uno più uno fa undici.
Marcello C.

lunedì 20 aprile 2015

una meta per il vento dell'inverno




c'è una meta
per il vento dell'inverno:
il rumore del mare

Ikenishi Gonsui "Haiku Il fiore della poesia giapponese da Basho all'Ottocento, pag 11

domenica 19 aprile 2015

non c'è una cosa chiamata amore, che sia una soltanto e solo quella



...Noi usiamo il concetto "amore" allo scopo di non vedere le molte cose che esso indica: di non cogliere e apprezzare né la particolarità che è propria di ognuna di esse, né ciò che davvero accomuna alcune e non altre. Usare il sostantivo "amore" e il verbo "amare" è, insomma, come dire trovandosi davanti a un gruppo di persone: "Tutta questa genete...." invece di guardare bene quali persone siano
[...]
Tutte le volte che la usiamo questa parola ci annuncia qualcosa che manca, ma non che manca a noi, bensì soltanto alle lingue della nostra civiltà.
[...]
l'amore...nel nostro linguaggio e nel nostro ragionare, continuiamo a farlo esistere - a parlare l'"amore", a pensare l'"amore", a volere l'"amore" - perchè non appena smettessimo, ci accorgeremmo che non c'è una cosa chiamata amore, che sia una soltanto e solo quella.

Igor Sibaldi - "Eros e Amore", pag. 11

I semi del sorriso che sbocciano nel buio

52

Sono Cortesie minuscole,
Un Fiore in boccio, un Libro,
Sono loro a deporre i semi del sorriso-
Che sbocciano nel buio

Emily Dickinson - 1858 - "Sillabe di seta" pag. 11



Un lampo di paura




Un lampo di paura - un fasto - una lacrima
Un risveglio al mattino e trovare
Che ciò per cui si è svegliati,
Respira un'altra alba.

Emily Dickinson 
"Io lascerò il mio cuore appena in vista", pag 11

domenica 12 aprile 2015

Il numero undici

11

Il numero Undici, insieme al 22 è un numero maestro e rappresenta la potenza, la giustizia e il potere acquisito per meriti e valori in senso positivo e la paura e la decadenza morale, in senso negativo.

Considerato come la via della maturità spirituale e della conoscenza oltre il limite della comprensione umana, è associato a una forte intuizione e una grande apertura mentale.

Idealismo e visione d'insieme sono aggettivi propri del numero Undici che è armonizzato con i ritmi del suo numero base, cioè il 2 (11 = 1+1=2). In questo modo si fondono sia la geniale ispirazione propria dell'11 che le forti capacità intuitive tipiche del numero 2. Questa combinazione erge il numero 11 a simbolo visionario e profetico.

Caratterizzato dalla uguale presenza sia di proprietà maschili che femminili è sovente associato a segreti, legami e vincoli. E' il numero degli amori clandestini, e dei segreti personali. Il numero Undici è numero primo ed è palindromo di se stesso. Nell'alfabeto ebraico la 11esima lettera è la kaf (la lettera K, C dell'alfabeto latino), con valore numerico di 20 e rappresenta la corona e la realizzazione.

Miti e misteri 


***
Con il numero maestro Undici abbiamo la rappresentazione suprema dell’illuminazione e dell’ottica visionaria. Il suo vedere, quindi, va oltre l'apparenza e si spinge fino a raggiungere il vero assoluto. In questa prospettiva il numero Undici accresce e valorizza il significato del numero Due, dato che ne evidenzia sia le azioni catalizzatrici che prettamente spirituali. Possiamo definire l’Undici come il numero della responsabilità: la sua azione vibrazionale, infatti, non è né negativa né positiva.

Le persone, dotate di un grande intuito e di poteri extrasensoriali, sono in grado di percepire situazioni e stati d’animo precluse alle altre. Ma, proprio perché provviste di una coscienza più elevata e di un’abilità a leggere oltre ciò che appare, le persone definite dal numero Undici si troveranno, nel corso della loro esistenza, a sostenere e a superare sempre dure prove. Dagli altri membri della società la persona dell’Undici è considerata “diversa” ma, nonostante ciò, proprio per queste sue innate capacità, le loro opinioni e le loro parole vengono spesso richieste e ricercate.

Il giardino del benessere 

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