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martedì 29 marzo 2016

Quello che avrebbe potuto essere ormai non vale più


Mario Benedetti Chi di noi

 A pensarci bene, forse è una buona occasione per raccontare tutto. A partire da questo presente che ora mi svela vecchi desideri e, il che è molto peggio, vecchie assenze di desiderio.

[..]

Che altro avrei potuto essere? So che questi interrogativi non mi porteranno a niente, ma credo sinceramente, anche se non capisco del tutto perchè, che l'unica cosa che va oltre la mia banalità é proprio ciò che potevo essere e non sono.

La semplice possibilità - fosse anche, nel mio caso, una possibilità frustrata - é sufficiente per dare alla mia vita di oggi un'altra sfumatura. E' cusioso che io sia irrazionalmente convinto che avrei potuto essere migliore e allo stesso tempo ciò sia sufficiente a farmi sentire amareggiato e rassegnato. Provo una sorta di soddisfazione a posteriori nel fantasticare nei possibili sviluppi di certi dubbi del passato e immaginarmi come sarebbe stato il presente se in un certo istante avessi preso un'altra strada. Ma esiste veramente quest'altra strada? In realtà, esiste solo la direzione che prendiamo. Quello che avrebbe potuto essere ormai non vale più. E' una moneta che non accetta nessuno, nemmeno io.

Ma adesso sapevo quanto di più poteva dare, fino a che punto poteva spingersi la sua tensione appassionata, perciò l'interesse fin troppo evidente con cui accoglieva le mie parole mi sembrava, per forza di cose, solo un'attenzione distratta, di seconda mano, che non mi bastava, per quanto non potessi pretendere nient'altro.



Mario Benedetti Chi di noi



 



 

sabato 12 marzo 2016

Letture (estratti dai libri che leggiamo)


@ Alice Munro
@ Andrè Gorz
  • Lettera a D.

  • @ Andrés Neuman
  • Le cose che non facciamo

  • @ Ann Owen
  • Schiava per vendetta

  • @ Annie Ernaux
  • Memoria di ragazza

  • Antonio Tabucchi
  • Si Sta facendo sempre più tardi

  • Claire Vaye Watkins
  • Nevada

  • Domenico Starnone
  • Autobiografia erotica di Aristide Gambia

  • @ Diego De Silva
  • Mancarsi
  • Terapia di coppia per amanti

  • @ Edna O'Brien
    @ Efraim Medina Reyes
  • C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
  • quello che ancora non sai del pesce ghiaccio

  • @ Elena Stancanelli
  • La femmina nuda

  • @ Ercole Patti
  • Un bellissimo novembre

  • @ Eugenio Borgna
  • La fragilità che è in noi
  • Parlarsi
  • La solitudine dell'anima

  • @ Ferzan Ozpetek
  • Sei la mia vita
  • Rosso Istambul

  • @ Igor Sibaldi
  • Eros e Amore

  • @ Javier Marias
  • Un cuore così bianco
  • Domani nella battaglia pensa a me
  • Così ha inizio il male
  • Berta Isla
  • Tutte le anime
  • saggi di Javier Marias
  • Tacere, parlare, ingannare.....

  • @ John Cheever
  • Sembrava il paradiso

  • @ Jonathan Safran Foer
  • Eccomi

  • @ Juan Rulfo
  • Pedro Paramo

  • @ JUlio Cortazar
  • Rayuela (Il gioco del mondo)

  • @ Marco Missiroli
  • Atti osceni in luogo privato

  • @ Mario Benedetti
  • Chi di noi

  • @ Michele Mari
  • Rosso Floyd
  • Cento poesie d'amore a Ladyhawke

  • @ Mircea Cartarescu
  • Perchè amiamo le donne (antologia di racconti)

  • @ Murakami Haruchi
  • Uomini senza donne

  • @ Orhan Pamuk
  • Il mio nome è rosso

  • @ Patrizia Valduga
  • Cento quartine

  • @ Ricardo Piglia
  • Solo per Ida Brown
  • Respirazione artificiale

  • @ Richard Ford
  • Infiniti peccati (antologia di racconti)

  • @ Roberto Bolaño
  • La pista di ghiaccio

  • @ Rachel Cursk
  • Resoconto

  • @ Tommaso Pincio
  • Il dono di saper vivere

  • @ Valeria Parrella
  • Enciclopedia della donna



  • venerdì 11 marzo 2016

    l’erotismo di vario tipo


    Ma, nel bel libro di Marco Missiroli, l’osceno non c’è: c’è l’erotismo di vario tipo (da quello masturbatorio a quello vagamente sadico di certi rapporti interpersonali con donne avute e poi rifiutate), c’è la sessualità del tutto normale dell’adolescenza, della maturità e dell’”adultità” (come l’autore chiama l’età della procreazione responsabile dei figli nel matrimonio), c’è la discussione e la descrizione degli effetti della pletora sessuale sui comportamenti e sulla formazione della mentalità di un ragazzo adolescente, poi giovane e poi adulto, c’è la descrizione – solida e compatta – del come si forma un legame d’amore tra un uomo e una donna, ma l’oscenità non c’è. In un romanzo di formazione come quello di Missiroli, lo spazio non è occupato dal sesso ma dalla sua idealizzazione come pratica liberatoria e come avventura letteraria, come frutto di una crescita che più che dalle logiche dei corpi viene fuori dall’emancipazione ottenuta attraverso i libri.

    Jean Paul Enthoven Giuseppe Panella       Missiroli, “Atti osceni in luogo privato” link esterno
    leggi estratti del libro Atti osceni in luogo privato link esterno di Marco Missiroli.

    l'osceno


    In altre parole, l’ob-scenitas è sempre fuori luogo e fuori tempo rispetto al discorso che lo spazio della scrittura converte e coinvolge. L’osceno è spiazzante perché implica un riferimento a qualcosa che non si dovrebbe fare – cioè non si dovrebbe dire. L’osceno è divertente perché dis-trae dallo scopo principale dell’accoppiamento (cioè la procreazione) concentrandosi sul piacere che produce. L’osceno è felice perché va contro tutte le convenzioni e i riti della convivenza umana infischiandosene bellamente delle preoccupazioni della società dei benpensanti e dei convinti sostenitori della sacralità delle forme istituzionali consolidate della sessualità stessa. L’osceno è qualcosa che compensa dalla banalità e dalla continuità dei giorni della vita quotidiana. L’osceno è la concentrazione della diversità rispetto alla convenzione dei rapporti sociali.

    Giuseppe Panella       Missiroli, “Atti osceni in luogo privato” link esterno

    letture del blog :
    Atti osceni in luogo privato link esterno di Marco Missiroli.

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